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100 miglia RdT-Giglio-Rdt
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Marco Polo Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Bravissimi 18

Bellissima regata per tutta la flotta Smiley32
24-09-2017 17:46
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Edolo Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(24-09-2017 17:28)rob Ha scritto:  
(24-09-2017 17:26)marcofailla Ha scritto:  complimenti anche da quiggiu

E anche da quassu'

Giuseppe 18

Complimenti anche da qua di lato!!

Regata perfetta Giuseppe. Essendo dietro dovevate provarla un po' diversa, lo avete fatto ed avete avuto ragione!
Certo che Quantum per essere un 34 cammina eh!!!

Un abbraccio a te e calici alti in memoria del caro Mikael.

Birbante di un Frap!!!
24-09-2017 19:43
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sventola Online
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Bravissimi

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24-09-2017 19:51
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ulpiano Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(24-09-2017 15:27)jetsep Ha scritto:  Molto contenti.
Partenza con poco vento e condizioni favorevoli a noi. Siamo andati via insieme a Jolie e Nuova (One Ton modificato molto velenoso con equipaggio simpaticissimo). Appena il vento è salito a 8 nodi Jolie ha messo la quinta e ci ha sfilato con un angolo che mi sembrava troppo sull' Argentario. In realtà era una scelta magnifica e infatti ha girato il nord del Giglio bene avanti. Siamo stati troppo prudenti per evitare il sottovento e le abbiamo prese. Al traverso di Capel Rosso ci siamo sentiti per radio. Speravamo di riuscire a lottarla in compensato ed è stato proprio Marcello, a cui ho fatto i complimenti per una salita impeccabile, a dirmi che la regata non era ancora finita...!!!
Poi il ritorno. Con Paolo avevamo condiviso le ipotesi già venerdi. Tanto per non dover inventare a meno che le condizioni lo richiedano. Questo ci permette di stare concentrati sulle regolazioni che Quantum vuole in continuazione. Eravamo convinti del buco d'aria e successivo vento da terra. Il dubbio semmai sul "quando".
Nel momento in cui ci siamo separati... noi andando a terra e loro correndo dritti all'arrivo, ho pensato che solo estremizzando la scelta potevamo riuscire a fare qualche cosa di buono.
Certamente non è stato un caso.
Abbiamo ciondolato mezzora davanti a Montalto... poi è entrato il vento lascandoci un angolo perfetto per fare quello che volevamo. Apparente a 40... barca piatta e correre. Sulle regolazioni sempre. Avremo fatto una ventina di cambi A0-J1. Fuori erano fermi e a quel punto anche sottovento. Non potevano difendersi ma la vela è così...
Solito calo all'arrivo che a Riva è consuetudine.
Con Paolo siamo bene affiatati e in pratica cambiamo i ruoli al 50%.
Abbiamo vinto in quattro: la barca, Paolo, io e Mikael.

Complimenti!!!

...pochi possono dare del tu al mare e quei pochi non lo fanno.
24-09-2017 22:04
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Trixarc Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Beato jetesep, a cui vanno tutti i miei più calorosi complimenti, che ha avuto ieri tutto il tempo di scrivere questo bel resoconto...Smiley4
Noi ieri eravamo in pieno dramma! Poi per fortuna è finito tutto bene ma, vi assicuro, qualche anno di vita è rimasto laggiù, tra le acque placide davanti a Civitavecchia...Smiley479Smiley34
Più tardi scriverò il nostro mirabolante resoconto...ma solo se mi è passato questo devastante mal di testa e le mie povere ossa si decideranno a collaborare.Smiley2
Complimenti a tutti!Thumbsupsmileyanim

https://www.youtube.com/user/trixarc100
25-09-2017 07:43
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LiberaMente Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Vai Trix, aspettiamo ansiosi.
25-09-2017 08:35
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lord Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(24-09-2017 15:27)jetsep Ha scritto:  Molto contenti.
Partenza con poco vento e condizioni favorevoli a noi. Siamo andati via insieme a Jolie e Nuova (One Ton modificato molto velenoso con equipaggio simpaticissimo). Appena il vento è salito a 8 nodi Jolie ha messo la quinta e ci ha sfilato con un angolo che mi sembrava troppo sull' Argentario.
.........
Sulle regolazioni sempre. Avremo fatto una ventina di cambi A0-J1. Fuori erano fermi e a quel punto anche sottovento. Non potevano difendersi ma la vela è così...
Solito calo all'arrivo che a Riva è consuetu
Con Paolo siamo bene affiatati e in pratica cambiamo i ruoli al 50%.

