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A proposito del Giro Vela (pietro c)
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Trixarc Offline
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A proposito del Giro Vela (pietro c)
by pietro c (2005)

Un attimo, un giorno.

Succede.
Non sai mai quando come e perche'. All'improvviso succede.
Capisci perche' ti piace andare a vela, perche' vale la pena di faticare per
andare scomodamente piano in nessun posto... perche' le file degli
ombrelloni non fanno e potranno mai fare per te, capisci che veleggiare non
e' solo divertente, e' la realizzazione di una necessita profonda che,
sembra strano, per tanti anni non hai saputo di avere.
Bene, poiche' vado a vela molto poco in questi ultimi anni, faccio di tutto
per rendere importanti ed interessanti i pochi momenti che mi posso
concedere durante l'anno. Forse l'idea del team al Giro mi e' venuta solo
per avere una scusa, una ottima scusa, per 10 giorni di vela 'integrale'.
Ci sono pero' dei momenti che superano qualunque cosa tu possa aver
preventivato e che si fissano, minuto per minuto nella memoria, nitidamente
stampati. Dei momenti che si rivivranno 'olisticamente' (se mi passate il
termine, vuol dire integralmente su tutti i 5 sensi) per anni a venire. Vi
racconto il mio.
Siamo al tramonto, in avvicinamento a ischia da Nord, circa 15 miglia da
Casamicciola. C'e' una debole brezza sui 10, 12 nodi. sto timonando. E sto
realizzando un sogno. Da bambino volevo fare l'archeologo o l'astronauta. da
novellino della vela avrei voluto timonare questa barca. La sensazione che
ti da e' indescrivibile. reattiva, nonostante le sue dimensioni e le sue
caratteristiche non da sparaboe. eppure di una dolcezza inarrivabile e
perfettamente equilibrata. Si puo' lasciare uno dei timoni ( Gia', ne ha due
pesa tanto ma non e' un Bavaria, garantito) andare a dare una regolatina
alla base della randa (Idraulica!!!)e tornare. Ha, anche con questa arietta,
una potenza ed insieme una dolcezza sulla ridicola ondina mediterranea di
circa un metro (e' nata per gli oceani) che e' semplicemente meravigliosa,
ti trasmette una sicurezza totale. sai immediatamente che, se ne sarai
all'altezza, ti portera sano e salvo attraverso ed al di la' di qualunque
mare.
Finita la dura fatica per issare le due vele di prua, yankee 1 e staysail
(trinchetta), l'equipaggio di sole 4 persone (qualunque manovra, anche la
piu' scema richede impegno al 100 di tutto l'equipaggio, questo spiega
insieme al fatto che ho fatto amicizia con lo skipper, l'opportunita' che mi
e' stata concessa di fare con loro il trasferimento di 80 miglia fino a
Ischia..) si rilassa in ordine sparso. Lo skipper se ne sta appollaiato sul
genoa imbrogliato al'estrema prua. Robin, lo spilungone bretone si è
arrampicato a piedi nudi fino alla prima crocetta, , ad una decina di metri
dal ponte.... tanto per rilassarsi un po' e dare un occhiata al panorama.
Roberto, Gardesano lato bresciano, fa la bambolina souvenir in punta di
piedi su uno dei maxi winches della randa, mentre andrea, neolaurato di Ing
di cagliari lo fa vorticare. Guido il 'program manager' della societa' che
gestisce la barca ed in pratica co-skipper mi passa il timone. All'inizio, a
parte la sensazione di stordimento, timono guardando i filetti, l'orecchia
del gennaker etc.etc.
Poi mi rilasso. The big red One mi ringrazia immediatamente. la velocita'
cresce, in scioltezza.9-10-10.5-11-12-12.5-13 e finalmente si ferma !!
Riesco a poggiare, seguendola in accellerata, di quasi 20 gradi mantenendo
la rotta corretta. Nonostante le dimensioni siamo sicuramente vicini se non
oltre la velocita' limite. Nessuna vibrazione. Nessuna scia, nessun cambio
di assetto. Ogni 4 secondi 35 tonnellate di mare vengono con dolcezza messi
da parte e, grati per la gentilezza e un po stupiti, si richiudono senza
colpo ferire nella scia, perfetta. Praticamente non un vortice, quasi niente
onda di poppa, solo un po di schiuma sollevata dalla bellissima prua con
quel taglio classico ed aggressivo che la rende cosi inconfondibilmente
IOR....a bordo se la godono tutti mentre la barca, dolcemente appoggiata sul
fianco, trova il suo assetto.. Mi viene in mente la frase di Moitessier: '
Sono una buona barca, fammi navigare e ti daro' miglia.......' In queste
condizioni, in cui la barca viaggia con un apparente di circa15, 16 nodi
puoi giocare su molti gradi di timone. Poggi e cali di pochi decimi,
mantenendo piu o meno la stessa regolazione, orzi ed accelleri idem. la
massa e le linee fanno il resto. Un treno. Un meraviglioso treno rosso,
elegante come un sangermani e veloce come un wor 60 (beh, quasi....). Un
missile in carbonio, kevlar ed alluminio (gli alberi). Un paradosso con 10
tonnelllate di piombo pochi cm sotto il pagliolato in kevlar, verniciato con
l'antivegetativa da pescareccio, quella con la sabbia mescolata a vernice,
con concentrazione della sabbia variabile a seconda della zona della barca
sottocoperta dove ti trovi (piu' sabbia e piu' ruvida subito sotto la scala
di accesso, doppia affinche' due persone si possano incrociare in ingresso
ed uscita ma quasi verticale ed alta piu' di due metri, la prima volta che
sono saltato sottocoperta mi ha quasi salutato una caviglia, anche perche'
c'e' un puntapiedi nel mezzo, proprio alla base della scala). Interni open,
cucce nautiche con teli antirollio ovunque, come in origine, con aspetto da
pescareccio, ma con una ENORME cucina ad U con fornelli basculanti a 4
fuochi e bombole direttamente avvitate sotto (niente tubi= niente rogne),
originale. Unci spazi chiusi il carteggio e il minuscolo cessettino, grande
piu o meno come quello di un First (il progettista e' lo stesso e
chiaramente non deve essere molto interessato all'ergonomia di questo
locale). Unica concessione alla modernita'/agio un frigorifero a pozzo
abbastanza grande. A prua una immane cala vela(quasi un terzo della barca)
con circa una ventina di vele. Per trovarle c'e' una mappa con la posizione,
anche perche quelle che si usano piu' di rado (le trinchette per esempio)
stanno al di la' della paratia stagna, che ha un passauomo come unica fonte
di luce, sufficiente per uno smilzo marinaio e scarso per una qualunque
delle vele. Visto che siamo sempre almeno intorno ai 100 mq queste vele
pesano.
Guido, dopo avermi lasciato divertire per una mezz'oretta riprende il
timone, mentre come ragazzini il resto della ciurma si insegue cercando di
gavettonarsi con l'acqua di rigovernatura della matriciana alla
bretone....mentre STEINLAGER(l'avevate capito ,no?) continua ad 11 nodi con
quella ineffabile maestosa dolcezza - Ma come si fa a dimenticarsi dei
momenti cosi? Mi dice Guido, che naviga su quella barca da 13 anni, in tutti
i mari del mondo e ne ha viste tante ma proprio tante...mi ha confemato
anche la storia dell'arrivo alla vela. Falk al timone che vuole fare vedere
il giocattolo nuovo alla famiglia, con strambata e virata DENTRO la rada di
Portofino 'Ce l'avevamo fatta ma, deh, (E' livornese e si sente) c'erano tre
gozzi coppalati ed abbiamo allargato la poppa- pumpumpum e fuori, poi Falk
mi ha fatto prendere il libretto degli assegni e l'assicurazione e siamo
rientrati a motore...... (ha un 80 ho Perkins e fa circa 7 nodi con
quello... piu' o meno come un Bavaria 49..).


