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I racconti del Dandi (il Dandi)
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I racconti del Dandi (il Dandi)
il Dandi (2014)

Quattro anni fa, al termine di una brillante prova alla Giraglia, ci trovavamo al baretto del circolo sportivo per una sana birretta.
Tra una caxxata e l'altra nasce l'idea di partecipare alla prima edizione della Palermo Montecarlo.
Lanciato il sasso parte l'organizzazione.
Quattro di noi fanno il trasferimento Genova Palermo e gli altri ci raggiungeranno direttamente in Sicilia.
Si parte il primo di agosto, direzione Capo Corso! L'idea è quella di scorrere a levante sia la corsica sia la sardegna e poi fare la traversata da Villasimius in modo da essere a Palermo per ferragosto.

A Portovecchio si rompe l'invertitore. Entriamo in retromarcia nel porto e accostiamo alla prima banchina per cercare di capire cosa è successo. Un corso abbastanza incazzoso ci dice che dobbiamo andar via da quel posto perchè è la sua banchina di lavoro e non possiamo occuparla. Cerchiamo di spigargli la situazione ma questo prende la gru e cerca di colpire il paterazzo per disalberarci...interviene la Gendarmeria eche però, con nostro stupore, ci dice di andar via....vabbè si va via e si torna verso Genova. (nel frattempo qualche volta la marcia avanti entrava)
Arriviamo a Genova alle quattro del mattino. Alle dieci c'era già un nuovo invertitore. Si può ripartire.
Si torna verso sud, ma questa volta lungo l'Italia tanto a Portoferraio dobbiamo imbarcare un altro dell'equipaggio.
Passata l'Elba dobbiamo fare rifornimento.

Entriamo a Riva di Traiano.
Mentre facciamo rifornimento un motoscafo, che aveva appena terminato il rifornimento, ripartendo non riesce a governare e ci viene addosso distruggendo il giardinetto...per fortuna senza toccare il paterazzo.
Vabbe....scambio dei dati dell'assicurazione, una cima per tenere insieme il pulpito e le draglie e si riparte.

Il 13 agosto arriviamo a Torre del Greco in serata per sbarcare come da programma il figlio dell'armatore. Pizzetta in porto e si riparte. Il 13 agosto è stata una giornata impegnativa al nord, esondazioni e balle varie...in pratica sono stato al telefono tutto il giorno. Al che dopo dieci notti di turno di navigazione, quella notte vado a dormire. Va a dormire anche il comandante e il turno lo fanno gli altri due, tanto la navigazione è semplice e per mancanza di vento a motore. Passata Capri si va dritto in Sicilia.....

Alle 2 un colpo pazzesco. Mai sentito un rumore così forte.
Dalla cuccetta in quadrato mi ritrovo sul pagliolo. Esco di corsa e metto istintivamente la retromarcia. Poi mi guardo intorno. Siamo circondati da altissime scogliere. Siamo andati a scogli!
I due di turno, imbambolati.
Il comandante mi chiede cos'è successo e quando gli dico che siamo a scogli inizia ad aprire tutti i gavoni per vedere se c'erano vie d'acqua....nel frattempo lentamente ci allontaniamo dagli scogli...
La via d'acqua c'è, dalla zona dei prigionieri, resinati, entra acqua. Circa uno o due litri minuto, non di più ma entra acqua....
Passano pochi metri, il motore si spegne...
Non c'è vento. La corrente ci riporta verso gli scogli.

Chiamiamo il 1530.
Ci chiedono se stiamo bene e ci dicono che manderanno una motovedetta. Dopo circa un quarto d'ora arriva il mezzo e, imbarcato l'equipaggio rimorchia la barca al porto di Capri con il solo Comandante a bordo.
Verso le tre ormeggiamo al moletto carburante di Capri. La notte è finita.
Al mattino dopo una breve contrattazione ci fanno spostare al molo del cantiere navale. Si preparano ad alare la barca e quando la barca è ormai fuori dall'acqua arriva l'ufficiale giudiziario, il cantiere è sotto sequestro...decidete voi se tenere la barca sollevata e sequestrata oppure se rimetterla in acqua e fuori sequestro....


dove eravamo rimasti????
...decidete voi se tenere la barca sollevata e sequestrata oppure se rimetterla in acqua e fuori sequestro....