Abbiamo vinto in quattro: la barca, Paolo, io e Mikael.
Grande Giuseppe !! Smiley32

Quando ti entra nelle vene, non puoi più farne a meno
Sir Peter Blake
25-09-2017 09:05
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bullo Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Non ho capito una cosa, perchè i vostri avversari che erano più avanti non vi hanno marcato mettendosi tra voi e l'arrivo, in fin dei conti non siete andati molto fuori rotta, una ventina di gradi per il 50% del percorso vuol dire aumentarlo solo del 6,6%.
Marcare l'avversario è un'oppppppinione.-
25-09-2017 09:20
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andante Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(24-09-2017 15:27)jetsep Ha scritto:  Molto contenti.
....................................
Con Paolo siamo bene affiatati e in pratica cambiamo i ruoli al 50%.
Abbiamo vinto in quattro: la barca, Paolo, io e Mikael.
Bella lì, bravissimi!
DOvevate provarci e l'avetet fatto!!!
25-09-2017 09:26
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fabrizio 61 Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Bravi tutti, amici e ADV Smiley32

fabrizio61meolo
25-09-2017 09:34
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jetsep Online
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
...grazie a tutti... da parte mia e di Paolo.

@Bullo: bisognerebbe sapere dagli avversari.
Infatti noi ci siamo spostati senza esagerare e poi in quel tratto dove erano Jolie e Nuova non c'è segnale e vedere dietro con le luci del giglio e argentario è impossibile capire cosa fa una barca. Credo...

@Trix: sono stato male per voi guardando il tracker all'arrivo in quella agonia di vento.

Voglio Vincenzo De Blasio PRESIDENTE FIV
...e comunque: le scie ciniche esistono!
25-09-2017 11:01
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sventola Online
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
Comunque un immenso Marcello che da solo, con Morena, ha condotto in testa questa regata fino a poche miglia dall' arrivo. Fare prua, timone e tattica in una regata così nervosa e con tanti cambi di vele non deve essere stato facile... poi la fortuna è mancata con il vento ...permettendo l'avvicinamento degli altri inseguitori.

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25-09-2017 11:08
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ulpiano Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
beh, se sul finale fosse sceso il vento, il vismara 34 cammina bene (anche sotto gli 8 nodi), il first 45 meno. Se così, marcare avrebbe cambiato poco.
Giusé è calato il vento all'arrivo anche per voi? Paolo è silmaril o jox?

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25-09-2017 11:19
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jetsep Online
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(25-09-2017 11:19)ulpiano Ha scritto:  beh, se sul finale fosse sceso il vento, il vismara 34 cammina bene (anche sotto gli 8 nodi), il first 45 meno. Se così, marcare avrebbe cambiato poco.
Giusé è calato il vento all'arrivo anche per voi? Paolo è silmaril o jox?

Il vento a terra è cresciuto fino intorno a 6/7 nodi da Montalto a prima di Civitavecchia centrale con rinforzi a 8.5 per brevi momenti. Facevamo angolo apparente 35° circa. Poi sui 5/4 da davanti alla centrale e meno di 4 le ultime 2 miglia.

Paolo è Paolo Angeli ADV pure lui.

Voglio Vincenzo De Blasio PRESIDENTE FIV
...e comunque: le scie ciniche esistono!
25-09-2017 11:28
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ulpiano Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(25-09-2017 11:28)jetsep Ha scritto:  
(25-09-2017 11:19)ulpiano Ha scritto:  beh, se sul finale fosse sceso il vento, il vismara 34 cammina bene (anche sotto gli 8 nodi), il first 45 meno. Se così, marcare avrebbe cambiato poco.
Giusé è calato il vento all'arrivo anche per voi? Paolo è silmaril o jox?

Il vento a terra è cresciuto fino intorno a 6/7 nodi da Montalto a prima di Civitavecchia centrale con rinforzi a 8.5 per brevi momenti. Facevamo angolo apparente 35° circa. Poi sui 5/4 da davanti alla centrale e meno di 4 le ultime 2 miglia.

Paolo è Paolo Angeli ADV pure lui.

