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CENTOTRUCCHI IN BARCA
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CENTOTRUCCHI IN BARCA
L'intento di questo 3d è quello di raccogliere, mano a mano che vengono pubblicati in Banchina, tutti i 'trucchi' (non so perché ma qualcosa mi dice che dovrebbero essere cento...Big GrinBig Grin) che il nostro amico Williwaw ci elargirà nel prossimo periodo.
Tutto ciò nasce da una sua simpaticissima iniziativa che ha appunto battezzato CENTOTRUCCHI IN BARCA e che direttamente descrive in questo primo 3d http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=83311
Di volta in volta riporterò anche il link della relativa discussione per poter far capire come per ogni argomento il dibattito è andato vanti sul forum.

Comunque vada penso di interpretare il pensiero di tutti nel fare i nostri cordiali ringraziamenti all'amico Williwaw per il bellissimo pensiero avuto nei nostri confronti.

Per comodità di chi legge riporto comunque in toto il suo primo intervento:


A Napoli si classifica una persona un po' originale e anticonvenzionale come una 'capa fresca'. Quando l'originalità aumenta e diventa veramente notevole, si parla di 'capa gloriosa'. Lo sconfinamento nel patologico configura la 'capa di 'mbrello'. L'importante è non sconfinare nel grado estremo della 'capa di c....'
Ebbene, le pause in sala operatoria ed un po' di tempo rubato al sonno si sono concretizzati in un nel quale ho raccolto tutte le soluzioni ed i trucchi che mi sono sembrate originali che ho adottato sulle mie barche, in 40 anni di mare. Ora questo divertissement è uscito in commercio ed è quindi diventato un libro vero. Il divertimento è stato anche quello di illustrarlo, con disegnini originali.
Con il preventivo assenso dei moderatori, ho pensato di inserirlo sul forum, un capitoletto alla volta, non appena ho un po' di tempo.

A questo punto vedete voi come classificarmi nella categorizzazione delle 'cape'


Comincio con l'indice ed un capitoletto sul recupero degli oggetti in mare (che ho scelto perchè mi piace il disegnino)

Indice degli argomenti

Trucchi in coperta
#9679; Dipingere l'ancora
#9679; Facilitare la discesa della catena
#9679; Stivare le lunghezze di catena
#9679; Un economico contametri catena
#9679; Fissare un bimini senza fori in coperta
#9679; Imbragare la randa senza fatica
#9679; Proteggere il dritto di prua
#9679; Pesca alla traina
#9679; Chiusura automatica boccaporto
#9679; Fissare un compasso al boccaporto
#9679; Illuminazione del pozzetto
#9679; Organizzare un gavone profondo
#9679; Prendisole a due piazze in pozzetto
#9679; Altoparlanti in pozzetto
#9679; Sollevare il fuoribordo
#9679; Un pratico riparo per il timoniere
#9679; Un gancio per le manovre in porto
#9679; Pratici ed economici portatutto
#9679; Recuperare oggetti in mare
#9679; Paranco ormeggio

Trucchi in navigazione
Barber Hauler

Trucchi in impiantistica
#9679; Presa di acqua di mare senza fori in carena
#9679; Illuminazione vano motore, gavoni, armadi
#9679; Luci Led
#9679; Contalitri acqua
#9679; Controllare il livello del gas
#9679; Bombola del gas di riserva
#9679; Presa a mare multipla
#9679; Risparmiare acqua dolce
#9679; Installare un trasduttore per ecoscandaglio

Trucchi per la sicurezza e la navigazione
#9679; Uomo a mare
#9679; Scaletta di emergenza
#9679; Non restare abbagliati di notte
#9679; Proteggere le carte nautiche

Trucchi sotto coperta
#9679; Bordi per mensole
#9679; Doccia confortevole a bordo- Eliminare le infestazioni da scarafaggi
#9679; Proteggersi dagli insetti
#9679; Eliminare i cattivi odori
#9679; Gancio per i coperchi dei gavoni
#9679; Impedire la fuoriuscita dei cassetti
#9679; Muffa a bordo
#9679; Prevenzione della muffa
#9679; Fissare un televisore 4
#9679; Quadri a bordo
#9679; Specchi
#9679; Stivare biancheria ed abiti
#9679; Una cabina in più
#9679; Ventilazione degli interni
#9679; Bottiglie fresche a tavola
#9679; Una stufa d'argilla

Trucchi per manutenzione e pulizia
#9679; Rendere più efficace l'antivegetativa
#9679; Lubrificare le guarnizioni del bagno
#9679; Pulire la carena senza bagnarsi
#9679; Pulire il teak sena fatica

