I Forum di Amici della Vela
EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - Versione stampabile

+- I Forum di Amici della Vela (https://forum.amicidellavela.it)
+-- Forum: TECNICA E MANUTENZIONE (/forumdisplay.php?fid=12)
+--- Forum: Elettricita' ed Elettronica (/forumdisplay.php?fid=15)
+--- Discussione: EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? (/showthread.php?tid=39284)

Pagine: 1 2


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 01:05

per quest'estate ne devo comprare uno e stavo leggendo un po' di vecchi post con un gruppo d'acquisto che non so se poi ha avuto seguito.
Io navigo prevalentemente da solo (anche se solo in mediterraneo) e quindi credo di dover comprare quello con GPS e attivazione automatica (oltre che manuale).
Chi ha più esperienza può dirmi se esagero ed è meglio altro? mi pare che sull'argomento non abbiamo convenzioni, ma qualcuno l'ha comprato di recente e sa dove si risparmia un po'? se la cosa dovesse interessare a più, si possono riorganizzare gruppi d'acquisto nuovamente.
L'affitto non esiste vero?
BV.

Spostata da Edolo per riorganizzazione forum e modificato titolo per renderlo più consono alla discussione (Vecchio titolo: Epirb)


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - dapnia - 04-03-2010 07:13

L'affitto non mi risulta essere attivo in Italia.
Ho avuto notizia di un'azienda che ha in progetto o sta attuando un servizio di noleggio delle attrezzature di sicurezza, ma non ne so molto.
Ritengo però improbabile che sia possibile affittare un'Epirb perché è nominale e codificato univocamente nel mondo.
Averlo è un'ottima idea, le occasioni di attivarlo potrebbero non mancare anche solo a poche miglia dalla costa.
Ad attivazione automatica e con GPS incorporato è l'ottima soluzione che personalmente ho adottato.
Certo che così protegge la barca in caso di affondamento (automatico) o di grave avaria (manuale), ma non te se sei solo e cadi in mare.
Si può trovare il modo di trascinarlo con se cadendo da soli, dipende da dove lo metti e da com’è la barca.
Scelto il modello si studia il modo.


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - RMV2605D - 04-03-2010 15:56

Finchè si naviga in Mediterraneo, in fascia A1 (Quasi tutto tranne verso le coste africane), l'Epirb non dà nulla di più di un VHF con DSC attivato e collegato al GPS.
In entrambi si pigia un solo bottone al limite!
L'Epirb potrebbe essere l'ulteriore sicurezza nel caso di abbandono, ma, avendo già dato l'allarme VHF, comprensivo di posizione, sarebbe sufficiente un VHF portatile, da portarsi sulla zattera per un homing dei soccorsi.
Prima dell'Epirb vedrei quindi il VHF con DSC attivato (io ho il RAY 55E con stazione principale al carteggio e satellite ala ruota, in entrambe le posizioni ci sono tutti i comandi, compreso bottone rosso del 'Distress').
Serve però SRC che costa poco ma costringe a studiare, peraltro cose utili anche per la gestione dell'Epirb!

Big GrinBig GrinBig Grin


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 21:04

per RMV2605D: ma oltre le 50 mg è comunque obbligatorio l'apparato Epirb con la soluzione alternativa dovrei essere fuori norma, giusto?

per Daphina: tascabili non esistono vero? e comunque automatico e con GPS credo che per il mio caso sia giusto.

BV.


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - RMV2605D - 04-03-2010 21:24

Citazione:ulpiano ha scritto:
per RMV2605D: ma oltre le 50 mg è comunque obbligatorio l'apparato Epirb con la soluzione alternativa dovrei essere fuori norma, giusto?

per Daphina: tascabili non esistono vero? e comunque automatico e con GPS credo che per il mio caso sia giusto.

BV.

Non sono soluzioni alternative. Sarebbe bene utilizzarle entrambe, anche l'epirb che è obbligatorio oltre 50 mg dalle linee di misurazione se del caso.