Quindi complimenti anche a Paolo che non conosco.
Quanto al resto, conosco bene quel finale di regata, difficile camminare con meno di 4 nodi Smiley32 2 miglia possono durare un'eternità. Senza portanza impossibile anche marcare. Tienitelo stretto il gioiellino; senza con ciò voler minimamente sminuire le vostre abilità che sono il complemento necessario per confezionare un risultato.
Aspetto che mi fai fare un giro in giostra anche a me Smiley4

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25-09-2017 11:59
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Trixarc Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
La regata di BUBI (breve..., ma non tanto, raccontoSmiley4)

Per noi in questa regata abbiamo provato tutti i sentimenti possibili: tensione, rabbia, ansia, esaltazione, sconforto, soddisfazione, sgomento, rassegnazione, orgoglio, preoccupazione, etc., etc. Erano giorni che seguivo il meteo, come sempre con la consapevolezza che fossero controlli prematuri, e dalla pioggia le previsioni erano piano piano slittate alla scarsità di vento. Nei miei pensieri si affacciava allora il terrore che potesse verificarsi quanto già accaduto nelle nostre tre ultime regate Granlasco, un forzato ritiro per impossibilità di arrivare nel tempo limite a causa dell’assenza del vento. A ogni ritiro, avvenuto comunque dopo decine e decine di ore solo quando ci rendevamo conto che l’obiettivo era matematicamente irraggiungibile, mi dicevo che non avrei fatto più regate. E invece ero di nuovo lì con questa “terribile minaccia” incombente. Le consultazioni meteo erano diventate sempre più frequenti con il desiderio che almeno un sito mi desse qualche speranza. Alla fine, proprio la mattina della regata, non li ho visti più, a quel punto avremmo accettato quello che Eolo ci avrebbe offerto e basta. E alla partenza i timori erano confermati, pochissimo vento, barca quasi ingovernabile, stessa identica situazione di tante volte, troppo volte. Poi un leggero Ovest si era deciso a darci una mano e Bubi finalmente reagiva di bolina larga, ovviamente nei limiti delle sue capacità. Per un po’ restiamo nel gruppo, un paio di barche Granlasco, Dindarella e Coda di Volpe, dietro, davanti a pochi metri Gygas e Guardamago, più sotto costa, ancora dietro Jolly Rogers e Albarossa, i “forti” in fuga indisturbata. Poi tutti mettono il Gennaker e si allontanano allargandosi un po’. Storia già vista tante volte. A dir la verità noi il Gennaker l’avevamo ben riposto nella sua sacca giù in cuccetta, un vecchio Gennaker sovradimensionato appartenente a un’altra barca, ma non era ancora segnato nel certificato IRC, per cui non me la sono sentita di metterlo, considerando che questa scorrettezza sarebbe avvenuta proprio a discapito delle barche Granlasco e di amici a cui sono legato affettivamente. Per cui procediamo verso il Giglio così, ma le cose vanno bene, la barca comunque fila e siamo contenti. Vedere tramontare il sole quando ci mancano solo poche miglia a doppiare il capo nord dell’isola è per noi un fatto inedito. Nelle quattro edizioni precedenti a cui abbiamo partecipato non era mai successo. Purtroppo, proprio quando pensavamo di esserci, ecco il primo buco di vento, ma la cosa non ci sorprende, è successo sempre. Non abbiamo infatti difficoltà a ricordare le lunghe notti passate intorno all’isola nella piatta totale, con la barca ingovernabile che gira su stessa, in attesa di un refolo che non arriva mai. E poi l’annuncio al traverso del faro di Capel Rosso sempre immancabilmente a notte fonda tra l’una e le tre mentre i primi già sono prossimi all’arrivo! Questa volta il buco di vento dura però solo mezz’ora in cui approfittiamo per cenare e poi un vento da sud ci permette di costeggiare il lato nord del Giglio e venirne fuori, per noi, brillantemente. Intanto verso nord tanti lampi nel buio che ci creano un po’ di ansia. Speriamo che le vecchie previsioni di pioggia non si rivelino giuste. Alle 22:00 siamo al traverso del faro “appena” 3 ore dopo i primi! Per noi un vero record. Poi ci mettiamo con fiducia in rotta diretta su Riva di Traiano di bolina larga. Decidiamo di passare