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Cosa fare se motore si spegne
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nedo Offline
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Messaggio: #41
RE: Cosa fare se motore si spegne
(19-04-2017 19:39)timeout Ha scritto:  
(19-04-2017 08:52)timeout Ha scritto:  Prendo spunto da quanto appena accaduto a Rimini per fare un elenco di come si deve affrontare un avaria del motore durante un atterraggio:

1) un pezzo di vela sempre aperta sopratutto con mare e vento sostenuto
2) allontanarsi dalla costa il più possibile
3) se impossibilitati ad allontanarsi, filare tutta la catena a disposizione e comunicare con la Guardia Costiera
4) giubbotti (ovvio)


Potreste aggiungere altre notizie utili? O modificare queste se scorrette?

5) barra di rispetto a portata di mano (@Traballi)

Argomento questo trattato con l'amico AdV Ugolino riguardo la possibilità di utilizzo della barra di rispetto sul suo Bavaria 33.....
La barra è praticamente inutilizzabile vista la presenza della colonnina della ruota timone che ne impedisce il passaggio, alla fine l'unico modo è quello di montarla al contrario con il manico rivolto a poppa fuoribordo, roba da non credere ................Smiley30
Queste sono le cose che lasciano interdetti e la dicono lunga sull'attenzione che ripongono i cantieri su questo aspetto, provatele prima a terra le manovre e trovate soluzioni per modificarle !!!!

Più passa il tempo, più mi accorgo quanto è avaro 22
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-04-2017 07:43 da nedo.)
21-04-2017 07:38
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Sailor Offline
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Messaggio: #42
RE: Cosa fare se motore si spegne
(20-04-2017 20:45)suzukirf600 Ha scritto:  Continuo a leggere di dare ancora.
Ma qualcuno ha provato con 40 nodi in poppa, onda frangente e la barca che naviga a dare ancora?
Se si mi piacerebbe tanto leggere la sua esperienza.
Ad esempio...
1) a prua con quell'onda come ci si trova?
2) Come si comporta la barca quando si da' ancora? Che sforzi ci sono in gioco? come predisponete la linea di ancoraggio?

Grazie mille per ogni possibile contributo. E buon vento.

Ricordo che in un passo del libro sul giro del mondo effettuato su di un Ketch di 36' "Le isole lontane" di Sergio Albeggiani (che consiglio a tutti di leggere, l'autore racconta di un momento di seria difficoltà in occasione dell'atterraggio sull'isola di Honolulu, quando, appunto, gli si spense il motore a causa del mare mosso. Ebbene egli riuscì a salvare la barca filando l'ancora. Fu poi recuperato ore dopo da un barchino della Navy che lo rimorchiò a Pearl Harbour.
21-04-2017 08:52
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Marco71 Offline
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Messaggio: #43
RE: Cosa fare se motore si spegne
(20-04-2017 23:35)marcofailla Ha scritto:  
(20-04-2017 22:13)GARIBALDI Ha scritto:  ho il brutto vizio che prima di entrare in porto quando ammaino la randa,la chiudo nel suo lazy-bag e la drizza la tolgo dalla penna della randa.Per questo ti ringrazio perchè da oggi in poi mi toglierò quella pessima abitudine.
+1

Facciamo pure +2 Smiley18
21-04-2017 17:22
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st00042 Offline
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Messaggio: #44
RE: Cosa fare se motore si spegne
(21-04-2017 07:38)nedo Ha scritto:  
(19-04-2017 19:39)timeout Ha scritto:  
(19-04-2017 08:52)timeout Ha scritto:  Prendo spunto da quanto appena accaduto a Rimini per fare un elenco di come si deve affrontare un avaria del motore durante un atterraggio:

1) un pezzo di vela sempre aperta sopratutto con mare e vento sostenuto
2) allontanarsi dalla costa il più possibile
3) se impossibilitati ad allontanarsi, filare tutta la catena a disposizione e comunicare con la Guardia Costiera
4) giubbotti (ovvio)


Potreste aggiungere altre notizie utili? O modificare queste se scorrette?

