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Settembre in Croazia (Masquerade)
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Settembre in Croazia (Masquerade)
by masquerade (2014)

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MERCOLEDÌ 27 AGOSTO 2014
Organizzare l'equipaggio per una crociera in barca diventa sempre più difficile, col passare degli anni!
I figli sono ormai grandi, gli amici pieni di impegni e acciacchi così alla fine siamo io e mia moglie su masquerade. Poco male! Abbiamo fatto tante crociere da soli, quando i figli erano bimbi e Franca non dovrebbe aver dimenticato del tutto gli anni nei quali mi faceva da prodiere sul tornado.
Oggi è finalmente una bella giornata di sole, dopo che la decima perturbazione del mese di agosto se ne è andata, in questa pazza estate di pioggia e le previsioni promettono alcuni giorni di tempo stabile.
Terminato il lavoro, alle 13,00 carico i bagagli sulla Y, una impresa ardua visto che oltre a indumenti e vivande debbo stivare il bombolino, il tender che giaceva in soffitta da anni, ripulito da polvere e muffa e il fuoribordo Suzuki 2.2 usato che ho acquistato ieri, per sostituire il vecchio motorino ormai inchiodato e del quale ho perso i documenti.
Non c'è molto traffico sulla strada per l'Istria e, alle 15,30 raggiungiamo Parenzo. Scaricati i bagagli vado a procurarmi un po' di valuta (100 € = 757 kune) e a risolvere il problema della ricarica della SIM dell'Ipad. Ho infatti avanzato 400 kune, l'anno scorso,e non sono riuscito a riattivarle con le ricariche da 30 kune, acquistate nei WE precedenti. Al negozio della VIP mi spiegano che la ricarica da 30 kune ripristina il traffico per solo 10 giorni mentre quella da 50 per 3 mesi e mi risolvono il problema.
Rientrato in barca mi tocca immergermi in porto per rimuovere dall'elica il sacchetto di nailon messo 15 giorni fa da mio figlio, dopo averla ben ripulita e lustrata.
Qualche altro lavoretto, gonfiare il tender, montare il nuovo supporto per il motorino e viene l'ora di cena.
Andiamo da Sandor, per la solita tartare coi crostini e la palacinka wine chateaux accompagnata da un calice di prozek, il vino dolce dalmata dai profumi intensi. Pagato il conto (270 kune) ci concediamo una passeggiata digestiva sul decumano prima di rientrare in barca.

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GIOVEDÌ 28 AGOSTO 2014
Nella notte si è levata la bora che ha abbassato la temperatura costringendoci alla ricerca del piumino.
Soffia ancora vigorosa, tra le sartie, quando suona la sveglia delle 5,30. Una manata al telefonino e mi giro dall'altra parte fino alle 6,30 quando un nuovo trillo insistente mi costringe ad alzarmi.
Il cielo è coperto quando lasciamo l'ormeggio, alle 7,00 per iniziare la navigazione verso S. Soffia un borino sui 15 kts. e mi limito ad aprire 1/3 di genoa per aiutare il motore, mentre Franca continua a poltrire.
Mi raggiunge in pozzetto per fare colazione verso le 8,30, quando ormai siamo davanti a Rovigno.
Il vento, sui 20 kts., superato l'arcipelago dell'isola Rossa, viene da Levante, quindi quasi di prua, costringendoci a una bolina stretta e sollevando una miriade di schizzi che ogni tanto ci lavano.
La situazione migliora nel canale di Fasana, all'interno dell'arcipelago delle Brioni e, superata, l'imboccatura del porto di Pola, proseguiamo verso il faro di Porer.
Il cielo resta coperto e un grosso cumulo nembo, gonfio di pioggia, staziona sul Quarnero, per cui decidiamo di non rischiare e di ridossarci a Veruda, nel fiordo di Val Cagoia, dove, alle 12,00 ormeggiamo a un gavitello libero in fondo alla rada. Sostiamo un paio d'ore, per un bagno e uno spuntino, mentre il cielo si rasserena e il vento gira a maestro.
Alle 14,00 riprendiamo la navigazione, al giardinetto, fino al faro di Porer, all'estremità meridionale dell'Istria, dove inizia il Quarnaro e troviamo ad attenderci la bora.