a Sud di Giannutri stringendo un po’ di più il vento con l’idea di non essere coperti dall’isola e di bolinare meglio una volta superato l’altro faro di Capel Rosso sulla costa meridionale di questa. Già pregustiamo una sana e abbondante colazione felicemente ormeggiati a Riva di Traiano. Intanto le due barche Granlasco, Dindarella e Coda di Volpe, sono sempre abbondantemente dietro e assaporiamo anche la soddisfazione del terzo posto nella nostra categoria conquistato sul campo. Ma non abbiamo fatto i conti con Eolo. Nonostante Lamma HR ci assicuri che avremo un sud-est da 6-7 nodi per tutta la notte (a proposito risodatemi di presentare reclamo…), Eolo invece decide che è ora di andare a dormire e ci pianta quando ormai siamo quasi a sud di Giannutri. Il passaggio davanti al faro si trasforma quindi in un’esperienza penosissima e comincia la sofferenza. Dal tracker vediamo che anche le altre barche del nostro gruppo comprese Albarossa e Jolly Rogers sono pressoché impantanate sul lato nord di Giannutri. La notte è ancora lunga ma con santa pazienza, sapendo che comunque abbiamo un larghissimo margine nei confronti del tempo limite previsto per le 17:00, rinunciamo all’idea della colazione a Riva di Traiano senza particolare preoccupazione. Pazienza. Poi si alza un inedito vento da est e i nostri iniziali piani che ci hanno portato a sud di Giannutri vanno a farsi benedire! Procediamo a questo punto di bolina un po’ più larghi rispetto alla direzione giusta ma l’importante è che la barca ricominci a fare quello per cui è stata costruita, navigare, e ora se pur lentamente riprende ad avanzare. Intanto i lampi si susseguono ormai ininterrottamente e con frequenza di 1-2 secondi verso sud, verso il mare aperto. Là deve succedere un gran bel casino, speriamo che non arrivi qua, ma l’atmosfera è decisamente inquietante e cerco di non vedere in quella direzione. In questa fase le uniche esperienze degne di nota sono due navi da crociera che, illuminate come un casinò di Las Vegas, ci sfiorano provenendo da poppa. In questa situazione ci si chiede sempre come comportarsi, se fidarsi della loro consapevolezza che tu esisti o prendere provvedimenti magari con conseguenze negative. Le nostre rotte quasi parallele sono pressoché intersecanti, una in particolare ci passa veramente vicina a poppa ma non desistiamo a modificare rotta. Entro in coperta per svegliare Romano e farlo assistere allo spettacolo di questa enorme nave che ci sovrasta tutta illuminata a fianco a ma non reagisce. Poi l’alba e con l’alba il poco e svogliato vento sembra ancora decidere che il suo compito è finito e si ritira in cuccetta. Ci ha portato poco a Nord di Civitavecchia, più o meno a largo del lido di Tarquinia, ma qui ci lascia. Comincia allora un momento molto difficile da affrontare mantenendo il controllo dei nervi, durato tante ore, circa sei, e che ci porta a riconsiderare tutte le previsioni di arrivo nel tempo limite. In preda allo sconforto vediamo sfumare la possibilità di conquistare un trofeo, come avvenuto alla scorsa Giannutri, per colpa del vento. Dindarella, sfruttando gli ultimi refoli ormai da noi scomparsi, si è portata piuttosto vicino, Coda di Volpe è data per dispersa. Avanti, non molto distanti da noi, gli altri del gruppo di coda sicuramente con gli stessi problemi. Le vele sbattono e vedo soffrire la povera attrezzatura, ma la barca impercettibilmente si muove quindi si riesce a governarla ancora quel minimo possibile. Cerchiamo di fare bordi e chiaramente in quelle condizioni questo si rivela penosissimo. Comincia anche il nostro “adrenalinico” match race con Dindarella. Prima vicina, poi lontana, poi di nuovo vicina, ma la costante è che le sue andature sono sempre incredibilmente diverse dalle nostre. Non mi spiego anche come faccia Bubi a muoversi. La corrente è contraria, l’indicatore del vento segna zero nodi, le vele sbattono, ma Bubi a mezzo nodo o un nodo si muove sempre, però Civitavecchia è costantemente e implacabilmente quasi alla stessa distanza. Siamo ancora a 18-19 miglia dall’arrivo, è mezzogiorno e il vento latita ancora. Lamma HR prevede un sud-est da 7 nodi