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Da Cagliari verso le Baleari (brown)
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Trixarc Online
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Da Cagliari verso le Baleari (brown)
by brown (2012)

Cagliari, Agosto 2010. Abbiamo appena terminato il giro della Sardegna in senso orario. Siamo in flottiglia, quattro barche (Alice, Cristina e me, oltre alla gatta Matilda con Matilda, un Bavaria 34, Massimo (Four Roses), Roberta e Federico con il cane “Musciu” su Cormorano, un Bavaria 34 identico al nostro, Carlo (Scott) e Valeria con i due cani “Billo” e “Susette” su Wyuna, un Comet 33 e Valter (Peppisceddu) con il cane “Peppino” su uno show 34, Benedetta II, oltre al Passatore dell’amico Riccardo che si è aggiunto a Carloforte ed è stato con noi fino all’Asinara. E’ stato bello ma ad agosto, soprattutto nel nord Sardegna, il mare è quasi invivibile a causa dell’affollamento. Non ho perso tempo. Per l’anno prossimo la crociera si farà da fine giugno a luglio. La meta: Baleari!
La barca
Matilda è un Bavaria 34 del 2001. È una barca comoda, con due cabine gemelle a poppa, cucina angolare con forno e frigorifero molto capiente, zona carteggio un po’ sacrificata, dinette spaziosa, un bagno e una terza cabina a prua. Il pozzetto è abbastanza spazioso, nonostante la presenza della ruota del timone. Quattro winches per le manovre di scotte e drizze, sufficienti e ben dimensionati. Su tutta la battagliola abbiamo montato una rete di protezione, che fino a qualche anno fa serviva a protezione della bambina e oggi mantiene la sua utilità per la gatta (Matilda, come la barca). A prua abbiamo montato un bompresso per il gennaker, con un bozzello di rinvio al pozzetto del punto di mura. Ma iniziamo con il racconto ...



La traversata: Cagliari – Mahon (Cala Taulera) – 250MN


Martedì, 21 giugno 2011, ore 06,55 finalmente si parte! Le previsioni ARPAS danno vento da SE 10-15 nodi con tendenza a ruotare da E. Dopo un’ora di vela il vento cala e alle 08,00 mettiamo motore. Passiamo al traverso della splendida cala di Nora dove spesso, nei week-end della bella stagione, pernottiamo in rada.
Navighiamo in direzione SSW lungo la costa di Santa Margherita di Pula e alle 12,00 finalmente si alza un bel levante di 16-18 nodi: spegniamo il motore e mettiamo il genoa, che ci spinge alla grande verso capo Teulada. Alle 15,00 diamo ancora in una stupenda e deserta Cala Piombo, con mare piatto e raffiche di 18-20 nodi da E.
Dal diario di bordo, Alice scrive: “sono le 15,07. Siamo all’ancora da pochi minuti a Cala piombo e tra poco farò quasi certamente il bagno. Mamma sta per salire sull’albero all’altezza delle prime crocette per recuperare il lazy-jack, slegatosi durante la navigazione. Papà ha provato a comunicare con Renato al VHF, ma senza successo. Vorrei anch’io salire sull’albero perché si vedono il mare e l’orizzonte, meglio che dal pozzetto. Purtroppo rimarremo qui solo un paio d’ore perché partiremo subito per la traversata, che durerà due notti e due giorni. P.S.: purtroppo non possiamo connetterci ad internet!”.

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Cala Piombo

Le previsioni per domani 22 giugno danno vento da SE di 7-8 nodi in diminuzione, mentre per il giorno 23 è previsto NE con tendenza a ruotare da N e poi di nuovo a NE su Minorca. Ci dispiace un po’ lasciare subito la bellissima cala Piombo: oggi è il primo giorno di fermo per le esercitazioni militari, e sulla spiaggia vediamo gli ultimi soldati: forse stanno terminando lo smantellamento di un campo. Ma dobbiamo approfittare della “finestra” di tempo favorevole, prima che arrivi il maestrale previsto per dopodomani: meglio non rischiare
Lasciamo Cala Piombo alle 17,00 in punto, con un vento di 17 nodi che nel frattempo è ruotato da scirocco e ci spinge formando un’onda che, nelle previsioni del sito internet dell’ISPRA (http://www.apat.gov.it/pre_mare/wam.htm), dovrebbe raggiungere un’altezza massima di 1 – 1,5 metri da SE. Decidiamo di essere prudenti , mettiamo la randa con due mani di terzaroli e tutto il genoa nuovo, acquistato per l’occasione. Il cielo è sereno e teniamo una velocità media di circa 5 nodi. Tutti e tre (io, Cristina e Alice) abbiamo indossato i salvagente autogonfiabili con la cintura di sicurezza assicurata alla life-line.
Alle 18,00 circa il vento è calato e mettiamo motore per aiutare le vele.
Alle 19,00 la traina “parte” veloce, ma appena afferro la canna il pesce si stacca. Pazienza, avremo altre occasioni …
Ci troviamo tra le isole La Vacca a dritta e Il Toro più avanti a sinistra, quando sentiamo un forte botto sotto la chiglia, e una serie di colpi che per un attimo ci fanno pensare al peggio. Ma siamo in una zona priva di scogli o secche, controllo il GPS e mi rendo conto che la velocità, da poco meno di 6 nodi è scesa a 1,4. Metto in folle, e pochi secondi dopo, vediamo scorrere a poppa un’orza, alcuni bidoni in plastica, mentre la barca riprendeva velocità.