Il primo impatto e' piuttosto sgradevole, con i due venti contrapposti che si scontrano sulla linea dei bassi fondali del faro sollevando un mare incrociato frangente di spuma.
Poi l'onda si stabilizza così come il vento, sui 15 kts., e proseguiamo di bolina larga, col genoa ridotto di 1/3.
Le onde sono abbastanza discoste e non frangono regalandoci, tutto sommato, una piacevole traversata verso Unie. Qui il vento cala e l'andatura si allarga permettendoci di aprire tutto il genoa. Costeggiamo le due isole Canidole, la grande e la Piccola e troviamo ancora qualche frangente nell'attraversare il canale per raggiungere il fiordo della Valle Augusta, il porto di Lussin Piccolo.
Alle 19,00 raggiungiamo la baia di Artatore dove diamo fondo all'ancora in 10 m. d'acqua.
Non abbiamo voglia di mettere in acqua il tender per scendere a terra così prepariamo in barca delle penne al prosciutto e piselli, ottime con una bottiglia di chiaretto del Garda.
Una smazzata a carte, una pelinkovac e un ultima occhiata al cielo incredibilmente rilucente di stelle nel buio della notte senza luna, prima di rintanarci in cuccetta mentre la bora soffia violenta tra le sartie.
Miglia marine percorse 60

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VENERDÌ 29 AGOSTO 2014
Non ho dormito bene, il sonno più volte interrotto dal sibilo della bora tra le sartie, tra vibrazioni, gemiti e scuotimenti di masquerade, quasi fosse viva e soffrisse per le raffiche che arrivavano continue, oltre i 30 kts. Poi di tanto in tanto il vento cessava del tutto, come in un asmatico che deve riprendere fiato, in un silenzio assordante fino al respiro liberatorio della raffica successiva.
L'ancora Delta ha comunque fatto il suo dovere. Non ci siamo mossi di un metro quando, alle 6,00, mi alzo per spegnere la luce di fonda e verificare la situazione. Il cielo è terso, di un blu intenso, venato di rosso a oriente; il mare di un nero cobalto, screziato dalle raffiche che si rincorrono verso il largo. Fa freddo e tutto tace ancora sulle altre barche ferme in rada per cui mi rintano in cuccetta.
Mi alzo alle 8,00, per il primo bagno rinfrescante, per la felicità del nutrito banco di occhiate che staziona sotto la barca.
Alle 9,00 lasciamo la rada e, aperte le vele, dirigiamo verso Premuda.
Succede raramente, quando si naviga a vela, di trovare la giornata perfetta! Questa promette essere una di quelle! 15-20 kts. di vento al lasco, mare calmo, di un azzurro cupo, screziato da piccole creste candide, che il sole tinge con pennellate dorate. Masquerade corre veloce, a 7-7,5 kts. stabile sulla rotta, consentendoci di godere del tepore del sole.
Il vento diminuisce progressivamente, mentre ci avviciniamo a Premuda, fino a scomparire del tutto mentre si fanno avanti i primi sbuffi del maestrale.
A mezzogiorno ci fermiamo a Masarine- San Ciriaco, sulla sponda W dell'isola di Premuda per fare un bagno nel basso fondale dall'acqua turchese striata dal nero della posidonia.
Proseguiamo a motore, costeggiando Premuda, Scarda, Melata-Molat fino al Passaggio delle Sette Bocche-Sed Movrace dove, alle 14,00 facciamo un altra sosta e un altro bagno in una baietta riparata. Il maestro non è riuscito a distendersi e residua una leggera brezza di borino, insufficiente a gonfiare le vele e a rinfrescarci.
Alle 15,30 raggiungiamo l'insenatura meridionale di Biribini-Brbinj su Isola Grossa-Dugi Otok dove ormeggiamo in rada su uno dei gavitelli che fronteggiano la folta pineta di pini d'Aleppo. Un bagno per rinfrescarci e imbocchiamo il sentiero nel bosco che porta al porticciolo e al piccolo borgo. Per la serata prenotiamo un tavolo al ristorante Antonio, affacciato sul porto, e approfittiamo per fare provvista di frutta nel piccolo market.
Rientrati in barca incontriamo l'ormeggiatore e paghiamo la tariffa per il pernottamento, 170 kune.