per le 13:00, Windy per le 14:00. Con il tipico pessimismo che regna in famiglia, cominciano a fioccare scommesse che nessuno dei due ci ha preso. Sentiamo che Albarossa sta tagliando l’arrivo a poche miglia da noi e questo ci conferma le difficoltà che hanno avuto anche gli altri, almeno per quel che riguarda il nostro gruppo. Intanto Dindarella è sempre poco distante dietro di noi, poi improvvisamente il loro annuncio: si ritirano. Cerchiamo di dissuaderli che mancano ancora più di tre ore al tempo limite e ormai sole 13 miglia all’arrivo. Forse ce la facciamo abbondantemente se solo uno dei siti meteo ci ha preso. Ma non li convinciamo. Devo dire che noi dobbiamo essere doppiamente riconoscenti a Dindarella: 1) perché con la sua presenza ci ha tenuti perennemente svegli e concentrati per tutte quelle ore nel tentativo di restargli comunque davanti anche con un solo nodo di velocità; 2) perché, come sempre avviene, subito dopo il suo abbandono il vento è arrivato, debolissimo, quasi impercettibile, ma è arrivato. Il mare quasi oleoso ha ceduto il posto a delle lievissime increspature che ci hanno risollevato subito gli animi ormai sprofondati nel più totale sconforto. Abbiamo quindi cercato di prendere la direzione di Riva di Traiano, ma l’andatura al granlasco non ci permetteva di stringere per poterlo fare. Quindi rotta un po’ più verso sud, poi si vedrà. Intanto le ore passano e si infittiscono i calcoli che diventano quasi frenetici nei momenti in cui il vento cessa nuovamente. Insomma altre tre ore passate con un’ansia addosso più pesante dei vestiti che a strati abbiamo indossato nella fredda notte. Ce la facciamo, no non ce la facciamo e qui a parlare è la filosofia tipica della mia famiglia… I famosi sette nodi ce li sogniamo ma refoli di 5-6 si alternano a venti debolissimi da 2. Non possiamo puntare sull’arrivo e quindi inizia tutta una serie di bordi di granlasco che ci danno come la sensazione che siamo sempre lì. Il paesaggio che tanto ci è famigliare del porto, della città di Civitavecchia, degli alberi delle barche di Riva di Traiano, sembra invece diventato ostile e continua respingerci. Mancano due ore e sole 6 miglia, a tre nodi ce la facciamo a due no, e poi ci sono da considerare i bordi, il gps da ovviamente la distanza diretta… Un refolo da sei nodi la barca naviga a 4,2 nodi, forza vedo la boa! Poi di nuovo il vento a due, lì c’è una chiazza più scura ma poi la delusione che il vento è anche lì sempre debolissimo e la boa è sempre là e non si avvicina. Le nostre facce sono tirate, l’espressione è cupa, facciamo di tutto per far camminare la barca, pure io e Romano a “schiacciare” ma questa barca da sette tonnellate neanche si accorge di due poveri vecchiarelli che affannosamente si danno tanto da fare. Fissiamo l’acqua che piano piano scorre sotto la carena e tratteniamo il fiato come se questo aiutasse il vento a dare il proprio. Guardo mio figlio Emanuele al timone come per incoraggiarlo quando le vele si sgonfiano ma la boa sembra essere sempre lì e il tempo passa. Manca un’ora, al vhf dal comitato di regata ci chiedono che intenzioni abbiamo, vogliono andarsene a casa… Forse ce la facciamo. Ripenso a tutte le 30 ore trascorse e alla possibile beffa in agguato solo per pochissimi minuti. Cavolo potrei arrivarci a nuoto! Poi un refolo più forte ci risolleva il morale e gonfia le vele. Ce la facciamo, ce la facciamo, ma continuiamo a trattenere il fiato, poi di nuovo vento a 2 nodi. Arriviamo paralleli alla linea di arrivo dovremo fare un’ultima strambata ma ormai è fatta mancano venti minuti alle 17:00 e soli pochi metri, è fatta, il fiato ricomincia defluire dai polmoni, trovo persino la voglia di prendere la videocamera per immortalare il momento e l’annuncio del comitato pone fine alla nostra tortura. Ma già ce la siamo scordata, ci scambiamo pacche sulla schiena e i sorrisi e le esclamazioni di gioia si sprecano. Non è andata come le altre volte, questo è importante, e la soddisfazione è tanta. Grazie Emanuele, grazie Romano, grazie Bubi e anche grazie Mikael che d lassù ci hai voluto fare questo gran gran bel regalo. Ora di arrivo 16.45.

