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Crociera corsa (Napoli)
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Trixarc Offline
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Crociera corsa (Napoli)
by Napoli (2013)

E' fine settembre e sono su un aereo di linea diretto da Napoli a Genova dove tra un paio d'ore dovrò prendere in consegna una barca che devo portare a spasso per una settimana in Corsica.
Le premesse non sono delle migliori, il figlio dell'armatore ha deciso di prendersi la barca e fare una crociera con alcuni compagni di studi... l'idea di scarrozzare per una settimana una banda di giovinastri irrequieti e privi di qualsiasi esperienza di mare non mi attira proprio, ed il fatto che il padre abbia acconsentito solo a patto che si portassero dietro un tutor esterno (io) sembra deporre male nei confronti dei ragazzi.
Dal finestrino dell'aereo guardo preoccupato il mare qualche migliaio di metri più sotto: è tutta una distesa di spuma per centinaia di km.
Ormai ci avviciniamo all'Elba, l'aereo è già basso di quota e la situazione è abbastanza tosta.
Poi superata l'Elba, dal lato Nord, come per magia, le cose sono molto diverse ed il mare decisamente più tranquillo... ora capisco perché il Ligure viene considerato un Mare a se stante e non un settore del Tirreno!
Una volta atterrato vengo ritardato dai cani antidroga che decidono di annusare la sacca in cui tengo le mie cose ed abbaiare... un team di poliziotti in borghese mi è subito intorno circondandomi torvo e minaccioso... manco fossi un trafficante di droga!
Senza troppi complimenti mi ingiungono di posare la borsa, svuotare le tasche e prendono i miei documenti.
Addirittura pretendono di essere loro a svuotare la sacca e non mi consentono di toccarla.
Perplesso dentro di me penso che non avendo cibo all'interno della sacca forse i cani avranno annusato la scatola di medicine che mi porto appresso... i poliziotti ovviamente non trovano nulla e non fanno niente per nascondere la loro incredulità. Alla fine diranno che i cani antidroga non hanno fiutato le pillole ma spesso si eccitano se sentono la gomma di pinne e maschere (che avevo nella sacca).
Superato il piccolo incidente esco a fare conoscenza con il figlio dell'armatore: lungi dall'essere il giovinastro che mi aspettavo incontro un ragazzo dall'aspetto pulito e dai modi educati.
Ci rechiamo al marina dove facciamo conoscenza della barca, un Dufour 414 Trophy,

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dove i cugini (nonché soci di barca) ci spiegano quanto necessario e capisco che il mio interlocutore conosce abbastanza poco la barca del padre.
Sistemiamo le ultime cose, controlliamo il motore ed i livelli ed il resto della giornata trascorre facendo una cambusa degna di 3 famiglie per un mese (preoccupante la dose di alcolici acquistata!) fino a quando col calar della notte partiamo alla volta di Macinaggio dove dobbiamo imbarcare gli altri ospiti l'indomani.
Il vento è assente e c'è un residuo di maretta fastidiosa, issiamo la randa per stabilizzarci ma la novantina di miglia della traversata non avranno storia poiché saranno solo una lunga smotorata.
Le prime luci del giorno ci colgono nei pressi della Giraglia
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ben presto siamo a Macinaggio dove ormeggiamo e attendiamo gli ospiti.
La mattinata trascorre in porto attendendo gli arrivi di persone dalle varie capitali europee, non appena tutti a bordo si esce per andare a fare il bagno ed iniziare la crociera intorno al “dito”.
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Il pomeriggio trascorre tra bagni ed aperò (un lungo e ricco aperitivo prima del tramonto che diventerà il segno distintivo della crociera).
A bordo è una Babele, si parla indifferentemente italiano, francese e inglese, spesso una frase viene iniziata in una lingua per continuare in un'altra e finire nella terza!
Il giorno dopo si parte per andare sul lato ovest il pranzo si farà nella rada di Centuri, paesino delizioso ma aperto al Maestrale.

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Il pomeriggio sarà caratterizzato da una bella veleggiata per raggiungere San Fiorenzo, dove trascorreremo la notte in porto.
Il giorno dopo si parte ad orario comodo per il Desert des Agriates e precisamente la zona di Perasola, il vantaggio è che – a quell'ora la brezza è già intorno ai 10-11 nodi e la barca fila via a 7-8 nodi con facilità.