Ancora qualche bagno e, alle 19,30 andiamo a cena. Come antipasto ordiniamo dei dondoli alla busara, seguiti da scampi e calamari alla griglia.
Pagato il conto, 478 kune, rientriamo in barca.
Miglia marine percorse 42, Totali 102

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SABATO 30 AGOSTO 2014
Notte tranquilla, in rada, l'anticiclone si è ben disteso e non si muove una foglia. Nessun rumore se non il ticchettio ininterrotto delle chele dei granchietti che evidentemente hanno organizzato un convegno amoroso sotto la nostra chiglia. Il cielo è sereno quando apro il tambucio, non un filo di vento a strinare il mare liscio come una lastra di piombo. L'atmosfera è ormai settembrina, gonfia di rugiada che inzuppa la coperta e che il sole ancora tiepido stenta ad asciugare.
Alle 9.00 sbarchiamo per fare una passeggiata fino al porto principale di Biribini.
Rientriamo alle 11,00 per riprendere la navigazione verso S.
Alle 13,00 arriviamo a Zaglav, la baia su Isola Grossa-Dugi Otok dove c'è il distributore di carburante. Facciamo il pieno di gasolio (73 l. = 824kune) e riprendiamo la navigazione a motore verso Incoronata. Il maestrale non si è disteso, solo qualche sprazzo increspa il mare quando arriviamo a Katina. Come sempre scelgo il Proversa Vela, il Passaggio sud di Katina, contrassegnato dai merigli in pietra, affascinante varco largo 50 metri coi suoi 2 metri di fondale.
Alle 15,30 arriviamo a Levernata-Levrnaka, uno degli isolotti che coronano Incoronata e ormeggiamo al pontile galleggiante della konoba " Levrnaka".
Trascorriamo il pomeriggio nella spiaggia "caraibica" di sabbia fine e candida aperta sul mare aperto fino alle 19,00 quando rientriamo in barca.
Per cena abbiamo ordinato una tartare di tonno seguita da una aragosta di 800 gr. cotta al vapore che ci dividiamo equamente, la testa a me, la coda a Franca. Con un simile menù non si può bere il vino della casa così ordino una bottiglia di malvasia Kozlovic che vale tutte le 190 kune che costa. Il conto, come previsto, è sostanzioso (967 kune) ma: "Semel in anno licet insanire!"
Una grappa al miele per digerire il tutto e rientriamo in barca.
Miglia marine percorse 20, totali 122

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DOMENICA 31 AGOSTO 2014
Il cielo è ancora sereno quando mi alzo, alle 8,30, ma una velatura lattiginosa preannuncia il cambiamento. È infatti previsto l'arrivo di una grossa perturbazione che dovrebbe raggiungere la Dalmazia in serata. Lunedì poi il tempo sarà sempre perturbato con pioggia copiosa, una situazione noiosa da affrontare in una piccola isola. Decidiamo pertanto di raggiungere una città grande, Sebenico o Zara e alla fine la scelta cade su Zara. Non ho però voglia di andare nel marina cittadino, affollato, sporco e "costoso" ma piuttosto in uno dei marina di Ugliano-Ugljan ovvero Oltre-Preko o Sant'Eufemia-Sutomiscica.
Lasciamo Levernata alle 9,00, prima dell'arrivo del gommone del Parco e dirigiamo a motore verso il faro di Sestrica. Il mare è calmo, appena segnato da qualche refolo di scirocco. Per passare il tempo risaliamo il fiordo di Porto Tajer-Telascica per poi attraversare il passaggio N di Katina-Proversa Mala. A mezzogiorno diamo fondo all'ancora nella baia di Pinizelic, all'estremità settentrionale di Zut per una spuntino e un pomeriggio balneare. Grossa novità, quest'anno si può mangiare e bere tranquillamente in pozzetto senza essere aggrediti da nugoli di api e vespe. Evidentemente le piogge copiose e la fioritura del timo e altre essenze nelle isole le distraggono.