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Capo Teulada di poppa

Intanto il vento riprende a soffiare, e alle 19,40 spengo il motore, ma il vento regge per poco: alle 20,40 riaccendiamo il motore a 1500 giri mantenendo solo il genoa, e ci apprestiamo a mangiare. Il mare è mosso, ma per fortuna l’onda ci spinge. Comunque, non è il caso di cucinare e decidiamo di fare un pasto a base di scatolette: insalata messicana per Cristina e me e carne in scatola per Alice.

22 giugno
La prima notte di navigazione è andata abbastanza bene, sebbene durante le prime ore della notte abbiamo faticato non poco a tenere la rotta. Ho modificato quindi il GPS per visualizzare la bussola al posto della cartografia e da quel momento è stato tutto più semplice. L’eccitazione della traversata ci tiene svegli, e Alice riporta nel diario di bordo:

“dopo la mezzanotte, nella nera scia della barca sono apparse sfere fosforescenti di varia grandezza e in grande quantità”… il movimento di rotazione dell’elica provoca la formazione di queste spettacolari “sfere” fosforescenti di plancton che ci tengono ancora per un po’ tutti svegli, ma poi arriva la stanchezza.

Ancora dal diario di bordo:
“Fa freddo, e molto umido. Mentre Alice dorme, io e Cristina ci alterniamo al timone dormendo a turno in pozzetto. Dopo diverse ore decidiamo, stanchi, di inserire il pilota automatico il quale, contrariamente alle aspettative, funziona benissimo!”
E il mattino dopo, Alice riprende il racconto:
“Mi sono svegliata alle 9 e mezza circa, sono uscita a fare colazione, ho indossato il salvagente e la cintura di sicurezza agganciata alla life-line. Poco fa stavamo per pescare, ma poi il pesce è riuscito a scappare portandosi via l’esca artificiale e perciò papà ha dovuto mettere una nuova esca artificiale e rimettere la lenza in acqua. Siamo in mezzo al mare dove non si vede altro che il mare e una nave che ci è passata davanti a grande velocità. Non si vede terra, niente, solo il mare.”

“Il mare è mosso, ma di poppa non è poi così brutto. Alle 18,00 circa, mentre sono in bagno, per fortuna solo per fare pipì, sento le urla di Cristina e Alice che mi chiamano: per poco mi viene un colpo, penso subito ad una imminente collisione o chissà cosa … schizzo fuori come un razzo e: la traina! Il mulinello gira a mille e le mie “ragazze” sono eccitatissime. Affido il timone ad Alice e le do istruzioni: metti in folle! Vai a destra, rimetti motore al minimo, al traverso del pesce! Lei esegue prontamente, sembra nata con la ruota del timone in mano … intanto il pesce si è portato via gran parte della lenza. Cristina prepara il coppo e il raffio, e li tiene a portata di mano. E io regolo la frizione del mulinello: ogni volta che Alice, andando ora a destra, ora a sinistra, porta la barca verso il pesce la tensione della lenza si allenta e io recupero veloce. Altrettanto velocemente il predatore, ora preda, nonostante la frizione relativamente “stretta”, si riprende quello che avevo appena recuperato. Il tira e molla dura esattamente un’ora: alle 19,00 il pesce è sotto la poppa: un bellissimo esemplare di alalunga, ma non è solo! Al suo fianco c’è il suo compagno (o compagna?), gli sta vicino, non lo abbandona, mentre lui combatte per la vita. Cristina non se la sente di usare il raffio (e io sono d’accordo con lei) perciò tenta di prendere il tonno con il coppo. Oramai l’ho appoggiato sulla rete, con la testa fuori dall’acqua, ma non riusciamo a farlo entrare nel coppo, mentre l’altro continua a seguirci da vicinissimo, a uno o due metri dalla poppa in evidente apprensione per il compagno … non mi era mai capitato niente del genere, né l’avevo mai sentito raccontare. Mollo la canna e afferro la lenza con la mano tenendola in tensione, oramai il tonno è nostro, di fianco quasi dentro il coppo e lì compio il grande errore: anziché dare uno strattone e tirarlo direttamente in pozzetto prendo il raffio e sbadatamente allento la tensione della lenza: l'alalunga era appoggiato sulla poppa, e immediatamente si è slamato. Con un colpo di coda riprende il mare, con a fianco il suo fedele compagno, e si allontanano dalla poppa …
Restiamo ammutoliti. Mi guardo intorno: Cristina pensa che sia colpa sua, Alice è delusa, mortificata, due lacrimoni le rigano il volto. Io, stremato dalla lunga battaglia, sorrido: è stato fantastico e, anche se abbiamo perso la preda, beh, ci siamo divertiti. Cerco di consolare le mie “ragazze”, anche se non è facile, ma alla fine va bene così.