5) barra di rispetto a portata di mano (@Traballi)

Argomento questo trattato con l'amico AdV Ugolino riguardo la possibilità di utilizzo della barra di rispetto sul suo Bavaria 33.....
La barra è praticamente inutilizzabile vista la presenza della colonnina della ruota timone che ne impedisce il passaggio, alla fine l'unico modo è quello di montarla al contrario con il manico rivolto a poppa fuoribordo, roba da non credere ................Smiley30
Queste sono le cose che lasciano interdetti e la dicono lunga sull'attenzione che ripongono i cantieri su questo aspetto, provatele prima a terra le manovre e trovate soluzioni per modificarle !!!!

Stesso discorso sul mio Elan 340
L'attacco per la barra è sotto uno sportello a poppa del timone
Lo sportello non si può aprire comodamente per via della schiena d'asino che andrebbe spostata o gettata in mare
Una volta aperto lo sportello ribalta verso l'esterno facendo forza sulle cerniere (dura poco pure lui)
La barra di rispetto è sagomata verso l'alto per non interferire con la ruota, ma offre una leva ridottissima, forse a motore non serve molta forza ma se si deve contrastare la tendenza all'orza di una bolina la vedo dura

Stefano

La barca perfetta è quella dove si beve in sei, si mangia in quattro e si dorme in due
22-04-2017 13:04
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Beppe222 Offline
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RE: Cosa fare se motore si spegne
(22-04-2017 13:04)st00042 Ha scritto:  La barra di rispetto è sagomata verso l'alto per non interferire con la ruota, ma offre una leva ridottissima, forse a motore non serve molta forza ma se si deve contrastare la tendenza all'orza di una bolina la vedo dura

Il mio GS45 ha una barra di rispetto che, in pratica, è un tubo ripiegato a "L". I due lati sono uguali ... ugualmente corti!
Il materiale con cui è fatto è talmente resistente che, io che sono un pappamolla, son sicuro che riuscirei a piegarlo forzandolo con le mani e facendo perno su un ginocchio.
Insomma, l'inutilità fatta oggetto. :-)

_____
Inviato premendo il tasto invio, col pollice della mano destra (ma a volte anche con l'indice). Sicuramente mai con ... il medio

Il mare calmo non ha mai reso nessun marinaio esperto. (FDR)
22-04-2017 16:15
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bellatrix Offline
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Messaggio: #46
RE: Cosa fare se motore si spegne
(21-04-2017 17:22)Marco71 Ha scritto:  
(20-04-2017 23:35)marcofailla Ha scritto:  
(20-04-2017 22:13)GARIBALDI Ha scritto:  ho il brutto vizio che prima di entrare in porto quando ammaino la randa,la chiudo nel suo lazy-bag e la drizza la tolgo dalla penna della randa.Per questo ti ringrazio perchè da oggi in poi mi toglierò quella pessima abitudine.
+1

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Diciamo che lo faccio pure io se la situazione meteo lo permette e quindi non c'è pericolo.. E credo che così facciate voi.. Dubito che con onde e/o vento vi mettete a rizzare la randa se non dopo essere ormeggiati.. 21
22-04-2017 20:33
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GARIBALDI Offline
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Messaggio: #47
RE: Cosa fare se motore si spegne
(22-04-2017 20:33)bellatrix Ha scritto:  
(21-04-2017 17:22)Marco71 Ha scritto:  
(20-04-2017 23:35)marcofailla Ha scritto:  
(20-04-2017 22:13)GARIBALDI Ha scritto:  ho il brutto vizio che prima di entrare in porto quando ammaino la randa,la chiudo nel suo lazy-bag e la drizza la tolgo dalla penna della randa.Per questo ti ringrazio perchè da oggi in poi mi toglierò quella pessima abitudine.
+1

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Diciamo che lo faccio pure io se la situazione meteo lo permette e quindi non c'è pericolo.. E credo che così facciate voi.. Dubito che con onde e/o vento vi mettete a rizzare la randa se non dopo essere ormeggiati.. 21
Giusto,con mare formato non muovo un dito per la randa,ma ora lo farò anche
con mare calmo.