Trucchi in cambusa
#9679; Accendigas
#9679; Una autentica pizza napoletana
#9679; Evitare infestazioni da Papphicius
#9679; Migliorare l'efficienza del frigorifero
#9679; Sbrinare il frigo
#9679; Piatti e bicchieri antiscivolo
#9679; Fare il tè senza fuoco
#9679; Stivare barattoli di vetro
#9679; Cibi che possono essere conservati senza frigo
#9679; Tostare il pane
#9679; Un comodo rack portaspezie
#9679; Lavatrice e lavastoviglie
#9679; Minipimer



RECUPERARE OGGETTI IN MARE

by Williwaw


La caduta di un oggetto in mare è un’esperienza ordinaria. Tuttavia la perdita di alcuni oggetti può costituire un problema serio. Basti per tutti il caso delle chiavi di casa, dell’auto o della barca. Chi non ha mai perso un grillo o un giravite? Se vi trovate in estate in un porto dell’Egeo con acqua cristallina, un fondo di sabbia chiara ed una profondità accettabile, il tutto potrebbe limitarsi ad un bagno fuori programma.
Viceversa in un fondale fangoso di un porto, magari in inverno, la cosa può rivelarsi impossibile o nella migliore delle ipotesi poco salutare.
Chi di noi non dispone di un vecchio computer in disuso, rotto o superato, oppure di un hard disk obsoleto o non funzionante? Se proprio non lo avete, il riparatore vicino casa sarà ben lieto di regalarvene uno. Apritelo, staccate il braccetto con la testina e rimuovete i dischi. Alla base della testina si trovano due potentissimi magneti al neodimio. Stando attenti a non farvi male (tenete conto che sono veramente potenti : non avvicinateli se ci son in mezzo le vostre dita!), smontateli e fissateli dorso contro dorso, incollandoli, inserendo due bulloncini con dadi o legandoli tramite i fori che hanno alle estremità.
Basterà una cimetta ed avrete una calamita potentissima, capace di tirare su pesi anche di qualche etto.
Vedrete che oltre alle vostre chiavi farete provvista di grilli, pinze, bulloni e monete smarrite nel tempo da chi vi ha preceduto in quell’ormeggio.

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FACILITARE LA DISCESA DELLA CATENA

by Williwaw


L’impiego del telecomando a distanza è reso spesso difficoltoso dal fatto che la catena tende ad accumularsi sotto il salpancora, sino a bloccare il barbotin. Per evitare questo problema può essere fissato alla paratia, incollandolo, un profilo di gomma o mezzo tubo da grondaia, che allontana la catena lasciandola cadere verticalmente sul fondo del pozzetto. In questa sede sarà poi utile posizionare un cono di plastica stradale. In questo modo la catena scenderà verticalmente sul cono, che farà in modo che essa non si accumuli. Il tutto senza minimamente rallentare o impedire il recupero.

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STIVARE LE LUNGHEZZE DI CATENA
by Williwaw


Un ancoraggio sicuro dipende da tanti fattori: la corretta scelta e programmazione dell'area di ancoraggio, il fondale, il tipo di ancora, il calumo.
Allungando il calumo si ottiene un migliore angolo di tenuta dell'ancora. Inoltre può essere appennellata in linea una seconda ancora, magari con caratteristiche diverse ed integrative di quella principale, o ancora afforcata un'ancora con lo scopo di ridurre il raggio di rotazione della barca.
In tutti questi casi possiamo avere necessità di aggiungere lunghezze di catena alla nostra linea di ancoraggio. Queste lunghezze saranno diverse a seconda di ciò che dobbiamo fare e pertanto ci occorreranno spezzoni facilmente giuntabili fra loro, di diverse misure.
Tuttavia conservare, magari per anni questi spezzoni di catena in un profondo gavone, magari a mollo, ci espone al rischio di ritrovarle, quando saranno necessarie, arrugginite, avvolte a spire fra loro come serpenti, magari con moschettoni distrutti dalla salsedine o dalla corrosione galvanica.
Un eccellente sistema di stivaggio è quello di conservare gli spezzoni in piccole taniche a bocca larga. Sulla tanica verrà dipinto un grande numero che indica la lunghezza contenuta (ad esempio 5, 10, 20)). Il largo tappo verrà forato e si inserirà all'interno del foro una cimetta con un bel nodo finale, che faccia da fermo. L'estremo della cimetta verrà legato al moschettone terminale della catena.
Sarà quindi sufficiente recuperare dal gavone la tanichetta con il numero giusto, svitare il tappo e tirare fuori, grazie alla cimetta di ritenuta, lo spezzone necessario.
Una spruzzata di CRC nella tanichetta vi garantirà di ritrovare le vostre catene sempre perfette.

