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Ritorno a casa (pulce)
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Ritorno a casa (pulce)
by pulce (2012)

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Martedì 2 ottobre.... Il treno di mezzanotte per Trani procede spedito nella notte e il mattino, puntuale e di buon'ora, arrivai che la città dormiva ancora profondamente.
È bello e triste partire... a casa le mie piccole staranno ancora dormendo, e ho sempre un misto di eccitazione e malinconia ogni volta che le saluto per cedere al richiamo del mare.
Il porto non era lontano e per non svegliare troppo presto i ragazzi decisi che la giornata era perfetta per una bella e solitaria passeggiata. Negozi ancora chiusi, poca gente in giro, marciapiedi appena lavati.... qualche cane a passeggio. Più procedevo lungo il corso principale e più l'odore della salsedine invadeva l'aria... poi, finalmente, eccolo il Mare.
Non avevo realmente la minima idea di dove avessero ormeggiato pertanto iniziai a scrutare il porto dal marciapiede che, alto sulla banchina, mi consentiva una visuale perfetta... e meravigliosa. Che bello il porto di Trani, con la sua passeggiata semicircolare che abbracciava quella baia artificiale, con i suoi pescherecci, la cattedrale e le palme a ricordare che qua gli inverni sono quasi sempre miti. Era da poco passata l'alba e a quella luce ancora calda con ombre ancora lunghe si associava quel profumo, misto, di pane caldo e salsedine. Finalmente c'ero.
Poco dopo Francesco mi spiegava come raggiungere la barca e ben presto fui a bordo. La Barca era praticamente nuova e aveva la necessità di tornare a Ravenna per i noleggi invernali dopo una estate trascorsa tra le baie e le isole della Grecia. I ragazzi stavano preparando il caffè.... colazione al volo, un po di spesa e molliamo gli ormeggi, destinazione Vieste.
Fuori Trani troviamo poco vento, 5-6 nodi, sul muso, che ci costrinsero ad una smotorata a vele alzate di circa 40 miglia.
Il Gargano, si mostra imponente davanti la nostra prua; visto e raggiunto dal mare era ancora più affascinante che da terra. Un cielo terso sul mare e nuvoloni grigi sui boschi del promontorio creavano un paesaggio bello, quasi nordico.
A 10 miglia da Vieste, ormai quasi al tramonto, il vento ci grazia e possiamo finalmente spegnere il motore per una bella bolina fino al faro. Bello, bellissimo. Ieri ero in ufficio, adesso davanti a un tramonto da favola di fronte ad uno dei fari più belli dell'Adriatico. Che passione che mi ritrovo... impegnativa certo, quanti sacrifici, quante levatacce per coltivarla... ma questi momenti ripagano tutto.
Facciamo gasolio, passeggiamo per la bella cittadina e dopo una spaghettata a bordo, alle 10 di sera torniamo a mollare gli ormeggi; destinazione Ancona. 150 miglia da percorrere tutte d'un fiato. Fuori Vieste ci attendevano i 10 nodi che all'andata ci avevano concesso qualche bel bordo ma questa volta, non protetti e deviati dal promontorio, dritti sul muso... forza Volvo Penta, al lavoro!
In cielo migliaia di stelle, la via Lattea, la luna quasi piena che disegnava quel raggio luminoso sul mare scuro, lo sciabordare d'acqua lungo le fiancate disturbato solo dalla cadenza regolare del diesel in moto. Dopo un'ora iniziamo i turni. Tre turni da due ore, io, Francesco e Piero i capi turno. In caso di necessità avremmo svegliato in anticipo i ragazzi del turno successivo.... rotta 310 gradi, per passare in mezzo a quelle Isole Tremiti che, di notte, non avremmo potuto ammirare... Capraia a sinistra, Pianosa a destra (un flash ogni 10 secondi) e la prima notte ha inizio.
I turni procedono tranquilli (a me il più bello, dalle 3 alle 5 del mattino) e all'alba la costa e' ormai lontana. Le amicizie nel frattempo fanno il loro corso... si scopre che Luca e' un programmatore, Giovanni Maria un funzionario pubblico, Christian (omonimo) un disegnatore e via a raccontarsi le esperienze... la Bretagna,le regate, la mia barca, quella di Francesco.... il campionato invernale ormai alle porte.
Poi la famiglia, la mia bimba, Deborah, le bimbe di Luca, il matrimonio ormai prossimo di Francesco e l'ora di cena arriva quando siamo già in vista del mitico promontorio del Conero. Il vento rinforza e finalmente da buono (circa 15 nodi, a volte abbondanti) così che spegniamo il motore e procediamo al lasco verso Ancona... 6 nodi... accendiamo l'Ais dell'Iphone che, onesto e piu che sincero per l'essere un modesto programmino per telefono, ci elenca le decine di navi, la loro rotta e velocità in tempo reale... schiviamo navi e fanali e all'una di notte siamo finalmente ormeggiati al Marina Dorica.
Tutti in branda.... buonanotte ragazzi, buonanotte barca.... riposa che domani si torna a casa. Che bella sensazione dormire arrotolati nel sacco a pelo sapendo di essere in un porto sicuro. Mi capita spesso anche a casa, di solito in inverno quando magari fuori piove, di pensarci...chiudo gli occhi e poco dopo sono a bordo del mio Keka, con Deborah e Alice che ascoltiamo il ticchettare della pioggia sulla coperta della nostra piccola grande barca... domani usciamo...andiamo fino alle piattaforme e magari facciamo un bagno al largo... e speriamo che Alice non faccia storie con i suoi braccioli..... buonanotte amori miei.....
La mattina ci coglie quasi di sorpresa... maledetta sveglietta... ma dobbiamo mollare ancora un volta gli ormeggi anche se questa volta lo facciamo dopo una bella colazione al bar del Marina.
A sinistra Falconara, ancora i soliti 310-320 gradi che l'auto pilota ormai conosce bene.... ancora il Volvo Penta che regolare tiene il tempo di una navigazione con mare calmo e vento assente.
A mezzogiorno incrociamo nelle mie acque di casa, Gabicce, Cattolica, Portoverde... quanti anni che non vedevo quella costa dal mare, la cozzara, le dolci colline marchigiano-romagnole... che bei ricordi quando, appena diciottenne, veleggiavo spensierato con il mio Pulce e portavo gli allievi a fine giornata a fare l'aperitivo a Baia Vallugola! pifferino ma sto invecchiando! Pare una vita fa.... Forse era proprio una vita fa .....quei giorni mi sono rimasti dentro e resteranno sempre nel mio cuore...
Ecco Rimini! Cesenatico! Il grattacielo di Milano Marittima! Eccole le nostre isole! Un vero arcipelago di isole d'acciaio ci dicono che ormai il viaggio volge al suo termine.
E termina infatti ma ancora ci regala un'ora di gennaker (bello ragazzi vero? L'avreste mai detto che è così grande fuori dal sacco?)... poi il molo guardiano sud....la luce rossa... la torre del Marinara... -sapete che la sotto c'è ormeggiato il mio Keka?-.... la banchina... ormeggiamo e spegniamo il motore. Bentornata a casa Barca... la crociera e' finita, adesso torniamo a casa anche noi.
01-12-2014 13:41
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