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Versione completa: Trozza con caricabasso
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Devo ripristinare la trozza del mio ecume de mer. Le due opzioni sono:
a) ricostruirla come in origine e quindi farla scorrevole tenuta in posizione dal caricabasso.
b) costruirla fissandola all'albero, eliminando il caricabasso, aggiornando le manovre, in particolare aggiungendo il Cunningham, e mettendo degli stopper.
Non ho pretese di far regate o altro, solo delle veleggiate sul lago maggiore /Verbano. Cosa consigliate? Pro e contro delle due soluzioni? Grazie mille
Caricabasso e niente fori. Anche una sollecitazione in meno sulla tuga ma un perché tecnico non lo so: nella mia prima, che aveva la randa di dimensioni analoghe, lo avevo e come regolazione mi piaceva. Suppongo che comunque la randa abbia la presa per il cunningham...
Non conosco la barca nello specifico ma il caricabasso veniva molto comodo quando all'aumentare del vento non si riusciva più a recuperare a sufficienza l'allungamento di drizza e inferitura. Oggi non è più di moda ma materiali e attrezzature sono cambiati tanto...
Ciao CMV88 il mio modesto parere è di mantenere la trozza scorrevole. Sul mio Jeanneau Poker del 1973 ho la trozza scorrevole e relativo caricabasso e la ritengo una ottima manovra non solo come è stato detto in caso di vento teso per recuperare l'allungamento della drizza randa ma è molto più comodo lascare il caricabasso con vento debole per regolare la tensione sull'inferitura e far portare meglio la randa. Saluti e buon vento
se ci fai regate devi bloccare la trozza al segno di stazza e usare il cunningham rischi che il boma scenda sotto la linea e una protesta di stazza, se non le fai.. tienti il caricabasso che come regolazione e' molto piu efficiente.
Direi che al di là di tutto il resto, regate, segni di stazza etc. etc. la discriminante sul bloccare o meno il boma ed eliminare il caricabasso è la presenza o meno di un winch dedicato alla drizza randa o un winch multifunzione ed uno stopper dedicato. Se c'è il winch, il caricabasso non serve e può essere vantaggiosamente sostituito da un cunningham e il boma può essere bloccato e la tensione di inferitura si raggiunge con il winch, se invece non c'è, la randa va issata al segno e la drizza va data volta all'apposita galloccia e poi la tensione di inferitura ottimale deve essere raggiunta mediante il caricabasso.
Anch’io ho la trozza dal boma scorrevole con caricabasso. Mi trovo bene e quando l’ho rifatta l’ho rifatta uguale.
Grazie mille a tutti per i consigli. Penso che inizierò a rifarla mobile, cosi avrò tempo con calma di aggiornare le manovre, magari trovando degli stopper d'occasione a buon prezzo. Ora dopo aver rilevato le quote non mi resta che ordinare l'alluminio e mettermi alla fresatrice. Vi terrò aggiornati.
Oggi ho realizzato la nuova trozza, domani vado a montarla, sperando di non aver fatto cappellate.Smiley57
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Ormai non ho fatto molto foto, altrimenti le cose vanno troppo per le lunghe.
quando uno ha delle mani d'oro come le tue...che ci mette a farsi due stopper?
Christian, per apprendere, che alluminio usi?
Ho usato un anticorodal 6060. Se avessi avuto la trozza origilale da copiare avrei usato probabilmente un alluminio della serie 5000. Ma non avendo la trozza originale ho preferito usare un alluminio non troppo duro, in modo che in caso di sollecitazione anomale sia la trozza a consumarsi / rompersi e non la scanalatura nell'albero. Ho lasciato spessori maggiorati per eventualmente inserire delle boccole di bronzo in caso dovessi notare un usura prematura nello snodo. Non avendo esperienze nautiche pregresse la scelta della lega è stata arbitraria, vedrò come si comporterà negli anni.
(26-01-2020 00:29)ZK Ha scritto: [ -> ]quando uno ha delle mani d'oro come le tue...che ci mette a farsi due stopper?

Grazie per i complimenti, gli stopper però li acquisterò già pronti. Per farli sarebbe necessario troppo tempo. La trozza l'ho rifatta perché non trovavo nulla di compatibile nei vari cataloghi. Mi è costata 5 € di materiale e 4 ore di lavoro.
Eccola in posizione.
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Quando metterò le vele valuterò se modificarla per avvicinare il corno di trozza all'albero, oppure se girare il corno di trozza e basta.
per quelle 4 ore di gioco che chiami lavoro...quanto eri disposto a spendere? io nelle ultime due settimane ho trasformato in trucioli 300 euro di ottimi materiali.. non c'e' nulla di meglio che fare trucioli per star bene con se stessi! e certo che tutto cio che e' lavoro...27
Se trovavo il pezzo originale francespar un 100/150 euro li avrei anche spesi. Non é che mi sia pesato fare i pezzi, anche perché altrimenti non avrei allestito nel corso degli anni un locale hobby dedicato alle lavorazioni meccaniche con diverse macchine utensili. Lo chiamo lavoro perché per me con le macchine utensili ci si lavora e non ci si gioca altrimenti si abbassa la guardia è il rischio di farsi male è in agguato. Ad esempio la fresatrice utilizzata è un aciera F2 degli anni 40 (macchina estremamente versatile e con ottima precisione nonostante gli anni) , con trasmissione a cinghia, tutto in bella vista, ed estremamente pericolosa se non sai dove mettere le mani. Ma paradossalmente sono convinto sia più sicura di molte macchine moderne che fanno abbassare all'operatore la guardia e poi per disattenzione o stanchezza succede il fattaccio.

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Il corno di trozza va bene così come sta. Se lo giri quando prendi le mani tende a ruotare ed il corno non in lavoro va ad appoggiarsi all'albero e diventa inutilizzabile. Eventualmente vanno spostate le brancarelle sulla vela se la posizione non coincide.
Grazie Albert per la tua opinione, che mi rincuora. Come ben dici il verdetto lo daranno le vele (che a dirla tutta sono più mutande che vela, ma per riprendere la mano andranno più che bene). Nelle prossime settimane farò qualche foto e chiederò nuovamente la vostra opinione. Grazie mille a tutti per le opinioni sin qui espresse.
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