Ischia al tramonto, Steinlager in corsa al traverso ed una allegra ciurma
multinazionale.
Fermati attimo sei bello.


Al rientro, uno dei marinai strappa un metro di balumina, semplicemente
tirandola sul boma dalla balumina mentre la stiamo ripiegando. Guido mi
aveva avvisato: attento, questa e' una randa da regata, fai un grinza nella
vela e tira da quella , non dalla balumina. Dato lo spessore e la rigidezza
ed il kevlar/carbonio della vela, uno spessore sufficiente a garantirti una
certa tranquillita' anche in iraq sotto il fuoco, mi sembra una cosa balzana
ma obbedisco. Invece no, aveva ragione. Essendo una vela ingegnerizzata al
limite non ha resistenza nelle direzioni in cui non serve. sarebbe materiale
in piu' inutile che la renderebbe inutilmente piu' pesante. la semplicita' e
tranquillita' con cui naviga insomma e' apparente. steinlager, forte potente
e delicata(volanti strutturali con impiombatura kevlar/acciaio, ad esempio)
resta un tiratissimo, seppur superato prototipo, un insieme di paradossi
bellissimi e quindi perfetta espressione della vela.


Pietro
Per chi dovesse rinfrescare la memoria:


http://www.bwavela.com/gallery.htm
http://www.big-red.org


seguono due righe di rassunto


Dopo aver gestito la randa di Maestra steinlager ho spostato un po
oltre i concetti di barca fisica e randa pesante...


Qui c'e un tipo che ha fatto un giro sopra ' the big red one' di recente, al
giro di sardegna.


http://web.tiscali.it/sailing4/steinlager.htm


Quello che dice e' sostanzialmente corretto. Faccio notare che quando e'
salito lui erano in 10.
Quando sono salito io in 6. Il program manager/skipper/Guido e' restato
sempre al
timone durante le manovre.
Quindi l'equipaggio ' manovrante' era di 5.
Abbiamo fatto 13 nodi con 12 di reale.
abbiamo issato/ammainato 5 vele:
Randa
randa di mezzana
staysail 1 ( trinchetta)
yankee 1
gennaker
la piu' leggera era sui 50 kg di peso.
la piu' piccola sui 100 mq.
La piu' grande sui 400 mq.
E' stata dura ma il bello di essere in pochi e' che vedi tutto, tocchi tutto, provi tutto. E, per un po', magari, timoni.

https://www.youtube.com/user/trixarc100
17-01-2012 21:24
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Trixarc Offline
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