Alle 15,30 lasciamo la baia. Si è levato un leggero maestrale appena sufficiente a gonfiare le vele e aiutare il motore. Poco più di un ora e siamo in vista del ponte di Zdrelac che unisce l'isola di Ugliano a Pasman. Sula riva il solito pescatore a sbracciarsi urlando "Non ci passate!". Masquerade ci è passato già molte volte negli anni scorsi e quindi, se la luce del ponte è ancora 16,5 m. e l'albero, con questa umidità, non è cresciuto, dovremmo farcela anche questa volta. Infatti non tiriamo giù niente, anche se l'antenna sembra fare il solletico alla campata. Diversamente è andata a un grosso catamarano charter con bandiera americana, che ha lasciato sulle putrelle lo strallo di prua e che incontriamo ancorato nell'insenatura dopo il ponte mentre l'equipaggio sta cercando di evitare che venga giù l'albero.
Alle 18,00 raggiungiamo il marina di Oltre-Preko dove ormeggiamo. Una passeggiata per il paese ci convince che nessuno dei ristoranti "turistici" merita una cena di pesce. Ripieghiamo sulle costolette di agnello, un piatto di carne mista e un boccale di birra croata alla konoba "Petrina", un locale nei pressi dell'approdo dei traghetti. Pagato il conto, 259 kune, rientriamo in Marina. Qui incontriamo Marco, un AdV col quale scambiamo quattro chiacchiere mentre a NW i lampi annunciano l'arrivo della perturbazione. I primi goccioloni ci costringono a un rapido commiato e rientriamo in barca.
Miglia marine percorse 27, Totali 149

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LUNEDÌ 1 SETTEMBRE 2014
Notte un po' "tormentata" in marina. Prima tuoni e fulmini a elettrizzare l'aria, poi l'onda sollevata dalla bora che solleva i tombini sulla foranea in un clangore assordante.
Infine un "qualcosa" che zampetta nella notte in coperta raspando la vetroresina! Sorcio, gabbiano arrapato, omini verde di Marte...... non so! Quando mi sono deciso ad andare a controllare non ho visto niente!
Ha comunque piovuto buona parte della notte per cui indugiamo in branda fino oltre le 10,00. Quando ci alziamo il cielo è coperto e soffia bora scura. Alle 11,30 raggiungiamo il molo del traghetto per Zara. Acquistati i biglietti, 18 kune a persona, saliamo sul Ferry Boat che in 25 minuti attraversa il canale di Ugliano. Ha piovuto a dirotto, un bomba d'acqua che ha allagato le porte di accesso nelle mura della città tanto che dobbiamo salire sui bastioni per raggiungere il centro storico senza bagnarci. Visitiamo il Decumano, l'area del Foro, la chiesa di S. Donato dalla caratteristica pianta rotonda e la cattedrale. Verso le 13,00 il cielo diverta nero e si preannuncia un altro scroscio di pioggia. Ci rifugiamo in un ristorante, la Konoba "Martinac" A-Paravije 7 - tel. +385-(0)98-308869 un locale nella zona nord del centro dall'aspetto accogliente, tavoli e panche di legno massello e un grande camino. Il cameriere, onestamente, ci sconsiglia il pesce, "solo orate e branzini d'allevamento quest'oggi!" Ripieghiamo su un insalata di polpo e patate, ottima e dei calamari ripieni di gamberetti con una salsa di pesto di basilico e un paio di birre. Pagato il conto, 299 kune, riprendiamo la visita alla città fino alle 15,30, quando l'ennesimo nuvolone ci consiglia di imbarcarci sul primo traghetto per Oltre-Preko.
Trascorriamo il resto del pomeriggio in barca fino alle 17,00 quando finalmente il sole si fa strada tra le nuvole in un maestoso arcobaleno. Ne approfittiamo per fare una passeggiata e rinnovare le provviste di frutta e verdura. Rientrando in porto incontriamo Marco e Flavia che ci invitano sulla loro barca per il the.
Tra una chiacchiera e l'altra facciamo le 20,15 quando rientriamo su Masquerade. Una pasta e fagioli per riempire lo stomaco accompagnata da una bottiglia di Lugana mentre la bora riprende a soffiare con forza.

MARTEDÌ 2 SETTEMBRE 2014
La bora soffiava violenta, quando siamo andati a dormire, tra il clangore e lo scampanellio delle drizze degli alberi e le vibrazioni e i fremiti dello scafo sugli ormeggi.
Poi all'improvviso, nel cuore della notte, tutto è cessato e mi sono svegliato di soprassalto per il silenzio "assordante" e l'immobilità della barca.