quello che non c'è,in barca non si rompe.
22-04-2017 21:04
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rob Offline
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Messaggio: #48
RE: Cosa fare se motore si spegne
La domanda del messaggio originale personalmente me la pongo ogni volta che faccio un approccio/esco da una zona; considerate che il "vento fortissimo" non e' che una delle eventualita nelle quali lo spegnimento del motore puio' avere effetti drammatici, ok probabilmente la :piu frequente in mediterraneo.
Esempio, nel "famoso" video dell ingresso di zumaia, il vento e' appena percettibile, il vero pericolo e' l onda lunga, contro la quale predica pure pezzettino di randa o:pezzettino di genoa fanno un baffo: barca intraversata, anche se molto probazbilmente aveva ancora tutto il ,motore che voleva.
Altri casi, risalire un canale appena segnalato, poco vento o di poppa e corrente di traverso: motore spento e uno -vele o non vele- si fa portare fuori, con le conseguenze del caso.
O molto semplicemente: rada di Horta, ventolo-none, barca arriva tutto a vela con un fazzoletto, accende motore, ammaina, va avanti, il:motore si:spegne poco dopo, neanche il tempo di:ri-issare era sugli scogli, distrutta (foto sul mio blog). L anno successivo, stesso :problema a due amici in trasferimento, hanno buttato giu tutta:la catena, ha tenuto qualche minuto il tempo per la vedetta di arriuvare a trainarli: chi sarebbe il "bravo marinaio"?
Reazioni diverse per situazioni diverse, 'e' navigazione probabilistica e non deterministica, ste storie del "bravo marinaio" che fa sempre cosi e cosa e non gli succede mai niente e' roba da Walt disney: il rischio:c'e' sempre, si tratta bdi :minimizzarlo razionalmente, se poi deve andare storto...

Almeno :personalmente, negli approcci a motore delicati mi chiedo sempre "cosa faccio se si spegne", spesso si riesce a ipotizzare una soluzione piu o meno potabile, altre volte pensa e ripensa posso solo dirmi "speriamo non si:spenga senno e' brutta brutta". Ognuno mette il:livello di rischio accettabile la' dove meglio ritiene, il rischio zero dell andar per mare lo si ha solo stando seduti sotto una quercia, ah oppure giocando a fare il "bravo marinaio" Rolleyes

bv

22-04-2017 22:37
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GARIBALDI Offline
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Messaggio: #49
RE: Cosa fare se motore si spegne
(22-04-2017 22:37)rob Ha scritto:  La domanda del messaggio originale personalmente me la pongo ogni volta che faccio un approccio/esco da una zona; considerate che il "vento fortissimo" non e' che una delle eventualita nelle quali lo spegnimento del motore puio' avere effetti drammatici, ok probabilmente la :piu frequente in mediterraneo.
Esempio, nel "famoso" video dell ingresso di zumaia, il vento e' appena percettibile, il vero pericolo e' l onda lunga, contro la quale predica pure pezzettino di randa o:pezzettino di genoa fanno un baffo: barca intraversata, anche se molto probazbilmente aveva ancora tutto il ,motore che voleva.
Altri casi, risalire un canale appena segnalato, poco vento o di poppa e corrente di traverso: motore spento e uno -vele o non vele- si fa portare fuori, con le conseguenze del caso.
O molto semplicemente: rada di Horta, ventolo-none, barca arriva tutto a vela con un fazzoletto, accende motore, ammaina, va avanti, il:motore si:spegne poco dopo, neanche il tempo di:ri-issare era sugli scogli, distrutta (foto sul mio blog). L anno successivo, stesso :problema a due amici in trasferimento, hanno buttato giu tutta:la catena, ha tenuto qualche minuto il tempo per la vedetta di arriuvare a trainarli: chi sarebbe il "bravo marinaio"?
Reazioni diverse per situazioni diverse, 'e' navigazione probabilistica e non deterministica, ste storie del "bravo marinaio" che fa sempre cosi e cosa e non gli succede mai niente e' roba da Walt disney: il rischio:c'e' sempre, si tratta bdi :minimizzarlo razionalmente, se poi deve andare storto...