Continuiamo la navigazione, la mente torna indietro a tanti anni fa, all’estate del 1996 quando su Delos, un Comet 910 Plus, Alice (classe ’99) ancora non c’era … eravamo al largo del golfo di Orosei, in rotta verso Arbatax, e con me e Cristina c’era l’amico Gino. Allora non usavamo la canna, ma semplicemente un sughero con lenza da 100 e piombi da 100gr ogni 20 metri e un rapala testa rossa per esca. Anche allora abboccò un alalunga che in circa 20 minuti tirammo a bordo: Bistecche, bottarga e musciamme in abbondanza! Quella lenza l’ho ancora e ogni tanto la “libero” a poppa in aggiunta alla canna. Come ieri sera, dopo aver perso l’alalunga. Prima della notte decido di ritirarla e mentre ho in mano il sughero Matilda, la gatta, si porta pericolosamente a poppa, al mio fianco, e mi sembra che stia per cadere. Cerco di afferrarla con una mano, ma si divincola e ora sì che sta per cadere! Mollo tutto, lenza e sughero e l’afferro per le zampe anteriori mentre era già fuori bordo. Per un pelo! La gioia per aver salvato la gatta viene smorzata dalla visione della gloriosa lenza che all’imbrunire si allontana di poppa … siamo veloci, c’è troppa onda, e oramai c’e quasi buio. Decidiamo di lasciar perdere.
Dal diario di bordo, Cristina:
“La notte passa veloce, anche Alice si ferma in pozzetto fino a tardi e vediamo ancora le “sfere” luminose di plancton dietro la scia. Il cielo è stellato e il buio è veramente buio, fino al sorgere della luna, dopo la mezzanotte. Solita lotta con la gatta, Matilda, che corre da prua a poppa per catturare una farfallina notturna. Decidiamo di chiuderla dentro e lei si vendica! Verso mezzanotte il mare si calma, filiamo veloci e vediamo in lontananza solo due navi. Siamo solo noi, il mare e le stelle, tantissime, il grande carro ci indica la strada (oltre il GPS). La mattina tentiamo subito con la canna ma nulla.”

23 giugno
L’arrivo a Mahon è previsto nel pomeriggio, il mare è calmo anche se c’è in arrivo il grecale. All’improvviso, sulla nostra sinistra, uno spettacolo fantastico: pesci spada, numerosi, saltano fuori dall’acqua, bellissimi. Ancora Cristina, dal diario di bordo:
“… in tarda mattinata incrociamo un branco di pescispada che ci offrono dei tuffi, cerchiamo di seguirli ma invano, sarà per un’altra volta: ormai stiamo per arrivare.”
Arriva il grecale, il mare inizia a gonfiarsi, ma siamo in prossimità di Mahon.
L’avvicinamento è facile: individuiamo subito le boe di delimitazione del canale principale di accesso al fiordo e ci dirigiamo subito a dritta per infilare il canale secondario che ci porterà a Cala Taulera. Dietro di noi una grossa barca a vela con bandiera statunitense accelera, ci raggiunge e ci supera nello stretto canale: vuole arrivare prima di noi, non si sa mai, potrebbe non trovare posto … Il mare improvvisamente si calma, arriviamo a cala Taulera una decina di secondi dopo l’”Americano”. La baia è affollata, ma c’è ancora un sacco di spazio, diamo fondo in 4 metri d’acqua su fango e sabbia, buon tenitore. La baia è riparatissima da tutti i venti e il mare è piatto. Finalmente ci possiamo riposare, ma non prima di una verifica all’ancora. Come sempre, ho l’abitudine di fare un tuffo per controllare che l’ancora sia ben messa. L’acqua è calda e un po’ torbida: d’altronde è normale in una baia così riparata. Sono le 13,30, ci concediamo un pasto veloce e una bella dormita. Fuori ci sono circa 25 nodi di vento da NE, ma qui si sta benissimo.

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Cala Taulera

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Cala Taulera: In caso di emergenza si capisce lo scopo di più camere d'aria separate!

A Mahon non vi erano nudisti... ma vi faccio vedere comunque un po di poppe!

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24 giugno

Ci svegliamo abbastanza presto e intorno alle 8,30 si avvicina un ragazzo su un gommone che si propone per fare la spesa in città. Ordiniamo pane e brioche e attendiamo …
Dal diario di bordo, Cristina: “Aspetta … aspetta … l ragazzo del pane e delle brioche non arriva (abbiamo anche pensato di aver sbagliato fuso orario!). Verso le 10,30 salpiamo l’ancora e ci dirigiamo verso il porto passando per il canale a NNE dell’isola del “lazareto de mahón”. Molto bello, tutto il fiordo è bello e panoramico. Giunti a metà fiordo chiamiamo al VHF (CH9) il Marina Estrella e ormeggiamo di poppa sul lungomare costellato di ristoranti, negozi, case. Si sta bene, laviamo la barca, facciamo la spesa e ceniamo al ristorante: Paella e sangria. Buoni, ma un po’ caro …”