Il cielo è ancora nuvoloso quando mi alzo, alle 8,00, e una leggera brezza muove appena le palette dell'anemometro.
Solo la pesante nube a glassa, tipica della bora, che avvolge le vette della catena dei monti della Morlacca-Velebit conferma le previsioni di meteo Spalato che danno 50-55 kt. di vento nel Canale di Velebit.
Pagato l'ormeggio, 708 kune per due notti ( circa 45 € die) lasciamo il marina alle 10,00. Il vento, inizialmente assente, aumenta rapidamente man mano che risaliamo il Canale di Zara costeggiando Ugliano. Ci saranno una trentina di nodi quando raggiungiamo il passaggio di Rivanj, navighiamo con 1/3 di vela e le onde corte e frangenti spazzano continuamente la coperta. A farne le spese la nostra piantina di basilico, travolta da un maroso e dispersa in mare. Il mare si quieta nel bacino interno, protetto da Rivanj e Sestruni e la bora al giardinetto ci spinge rapidamente verso Sferinacco-Zverinac. Alle 12,30 raggiungiamo il paese. Ci sono alcune barche già all'ormeggio. Tre riempiono il molo interno all'approdo del traghetto, un paio sono in andana sui corpi morti esterni e anche il nuovo porticciolo più a sud sembra tutto occupato. L'ormeggiatore ci fa segno di entrare in quest'ultimo. In effetti c'è uno spazio tra due barche che da fuori sembrava troppo esiguo ma calza a pennello per Masquerade. Completato l'attracco ci concediamo uno spuntino prima di riordinare tutte le cose mal fissate sparse per la barca.
Nel frattempo comincia a piovere, continuerà fino alle 16,30 quando finalmente si apre qualche spiraglio a occidente. Ne approfittiamo per una passeggiata sul sentiero lungomare a N del paese, un'ora e mezza di escursione nella macchia mediterranea profumata dalla fioritura del mirto e del rosmarino.
Sul porto incontriamo l'ormeggiatore che ci presenta il conto per il pernottamento di Masquerade, 130 kune compresa la corrente, 10 kune in meno che in giugno 2013.... meglio così!
Alle 20,00 andiamo a cena alla konoba "Zverinac" l'unico ristorante dell'isola. Abbiamo ordinato un vassoio di dondoli alla buzara per proseguire con uno scorfano di 1,2 kg. al forno con patate, pomodori e cipolle. Una bottiglia di Zlathina, il vino bianco aromatico di Verbenico, sull'isola di Veglia-Krk ci aiuta a digerire il tutto. Dopo la palacinka , il caffè e la travarica, la grappa alle erbe, arriva il conto, 733 kune, poco meno di 100 €, sicuramente meritati.
Ricomincia a piovere quando rientriamo in barca.
Miglia marine percorse 18, Totali 167

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MERCOLEDÌ 3 SETTEMBRE 2014
Il cielo è coperto quando ci alziamo, alle 9,00 e la bora soffia ancora intensa. Lasciamo l'ormeggio alle 10,00 per risalire il canale verso il Passaggio delle Sette Bocche-Sed Movrace. Come ormai d'abitudine, in questi giorni, mi limito ad aprire 1/3 di vela, più che sufficiente per farci correre a 6 kts. di bolina, cercando di prevenire le raffiche continue dovute alle alture di Zverinac.
Lungo la costa W di Melata-Molat il vento gira a Tramontana, aumentando di intensità fino a 30-35 kts. Provenendo direttamente da prua solleva spuma e spruzzi che ci inzuppano e ci fanno decidere di serrare le vele e navigare col solo motore rasentando la costa.
Proseguendo lungo la sponda di Isto-Ist, il vento gira a grecale e diminuisce progressivamente d'intensità fin quasi a una brezza. Alle 13,30 prendiamo un gavitello nella rada di San Ciriaco-Krijal Masarine, il porticciolo sulla sponda W di Premuda. Il cielo comincia a schiarire e, verso le 15,00, è completamente sereno mentre il sole riscalda l'aria finora autunnale. Dopo un bel bagno nell'acqua turchese, chiazzata di nero dalle posidonie, sbarchiamo col tender per fare una passeggiata fino al paese, arroccato sul dorso della collina. Al rientro in barca ci viene incontro la barchetta dell'ormeggiatore per riscuotere il dovuto, 165 kune, (15 kune al metro) e proporre il suo ristorante per la serata. Trascorriamo il resto del pomeriggio prendendo il sole e facendo qualche bagno.