Big GrinBig GrinBig Grin


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - dapnia - 04-03-2010 22:17

Epirb tascabili ci sono, sono un pò diversi e funzionano sulla frequenza dei 125, che va a morire e serve solo per la ricerca ravvicinata (pochi ascoltano quegli allarmi e la portata è limitata).
L'Epirb è quasi tascabile e si può fare in modo che, se cadi, cada con te.
E' certo il massimo della sicurezza: apparecchiatura professionale, garantisce la risposta immediata perché l'ascolto è continuo e la portata satellitare ed il segnale mai disturbato.
Il VHF, validissimo col DSC, ha un'altra funzione, per certi versi analoga, ma su altre frequenze (non satellitari) ed altre portate, più limitate; richiede il certificato, ma anche se non l'hai lo monti ugualmente, se e quando dovrai usarlo e ti troveranno grazie al suo segnale, sarai felicissimo di pagare le sanzioni.
In barca, se ti allontani un pò sono necessari entrambi.


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 22:21

ok, il portatile è quindi da escludere. Potresti descrivere il sistema che hai sperimentato tu per portarlo dietro in caso di cadute accidentali?
BV.

Citazione:dapnia ha scritto:
Epirb tascabili ci sono, sono un pò diversi e funzionano sulla frequenza dei 125, che va a morire e serve solo per la ricerca ravvicinata (pochi ascoltano quegli allarmi e la portata è limitata).
L'Epirb è quasi tascabile e si può fare in modo che, se cadi, cada con te.
E' certo il massimo della sicurezza: apparecchiatura professionale, garantisce la risposta immediata perché l'ascolto è continuo e la portata satellitare ed il segnale mai disturbato.
Il VHF, validissimo col DSC, ha un'altra funzione, per certi versi analoga, ma su altre frequenze (non satellitari) ed altre portate, più limitate; richiede il certificato, ma anche se non l'hai lo monti ugualmente, se e quando dovrai usarlo e ti troveranno grazie al suo segnale, sarai felicissimo di pagare le sanzioni.
In barca, se ti allontani un pò sono necessari entrambi.



EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - anonimone - 04-03-2010 22:25

Citazione:ulpiano ha scritto:
tascabili non esistono vero? e comunque automatico e con GPS credo che per il mio caso sia giusto.

Esistono i PLB, sono legati alla persona e non alla barca.

Lavorano sulle stesse frequenze, hanno autonomia più limitata, posso avere GPS interno, solo solo ad attivazione manuale.

Non valgono come dotazione di sicurezza obbligatoria.

BV

Questo è uno, ma ce ne sono tanti altri
[hide][Immagine: aquaview.jpg][/hide]


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 22:51

Daphnia, considerando la questione mediterraneo e navigazione in solitario questo?

http://www.ilmarinaio.com/epages/Store.sf/?ObjectPath=/Shops/NautiStore/Categories/%22SPOT%20-%20Recensione%22


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 22:57

Ciao, non lo conosco e non riesco a farmi una idea precisa (come per lo SPOT per intenderci) da quello che c'è scritto. Vedo un po' in giro se trovo altro.

Citazione:anonimone ha scritto:
Citazione:ulpiano ha scritto:
tascabili non esistono vero? e comunque automatico e con GPS credo che per il mio caso sia giusto.

Esistono i PLB, sono legati alla persona e non alla barca.

Lavorano sulle stesse frequenze, hanno autonomia più limitata, posso avere GPS interno, solo solo ad attivazione manuale.

Non valgono come dotazione di sicurezza obbligatoria.

BV

Questo è uno, ma ce ne sono tanti altri
[hide][Immagine: aquaview.jpg][/hide]



EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - anonimone - 04-03-2010 23:17

Citazione:ulpiano ha scritto:
Ciao, non lo conosco e non riesco a farmi una idea precisa (come per lo SPOT per intenderci) da quello che c'è scritto. Vedo un po' in giro se trovo altro.

