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Raffreddamento Yamaha Malta
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corradino Offline
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RE: Raffreddamento Yamaha Malta
(09-09-2013 03:15)abuonocore Ha scritto:  Giusto per darti un termine di paragone, a mezzo gas la testata intorno alla candela è fredda, la puoi toccare e senti la temperatura praticamente dell'acqua di mare, i fianchi del cilindro sono invece tiepidi, si possono sempre toccare con il dito senza problemi.

Ho scoperto che i miei problemi erano dovuti al galleggiante del carburatore starato, praticamente c'era troppa poca benzina dentro la vaschetta. Riportato alla misura nominale ora sembra andare bene, almeno nella vasca. Vedremo in mare.

Ho cmq misurato la compressione e mi da uno scarso 4,5 Kg/cm2, se metto olio nel cilindro sale a 8 Kg/cm2 ... penso proprio che questo inverno dovrò cambiare le fasce elastiche ....

ciao !
ciao
come hai determinato il livello corretto de galleggiante esiste una quota ?io ne avrei bisogno per un motore modello 2B 6a1
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 03-12-2014 15:00 da corradino.)
03-12-2014 14:57
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abuonocore Offline
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RE: Raffreddamento Yamaha Malta
l'aveo scritto in precedenza ... su questo vecchio manualone generale Yamaha
https://dl.dropboxusercontent.com/u/5175...manual.pdf

a pag 3-18 e 3-105 trovi le misure del nostro malta ..... vedi se trovi il tuo .....

ciao !
03-12-2014 15:43
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abuonocore Offline
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Messaggio: #43
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
https://dl.dropboxusercontent.com/u/5175...manual.pdf
03-12-2014 20:01
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Sandro36 Offline
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Messaggio: #44
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
(15-10-2014 00:02)singleton Ha scritto:  Però penso che ci sia un problema (per tutti i motori in generale).
Col rubinetto chiuso, quando il motore si spegne il livello nella vaschetta è sceso fin dove il carburatore non riesce più ad aspirare. OK, ma c'è ancora una mezza vaschetta di miscela. Quando questa sarà evaporata resterà il deposito gommoso. Non ho mai controllato, smontando la vaschetta, quanta miscela resti. Bisognerebbe toglierla. Certe rasaerba avevano una valvolina di scarico a pulsante sul fondo della vaschetta. Si potrebbe far uscire questo residuo di miscela capovolgendo il motore ma è una cosa da non fare assolutamente, specialmente appena fermato (acqua nel cilindro).
Se qualcuno ha qualche idea, avanti

Non dovrebbe rimanerne molta , sul fondo della vaschetta vi è una vite per il drenaggio ma è di difficile accesso

Riapro questo vecchio thread per segnalare una modifica per drenare completamente la vaschetta del carburatore del mio Yamaha Malta quando il motore deve stare fermo per un po’ e la maledetta benzina di oggi lascerebbe residui gommosi.

Effettivamente la vite è nascosta dietro il filtro dell’aria/silenziatore di plastica.

Ho reso possibile l’accesso così:
Smontate le carenature superiore e inferiore anteriore. Smontato il filtro dell'aria.
Ho fatto una tacca nel filtro dell’aria premendogli contro con l'inclinazione giusta un tondo di ferro riscaldato.
Può succedere (a me è successo) che il filtro si buchi ma si può facilmente richiudere il buco con la stessa plastica spostata ancora calda.
Bisogna poi togliere con la lima le sbavature, ridando la forma originale.

(Questa foto è capovolta. Non so perché.)
[Immagine: 20181210.jpg]


Rimontato il filtro la vite di drenaggio è in vista (in basso nella foto).

[Immagine: 20181211.jpg]

Adesso viene il difficile: trovare la posizione del foro nella carenatura inferiore per introdurre il cacciavite allineato con la vite.
Dopo molte misure ho fatto un forellino di tentativo. Naturalmente non era nella posizione giusta e l’ho dovuto allargare verso il basso.

[Immagine: 20181212.jpg]

Adesso copiando da questa foto si possono evitare i tentativi sbagliati.
Ho in programma di rifinire meglio i bordi del foro.