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Nel pomeriggio facciamo un giro in città, scattiamo le foto, facciamo la spesa e acquistiamo una scheda telefonica spagnola per traffico internet con il cellulare: con 70 euro dovremmo poter navigare in internet, scaricare le previsioni meteo e utilizzare la posta elettronica per un mese intero.
Facciamo amicizia con due liguri che hanno una barca a vela di fianco alla nostra. Restiamo d’accordo che l’indomani ci saremmo visti a Cala Covas, la nostra prossima tappa in programma …
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La crociera continua


25 giugno

Alle 11,30, dopo il rifornimento di gasolio, partiamo alla volta di Cala Covas. Da Cagliari a Mahon abbiamo consumato solo 55 litri: tenuto conto che abbiamo navigato a motore per tante ore non è male. Fuori dal fiordo dirigiamo a sud-sudovest verso il canale tra Punta Prima e l’Illa del Aire. Il fondale risale fino a profondità inferiori a dieci metri, e l’acqua limpidissima mostra i dettagli del fondo di sabbia alternata a chiazze di Posidonia e qualche roccia. Bellissimo! Mancano ancora otto miglia a Cala Covas.
Il vento viene da NNW, circa 15 nodi. Boliniamo in un mare quasi calmo e affollato di vele.
Non ci sembra vero, stiamo navigando alle Baleari, Alice è contenta e io non vedo l’ora di fare un bel giro con pinne e maschera insieme a lei.
Cala Covas si rivela bellissima, ma affollatissima, forse perché oggi è sabato. Degli amici liguri nessuna traccia. Decidiamo di proseguire per Cala Trebeluja, circa 8,5 miglia a WNW, navigando vicini alla costa.

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Dopo una navigazione tranquilla arriviamo intorno alle 18 a cala Trebeluja. E’ molto bella, l’acqua è limpidissima: scattiamo le prime foto e continuiamo con le riprese video. Alle 20 Cristina prepara un meritato gin tonic per noi due e un mojto analcolico per Alice. Questa sera barbecue! Matilda, la gatta, si rilassa in coperta.
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26 giugno

La mattina ci alziamo presto, l’acqua trasparente e la sabbia bianca invitano a fare una bella nuotata. Alice e Cristina prendono la canoa e partono per una perlustrazione del corso d’acqua che sfocia sulla spiaggia.
Dal diario di bordo, Cristina:
“Cala Trebeluja. Tutto il giorno qui, bellissimo, giornata di ozio! La mattina si parte in canoa in perlustrazione del fiume, bello e ampio. In alcuni punti proviamo a misurare l’altezza dell’acqua con la pagaia ma è più profondo (oltre i 2 metri). L’acqua è verde, le sponde sono contornate di canne e altre piante acquatiche, intorno è tutto verde. Le libellule sono ovunque e scorgiamo perfino alcune testuggini palustri (Emys orbicularis) mentre prendono il sole: appena si accorgono della nostra presenza si tuffano e vanno sott’acqua.”

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Passiamo la notte in rada. All’ancora, oltre la nostra, vi sono solo un’altra barca a vela e un catamarano. Durante la notte, nonostante una brezza da nord, c’è un onda da Sud che ci dondola e concilia il sonno, se non fosse per quella porta che sbatte … mi alzo e la blocco utilizzando una cima con uno dei miei maldestri tentativi di impiombature … ma per stanotte utilissimo!

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27 giugno

Sveglia alle otto. La cala è quasi deserta, oltre a noi c’è un catamarano e un’altra barca a vela, ma la risacca è fastidiosa. Decidiamo di fare colazione, poi mettiamo in ordine la barca e partiamo alla volta di Cala Mitjana.
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Dopo una breve navigazione a motore sotto costa (meno di un miglio!) arriviamo a Cala Mitjana, ancoriamo in 5 metri d’acqua su fondale di sabbia. Il posto è molto bello, ma anche qui, come Cala Covas, molto affollato. Facciamo un bel bagno, le riprese di rito e ripartiamo. Lo smartphone continua a non ricevere, per cui non siamo in grado di scaricare le previsioni meteo da internet. La prossima tappa è Cala Santa Galdana, poco meno di 1 MN a ovest. E’ incredibile, una cala dietro l’altra, una più bella dell’altra! Ci dispiace ripartire, ma non vediamo l’ora di scoprire nuove calette e poi … il programma è di girare tutte le Baleari, se ci fermassimo una notte per ogni caletta non basterebbero tre mesi!
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Cala Santa Galdana è davvero molto bella, con acque trasparenti ma affollatissima e fortemente urbanizzata. Facciamo un tuffo, poi pranzo a base di insalatona e partenza per Cala Macarella, bellissima insenatura con acque limpidissime e fondale sabbioso buon tenitore. Facciamo una bella nuotata, un po’ di relax e poi ancora rotta per cala Turqueta, dove facciamo una breve sosta prima di proseguire per Cala Son Saura. Tutte queste cale distano un miglio o poco più l’una dall’altra e quest’ultima è la più ampia, oltre 400 metri di larghezza nel punto più stretto. Cala Son Saura ricorda molto alcune spiagge della Costa Smeralda, sia per la trasparenza del mare che per il paesaggio naturale. Decidiamo di stare qui a dormire e domani partiremo per Porto Cristo, sull’isola di Mallorca. Finalmente il VHF riceve il bollettino meteo, in lingua spagnola. Per domani sono previsti venti da SE forza 2-3 e brezze locali (Minorca e canale di Minorca). Per il 29 giugno si prevedono su Mallorca venti di direzione variabile forza 2, tendenti a provenire da SW e a rinforzare a 3. Domani forse potremo utilizzare il gennaker! Alice e Cristina sono andate a terra con la canoa, mentre io mi rilasso sull’amaca tesa tra lo strallo e l’albero … e leggo uno dei tanti libri di racconti di navigazione a vela in mari lontani ... ma per una volta non è il libro a farmi sognare!