Per cena decidiamo di restare in barca. Sacrifico mezza bottiglia di Franciacorta per farci un risottino allo spumante, innaffiato con l'altra mezza bottiglia.
Miglia marina percorse 18, Totali 185

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GIOVEDÌ 4 SETTEMBRE 2014
Non è stata una notte tranquilla! La risacca ha fatto ondeggiare come un pendolo Masquerade per tutto il tempo, inoltre una nutrita delegazione delle famigerate zanzare di Premuda, peculiarità di quest'isola, minuscole ma tenaci, è venuta a tenerci compagnia.
Il cielo è coperto ma non piove quando ci svegliamo, alle 9,00. L'isola ci protegge adeguatamente dal vento che si indovina soffiare insistente, al di fuori del ridosso. Lasciamo il gavitello alle 10,00, diretti verso Lussino.
"Un destino di ..... bolina!" Sembra essere il leimotiv di questa crociera. Infatti, dovendo navigare per rotta 330* il vento viene giusto da N, una bella Tramontana, alquanto insolita in queste acque dominate da Borea. Fuori da Premuda incontriamo una 15ina di kts. che ci obbligano a una bolina stretta mentre le onde corte frangono sulla prua e spazzano la coperta. Il vento cresce mentre ci avviciniamo a Lussino, fino a 20-25 kts. sollevando creste di spuma che sembrano correre sul mare plumbeo. Nostra meta Lussin Piccolo ma decidiamo di non raggiungere il fiordo di Valle Augusta, porto principale dell'isola, un imbuto molto esposto e pericoloso con vento dai quadranti settentrionali e un ormeggio difficile da portare a termine, sui pontili galleggianti del marina cittadino. Preferiamo raggiungere la baia di Cigale-Cikat, aperta sul mare, nella sponda W dell'isola, dove si trova un piccolo marina. Il vento soffia forte anche all'interno della rada quando vi arriviamo, alle 12,30, e non mi fido a manovrare di traverso per inserirmi nel posto sul pontile galleggiante interno indicatomi dall'ormeggiatore. Preferisco ormeggiare in andana, di poppa, al lato esterno, sottovento, del nuovo molo in cemento. È infatti sufficiente lanciare a terra e assicurarci sui cavi d'ormeggio di poppa per fermare la barca e poi completare con calma il fissaggio delle trappe a prua.
Il piccolo marina del diving di Cigale è quasi vuoto, quasi tutto occupato solo il pontile galleggiante davanti alla reception, solo 4 barche sul nuovo molo in cemento. Tra queste una coppia di italiani su un motoscafo di una decina di metri. Sono fermi qui da tre giorni, bloccati dalla bora, in attesa di attraversare il Quarnero e ci chiedono informazioni sul mare "La fuori!".
Il cielo, nel pomeriggio si rasserena e andiamo a fare una passeggiata nella pineta di Cigale fino a Lussin Piccolo. I pontili galleggianti del centro sono quasi tutti pieni così come i posti del marina vicino al ponte girevole. Raggiungiamo il piccolo mercato della frutta per fare provviste prima di inerpicarci sulla scalinata tra i giardini delle ville ottocentesche costruite dai capitani dei bastimenti a vela che che fecero la fortuna di questi luoghi per ritornare a Cigale. Prima di rientrare in barca pago il pernottamento in marina, 481 kune, per poi concederci un bel bagno rinfrescante nel mare fuori della baia.
Per cena andiamo alla konoba "Cigale" nella baia vicino alla reception del Marina. Ordiniamo una tagliata di manzo e un piatto misto di carne e, per dessert, una crema di ricotta con le more e un calice di prozec, il vino passito dalmata.
Pagato il conto , 430 kune rientriamo in barca.