No, con lo spot non c'entra nulla, lo spot fondamentalmente usa la rete satellitare della telefonia Globalstar per mandare degli SMS.

Questi PLB sono esattamente come gli Epirb, a parte le differenze che ti ho elencato sopra.

Se sei da solo e lo devi tenere addosso è meno ingombrante di un Epirb (anche se ormai esistono epirb di dimensioni piuttosto contenute) e volendo lo puoi usare anche se ti vai a fare un giro tra i boschi od in montagna (scopo per cui sono nati in origine).

BV


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - LiberaMente - 04-03-2010 23:35

Citazione:dapnia ha scritto:
Epirb tascabili ci sono, sono un pò diversi e funzionano sulla frequenza dei 125, che va a morire e serve solo per la ricerca ravvicinata (pochi ascoltano quegli allarmi e la portata è limitata).
L'Epirb è quasi tascabile e si può fare in modo che, se cadi, cada con te.
E' certo il massimo della sicurezza: apparecchiatura professionale, garantisce la risposta immediata perché l'ascolto è continuo e la portata satellitare ed il segnale mai disturbato.
Il VHF, validissimo col DSC, ha un'altra funzione, per certi versi analoga, ma su altre frequenze (non satellitari) ed altre portate, più limitate; richiede il certificato, ma anche se non l'hai lo monti ugualmente, se e quando dovrai usarlo e ti troveranno grazie al suo segnale, sarai felicissimo di pagare le sanzioni.
In barca, se ti allontani un pò sono necessari entrambi.

Per la caduta in acqua da soli (brrrr[:77][:77][:77]che non succeda mai!!) ci sono altre soluzioni forse più efficaci: alcuni autopiloti (es. NKE) se sei in modo vento ed hai al collo il telecomando, oppure un apparato specifico, mettono la prua al vento fermando la barca, se sei in modo bussola girano in tondo, oltre a lanciare un allarme MOB con possibilità di interfacciare tramite un relais un qualsiasi apparato (quindi anche EPIRB).


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - LiberaMente - 04-03-2010 23:37

Citazione:RMV2605D ha scritto:
Finchè si naviga in Mediterraneo, in fascia A1 (Quasi tutto tranne verso le coste africane), l'Epirb non dà nulla di più di un VHF con DSC attivato e collegato al GPS.
In entrambi si pigia un solo bottone al limite!
L'Epirb potrebbe essere l'ulteriore sicurezza nel caso di abbandono, ma, avendo già dato l'allarme VHF, comprensivo di posizione, sarebbe sufficiente un VHF portatile, da portarsi sulla zattera per un homing dei soccorsi.
Prima dell'Epirb vedrei quindi il VHF con DSC attivato (io ho il RAY 55E con stazione principale al carteggio e satellite ala ruota, in entrambe le posizioni ci sono tutti i comandi, compreso bottone rosso del 'Distress').
Serve però SRC che costa poco ma costringe a studiare, peraltro cose utili anche per la gestione dell'Epirb!

Big GrinBig GrinBig Grin

Ma per attivare il DSC non è necessario avere un codice assegnato, che a sua volta richiede SRC?


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 04-03-2010 23:55

è vero, ma salire quando non si è scesa la scaletta, lo abbiamo detto, talvolta è impossibile (io poi ho la poppa a cofano di maggiolino...manco ce proverei...)