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La zona di Perasola è magnifica, il mare di un colore splendido e le poche persone sulla spiaggia fanno quasi da sfondo a dei cavalli selvatici.
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Ormai con la barca c'è feeling, peccato che non riesca a reprimere un piccolissimo senso di fastidio quando quella bandiera tricolore (ma blu, bianca e rossa) mi accarezza le spalle mossa dal vento.
Per la notte ci dirigiamo a Isola Rossa dove tuttavia evitiamo di entrare nel porto all'apparenza poco accogliente.
Per cercare riparo dal maestrale mi infilo ad ovest del promontorio e calo l'ancora. Non sarà una notte tranquilla perchè facciamo la ruota in una specie di anfiteatro di roccia poco più ampio della ruota stessa. La protezione dal maestrale è buona ma le onde sbattono sulla roccia e provengonmo da mille direzioni facendoci ballare tutta la notte.
All'indomani le previmeteo danno un discreto maestrale in arrivo e quindi torniamo sul lato est del dito dove fondiamo a nord delle Finocchiarole, di fronte ad una torre diroccata.
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La rada ci regalerà uno splendido bagno al tramonto ed una notte tranquilla.
Alle 5.00 mi sveglio pronto a soddisfare il desiderio degli ospiti di andare a Capraia. Parto con il buio nel massimo silenzio che riesco a mantenere, ma quando la barca inizia a sbattere per il mare formato si alzano tutti e mettiamo le vele. Ormai siamo a Capraia e scegliamo di circumnavigarla in senso orario.
Il mare è cresciuto, con oltre 20 nodi ed onda corta e ripida, siamo tranquilli fino alle formiche ora la navigazione diventa decisamente allegrotta e bagnata, qualcuno inizia ad accusare freddo e mal di mare.
Ma ormai siamo già fuori il porto di capraia.
Contattiamo il marina per vedere se ci ospita mentre facciamo colazione ed in attesa di decidere se passare la notte li o andare all'Elba. Quelli del maarina accettano dibuon grado.
Dopo l'alzataccia e la navigazione impegnativa fare colazione ai tavolini del bar è una giusta ricompensa.
Si decide che il paese è poco interessante per l'esuberante gioventù e quindi di effettuare carburante e ripartire. Ormeggiamo all'inglese, effettuiamo rifornimento e abbiamo il ns bel da fare per ripartire dato che il vento ci schiaccia in banchina e lo spazio di manovra è ridotto dalla presenza di un enorme yacht a prua.
In qualche modo ne usciamo e facciamo rotta sull'Elba, il vento è calato e con esso il mare ma riusciamo comunque a veleggiare con un buon ritmo fino a S. Andrea, poi entrati in protezione dell'Isola dobbiamo accendere il motore.

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La notte la passeremo in porto a Marciana.
Il giorno dopo ci ha raggiunto la perturbazione che attendevamo e il cielo nuvoloso ci vedrà protagonisti di numerosi bagni e veleggiate sulla costa nord e una sosta al noto ristorante sulla spiaggia in zona Procchio.
Dopo un paio di giorni passati così il tempo inizia a farsi tiranno e alcuni hanno un aereo in partenza da Bastia.
Ripartiamo alla volta di Bastia sotto un cielo grigio e nei pressi di S. Andrea parte il mulinello della canna da traina, rimango 3-4 minuti con la canna piegata all'inverosimile senza guadagnare né cedere filo, poi all'improvviso la canna si raddirizza... si è slamato. Mai avevo avuto dall'altro lato della lenza qualcosa del genere, sembrava di aver preso uno scoglio.
La delusione è forte ma rimetto il Testarossa in acqua, convinto che non mi ricapiterà più un'occasione simile, più che altro per non vedermelo in barca a memoria dell'occasione persa.
Dopo pochi minuti la scena si ripete... identica purtroppo anche nell'epilogo!
Dopo un po issiamo le vele e navighiamo tranquilli quando dalla dx vedo arrivare un traghetto nero con una grossa scritta sulla fiancata ARMAMENTO SARDO. La rotta è evidentemente di collisione, noi siamo a vela e dovremmo avere la precedenza, osservo un po la situazione e verifico che l'angolo è costante. Decido di modificare io la rotta suscitando qualche protesta nell'equipaggio che mi fa notare che abbiamo precedenza. Ad ogni modo gli sfiliamo di poppa e passiamo praticamente nella scia con l'acqua che ribolle ancora, segno che se avessi mantenuto la rotta sarei finito sotto la sua prua.
A bordo non si scorge nessuno.
Qualche tempo dopo, in quelle stesse acque. un traghetto con quella stessa scritta sulla fiancata si scontrerà con un ben più visibile traghetto Moby a riprova di turni di guardia tutt'altro che vigili!
Giungiamo a Bastia e prendiamo posto nell'avanti porto del porto vecchio.
Mentre siamo a poppa a fare una doccia con la pompa sulla banchina noto qualcosa in acqua, mi chino, infilo un braccio in acqua e tiro fuori un polpo di oltre mezzo chilo. Le ragazze non fanno a tempo a fermarmi che lo sbatto di forza in terra per ucciderlo, le grida di sdegno mi sommergono... vai a sapere che erano animaliste convinte e mi ingiungono di ributtarlo a mare. Obietto che ormai è più morto che vivo e non avrebbe senso ma non c'è nulla da fare e lo devo ributtare a mare (me lo porto ancora sulla coscienza!).
E' l'ultimo giorno di vacanza e dopo un bel giro per Bastia si torna a nanna che qualcuno ha l'aereo già all'alba.
L'indomani è domenica e dobbiamo tornare da Bastia a Genova, siamo rimasti in tre, gli stessi della traversata dell'andata.
Sin da venerdi per la domenica ben 4 meteo italiani danno vento da EST con forza variabile da 3 a 4 a seconda degli orari.
Meteofrance invece parla di 25 nodi di maestrale con raffiche a 50 nodi in attenuazione nella seconda metà della notte. In effetti dalle alture dietro la città vengono giù delle forti raffiche da maestrale.
Siamo indecisi sul da farsi.
Un belga che vive a bordo in una barca vicina a noi ci informa che ha saputo da amici - via radio - che intorno a Capo Corso c'erano 35 nodi, sconsigliandoci di partire.
A pochi metri c'è la capitaneria, indeciso entro a chiedere consiglio facendo notare la differenza fra le previsioni ed essendo la mia prima volta in Corsica voglio capire di quali fidarmi.
La domanda è superflua poiché hannno un monitor acceso su Lamma, comunque mi rispondono di dar retta a Lamma che viene seguito anche dai loro pescatori.
Intanto però lì c'erano delle potenti raffiche di maestrale....
Allora, consapevoli della situazione, e soprattutto di dover combattere con vento rafficato, ma essendo schermati dalle onde dalla costa decidiamo di partire per Macinaggio, vedere la situazione, fermarci li per fare il pieno e poi attendere la notte e decidere se traversare o meno.