Miglia marine percorse 14, Totali 199

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VENERDÌ 5 SETTEMBRE 2014
Notte tranquilla, solo qualche raffica di bora, di tanto in tanto, fa tintinnare le drizze e vibrare le barca. Il cielo è in gran parte sereno quando ci alziamo alle 7,30. Il tempo di preparare la barca alla traversata e alle 8,00 siamo in navigazione. Il mare è calmo e soffia un leggero borino sui 7-8 kts. che spinge appena Masquerade, di bolina larga rotta 310*. A farci compagnia, sulla stessa rotta, almeno una decina di altre vele, uscite dal fiordo della Valle Augusta. Alcuni scelgono di lasciare le due isole Canidole-Srakane, la grande e la piccola, a sx. Altri, come noi, sulla dx per approfittare del ridosso fino a Unie. Infatti la bora comincia a montare, 10, 15, 20 kts. quando attraversiamo il braccio di mare per arrivare a Unie. Qualche raffica supererà i 25, davanti alla penisola del piccolo aeroporto dell'isola. Noi riduciamo le vele a 1/3 e ci prepariamo alla traversata, le 16 miglia di mare aperto del Quarnero. In realtà il vento si stabilizza sui 15 kts. e le onde sono ben distanziate e raramente frangono di spuma. Preso il ritmo navighiamo senza problemi e, dopo qualche miglio, decido di aprire ancora 1/4 di genoa per avere più potenza a prua nel cavalcare le onde. Gli effetti si vedono subito e guadagniamo su quasi tutte le altre barche che stanno attraversando insieme a noi. Le grandi onde si rincorrono come neri vagoni di un treno, nel golfo, ed è un piacere riuscire a governarle orzando e poggiando al bisogno. A mezzogiorno siamo già al faro di Porer, l'estremità meridionale dell'Istria dove termina la traversata coi suoi rischi e il suo fascino. Qui la terraferma sopravento offre un ridosso e possiamo aprire tutta la vela e lasciare alla barca esprimere tutta la sua velocità. Alle 13,00 siamo di fronte a Pola, ingaggiati con un Oceanis 42' che ci farà compagnia fino a Rovigno. Decidiamo di passare esterni alle Brioni per avere più vento e più passo. Alle 15,30 raggiungiamo Rovigno e l'isola Rossa. Qui la bora cessa lasciando il passo a una debole tramontana quasi maestrale che viene direttamente da prua. Siamo stanchi di veleggiare e facciamo l'ultimo tratto a motore per raggiungere Parenzo, alle 17,00. Nove ore per percorrere 63 miglia, 7 nm. di media! Non male per la mia "vecchietta"!
Ormeggiati al nostro posto, cominciamo le pulizie e il rassetto di Masquerade.
Per cena andiamo da Sandor, tartare di manzo per me, wienerschnitzel per Franca, due birre fresche e palacinka wine chateaux con un calice di prozek per concludere.
Pagato il conto, 305 kune, una passeggiata prima di tornare in barca.
Domani si rientra in Italia.
Miglia marine percorse 63, Totali 262

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Appendice gastronomica
Ieri sera Walter, un personaggio eclettico, pescatore e pittore che ha una piccola galleria dove vende i suoi quadri in centro a Parenzo, ci ha consigliato un buon ristorante, sulla strada tra Vertegnello e Umago. Non è facile arrivarci, nei viottoli di campagna che solcano la brughiera dell'entroterra istriano. Alla fine lo troviamo, a Buscina, una frazione di Marija na krasu, abbastanza vicino all'uscita dell'autostrada Y per Umago. La konoba taverna "Buscina" tel. +385-(0)52-732088 - +385-(0)52-742218 http://www.konoba-buscina.hr è un locale situato in un casale in pietra, perfettamente integrato nella campagna istriana. Molto curato nell'arredamento e nella preparazione dei tavoli, offre un menù ben assortito sia di carne sia di pesce nella tradizione della cucina locale. Ordiniamo un antipasto misto di salumi e prosciutto istriano, formaggi e carpaccio di manzo di Boscarin, una razza peculiare della regione, fuzi coi porcini e peka di agnello con patate e vino refosco. Per dessert gelato con fichi caramellati e crema con le more fresche e un calice di moscato istriano. Pagato il conto, 546 kune, riprendiamo il viaggio verso casa.

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(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 04-11-2014 21:05 da Trixarc.)
04-11-2014 20:52
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Trixarc Offline
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04-11-2014 21:06
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