Citazione:LiberaMente ha scritto:
Citazione:dapnia ha scritto:
Epirb tascabili ci sono, sono un pò diversi e funzionano sulla frequenza dei 125, che va a morire e serve solo per la ricerca ravvicinata (pochi ascoltano quegli allarmi e la portata è limitata).
L'Epirb è quasi tascabile e si può fare in modo che, se cadi, cada con te.
E' certo il massimo della sicurezza: apparecchiatura professionale, garantisce la risposta immediata perché l'ascolto è continuo e la portata satellitare ed il segnale mai disturbato.
Il VHF, validissimo col DSC, ha un'altra funzione, per certi versi analoga, ma su altre frequenze (non satellitari) ed altre portate, più limitate; richiede il certificato, ma anche se non l'hai lo monti ugualmente, se e quando dovrai usarlo e ti troveranno grazie al suo segnale, sarai felicissimo di pagare le sanzioni.
In barca, se ti allontani un pò sono necessari entrambi.

Per la caduta in acqua da soli (brrrr[:77][:77][:77]che non succeda mai!!) ci sono altre soluzioni forse più efficaci: alcuni autopiloti (es. NKE) se sei in modo vento ed hai al collo il telecomando, oppure un apparato specifico, mettono la prua al vento fermando la barca, se sei in modo bussola girano in tondo, oltre a lanciare un allarme MOB con possibilità di interfacciare tramite un relais un qualsiasi apparato (quindi anche EPIRB).



EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - dapnia - 05-03-2010 03:22

La risposta e l'argomento risultano un pò lunghi ed ora non ho molto tempo.
Ne parliamo stanotte o domani.


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - ulpiano - 05-03-2010 04:30

ci mancherebbe, a tuo buon cuore...

Citazione:dapnia ha scritto:
La risposta e l'argomento risultano un pò lunghi ed ora non ho molto tempo.
Ne parliamo stanotte o domani.



EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - Williwaw - 05-03-2010 06:07

Io ho lo Spot ed ho attivato il contratto da poco.
Rispetto ad un DSC senza SRC ha i seguenti vantaggi e svantaggi.
Vantaggi:
1. non occorre patentino
2. funziona in tutto il mondo, escluso l'indiano meridionale
3. puoi mandare non solo messaggi di emergenza globale, ma anche messaggi di OK, con la tua posizione, visibile su Google Maps,, richieste di aiuto generico ai tuoi familiari od amici, (su fino a 10 cellulari o e-mail, programmabili in ogni momento
4. Con un sovrapprezzo di 11 euro hai un'assicurazione che copre i costi di recupero e salvataggio fino a 100.000 dollari, in tutto il mondo

Svantaggi:
1. si pagano 99 euro anno (più 11 di assicurazione)
2. Non credo sia legalmente accettato come un Epirb, anche se fa riferimento alla stessa rete mondiale di assistenza e salvataggio.

Io comunque sono soddisfatto: l'ho provato in giro e funziona velocissimamente, anche da una macchina in movimento e la posizione rilevata è precisa ai 10 mt. Inoltre lo dò ai figli quando sono in giro per il mondo e me lo porto per dare mie notizie quando sono in vacanza lontano o in barca.


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - dapnia - 09-03-2010 06:55

Ho buttato giù qualche considerazione che non esaurisce il discorso, ma è già un buon spunto di riflessione.

Come introduzione all’argomento radio boe (Epirb, Sart, Mob, ecc.), vorrei esporre il mio punto di vista sulla sicurezza a bordo in generale.