https://www.youtube.com/user/trixarc100
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-09-2017 12:40 da Trixarc.)
25-09-2017 12:40
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andante Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(25-09-2017 11:08)sventola Ha scritto:  Comunque un immenso Marcello che da solo, con Morena, ha condotto in testa questa regata fino a poche miglia dall' arrivo. Fare prua, timone e tattica in una regata così nervosa e con tanti cambi di vele non deve essere stato facile... poi la fortuna è mancata con il vento ...permettendo l'avvicinamento degli altri inseguitori.
Vero, una tigna che meritava maggior fortuna ....42
25-09-2017 12:45
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Trixarc Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(25-09-2017 11:01)jetsep Ha scritto:  @Trix: sono stato male per voi guardando il tracker all'arrivo in quella agonia di vento.

Pensa che ha casa (sono sempre così carine moglie e figlia a seguire ogni volta al tracker le mirabolanti imprese di Bubi...Smiley4), erano convinte che, vedendoci per ore sempre allo stesso punto, il nostro tracker avesse perso il segnale! 79

https://www.youtube.com/user/trixarc100
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-09-2017 12:46 da Trixarc.)
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Marco Polo Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
mamma mia .. .m'è presa l'ansia man mano che leggevo.
voi di Bubi siete per me degli eroi.
sottoporsi ripetutamente a queste situazioni è veramente eroico.
ho fatto la danza del vento per voi ma non ha molto funzionato Sad
baravi bravissimi Smiley32
25-09-2017 12:54
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ulpiano Offline
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RE: 100 miglia RdT-Giglio-Rdt
(25-09-2017 12:40)Trixarc Ha scritto:  La regata di BUBI (breve..., ma non tanto, raccontoSmiley4)