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28 Giugno

Stanotte abbiamo ballato. Non c'era vento, ma l'onda proveniente da Sud è stata molto fastidiosa. Delle quattro barche in rada, tre (tra cui la nostra Matilda)hanno sofferto, mentre la quarta (evidentemente conoscevano bene il posto) era ancorata prua a Sud e legata di poppa a una delle boe che delimitano l'area riservata alla balneazione.
Oggi cambiamo isola: Rotta per Mallorca! La prima tappa a Mallorca prevista dal mio piano prevedeva una sosta (non solo tecnica) a Porto Cristo, ma dato che siamo in anticipo di alcuni giorni e ci avanza ancora un serbatoio d'acqua, sceglieremo una caletta dove dormire in rada. Spero durante il trasferimento di riuscire a 'prendere' la linea Vodafone ES con lo smartphone, per poter scaricare le previsioni (UGRIB, Windfinder e Windguru) e per telefonare all'Ente Parco di Cabrera per prenotare una boa in quella splendida isola ...Inoltre dovrebbe essere possibile prenotare le boe di ormeggio in diverse rade (Espalmador, San Telmo, Fornelles)

Dal diario di Bordo, Cristina:
'Tappa bagno a Cala Agullas: molto bella ma piena di turisti, pedalò, sci nautico ecc.. Inoltre, sulla carta e nel GPS è segnata come riserva integrale (c'erano altre tre barche all'ancora). Decidiamo quindi di restare poco e partiamo, non prima di aver fatto uno splendido bagno ristoratore, alla ricerca di altre calette.

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Cala Agullas

La costa è molto simile alla Sardegna del Nord. Non troviamo la caletta al caso nostro, inoltre per domani è previsto vento dai quadranti orientali così decidiamo per andare subito a Porto Cristo. Fortunatamente troviamo posto alla banchina pubblica che costa poco, 32 €, ed è a ridosso della cittadina. Porto Cristo è carinissima, doccia veloce e troviamo subito un ristorantino di Tapas (patatas bravas piccantissime e gustosissime!) che a noi piacciono tanto, accompagnate da un litro di sangria buonissima. Ci portano pure l'ajoli cui non si può resistere, ma la notte si fa sentire ...'

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Matilda (la barca) all'ormeggio a Porto cristo, tra un catamarano e un'altra barca

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Matilda (la gatta) sorveglia Matilda (la barca).

Ancora Cristina, dal diario di bordo:
'29 giugno,Porto Cristo, tutto il giorno in porto, mattinata passata a rassettare la barca, lavare e passare l'aspirapolvere... ah, dimenticavo il bucato! Pomeriggio visita alla famose 'Grotte del Drago', ci si arriva velocemente a piedi: davvero belle, al loro interno il lago Martel, che abbiamo attraversato su una barchetta a remi, l'atmosfera era dantesca.
La sera partiamo con il solito carrellino a far la spesa, poi una bella paella da 'Salvador' ottima, accompagnata dal solito litrozzo di sangria. Alice ha imparato a 'rosicchiare' le zampette dell'aragosta ... e con mucho gusto!
Torniamo in barca, Matilda è una belva: ringhia e si gira contro chi le si avvicina per accarezzarla.

30 giugno 2011

Siamo a Poto Cristo (Mallorca). Cristina scrive sul diario di bordo:
'quattro chiacchiere con i vicini di barca: ci sono i Milanesi dell'H.R. 42 'Odino' che hanno un gatto e tengono la barca ad Ibiza tutto l'anno; i vicini del Beneteau 57 di Barcellona, che danno a Bruno un sacco di dritte sopratutto su Maiorca.
Intorno alle 13,30 partiamo verso cala Mitjana, c'è un po' di onda e vento da Est di 20 nodi (poi girato a Sud-Est. Cala Mitjana è bellissima ma io mi spavento un po' perché il passaggio è stretto e sembra di andare a scogli. Bruno come sempre è tranquillo e fa manovra tra le barche, però l'ondina entra e quindi decidiamo di proseguire oltre punta Salina per cercare un ridosso dai venti sud-orientali. Peccato perché con mare calmo cala Mitjana doveva essere spettacolare, tra le rocce con la spiaggetta in fondo alla baia.
Per ora abbiamo navigato per 350 MN da Cagliari.
Alice si guarda per la cinquecentesima volta una puntata registrata di un cartone 'reality' al telefonino e Matilda è tranquilla: cerca un po' d'ombra e ha voglia di coccole'.