Per drenare la vaschetta, senza smontare niente, si introduce il cacciavite nel foro e si allenta la vite solo di un giro e mezzo o due, senza toglierla; la previdente Yamaha vi ha previsto due forellini, uno assiale e uno trasversale subito sotto la testa.

Per non inquinare l’acqua e ricuperare la miscela, mentre si svuota la vaschetta si può tenere un vasetto sotto il forellino di drenaggio di sinistra fra i tre della carenatura inferiore. (Di destra guardando il motore come nelle foto).
Dopo ricordarsi di richiudere la vite.

Il lavoro è abbastanza semplice. Spero che questa lunga descrizione possa essere utile a qualcun altro. Sono a disposizione per fornire qualsiasi particolare.

Saluti e BV
Sandro
10-12-2018 00:10
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orteip Offline
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Messaggio: #45
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
Che il lavoro sia semplice non è da mettere in dubbio come non è da mettere in dubbio che (scusa la franchezza) sia molto di più arraffazzonato.

Io mai mi permetterei di fare un simil buco sulla carenatura che, oltre brutto, rappresenta anche un punto di ingresso per l’acqua che poi facilmente può raggiungere il filtro dove può essere aspirata.

Sarà che il mio Yamaha Malta come ne ho visti molti in giro è tenuto alla stessa stregua dell’imbarcazione, ovvero perfetta ma capisco che non tutti tengono alle cose allo stesso modo degli altri. Detto questo, ma a motore acceso chiudere semplicemente il rubinetto e dando continue piccole sgassate aspettando che si svuoti la vaschetta, questo no ??

Il mio è del 95 faccio da sempre così ed ogni anno parte al primo colpo senza nemmeno dare gas..... bho.....

PS - Comunque se proprio uno volesse essere estremamente scrupoloso, per accedere alla vite della vaschetta è sempre meglio smontare carenature e filtro visto che si fa una volta all’anno e si impiega solo un quarto d’ora piuttosto che sagomare il filtro ma soprattutto, piuttosto che fare il buco sulla carenatura ma ovviamente questo è un mio personale parere.

IMHO

- - - www.portolanando.com - - -
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 10-12-2018 16:28 da orteip.)
10-12-2018 16:27
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Sandro36 Offline
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Messaggio: #46
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
Orteip,
mi dispiace di averti scandalizzato.
Lo so che il buco nella carenatura fa schifo, sia perché non è ancora rifinito, sia perché è fatto a pera. La parte stretta, in alto, è il foro di assaggio, la parte bassa più larga è il foro per il cacciavite nella posizione giusta. Se avessi indovinato la direzione dell'asse della vite al primo colpo sarebbe stato meglio ma sfido chiunque a riuscirci.
Per abbellire il foro potrei arrotondarlo e metterci un occhiello di alluminio o di plastica, di quelli per le tende ma dovrei ingrandirlo parecchio. Questo non va bene, come dici, per via dell'ingresso dell'acqua (quantunque il mio Seagull abbia la presa d'aria a trombetta senza alcun filtro e senza carenatura e vada bene da 55 anni, sia pure poco usato ultimamente). Siccome per me la funzionalità ha la precedenza sull'estetica, mi accontenterò di rifinire al meglio i bordi con la lima, come ho detto.

Parlando di cose serie, fermare il motore chiudendo il rubinetto, come anch'io faccio sempre, non è sufficiente a vuotare completamente la vaschetta del carburatore. La benzina o miscela nella vaschetta è tenuta ad un certo livello, da cui viene aspirata; se si chiude il rubinetto, come ha spiegato Singleton, quando il livello si abbassa di qualche millimetro, la benzina non viene più aspirata e il motore si ferma. Nella vaschetta però resta quasi tutta la benzina che c'era.
Quando vendevano la buona vecchia benzina normale a pochi ottani questa evaporava completamente senza lasciare traccia (a parte, per i due tempi, l'olio della miscela che resta liquido e non ottura i gicleur - getti).
Nella benzina attuale ci sono additivi antidetonanti e chissà che altre porcherie che non evaporano e rimangono come massa gelatinosa/gommosa. Forse c'è anche dell'alcool che crea altri problemi (acqua assorbita).

Quando il motore deve restare inattivo per alquanto tempo, vuotare completamente la vaschetta non è una cattiva idea. D'altronde sa la Yamaha (e non è la sola) ha dotato il carburatore della vite di drenaggio ci sarà un motivo.