Almeno :personalmente, negli approcci a motore delicati mi chiedo sempre "cosa faccio se si spegne", spesso si riesce a ipotizzare una soluzione piu o meno potabile, altre volte pensa e ripensa posso solo dirmi "speriamo non si:spenga senno e' brutta brutta". Ognuno mette il:livello di rischio accettabile la' dove meglio ritiene, il rischio zero dell andar per mare lo si ha solo stando seduti sotto una quercia, ah oppure giocando a fare il "bravo marinaio" Rolleyes

bv
Condivido il tuo scritto,alla fine il bravo marinaio per essere tale deve avere anche
un pò o molto sedere direi.

quello che non c'è,in barca non si rompe.
23-04-2017 23:20
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ASK Offline
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Messaggio: #50
RE: Cosa fare se motore si spegne
Nell’intervista Il timoniere sopravvissuto al naufragio di Rimini indica la causa dell’incidente nel motore, spentosi nel momento peggiore, quando la barca si trovava a pochi metri sopravento al frangiflutto.
Poco utile domandarsi per quale motivo si e’ spento. Un motore può fermarsi per mille ragioni spesso imprevedibili (cima o rete da pescatore nell’elica). Il rischio che il motore si ferma va sempre considerato nella navigazione. La domanda che ci dobbiamo porre e’ un’altra:
“come fare per prevenire che il sempre possibile malfunzionamento del motore possa provocare conseguenze disastrose?”
In alto mare il problema non esiste. Ce’ tempo per prendere contromisure. Il problema si pone soltanto quando ci si avvicina alla costa.
Soprattutto se ci avviciniamo ad una COSTA SOTTOVENTO occorre chiedersi “cosa faccio se il motore si spegne?” – ovvero “Quanto tempo ho per prendere contromisure prima che lo scarroccio mi porta sui scogli?” - Se la risposta a questa domanda e’ “meno di 5 minuti” vuol dire che state troppo vicino ai scogli sottovento. (A 2 nodi di velocita’ di scarroccio, la barca si sposta di un metro ogni secondo).
In tutte le lingue i gerghi marinareschi hanno un termine specifico per indicare la situazione di maggior pericolo: “lee-shore” in inglese, “Legerwall” in olandese, tedesco, danese, svedese, “côté sous le vent” in francese.
Se l’equipaggio del DiPiù naufragato a Rimini fosse stato consapevole dei rischi che correva avvicinandosi alla costa sottovento, avrebbe dovuto:
1) indossare tutti salvagenti e cinture di sicurezza, e legarsi tutti in coperta
2) stabilire la rotta piu’ sicura da seguire per l’avvicinamento, tenendosi largo (almeno 300 metri) dal frangiflutto sottovento.
3) pianificare in anticipo tutte le manovre da effettuare per entrare in porto, stabilendo chi fa cosa(?) e con quali tempi(?)
E soprattutto - Avrebbero dovuto approntare un “PIANO-B”!
Due le alternative per il “piano B”: ancorare oppure alzare un minimo di vela. Nelle condizioni di mare al momento dell’incidente, l’ancoraggio non era fattibile. Invece se avessero effettuato l’avvicinamento e l’entrata in porto con VELA E MOTORE, anche con motore fermo, con il solo fiocco rullato, sarebbero riusciti ad entrare in porto e non sarebbe successo nulla.
Nell’intervista il timoniere sostiene che … “Non avremmo avuto tempo di ammainarla entrando con quel vento”. - Non sono d’accordo. Con quel vento in poppa bastava srotolare il fiocco per qualche metroquadro e, una volta scapolato il frangiflutto, nell’attraversare l’avamporto fino all’imbocco del canale, a 6 nodi di velocita’ avevano 1,5 minuti di tempo per ri-arrotolare il fiocco. Se ben coordinato e preparato alla manovra, l’equipaggio poteva eliminare il fiocco in meno di 30 secondi.
Pertanto le cause di questo incidente sono due:
1) eccessiva fiducia nell’affidabilita’ del motore.
2) Palese sottovalutazione della pericolosita’ della scogliera sottovento.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-04-2017 20:40 da ASK.)
27-04-2017 20:32
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sergiot Offline
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Messaggio: #51
RE: Cosa fare se motore si spegne
Ma per favore...
Shhh!