Prima di qualsiasi discorso sulla sicurezza è bene chiarire alcuni concetti, che se non condivisi, rendono inutile ogni altra considerazione.
Il più importante tra tutti è che col mare non si scherza, mai!
Il che non vuol dire ammantare di incombente tragedia anche un giretto in barca, ma avere sempre la consapevolezza della situazione e dei limiti, propri, degli altri e delle attrezzature.
Partiamo poi dal principio che in mare nulla è sicuro in modo assoluto, così come niente è abbastanza solido; se il mare ci si mette rompe tutto e fa cose impensabili.
Detto questo si può però arrivare ad avere la ragionevole certezza di aver fatto “tutto” quanto possibile per navigare in sicurezza.
Ed in quel “tutto” sta il nocciolo del problema: per un giro sul pattino, il tutto può già rappresentare una ciambella, un’ancora con qualche metro di cima ed una crema solare, per una navigazione già di poche miglia dalla costa, può servire ben altro.
E’ evidente che la lente attraverso la quale guardare i problemi della sicurezza e che può anche distorcere la corretta visione della realtà, è rappresentata dal grado di coscienza e dal senso di responsabilità del navigante.
Sono sempre pericolosissimi i ragionamenti tipo “Tanto navigo da solo e rischio come mi pare” o “Ma sì, arrivo solo fino a là fuori, cosa vuoi che succeda”o, il peggiore, “Ma io sto sempre entro le sei/dodici/cinquanta miglia” perché in caso di accidente la distanza dalla costa, il sole o la pioggia, il giorno o la notte, non fanno la differenza e nella migliore delle ipotesi si mettono a rischio le attrezzature e le vite: propria, dell’equipaggio e dei soccorritori, che intervengono, anche se il pirla di turno ha avuto in spregio le più elementari misure di sicurezza.

Un ultimo accenno ad alcuni fatti su cui riflettere.
- Già a due o tre miglia al largo, con un minimo di foschia estiva, la costa non si vede e ritornarci può non essere così intuitivo.
- In una bella giornata, con il cielo inizialmente sgombro, il sereno può rapidamente girarsi in un temporale, anche brutto, specie nella bella stagione.
- Quando il grillo, il bozzello, o un altro qualunque pezzo dell’attrezzatura, usurato o semirotto (“Ma sì usiamolo fin che tiene”) rendendo l’anima a Dio, cosa che succede sempre nel momento meno adatto, può trasformarsi nella famosa “Arma letale”.
- Da ultimo, sul vezzo di non usare mai il giubbetto, perché “tanto so nuotare” o le cinture perché si pensa faccia rude uomo di mare, giova ricordare che così si sono persi anche Tabarly e Moitessier, grandi uomini di mare con immensa e reale esperienza, traditi forse dal loro amato mare che non è mai amico ed anche dopo una lunga frequentazione, sempre punisce l’eccessiva confidenza.

Detto questo ho preventivamente chiarito il mio punto di vista sull’argomento sicurezza in mare, che può essere anche non condivisibile, ma certo non criticabile per l’invito ad eventualmente eccedere nelle cautele.

Ed ora parliamo di radio boe, che rappresentano una delle maggiori sicurezze possibili nel campo della salvaguardia della vita in mare.
Ve ne sono principalmente di tre tipi: Epirb, Sart e Mob, tutti validi per quello per cui sono stati pensati, con applicazioni diverse, se pur simili, ma non equivalenti.
Epirb, acronimo di Emergency Position Indication Radio Beacon, è una radio boa che trasmette sulla frequenza satellitare dei 406 MHz, usando come riferimento il sistema Cospas Sarsat a copertura mondiale; la localizzazione dell’origine del segnale ha un’approssimazione di poche decine di metri.
Questi apparecchi sono codificabili quindi il segnale ha un nome e cognome, rapidamente verificabili, ed i tempi di attivazione dei soccorsi si riducono ad un paio di ore.
In Italia la stazione di riferimento è a Bari Palese, da dove l’allarme corredato dai vari riferimenti, viene inoltrato alle strutture di competenza.
Alcuni sono attivi anche sulla frequenza dei 121.5 MHz, che è quella da tempo usata dagli aeromobili, da notare che il sistema Cospar Sarsat tende ad eliminare in un prossimo futuro gli apparecchi che trasmettono solo su questa frequenza, perché, non sono codificabili, quindi non essendo associabili ad un identificativo, resta ignoto il richiedente.
La frequenza dei 121.5 è tuttora utile per la ricerca ravvicinata, ma ha una precisione nell’individuare il segnale di qualche miglio.
Gli apparati più recenti lavorano sulle due frequenze coprendo tutta la gamma di ricevitori; quelli di ultima generazione hanno incorporato un ricevitore GPS che ne rileva e trasmette in continuo, insieme al segnale di soccorso, l’esatta posizione. Questa funzione è della massima utilità, perché aggiorna continuamente la posizione della fonte del segnale. Ne consegue che se la radio boa è stata portata a bordo della zattera di salvataggio, ne velocizza il ritrovamento.
I modelli più dotati hanno anche la funzione SAR, che invia un segnale di soccorso identificabile come tale e rilevabile da tutti gli apparecchi Radar.