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Abbiamo doppiato punta Salina e superata Punta Negra, ancoriamo a Cala Caragol su 3-4 metri con fondo di sabbia. Cala Caragol è una bella e ampia cala con una bella spiaggia. Notte di relax e chitarra in rada (naturalmente le canzoni di Battisti fanno la parte del leone)

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1 luglio

Il vento continua a soffiare teso, ed è nuvoloso: non sembra di essere a luglio (anche se è solo il primo). Purtroppo la prenotazione per il parco di Cabrera è per il 4 luglio, quindi dobbiamo gironzolare nei dintorni in attesa...
Ci spostiamo a Ensenada della Rapita. Carina, ma niente di eccezionale. Intanto il vento gira a SSW e comincia a disturbare.
2 luglio.
Da Ensenada della Rapita a playa des Carbò. Restiamo in rada altre due notti. Niente da segnalare, tranne che il tempo fa schifo!

4 Luglio

Finalmente è il giorno di Cabrera ... o almeno dovrebbe esserlo se la sfiga non ci mandasse un libeccio in faccia con onde bestiali. Dopo una mezz'ora di dura bolina decidiamo di poggiare e dirigere a Palma di Maiorca, anche se è parecchio lontana, ma con il vento a favore ... che dopo un'ora circa gira a W, e vabbé è al traverso, ma poi gira a Maestro e ormai non possiamo tornare indietro, bolina stretta, in certi momenti con l'aiuto del motore, e mare grosso ancora di prua.
Arriviamo nel tardo pomeriggio a Palma, dove troviamo posto al 'Real Club Nautico'.

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Con Alice al carteggio mentre si pianifica la rotta...

7 Luglio


Dopo aver riparato il frigorifero (100 € - frigorista in porto a Palma)partiamo per San Telmo. Bello il paesaggio, con l'isola Dragonera di fronte alla baia.
Notte insonne a causa del continuo rollio e della eccessiva vicinanza di un catamarano inglese... L'indomani partiamo presto per Ibiza con un vento da NE molto rafficato dai 12 ai 20 nodi, molta onda che ci costringe a tenere oltre il genoa anche un po' di motore. Facciamo surfate a oltre 10 nodi, ma spegnendo il motore la velocità cala a 4 nodi e la barca rolla molto. L'obiettivo è cala de San Vincente, che il portolano descrive come ben ridossata dai quadranti settentrionali e 'aperta a SE con un certo Fetch da S'. In realtà la cala è in parte chiusa da boe e da reti, perciò quel che resta è esposta anche a NE. Rinunciamo e dirigiamo a Nord, con la speranza di giungere presto in una cala ridossata da NE.

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Dirigiamo verso Cala Portinatx dove giungiamo in serata. IBIZA!!!

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Bella cala riparata dal NE, ancoriamo in 8 m su fondale di sabbia e chiazze di Posidonia

Record di Alice in Apnea: si immerge in 8 metri e raccoglie un pugno di sabbia dal fondo!!!

9 luglio

Ci svegliamo con comodo (h. 8,20 circa). Faccio subito una bella nuotata in un mare piatto e trasparente. Scendo a terra a fare spesa con il tender. Dal supermercato si vede un colpo d'occhio della baia davvero spettacolare. Torno in barca e convinco Alice e Cristina a venire a terra per fare le riprese foto e video. Terminate le riprese torniamo a bordo e partiamo per cala Salada, ma dopo il primo capo (p.ta del Mares) vediamo cala Charraca che, a causa del fatto che il vento è girato a ESE (15-18 nodi), si presenta con mare piatto e invitante. Decidiamo quindi di esplorare la baia e di fare un tuffo prima di proseguire, ma è talmente bella che decidiamo di stare qui fino a domani.

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Giornata di pesca minuta (ricci e lumachine) Happy hour a base di ricci e Vermentino di Gallura e cena con spaghetti ai ricci!

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10 Luglio

mi sveglio alle 6,20 e mi tuffo per una bella nuotata 'al naturale'. Poi sveglio Cristina e insieme facciamo una bellissima nuotata. Alice rinuncia, risponde con gestacci alle nostre chiamate ... Il mare è 'forza olio'. Abbondante colazione e prepariamo la barca per muoverci ...

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Partiamo da Cala Charraca (o Xarraca)con un leggero grecale che ci spinge verso ovest: approfittiamo per utilizzare per la prima volta il nuovo gennaker: Fantastico!!!

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Al largo di Ibiza in navigazione col Gennaker e il guidone degli ADV al vento!

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Cala Salada è affollatissima, niente da fare, quindi andiamo direttamente a porto S. Antonio per fare gasolio e Acqua, e decidiamo di continuare la navigazione ...passaggio tra Isla Conejera e Isla Bosque con mare piatto e grande 'strizza': c'è poco fondo, e appena passati tiriamo un sospiro di sollievo! Forse è meglio passare fuori, a N dell'Isola Conejera...Pomeriggio spesa a cala Corral, dove c'è un market a un centinaio di metri dalla spiaggia. Cristina si avventura in Tender a remi non c'è bisogno del fuoribordo' ... quando torna è arrivato un venticello che entra dritto verso terra e ... voga, voga!!!
Continuiamo fino a cala Badella, dove ci fermeremo per la notte. La cala è molto bella, ma è occupata da molte boe e rimane poco posto, ma ci stiamo! Ancoriamo vicino alla scogliera, mi faccio un giro con la maschera per controllare, c'è fondo fino alla scogliera. Per la prima volta da Mahon incontriamo in rada una barca Italiana.
La sera barbecue di bistecche con contorno di 'patatas bravas'

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Cala Badella

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11 Luglio

Salpiamo l'ancora alle 9,00. Passiamo di fronte a Cala d'Horte e Cala Llentrisca, e nel passaggio tra Ibiza e le isole Vedra e Vedranel: splendido panorama (Isla Vedra somiglia un pò a Tavolara ...)