Partiamo, con una mano di terzaroli e genova parzialmente rollato, più ci avviciniamo a Cap Corse più le raffiche diventano violente, la sbarca sbanda eccessivamente e perde velocità, un po' per prudenza per poter reagire in sicurezza alle potenti raffiche che s'incanalano tra i monti un pò per avere un assetto più veloce e confortevole, prendiamo la seconda mano.
Le raffiche arrivano a 33.7 nodi, la media è intorno ai 19/20 nodi. La radio continua a dare avvisi di Securité con burrasca da NW forza 7 e raffiche di 50 nodi.
In poco tempo siamo in vista di Macinaggio nella cui rada le raffiche sembrano abbastanza libere di sfogarsi, ci ridossiamo sotto un poggetto e chiudiamo la randa, le ultime due miglia le facciamo con un fazzoletto di genova aperto (al massimo la base aperta sarà stata un metro e mezzo)... nonostante la barca sia praticamente senza tela fa 6 nodi!
Entrati in porto facciamo carburante e il benzinaio ci informa che appena fuori Cap Corse ci sono 35 nodi con raffiche a 50 e 3 metri di onda.
Il benzinaio – che sembra capirne – ci avvisa che domani Metofrance prevede Nord 4 che sarebbe alquanto scomodo sulla rotta per Genova e ci consiglia di partire nella seconda metà della notte eventualmente fuggendo il mare con rotta su Livorno se le cose fossero poco gestibili.
Ormeggiamo per riposare un po e attendere gli eventi, ci guardiamo in volto... dicendoci “fin qui è stato tutto divertimento ma ora si fa sul serio!” ora non possimo permetterci di fare caXXate.
Ora non abbiamo più internet e telefoniamo in Italia, tutti i meteo italiani sono d'accordo nel dare Est 10-16 nodi.
Prendiamo una bibita calda (in realtà gelata!) al tavolino di un bar, i miei occhi sono puntati al cielo che si tinge di rosa, mi rendo conto che in quota le nubi vanno da Est verso ovest... è la prova che aspettavo è il segno che il Maestrale sta iniziando a cedere.
Si va a nanna, la sveglia è fissata per le 22 per mollare gli ormeggi... ma chi riesce a dormire?
Quando lasciamo Cap Corse l'onda si fa sentire ma non sono certo 3 metri, il vento è meno rafficato e varia tra i 14 e i 18 nodi, mare e vento sono da Maestrale, si va su Genova.
Il resto è una lunga traversata con un misto di mare vecchio e onda viva da Maestrale fino alle 4 del mattino, quando il mare si calma.
L'alba ci accoglie con brutte formazioni nuvolose da EST, ma in mare non c'è vento. Saremo a 2 ore da Genova e faccio appena a tempo ad indicare agli altri quelle formazioni nuvolose additandone la pericolosità che dopo una ventina di minuti partono due trombe d'aria. Il tutto disterà almeno 5 miglia a poppa, comunque per prudenza giù la randa che tanto non porta e non abbiamo bisogno di stabilizzarci.
Il mattino genovese ci vede impegnati a rassettare la barca ed è con una certa nostalgia che la saluto quando mi riaccompagnano in aeroporto.
08-09-2014 13:23
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Trixarc Offline
Tutor AdV

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RE: Crociera corsa (Napoli)
Il link della discussione è http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=93215
08-09-2014 13:24
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