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UN ECONOMICO CONTAMETRI CATENA DA TENERE IN POZZETTO
by Williwaw



Quando si è in pochi, o addirittura soli a bordo, può essere necessario calare catena dal pozzetto con il telecomando. Dal timone non è quasi mai possibile controllare i marcatori sulla catena e quindi sapere con certezza quanta catena stiamo filando. Peraltro i contametri commercializzati dalle case produttrici dei salpancora sono spesso molto costosi, tanto che si finisce per farne a meno.
Esiste in questi casi una soluzione economica ed efficace. Nei negozi di sport o di ciclismo, si vendono dei piccoli ed economici computer per bicicletta che sono collegati senza fili ad un piccolo trasduttore magnetico che viene fissato alla ruota anteriore della bicicletta. Sono alimentati da pile a bottone che garantiscono tre anni di energia e sono naturalmente, trattandosi di biciclette, stagni.
Fissando il trasduttore al tamburo rotante del salpancora, mediante colla epossidica ed il sensore alla cornice di supporto, il piccolo monitor wireless ci farà sapere il numero di giri che fa il tamburo. Il software del ciclo computer permette di tarare tale risultato sulla circonferenza della ruota. Fatto ciò avrete un economico ed efficace contametri, e potrete così sapere dal pozzetto quanta catena avete calato. La precisione della taratura può essere migliorata misurando la lunghezza di catena correlata a dieci giri del tamburo.

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FISSARE UN BIMINI SENZA FORI IN COPERTA
by Williwaw



Fare dei fori sulla coperta per montare la ferramenta di ancoraggio per un bimini suscita sempre grandi dubbi e problemi. Possono aprirsi vie d’acqua, un errore di posizione può tradursi in un danno permanente, può danneggiare l’estetica.
Peraltro, durante l’estate, aprire in pochi secondi un bimini ci darà un confort ineguagliabile. Specialmente durante le soste all’ancora o i lunghi spostamenti a motore in calma piatta, l’equipaggio boccheggiante lo apprezzerà moltissimo.
Montare il cagnaro sul boma è efficace, ma faticoso, lungo e talora controindicato in navigazione. L’ostacolo alla vista per il timoniere, le limitazioni al movimento in coperta, la possibilità che il vento salga all’improvviso, spingono spesso a farne a meno.
Non ci resta che sfruttare quanto già presente in coperta. Ad esempio vi siete resi conto di avere due solidissimi punti di attacco, ai due lati del pozzetto, in posizione ideale, con due bei fori già pronti?
Quali direte: ma i winch, naturalmente!!!
Sarà sufficiente procurarsi un quadrello di acciaio che vada ad incastrarsi alla perfezione nell’innesto della manovella. Non è necessario che sia a stella. Basta che sia quadrato e della misura giusta. Su di esso si potrà saldare un normale perno per bimini. Se volete essere particolarmente raffinati, potrete farvi fresare dal fabbro un quadrello di acciaio in modo che sia da un lato adatto all’innesto sul winch e dall’altro cavo, in modo da potervi inserire di volta a volta una congerie di accessori, dai perni per tendalino a porta vassoi volanti, portaghiaccio, portabottiglie, supporti per strumenti e chi più ne ha più ne metta. Basterà che vengano forniti di un perno maschio delle dimensioni adatte.
Particolarmente utile sarà un tavolino con spondine, che potrà ospitare un computer o gli strumenti per il carteggio, o ancora la colazione, mentre siete comodamente distesi sulla panca del pozzetto.

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IMBROGLIARE LA RANDA SENZA FATICA
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Le barche moderne hanno boma molto alti sulla coperta. Quando la randa viene calata,anche per la presenza di numerosi cursori, raccoglierla può essere molto difficile. Se poi c’è vento può essere anche rischioso o impegnativo. Queste difficoltà possono essere molto ridotte, specie se non siete altissimi, fissando sull’albero, a circa 30 cm dalla coperta, due gradini pieghevoli. In questo modo potrete sollevarvi sino a raggiungere l’ultimo cursore e la penna della vela. Ricordate sempre di spalmare i fori praticati nell’alluminio di uno strato di duralac, per evitare corrosioni galvaniche, prima di rivettare i gradini.