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Passaggio tra Ibiza e Isla Vedrà

Intanto perdiamo un'altra preda con la traina...
Ancora dal diario di bordo, Cristina:
Arriviamo a Espalmador intorno alle 13,00: Bellissima, ma affollatissima! Ancoriamo in 5 metri su sabbia di fronte alla spiaggia. Sembra di essere a Porto Madonna, in Sardegna, in pieno agosto (in Sardegna però l'acqua è più trasparente).

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Pranziamo, ci riposiamo e verso le 17,00 raggiungiamo la spiaggia di sabbia fine, bianca e rosa. Non proviamo neanche a contare le imbarcazioni, sono troppe e ad intervalli regolari passano barche piene di turisti. Ciò nonostante la notte si dorme benissimo, anche se si alza un po' di vento da Est. Dopo cena Io e Alice prepariamo una torta (ma manca il lievito) ma in forno non cuoce mai ...alla fine spegniamo e andiamo a dormire'


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12 LUGLIO: BUON COMPLEANNO ALICE! (12 ANNI)

Dal diario di bordo
Ci alziamo con comodo e cerchiamo, a forza, di piantare le candeline nella torta (crostata alla nutella) che risulta un po' duretta'(sfido, senza il lievito più che una crostata di nutella sembra un disco in cemento armato!)Svegliamo Alice per fare colazione tutti insieme e farle spegnere le candeline. I commenti sulla torta si sprecano...
Ci spostiamo da Espalmador alla vicina Formentera , davvero fantastica!
Questo però è l'unico posto dove si sente parlare Italiano...'


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Barbecue a Cala Badella (IBIZA) il 10 luglio

Ancora Cristina, dal diario di Bordo:
Verso le 15,30 partiamo verso Ibiza, dove ancoriamo alle 16,30 a Ensenada de la Canal e, a causa del vento e delle previsioni in peggioramento, appennelliamo: Ancora da 6 Kg con 4 metri di catena sull'ancora principale, una delta, e un bel pezzo di catena ...
La spiaggioa è contornata da dune e ginepri. Dev'esserci una festa anni '80: ci giungono le note di 'Wild Boys'. Facciamo una bellissima nuotata con Bruno, su fondali di sabbia e [u]Posidonia[u] con tanti pesci, tra i quali un pesce civetta che, se proviamo ad avvicinarlo, allarga le pinne per sembrare più grosso'

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Per domani abbiamo previsioni di 18-20 nodi da NW, quindi togliamo il genoa grande per rimettere il vecchio, parecchio più piccolo. Festeggiamo ancora il compleanno di Alice con Wurstel al Barbecue con salse varie e ancora le gustosissime e piccantissime Patatas Bravas di Cristina.
La notte è una tortura: il vento ha girato a SW e rinforzato a 20-25 nodi, e l'onda entra in rada...

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13 Luglio

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La zona carteggio alla rinfusa, col portatile 'assicurato' da una fettuccia al tavolo: due anni prima durante una bolina 'tosta' il vecchio portatile volava attraverso tutta la dinette e ne rimaneva ben poco...

Partiamo da Ensenada De la Canal diretti a Cala Boix, dove arriviamo di primo pomeriggio dopo una bellissima veleggiata. Pranzo e pennichella, poi giro in tender. Il posto non è bellissimo, ma il mare è trasparente e la notte dormiremo benissimo.
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Cala Boix

14 luglio

Partiamo alle 9,00 circa per Maiorca, le previsioni danno 9-10 nodi da NE con tendenza a girare da SE circa 10 nodi.Appena superato il capo Roig troviamo invece 25 nodi da NE con mare molto grosso: alle 11,30 siamo di nuovo all'ancora a Cala Boix. Ormai rimandiamo la partenza per Maiorca a domani, magari prestissimo. Vedremo. Per tutta la mattina continua il Grecale forte, poi SadSadSad gira a SE e continua, con raffiche dltre 20-22 nodi. Pur restando nella zona Est della cala siamo esposti all'onda e al vento da SE, ma decidiamo comunque di dormire (si fa per dire!) qui (forse avremmo fatto meglio a spostarci nella zona Nord Ovest di Ibiza...) Smiley39Smiley39Smiley39
Partiamo alle prime luci dell'alba, questa volta veleggiamo alla grande e a turno possiamo riposare un pochino, per recuperare la notte insonne. In navigazione rimettiamo il genoa grande e arriviamo a San Telmo in tarda mattinata. La baia, vi abbiamo dormito una notte all'andata, ci appare più bella, il mare limpido e l'isola Dragonera stupenda.

