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Siracusa Catania, navigazione familiare (don ciccio)
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Siracusa Catania, navigazione familiare (don ciccio)
by don ciccio (2011)

Sabato 23-07-2011: Il cantiere di Siracusa mi riconsegna la mia bella, dopo il carenaggio.
Prendiamo l'autobus delle 08,15, insieme a molti vocumprà che riempiono il bagagliaio con le loro mercanzie; l'aria condizionata è un conforto necessario, con il caldo che ha fatto e che continua a fare in questi giorni.
Arriviamo nei pressi della stazione di Siracusa alle 9,45, e con una passeggiata (neanche tanto lunga) arriviamo al Porto Marmoreo; la barca è già stata varata (come d'accordo con il cantiere, che merita ampiamente la mia fiducia): paghiamo 'con_tanti' auguri, e prima di partire facciamo un salto nel vicino mercato (a comprare il necessario per un paio di panini, più un chilozzo di 'scolli', l'ottimo pane caratteristico di Siracusa).
Premesso che mia moglie è sempre stata sfortunata, con le tratte Siracusa-Catania (in genere, abbiamo preso mare non previsto, che le ha dato noia, e/o vento della madonna, che l'ha intimorita), siamo indecisi se è il caso che lei torni con l'autobus, e io vada da solo: il cielo si è un poco annuvolato, e qualche raffica di grecale prende il posto di un appiccicoso scirocco; secondo windfinder ci saranno 14 nodi da est (con raffiche sino a 16), mentre il più ottimistico eurometeo (che non mi ha convinto) prevede 5/6 nodi.
Rapidamente, mia moglie decide di seguirmi nel mio destino; saliamo a bordo, e via verso casa, ché il tempo non è l'ideale per una giornata di bagni, e rimanere il rumoroso sabato sera a Siracusa ci scoccia.
Il mare - che da terra sembrava incresparsi - non è male: il vento è leggero, sui 6/7 nodi, ma proprio sul nostro naso, sicché andiamo a motore; a 2000 giri la barca fila a 5,7-5,8 nodi, pulita com'è.
Passato Capo S. Panagia, il vento gira un pò: proviamo ad andare a vela, e con una bolina stretta andiamo a 4 - 4,5 nodi (sempre meglio che a motore).
Avvicinandoci a Capo S. Croce, il vento torna a calare ed a girare; procediamo a motore, incrociando navi che escono ed entrano dal porto di Augusta.
Vicino Capo S. Croce, di nuovo a vela: il mare - blu cobalto - è calmo, e un vento di 8-10 nodi ci consente una comoda bolina; il posto è l'ideale per un bagnetto, sicché ci mettiamo in panna, e ci godiamo l'acqua fresca e pulitissima di Capo Sbarcatore dei Turchi.
Ripartiamo per l'ultima tratta: allontanandoci dal Capo, il vento - tra il traverso e la bolina larga - comincia ad aumentare, facendoci filare ad oltre 6,4 nodi, con punte di 7,0 nodi.
Quando cominciano ad arrivare le prime raffiche (che colorano una striscia di mare, alla nostra destra, di un colore strano), orzo per sventare un pò la randa; la manovra non sfugge a mia moglie, che suggerisce di avvolgere la randa e proseguire con il solo genoa, per una navigazione di tutto riposo.
Obbedisco (come direbbe Garibaldi), e soffro un pò quando vedo che andiamo a 4 nodi; pian piano, però, il vento aumenta ancora, fino ad un apparente di 18,6 nodi (a 60/70 gradi), facendoci filare a cinque nodi almeno, con punte di 6,0.
Meglio aver ridotto per tempo (anche se, con avvolgiranda e avvolgifiocco, non ci sarebbero stati problemi), e non far soffrire il temerario equipaggio.
Il mare è bello increspato, con belle 'ochette', e qualche onda (le onde provengono sia da NE che da E) si fa sentire: la navigazione è comunque confortevole e molto piacevole, anche per mia moglie (che per la prima volta si gode questa tratta).
Arriviamo a Catania in breve tempo, con il vento che si mantiene quasi costante (aumentando solo un pò ogni tanto, e stringendo), con il solo genoa che ci consente perfino di stringere un pò la bolina.
Per la prima volta, mia moglie si dichiara soddisfatta della bella navigazione, meravigliandosi da sola per il fatto che non si sente stanca; siamo solo un pò cotti dal sole, che proprio non scherza.
Stanchi ma felici, arriviamo all'ormeggio: il nostro posto è - ovviamente - occupato da una barca in transito, anche se avevamo avvertito del nostro ritorno (il marinaio di turno non è proprio un esempio di pignoleria); pazienza, ci ormeggiamo da un'altra parte, accanto ad una bavaria 46 con bandiera teutonica (il cui skipper, vedendoci arrivare senza urti e senza manovre azzardate, si preoccupa di mettere un grosso parabordo a palla ad inutile protezione della sua poppa, meritandosi i miei silenziosi insulti).

Il link della discussione è http://forum.amicidellavela.it/editpost.php?pid=1418966
Le vicine vacanze - insomma - non si preannunciano male!
26-07-2019 16:43
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