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PROTEGGERE IL DRITTO DI PRUA

by Williwaw


L’ormeggio di prua è molto comodo: se c’è vento la manovra di entrata in spazi ridotti è più semplice, su fondali digradanti non si rischia di toccare con un timone sospeso e profondo, è garantita una migliore privacy in porti affollati e con vento di poppa migliora la ventilazione del quadrato. Tuttavia nel caso di pontili bassi o galleggianti, in caso di risacca, il vostro dritto di prua potrebbe riportare danni e non è facile tenere un parabordo in posizione in quella sede. La soluzione consiste nel fabbricarsi, a costi minimi, un efficace protezione da adoperare in caso di necessità. Tagliate a metà per il lungo un tubo di PVC di dimensioni e lunghezza opportuna (vanno benissimo quelli per le grondaie). Sulla superficie interna del mezzo tubo va incollato con la colla specifica, uno strato di poliuretano espanso o di neoprene piuttosto spesso (2-4 cm). A questo punto vanno praticati quattro fori sui due lati, abbastanza vicino alle estremità del mezzo tubo. Quattro cimette, meglio se elastiche, portate sulle bitte di prua o sulla falchetta, faranno sì che la protezione aderisca bene al dritto di prora, proteggendolo dagli urti con il pontile.

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PESCA ALLA TRAINA
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1. La pesca alla traina costituisce un piacevole diversivo durante la navigazione e, se si è fortunati, può arricchire la mensa di bordo con un cibo sano e saporito. Tuttavia le prede catturate sono molto restie a lasciarsi trattenere a bordo, senza dimenticare che possono trasformare il pozzetto in un mattatoio, macchiando e rovinando il rivestimento in teak. Un trucco semplicissimo per porre rapidamente una fine alle loro sofferenze è quello di lasciare cadere nella loro bocca qualche goccia di superalcolico (grappa, whisky, o quant’altro). Una soluzione pratica può essere quella di prenderne una boccata e soffiarne un po’ nella bocca o nelle branchie del pesce. Attenzione a non esagerare: in caso di pesca miracolosa, sorso dopo sorso si rischia di anestetizzare il pescatore!!
2. Se non avete spazio per una canna da traina, potete sempre tenere a bordo una lenza robusta con il relativo artificiale. Il vostro mulinello sarà il winch di poppa. Per evitare strattoni dopo l'allamata del pesce può essere adoperato un elastico da legare ad una girella e fissare al pulpito. Questo eviterà la rottura della lenza; un campanello sull'elastico completerà l'insieme.

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CHUSURA AUTOMATICA BOCCAPORTO

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Quando ci si allontana dalla barca può essere utile lasciare un boccaporto aperto, per lasciare circolare l’aria, impedendo che gli interni diventino un forno. Tuttavia un improvviso acquazzone può causare un disastro, con cuccette, moquette e rivestimenti zuppi. In questo caso è opportuno che il boccaporto venga richiuso. Sì, ma come? Ebbene è sufficiente fissare al boccaporto una cimetta sottile che lo mantenga aperto. Questa cimetta verrà, a metà altezza, arrotolata più volte intorno ad una zolletta di zucchero, che farà da fusibile. In caso di pioggia lo zucchero, sciogliendosi, libererà la cimetta, che non sosterrà più il portello, lasciandolo cadere. Se la frizione è troppo dura, un elastico controventerà la cimetta dall’interno, applicando la trazione necessaria.
Lo stesso sistema può essere adoperato anche per chiudere il tambucio: un elastico verrà fissato in modo da esercitare una trazione verso la sua chiusura. L’elastico sarà contrastato da una cimetta, fissata magari all’attacco del vang, arrotolata sulla zolletta-fusibile lungo il suo decorso. La pioggia causerà l’allungamento della cimetta e l’elastico chiuderà il tambucio.