la barca è stata rimessa in acqua.
Siamo a Capri, è la vigilia di ferragosto. Siamo gli unici depressi di tutta l'isola, l'avventura della Palermo Montecarlo per noi è finita.
Al mattino Comandante e Marco sgrat sgrat Scoglio vanno in Capitaneria a raccontare l'accaduto e a portare la licenza di navigazione. Io e l'altro svuotiamo la barca per vedere alla luce del sole il danno. L'unica via d'acqua è dalla zona dei prigionieri, resinati. Continua a venir fuori uno e due litri d'acqua al minuto.
Non c'è verso.
Per fare il lavoro l'unica è alare la barca.
Nel frattempo tornano, senza manette e questo è già buono, Comandante e Scoglio.
Hanno parlato a lungo con il Comandante della Capitaneria che, dopo averli cazziati a dovere, gli ha spiegato che per avere indietro la licenza di navigazione riparare la barca e far fare un sopralluogo ad un tecnico RINA che accerti la capacità della barca a navigare in sicurezza oppure lui può fare un permesso per navigazione limitata entro il suo perimetro di competenza al fine di permetterci di raggiungere un cantiere non sotto sequestro.
La decisione è presa.
Ripariamo la barca in acqua e torniamocene a casa.
Ci si divide in due squadre.
La prima squadra prova a resinare la via d'acqua, la seconda fa l'impasto per la pizza, intanto si tiene d'occhio quanta acqua sgorga in attesa della visita del tecnico fissata per il 17.
Il tempo sembra tanto, ma per imparare a ..... impastare bene la pizza ce ne vuole.
Poi tutti le donne che passavano dal porto volevano darci consigli sulla farina e sull'impasto. L'unica che si è trattenuta dal commentare: Carolina di Monaco. Anzi, se ne è andata un poco schifata...mah.

Nel frattempo con le continue resinate la via d'acqua sembra ridursi parecchio. Tanto che il 17 fatidico registravamo circa 1 litro ora d'acqua.

Siamo alla visita......sale questo corpulento tecnico che si fa spiegare bene cos'è successo e pure che riparazione abbiamo fatto. Sembrava convinto quando, tutto d'un tratto.......

.....chiede un caffè.
Lo prepara Marco sgrat sgrat Scoglio!
Buono, per carità, però, spesso, i contenitori dello zucchero e del sale spesso si confondono....


dove eravamo rimasti????
.....l'ingegnere RINA chiede un caffè.
Lo prepara Marco sgrat sgrat Scoglio!
Buono, per carità, però, spesso, i contenitori dello zucchero e del sale spesso si confondono....

No, non è andata come credete....non ha confuso lo zucchero con il sale, forse è riuscito a fare di peggio.
Essendoci poco caffè, ha mischiato la polvere di caffè "vergine" con quella già usata....uno schifo inenarrabile.

Al che il buon ingegnere lo guarda torvo e gli dice "passi per lo scoglio, ma per sta chiavica di caffè ti meriteresti l'ergastolo!"
In ogni caso, sicuramente per pietà, ci riconsegna la licenza di navigazione.
Il giorno dopo finalmente si riparte, non senza qualche apprensione per quell'accrocchio di riparazione che siamo riusciti a fare.
Prima tappa di prova, a motore, Procida. Dalla via d'acqua viene sempre un litro, un litro e mezzo all'ora, certo è tanto ma c'è poco da fare.
Passata la notte in rada, si riparte e tutto corre liscio, poco vento e tanto motore, fino al Giglio.
Diamo ancora alle Scole, si proprio gli scogli di Schettino.
All'improvviso monta vento e mare, Maestrale forza 5 e poi 6. Poca roba direte....mica tanto se non sai esattamente come sta messa la deriva (non fate le osservazioni del put....eravamo andati sott'acqua già a Capri a vedere come stava messa la deriva).
Vabbè...alle Scole si balla troppo e decidiamo di andare a Talamone a passare la notte in rada.
Marco sgrat sgrat non regge la situazione e dopo averci fatto la peggior carbonara che io abbia mai mangiato decide di sbarcare. In barca si sta già meglio.
Il giorno dopo si riparte verso Genova.
A venti miglia da Genova non potete immaginare cosa è successo...

...mi sono svegliato tutto sudato.....miiiiiii che incubo
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scherzi a parte, il viaggio poi è finito bene. La barca è arrivata a Genova dove è stata alata e riparata in cantiere.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-03-2015 17:11 da Trixarc.)
16-03-2015 17:09
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Trixarc Offline
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