Per noi in questa regata abbiamo provato tutti i sentimenti possibili: tensione, rabbia, ansia, esaltazione, sconforto, soddisfazione, sgomento, rassegnazione, orgoglio, preoccupazione, etc., etc. Erano giorni che seguivo il meteo, come sempre con la consapevolezza che fossero controlli prematuri, e dalla pioggia le previsioni erano piano piano slittate alla scarsità di vento. Nei miei pensieri si affacciava allora il terrore che potesse verificarsi quanto già accaduto nelle nostre tre ultime regate Granlasco, un forzato ritiro per impossibilità di arrivare nel tempo limite a causa dell’assenza del vento. A ogni ritiro, avvenuto comunque dopo decine e decine di ore solo quando ci rendevamo conto che l’obiettivo era matematicamente irraggiungibile, mi dicevo che non avrei fatto più regate. E invece ero di nuovo lì con questa “terribile minaccia” incombente. Le consultazioni meteo erano diventate sempre più frequenti con il desiderio che almeno un sito mi desse qualche speranza. Alla fine, proprio la mattina della regata, non li ho visti più, a quel punto avremmo accettato quello che Eolo ci avrebbe offerto e basta. E alla partenza i timori erano confermati, pochissimo vento, barca quasi ingovernabile, stessa identica situazione di tante volte, troppo volte. Poi un leggero Ovest si era deciso a darci una mano e Bubi finalmente reagiva di bolina larga, ovviamente nei limiti delle sue capacità. Per un po’ restiamo nel gruppo, un paio di barche Granlasco, Dindarella e Coda di Volpe, dietro, davanti a pochi metri Gygas e Guardamago, più sotto costa, ancora dietro Jolly Rogers e Albarossa, i “forti” in fuga indisturbata. Poi tutti mettono il Gennaker e si allontanano allargandosi un po’. Storia già vista tante volte. A dir la verità noi il Gennaker l’avevamo ben riposto nella sua sacca giù in cuccetta, un vecchio Gennaker sovradimensionato appartenente a un’altra barca, ma non era ancora segnato nel certificato IRC, per cui non me la sono sentita di metterlo, considerando che questa scorrettezza sarebbe avvenuta proprio a discapito delle barche Granlasco e di amici a cui sono legato affettivamente. Per cui procediamo verso il Giglio così, ma le cose vanno bene, la barca comunque fila e siamo contenti. Vedere tramontare il sole quando ci mancano solo poche miglia a doppiare il capo nord dell’isola è per noi un fatto inedito. Nelle quattro edizioni precedenti a cui abbiamo partecipato non era mai successo. Purtroppo, proprio quando pensavamo di esserci, ecco il primo buco di vento, ma la cosa non ci sorprende, è successo sempre. Non abbiamo infatti difficoltà a ricordare le lunghe notti passate intorno all’isola nella piatta totale, con la barca ingovernabile che gira su stessa, in attesa di un refolo che non arriva mai. E poi l’annuncio al traverso del faro di Capel Rosso sempre immancabilmente a notte fonda tra l’una e le tre mentre i primi già sono prossimi all’arrivo! Questa volta il buco di vento dura però solo mezz’ora in cui approfittiamo per cenare e poi un vento da sud ci permette di costeggiare il lato nord del Giglio e venirne fuori, per noi, brillantemente. Intanto verso nord tanti lampi nel buio che ci creano un po’ di ansia. Speriamo che le vecchie previsioni di pioggia non si rivelino giuste. Alle 22:00 siamo al traverso del faro “appena” 3 ore dopo i primi! Per noi un vero record. Poi ci mettiamo con fiducia in rotta diretta su Riva di Traiano di bolina larga. Decidiamo di passare a Sud di Giannutri stringendo un po’ di più il vento con l’idea di non essere coperti dall’isola e di bolinare meglio una volta superato l’altro faro di Capel Rosso sulla costa meridionale di questa. Già pregustiamo una sana e abbondante colazione felicemente ormeggiati a Riva di Traiano. Intanto le due barche Granlasco, Dindarella e Coda di Volpe, sono sempre abbondantemente dietro e assaporiamo anche la soddisfazione del terzo posto nella nostra categoria conquistato sul campo. Ma non abbiamo fatto i conti con Eolo. Nonostante Lamma HR ci assicuri che avremo un sud-est da 6-7 nodi per tutta la notte (a proposito risodatemi di presentare reclamo…), Eolo invece decide che è ora di andare a dormire e ci pianta quando ormai siamo quasi a sud di Giannutri. Il passaggio davanti al faro si trasforma quindi in un’esperienza penosissima e comincia la sofferenza. Dal tracker vediamo che anche le altre barche del nostro gruppo comprese Albarossa e Jolly Rogers sono pressoché impantanate sul lato nord di Giannutri. La notte è ancora lunga ma con santa pazienza, sapendo che comunque abbiamo un larghissimo margine nei confronti del tempo limite previsto per le 17:00, rinunciamo all’idea della colazione a Riva di Traiano senza particolare preoccupazione. Pazienza. Poi si alza un inedito vento da est e i nostri iniziali piani che ci hanno portato a sud di Giannutri vanno a farsi benedire! Procediamo a questo punto di bolina un po’ più larghi rispetto alla direzione giusta ma l’importante è che la barca ricominci a fare quello per cui è stata costruita, navigare, e ora se pur lentamente riprende ad avanzare. Intanto i lampi si susseguono ormai ininterrottamente e con frequenza di 1-2 secondi verso sud, verso il mare aperto. Là deve succedere un gran bel casino, speriamo che non arrivi qua, ma l’atmosfera è decisamente inquietante e cerco di non vedere in quella direzione. In questa fase le uniche esperienze degne di nota sono due navi da crociera che, illuminate come un casinò di Las Vegas, ci sfiorano provenendo da poppa. In questa situazione ci si chiede sempre come comportarsi, se fidarsi della loro consapevolezza che tu esisti o prendere provvedimenti magari con conseguenze negative. Le nostre rotte quasi parallele sono pressoché intersecanti, una in particolare ci passa veramente vicina a poppa ma non desistiamo a modificare rotta. Entro in coperta per svegliare Romano e farlo assistere allo spettacolo di questa enorme nave che ci sovrasta tutta illuminata a fianco a ma