quote='ASK' pid='439079600' dateline='1493317961']
N... il fiocco per qualche metroquadro e, una volta scapolato il frangiflutto, nell’attraversare l’avamporto fino all’imbocco del canale, a 6 nodi di velocita’ avevano 1,5 minuti di tempo per ri-arrotolare il fiocco.
Pertanto le cause di questo incidente sono due:
1) eccessiva fiducia nell’affidabilita’ del motore.
2) Palese sottovalutazione della pericolosita’ della scogliera sottovento.
[/quote]

Words are, in my not-so-humble opinion, our most inexhaustible source of 
magic.
27-04-2017 21:21
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timeout Offline
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Messaggio: #52
RE: Cosa fare se motore si spegne
(27-04-2017 20:32)ASK Ha scritto:  Nell’intervista Il timoniere sopravvissuto al naufragio di Rimini indica la causa dell’incidente nel motore, spentosi nel momento peggiore, quando la barca si trovava a pochi metri sopravento al frangiflutto.
Poco utile domandarsi per quale motivo si e’ spento. Un motore può fermarsi per mille ragioni spesso imprevedibili (cima o rete da pescatore nell’elica). Il rischio che il motore si ferma va sempre considerato nella navigazione. La domanda che ci dobbiamo porre e’ un’altra:
“come fare per prevenire che il sempre possibile malfunzionamento del motore possa provocare conseguenze disastrose?”
In alto mare il problema non esiste. Ce’ tempo per prendere contromisure. Il problema si pone soltanto quando ci si avvicina alla costa.
Soprattutto se ci avviciniamo ad una COSTA SOTTOVENTO occorre chiedersi “cosa faccio se il motore si spegne?” – ovvero “Quanto tempo ho per prendere contromisure prima che lo scarroccio mi porta sui scogli?” - Se la risposta a questa domanda e’ “meno di 5 minuti” vuol dire che state troppo vicino ai scogli sottovento. (A 2 nodi di velocita’ di scarroccio, la barca si sposta di un metro ogni secondo).
In tutte le lingue i gerghi marinareschi hanno un termine specifico per indicare la situazione di maggior pericolo: “lee-shore” in inglese, “Legerwall” in olandese, tedesco, danese, svedese, “côté sous le vent” in francese.
Se l’equipaggio del DiPiù naufragato a Rimini fosse stato consapevole dei rischi che correva avvicinandosi alla costa sottovento, avrebbe dovuto:
1) indossare tutti salvagenti e cinture di sicurezza, e legarsi tutti in coperta
2) stabilire la rotta piu’ sicura da seguire per l’avvicinamento, tenendosi largo (almeno 300 metri) dal frangiflutto sottovento.
3) pianificare in anticipo tutte le manovre da effettuare per entrare in porto, stabilendo chi fa cosa(?) e con quali tempi(?)
E soprattutto - Avrebbero dovuto approntare un “PIANO-B”!
Due le alternative per il “piano B”: ancorare oppure alzare un minimo di vela. Nelle condizioni di mare al momento dell’incidente, l’ancoraggio non era fattibile. Invece se avessero effettuato l’avvicinamento e l’entrata in porto con VELA E MOTORE, anche con motore fermo, con il solo fiocco rullato, sarebbero riusciti ad entrare in porto e non sarebbe successo nulla.
Nell’intervista il timoniere sostiene che … “Non avremmo avuto tempo di ammainarla entrando con quel vento”. - Non sono d’accordo. Con quel vento in poppa bastava srotolare il fiocco per qualche metroquadro e, una volta scapolato il frangiflutto, nell’attraversare l’avamporto fino all’imbocco del canale, a 6 nodi di velocita’ avevano 1,5 minuti di tempo per ri-arrotolare il fiocco. Se ben coordinato e preparato alla manovra, l’equipaggio poteva eliminare il fiocco in meno di 30 secondi.
Pertanto le cause di questo incidente sono due:
1) eccessiva fiducia nell’affidabilita’ del motore.
2) Palese sottovalutazione della pericolosita’ della scogliera sottovento.