Non dico di svuotare la vaschetta ogni volta che ci si ferma per un bagno o un pic-nic, ma per una settimana sì. E smontare due carenature e, peggio, il filtro dell'aria ogni volta...
Inoltre le viti che tengono il filtro sono le stesse che tengono il carburatore e continuare a staccarlo dal motore non mi piace. Le cose meccaniche meno si toccano meglio è.
Mentre con un giro di cacciavite nel mio antiestetico foro (e un vasetto sotto il motore, mi raccomando) è tutto fatto.

Sono contento di sentire che il tuo Malta va bene da tanti anni. Io ce l'ho da poco ma mi sembra di aver fatto un buon acquisto.

Saluti, BV
Sandro
12-12-2018 16:29
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orteip Offline
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Messaggio: #47
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
Tranquillo Sandro, non mi sono scandalizzato ed il mondo è bello perchè è vario così come sono varie le opinioni personali ed è giusto che sia così.

Ho fatto quell’intervento perchè in teoria è giusto preferire la funzionalità all’estetica ma quando ed ogni volta che si può, per me è senpre preferibile l’estetica funzionale.

PS - mi scuso se magari mi sono spiegato male ed ho peccato di superficialità non pensando che qualcuno magari possa preferire non smontare il carburatore ma avevo dato per scontato alcune cose e mi scuso.

- - - www.portolanando.com - - -
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-12-2018 18:34 da orteip.)
12-12-2018 18:33
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Sandro36 Offline
Nuovo Amico del Forum

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Registrato: Oct 2014 Online
Messaggio: #48
RE: Raffreddamento Yamaha Malta
Orteip, per carità, non c'è niente di cui scusarsi.

Il carburatore ogni tanto purtroppo si deve smontare completamente per pulirlo. Tranne questi casi di necessità conviene lasciarlo in pace. Intendevo dire che non vale la pena di staccarlo e riattaccarlo solo per svuotare la vaschetta. A lungo andare si può danneggiare la tenuta del collettore di aspirazione e la nascosta entrata di aria è causa di inconvenienti. E' preferibile rinunciare a vuotare completamente la vaschetta.

Certo che è meglio se qualcosa oltre a servire al suo scopo è anche bella. Tanto più in un ambiente come quello delle barche dove le cose si fanno per passione, seguendo il gusto personale e il sentimento di ciascuno.
Secondo me in molti casi, come nella forma degli scafi o nelle strutture in genere, se una cosa è fatta bene dal punto di vista funzionale, di solito è anche bella per un occhio che capisce.

Poi bisogna vedere qual è la funzione: la funzione della mia barca è di darmi piacere; me lo dà il suo comportamento sotto vela ma me lo dà anche il “Che bella barca!” o “Che barca simpatica!” di uno che si incontra. In questo caso l’aspetto può essere più importante delle qualità veliche.
Per un regatante assatanato sarebbe tutto il contrario.

Tornando al nostro brutto buco, scattando la foto prima della rifinitura e postandola sapevo che non avrei fatto bella figura e che mi sarei attirato delle (giuste) critiche ma l’ho fatto lo stesso perché ero tutto contento di essere riuscito a risolvere bene un problema che, prima di aver visto la situazione da vicino, avevo pochissime speranze di superare.

Per il mio povero motorino non è detto che le operazioni chirurgiche, e le conseguenti cicatrici, siano finite. Siccome non ha la marcia indietro (il suo unico difetto serio) ed è montato in un pozzetto, quando è girato di 180° il comando del disinnesto è nascosto e in più funziona al contrario. L'ideale sarebbe avere tutti i comandi in alto sopra al motore e indipendenti dalla sua posizione di sterzo. Per l'acceleratore basta sollevare la barra in posizione verticale (cosa che d'altronde bisogna già fare per poterlo girare). Per il disinnesto bisogna vedere. Ho già fatto questo lavoro sul motore precedente - un Johnson 4 CV - ma lì la conformazione del motore rendeva le cose più complicate per l'acceleratore ma più semplici per il disinnesto. Vedremo.

Saluti e buon vento

Sandro
13-12-2018 23:23
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