SAR, in pratica è un riflettore radar attivo che quando è messo in funzione invia un segnale di soccorso ben identificabile da tutte le unità dotate di radar (se lo hanno in funzione).
Ha una discreta portata, ma serve “solo” a quello.
E’ evidente che non sostituisce l’Epirb, ma è utile, in aggiunta ad esso, per esempio quando si è già sulla zattera o si è alla deriva, o si ha un’altra emergenza, infatti, mentre il segnale dell’Epirb richiede un collegamento satellitare, il segnale del SAR è rilevato da ogni radar, anche quello di un peschereccio o di una barca a vela.

MOB, (Man Over Board), si tratta di un segnalatore personale (da polso, da collo, da tasca) che può essere attivato manualmente, o dotato di meccanismo che lo attiva per contatto con l’acqua o dotato di un sistema di taratura che lo attiva quando si allontana più di una distanza predefinita dalla stazione base o da un altro apparato master.
Qualche modello ha un GPS interno che segnala la posizione, qualche altro ha un radiocomando che, più o meno in automatico, trasmette un comando al radiopilota, o al pilota automatico, o ad una stazione ricevente che attua un qualche comando agli organi di controllo della barca, altri modelli hanno una funzione di ritrovamento che traccia sullo schermo del sistema di navigazione la rotta seguita dopo la caduta del tipo e la sua posizione.
Sono apparati la cui tecnologia è in rapida evoluzione ed ogni nuovo modello ha funzioni più evolute.
In genere si usa per dare l’allarme all’equipaggio e per ritrovare l’uomo caduto a mare, o per “”sperare”” d’intervenire da lontano sui comandi della barca, se solitari si fa un tuffo imprevisto.

Lo Spot è sostanzialmente una specie di telefonino, utile anche quello, non omologabile come dotazione di sicurezza, con autonomia un po’ limitata; un parente povero del telefono satellitare, che non sostituisce.

Dei PLB ha già detto tutto Anonimone.

Vi sono anche altri sistemi più o meno validi (molti si sono salvati con il telefono satellitare), ma la normativa prevede solo Epirb e Sar.

Quale tra tutti gli oggetti in commercio ti può servire dipende da te, da cosa vuoi fare, dal tuo grado di prudenza; a rigor di termini tutto, ma a voler vedere anche altro.
Le sicurezze sono una delle cose che vanno ragionate ed adottate in funzione delle situazioni previste, limitandole o meno con sano buon senso.

Ho un vecchio Epirb tascabile (se vuoi te lo regalo), lavora solo sulla 125, è ancora intestato al Vecchio proprietario della barca (Tedesco), avevo chiesto un preventivo per le modifiche e la rimessa in funzione….ho comprato uno dei migliori Epirb ed ho speso poco di meno.

Per come fare a trascinarselo dietro è macchinoso e difficile da spiegare per iscritto, se ci vediamo in giro alla mia barca te lo dimostro, ma per ogni barca penso si debba trovare la soluzione adatta.