A parte il contenuto, hai sbagliato discussione.
27-04-2017 21:45
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GARIBALDI Offline
Amico del Forum

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Messaggio: #53
RE: Cosa fare se motore si spegne
(27-04-2017 21:45)timeout Ha scritto:  
(27-04-2017 20:32)ASK Ha scritto:  Nell’intervista Il timoniere sopravvissuto al naufragio di Rimini indica la causa dell’incidente nel motore, spentosi nel momento peggiore, quando la barca si trovava a pochi metri sopravento al frangiflutto.
Poco utile domandarsi per quale motivo si e’ spento. Un motore può fermarsi per mille ragioni spesso imprevedibili (cima o rete da pescatore nell’elica). Il rischio che il motore si ferma va sempre considerato nella navigazione. La domanda che ci dobbiamo porre e’ un’altra:
“come fare per prevenire che il sempre possibile malfunzionamento del motore possa provocare conseguenze disastrose?”
In alto mare il problema non esiste. Ce’ tempo per prendere contromisure. Il problema si pone soltanto quando ci si avvicina alla costa.
Soprattutto se ci avviciniamo ad una COSTA SOTTOVENTO occorre chiedersi “cosa faccio se il motore si spegne?” – ovvero “Quanto tempo ho per prendere contromisure prima che lo scarroccio mi porta sui scogli?” - Se la risposta a questa domanda e’ “meno di 5 minuti” vuol dire che state troppo vicino ai scogli sottovento. (A 2 nodi di velocita’ di scarroccio, la barca si sposta di un metro ogni secondo).
In tutte le lingue i gerghi marinareschi hanno un termine specifico per indicare la situazione di maggior pericolo: “lee-shore” in inglese, “Legerwall” in olandese, tedesco, danese, svedese, “côté sous le vent” in francese.
Se l’equipaggio del DiPiù naufragato a Rimini fosse stato consapevole dei rischi che correva avvicinandosi alla costa sottovento, avrebbe dovuto:
1) indossare tutti salvagenti e cinture di sicurezza, e legarsi tutti in coperta
2) stabilire la rotta piu’ sicura da seguire per l’avvicinamento, tenendosi largo (almeno 300 metri) dal frangiflutto sottovento.
3) pianificare in anticipo tutte le manovre da effettuare per entrare in porto, stabilendo chi fa cosa(?) e con quali tempi(?)
E soprattutto - Avrebbero dovuto approntare un “PIANO-B”!
Due le alternative per il “piano B”: ancorare oppure alzare un minimo di vela. Nelle condizioni di mare al momento dell’incidente, l’ancoraggio non era fattibile. Invece se avessero effettuato l’avvicinamento e l’entrata in porto con VELA E MOTORE, anche con motore fermo, con il solo fiocco rullato, sarebbero riusciti ad entrare in porto e non sarebbe successo nulla.
Nell’intervista il timoniere sostiene che … “Non avremmo avuto tempo di ammainarla entrando con quel vento”. - Non sono d’accordo. Con quel vento in poppa bastava srotolare il fiocco per qualche metroquadro e, una volta scapolato il frangiflutto, nell’attraversare l’avamporto fino all’imbocco del canale, a 6 nodi di velocita’ avevano 1,5 minuti di tempo per ri-arrotolare il fiocco. Se ben coordinato e preparato alla manovra, l’equipaggio poteva eliminare il fiocco in meno di 30 secondi.
Pertanto le cause di questo incidente sono due:
1) eccessiva fiducia nell’affidabilita’ del motore.
2) Palese sottovalutazione della pericolosita’ della scogliera sottovento.

A parte il contenuto, hai sbagliato discussione.
E' vero perchè tra il dire ed il fare c'è di mezzo.........ed è lui purtroppo che a
volte ci comanda contro la ns.volontà.Altro che dire si poteva fare cosi o cosà.

quello che non c'è,in barca non si rompe.
27-04-2017 23:02
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