Notte di gran caldo a San Telmo.

16 Luglio

Facciamo un bagno prima di partire verso il Nord di Maiorca, in direzione Est, dove speriamo di poter ormeggiare a Puerto De Soller. Poco vento, andiamo con vela e motore fino alla penisola di Foradada dove ancoriamo in 18 metri di fondo (la parte interna era al completo)

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Il posto è bellissimo, il mare limpido e blu ma non so perché (DisapprovazioneDisapprovazioneDisapprovazione), non resterei mai a dormirci la notte...

Cristina e Alice scendono a terra con il tender, mentre io faccio il bagno e mi godo un po' di relax sull'amaca, tesa tra lo strallo e l'albero.
Pranziamo e ripartiamo per Puerto De Soller, dove arriveremo alle 17,30 circa. Siamo fortunati, si libera un posto ed entriamo al volo. La baia è stupenda, ben riparata e ospita due marina, un molo militare, una spiaggia e tante barche in rada.

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Matilda incuriosita da una boa a Puerto De Soller

Ormeggiamo di prua, si sta benissimo!

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Cena da 'El Pirata' e a nanna!

17 Luglio

Lavaggio barca e spesa e partenza verso Est, ma dopo l'uscita dalla rada becchiamo un forte NE con mare grosso che ci costringe ad un dietro-front. Troviamo per un pelo ancora il nostro posto libero al pontile. Approfittiamo per fare i 'turisti': prendiamo un trenino d'epoca, davvero molto carino, che ci porta al centro abitato di Soller, in collina. Andiamo un po' a spasso e ci fermiamo in una bella piazzetta piena di bar - ristoranti con tanto di cattedrale ... ne approfittiamo per un aperitivo con alcune tapas.

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Fuori c'è ancora vento forte da NE, altro giorno in porto. Per domani previsioni di 20-22 nodi da Sud, decidiamo di partire presto.

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19 Luglio

E' l'alba. mentre iniziamo a mollare gli ormeggi Matilda (la gatta) salta sull'HR ormeggiato al nostro fianco, sulla quale, insieme a proprietari, dorme in pozzetto uno stupendo levriero (dove kakkio andrà a correre su quella barca non si sa...DisapprovazioneDisapprovazioneDisapprovazione). Blocco subito la barca e Cristina salta anche lei sull'HR e inizia ad inseguire Matilda ... alla fine riesce ad acchiapparla e la lancia su Matilda (la barca), salta su anche lei e schizziamo via mentre il levriero si stiracchia (non si è accorto di niente ...).
Se all'inizio il mare è abbastanza calmo, dopo poco il vento gira prima a W e poi a NW e rinforza di brutto: arrivano onde giganti con vento oltre i 35-38 nodi: noi, solo con il genoa, filiamo a 7, 8, 9 e superiamo i dieci nodi in fantastiche surfate! Intanto degli amici svizzeri, conosciuti a Soller, con un bavaria 38 a noleggio, filano con tutta randa e tutto genoa, più veloci ma fanno bordi molto più lunghi ...
Doppiato Capo Formentor orziamo per entrare nella Baia di Pollensa e cazziamo la scotta del genoa (il mio primo pensiero: Ok, ora siamo a ridosso dal maestrale, il mare sarà piatto e si andrà benissimo di bolina...) avevo appena terminato il pensiero che arriva una bordata di 41,2 nodi che ci manda con la falchetta in acqua (credo di aver messo in mare anche l'orecchio sinistroWinkWinkWink) insieme arriva un altro groppo con pioggia fitta [:89][:89][:89] ...
togliamo il genoa e andiamo a motore dritti alla meta, ormai vicina: diamo fondo su 4 metri con sabbia e fango e 30 metri di catena. Nonostante il forte vento si sta benissimo, il mare è piatto e le nuvole assumono le forme più bizzarre ...

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Siamo all'ancora a W del Castello dell'Avancada e dell'omonimo promontorio.

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si sta davvero bene anche se il mare non è proprio il massimo della trasparenza (il fondale è di fango e sabbia).

Certo, se fosse più silenzioso ... c'è un forte rumore di motori e ...
ecco la causa! Da terra sbuca un Canadair sull'acqua, che passa vicino a un'altra barca all'ancora e accelera fino a decollare.

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Fa freddo. Unico bagno per controllare l'ancora, poi ozio totale in una giornata quasi invernale. Alice e Cristina giocano a carte, io provo a dormire un po', sono stanco. Poi passo il tempo a tentare qualche impiombatura, mentre Alice prova a pescare a bolentino con l'esca viva acquistata a Puerto de Soller. Ora di cena siamo affamati, facciamo fuori 500 grammi di pasta alla carbonara in tre!
Osserviamo una barca vicina che sembra una barca fantasma ...

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Si chiama Andrea Ferrara, è piuttosto malandata e a bordo non si vede nessuno... più tardi si riempirà di gente ... no, non è una barca fantasma!

https://www.youtube.com/user/trixarc100
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-07-2012 20:43 da Trixarc.)
02-07-2012 20:30
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Trixarc Online
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Da Cagliari verso le Baleari (brown)
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02-07-2012 20:33
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