non reagisce. Poi l’alba e con l’alba il poco e svogliato vento sembra ancora decidere che il suo compito è finito e si ritira in cuccetta. Ci ha portato poco a Nord di Civitavecchia, più o meno a largo del lido di Tarquinia, ma qui ci lascia. Comincia allora un momento molto difficile da affrontare mantenendo il controllo dei nervi, durato tante ore, circa sei, e che ci porta a riconsiderare tutte le previsioni di arrivo nel tempo limite. In preda allo sconforto vediamo sfumare la possibilità di conquistare un trofeo, come avvenuto alla scorsa Giannutri, per colpa del vento. Dindarella, sfruttando gli ultimi refoli ormai da noi scomparsi, si è portata piuttosto vicino, Coda di Volpe è data per dispersa. Avanti, non molto distanti da noi, gli altri del gruppo di coda sicuramente con gli stessi problemi. Le vele sbattono e vedo soffrire la povera attrezzatura, ma la barca impercettibilmente si muove quindi si riesce a governarla ancora quel minimo possibile. Cerchiamo di fare bordi e chiaramente in quelle condizioni questo si rivela penosissimo. Comincia anche il nostro “adrenalinico” match race con Dindarella. Prima vicina, poi lontana, poi di nuovo vicina, ma la costante è che le sue andature sono sempre incredibilmente diverse dalle nostre. Non mi spiego anche come faccia Bubi a muoversi. La corrente è contraria, l’indicatore del vento segna zero nodi, le vele sbattono, ma Bubi a mezzo nodo o un nodo si muove sempre, però Civitavecchia è costantemente e implacabilmente quasi alla stessa distanza. Siamo ancora a 18-19 miglia dall’arrivo, è mezzogiorno e il vento latita ancora. Lamma HR prevede un sud-est da 7 nodi per le 13:00, Windy per le 14:00. Con il tipico pessimismo che regna in famiglia, cominciano a fioccare scommesse che nessuno dei due ci ha preso. Sentiamo che Albarossa sta tagliando l’arrivo a poche miglia da noi e questo ci conferma le difficoltà che hanno avuto anche gli altri, almeno per quel che riguarda il nostro gruppo. Intanto Dindarella è sempre poco distante dietro di noi, poi improvvisamente il loro annuncio: si ritirano. Cerchiamo di dissuaderli che mancano ancora più di tre ore al tempo limite e ormai sole 13 miglia all’arrivo. Forse ce la facciamo abbondantemente se solo uno dei siti meteo ci ha preso. Ma non li convinciamo. Devo dire che noi dobbiamo essere doppiamente riconoscenti a Dindarella: 1) perché con la sua presenza ci ha tenuti perennemente svegli e concentrati per tutte quelle ore nel tentativo di restargli comunque davanti anche con un solo nodo di velocità; 2) perché, come sempre avviene, subito dopo il suo abbandono il vento è arrivato, debolissimo, quasi impercettibile, ma è arrivato. Il mare quasi oleoso ha ceduto il posto a delle lievissime increspature che ci hanno risollevato subito gli animi ormai sprofondati nel più totale sconforto. Abbiamo quindi cercato di prendere la direzione di Riva di Traiano, ma l’andatura al granlasco non ci permetteva di stringere per poterlo fare. Quindi rotta un po’ più verso sud, poi si vedrà. Intanto le ore passano e si infittiscono i calcoli che diventano quasi frenetici nei momenti in cui il vento cessa nuovamente. Insomma altre tre ore passate con un’ansia addosso più pesante dei vestiti che a strati abbiamo indossato nella fredda notte. Ce la facciamo, no non ce la facciamo e qui a parlare è la filosofia tipica della mia famiglia… I famosi sette nodi ce li sogniamo ma refoli di 5-6 si alternano a venti debolissimi da 2. Non possiamo puntare sull’arrivo e quindi inizia tutta una serie di bordi di granlasco che ci danno come la sensazione che siamo sempre lì. Il paesaggio che tanto ci è famigliare del porto, della città di Civitavecchia, degli alberi delle barche di Riva di Traiano, sembra invece diventato ostile e continua respingerci. Mancano due ore e sole 6 miglia, a tre nodi ce la facciamo a due no, e poi ci sono da considerare i bordi, il gps da ovviamente la distanza diretta… Un refolo da sei nodi la barca naviga a 4,2 nodi, forza vedo la boa! Poi di nuovo il vento a due, lì c’è una chiazza più scura ma poi la delusione che il vento è anche lì sempre debolissimo e la boa è sempre là e non si avvicina. Le nostre facce sono tirate, l’espressione è cupa, facciamo di tutto per far camminare la barca, pure io e Romano a “schiacciare” ma questa barca da sette tonnellate neanche si accorge di due poveri vecchiarelli che affannosamente si danno tanto da fare. Fissiamo l’acqua che piano piano scorre sotto la carena e tratteniamo il fiato come se questo aiutasse il vento a dare il proprio. Guardo mio figlio Emanuele al timone come per incoraggiarlo quando le vele si sgonfiano ma la boa sembra essere sempre lì e il tempo passa. Manca un’ora, al vhf dal comitato di regata ci chiedono che intenzioni abbiamo, vogliono andarsene a casa… Forse ce la facciamo. Ripenso a tutte le 30 ore trascorse e alla possibile beffa in agguato solo per pochissimi minuti. Cavolo potrei arrivarci a nuoto! Poi un refolo più forte ci risolleva il morale e gonfia le vele. Ce la facciamo, ce la facciamo, ma continuiamo a trattenere il fiato, poi di nuovo vento a 2 nodi. Arriviamo paralleli alla linea di arrivo dovremo fare un’ultima strambata ma ormai è fatta mancano venti minuti alle 17:00 e soli pochi metri, è fatta, il fiato ricomincia defluire dai polmoni, trovo persino la voglia di prendere la videocamera per immortalare il momento e l’annuncio del comitato pone fine alla nostra tortura. Ma già ce la siamo scordata, ci scambiamo pacche sulla schiena e i sorrisi e le esclamazioni di gioia si sprecano. Non è andata come le altre volte, questo è importante, e la soddisfazione è tanta. Grazie Emanuele, grazie Romano, grazie Bubi e anche grazie Mikael che d lassù ci hai voluto fare questo gran gran bel regalo. Ora di arrivo 16.45.

Smiley32Smiley32Smiley32 Bravi!

...pochi possono dare del tu al mare e quei pochi non lo fanno.
25-09-2017 15:52
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