E concludo: una cosa è l’affondamento, l’abbandono della barca, la zattera, un pericolo o un’avaria che richieda assistenza esterna, cosa ben diversa è il cadere fuori bordo.
A mio avviso quando si cade in mare il problema principale non è farsi venire a prendere dai soccorsi, ma raggiungere la barca, non annegare trascinati dal cordone di sicurezza e, beccata la barca risalire a bordo, cose davvero molto difficili da farsi da soli.
Per risalire la migliore possibilità è una plancetta a filo acqua, scalette, cime con o senza nodi, sistemi di risalita ed altri marchingegni, sono per fisici poco meno che bestiali (a meno che la forza della disperazione non faccia il miracolo, succede!) ed andrebbero collaudati prima.
Per esempio in una giornata con onda formata, ci si veste di tutto punto (maglione, stivali, cerata, giubbetto, ecc.), ci si lega accuratamente, ci si assicura il fondamentale aiuto/assistenza di un paio di amici ben dotati, si mette la barca in rotta a velocità modesta ed in ordine di navigazione con tutte le prudenze che si pensa di attuare, come cime trascinate, scalette, ecc.
Ci si butta….e si avranno parecchie sorpresine quali: il giubbetto ci mette un po’ ad aprirsi, difficile tenere la testa fuor d’acqua trascinati e si beve parecchio, vedere la barca che va è una delle peggiori esperienze, ed anche sapendo che c’è gente che ti riprenderà, l’angoscia è notevole, ecc.
A quel punto gli amici mettono alla banda e la barca o gira in tondo o si ferma….raggiungetela e risalite, gente!
Provare per credere.
Big Grin


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - dapnia - 09-03-2010 07:10

Citazione:Williwaw ha scritto:
Io ho lo Spot ed ho attivato il contratto da poco.
Rispetto ad un DSC senza SRC ha i seguenti vantaggi e svantaggi.
Vantaggi:
1. non occorre patentino
2. funziona in tutto il mondo, escluso l'indiano meridionale
3. puoi mandare non solo messaggi di emergenza globale, ma anche messaggi di OK, con la tua posizione, visibile su Google Maps,, richieste di aiuto generico ai tuoi familiari od amici, (su fino a 10 cellulari o e-mail, programmabili in ogni momento
4. Con un sovrapprezzo di 11 euro hai un'assicurazione che copre i costi di recupero e salvataggio fino a 100.000 dollari, in tutto il mondo
Svantaggi:
1. si pagano 99 euro anno (più 11 di assicurazione)
2. Non credo sia legalmente accettato come un Epirb, anche se fa riferimento alla stessa rete mondiale di assistenza e salvataggio.

Io comunque sono soddisfatto: l'ho provato in giro e funziona velocissimamente, anche da una macchina in movimento e la posizione rilevata è precisa ai 10 mt. Inoltre lo dò ai figli quando sono in giro per il mondo e me lo porto per dare mie notizie quando sono in vacanza lontano o in barca.

Ho già scritto in altro post del tipo che intorno agli anni sessanta, la data precisa non la ricordo, in una bella giornata di sole, al largo della costa ligure, senza alcuna imbarcazione né terra all'orizzonte, sparò dal suo yacht, bello garndino, un razzo di soccorso per provare come funzionavano.
Nel giro di un'ora spuntò dall'orizzonte una nave che ci raggiunse per prestare soccorso....era la Raffaello.
Non ho assistito ai dialoghi (ero un ragazzo ed a quei tempi i ragazzi dovevano stare al loro posto) so che chiarito il malinteso e riprese le reciporche rotte, la cosa ebbe un seguito.
Se non ricordo male si parlò di 4/5 milioni dell'epoca tra rimborsi danni e sanzioni.
Normalmente i soccorsi, se dovuti e reali, sono gratuiti, ma 100.000 dollari, se dovessi pagare un serio intervento di soccorso, forse basterebbero per l'IVA.
Big Grin
Certo: meglio di niente!Cool


EPIRB, VHF+DSC, SPOT. Cosa scegliere? - kriss - 23-09-2010 00:36

moitissier è morto di cancro in un ospedale di parigi. non credo che un epirb gli sarebbe stato di grande aiutoCoolCool