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FISSARE UN COMPASSO AL BOCCAPORTO SENZA FORARE IL PLEXIGLAS

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I boccaporti hanno spesso una frizione incorporata nelle cerniere, che consente di lasciarli aperti all’angolo desiderato. Tuttavia con il tempo le frizioni tendono ad allentarsi,anche a causa delle sollecitazioni che i portelloni ricevono in navigazione con mare formato. La soluzione più pratica è quella di montare un compasso regolabile. Tuttavia non è un lavoro semplice quello di forare il plexiglas del boccaporto senza danneggiarlo e spesso il risultato non è esteticamente gradevole. La soluzione è quella di svitare la maniglia e di inserire fra il plexiglas e la maniglia un pezzo di profilato di alluminio forato a misura e piegato a Z.
Su questa staffa potrà essere avvitato il compasso,
che sarà poi rivettato alla cornice. In questo modo si eviterà il rischio di infiltrazioni d’acqua e di danni al plexiglas, senza contare il fatto della totale ed agevole smontabilità del supporto.
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ILLUMINAZIONE DEL POZZETTO
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La romantica luce delle stelle è un must nelle serate in pozzetto, ma durante i pasti o le serate conviviali, poter vedere ciò che si mangia (o si beve!), o sfogliare un giornale, una carta nautica o un portolano, può essere necessario.
A questo punto, osservando le imbarcazioni in porto o all'ancora, potrete notare un florilegio di soluzioni, dalla sempre piacevole ed apprezzabile lampada a petrolio, che su imbarcazioni d'epoca è quasi d'obbligo, alle lampadine volanti, alle luci a batteria sospese al boma, e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia una soluzione semistabile, poco ingombrante, adoperabile anche in navigazione ed esteticamente pregevole, è quella della striscia di led sotto il boma.
I boma dispongono generalmente, nell'estruso, di una canalina nella quale vengono fatti scorrere l'attacco del vang, il punto di mura della scotta randa, ecc.
All'interno di questa canaletta puù essere incollato, al riparo dalla pioggia e delle intemperie, un nastro di velcro in plastica, che farà da solido attacco, per una striscia di led (acquistabile per pochi euro nei grandi supermarket dell'arredamento). Questa striscia riceverà alimentazione, a seconda dele preferenze, da un sottile cavo che passerà dalla trozza e lungo l'albero sino all'interno dell'imbarcazione o sarà, in alternativa, volante, da innestarsi sulla più vicina presa a dodici volts disponibile.
L'effetto luminoso ed estetico è realmente spettacolare e farà l'invidia dei vostri vicini di banchina.

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ORGANIZZARE UN GAVONE PROFONDO

by Williwaw


Talora i gavoni del pozzetto possono essere molto profondi e capienti, il che è un vantaggio, in quanto consentono di stivare oggetti lunghi ed ingombranti, come il tender, le canne da pesca, le ramazze. Tuttavia lo spazio residuo può essere male utilizzabile e gli oggetti che finiscono in fondo poco raggiungibili. A ciò si può porre rimedio utilizzando le capienti borse che si acquistano nei grandi cash and carry per pochi soldi: sono grandi, robuste e colorate. Ognuna di esse sarà dedicata ad un materiale, come cime d’ormeggio,ancora di rispetto, materiale da pesca, ecc. I manici andranno legati con cimette di diversi colori. Le borse piene, calate sul fondo del gavone, potranno essere recuperate alando la relativa cimetta. Una serie di piccoli strozzatori fissati alla paratia vi consentirà di tenerle a portata di mano e recuperarle con facilità.

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PRENDISOLE A DUE PIAZZE IN POZZETTO

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Un punto di vantaggio dei grossi motoscafi rispetto alle barche a vela è quello di avere dei grandi prendisole a due piazze. Averne uno può essere piacevole. E’ possibile costruirne uno sfruttando il pozzetto. Va preparata una tavola di compensato marino la cui superficie sia appena superiore a quella dello spazio fra le panche . Un sottile listello lo manterrà stabile. Si preparerà poi una serie di materassini di gommapiuma a cellula chiusa, di misura giusta,magari rivestiti di skai. Nelle calde notti estive, sotto il riparo del tendalino, può costituire anche un piacevole letto all’aperto.
La tavola di supporto può fungere anche da tavolo da pozzetto, fissando delle gambe pieghevoli al di sotto, mantenute in sede da elastici o clips.
Queste ultime possono essere sottratte agli economici tavoli da campeggio in vendita a prezzi accettabili negli store per l'outdoor


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ALTOPARLANTI IN POZZETTO
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Ascoltare della buona musica mentre si ozia in pozzetto è uno dei piaceri della vita. Un’aria di Respighi o un concerto di Vivaldi al tramonto sono esperienze degne di essere vissute. Tuttavia montare delle casse audio sulle paratie non è sempre semplice, per la mancanza di spazio, o opportuno, per i rischi di trafilaggi d’acqua sottocoperta, per la necessità di evitare disturbi magnetici alle bussole, per la complessità dei cablaggi in zone di difficile accesso. In genere si ovvia al problema alzando al massimo il volume dell’impianto in quadrato, con il risultato di assordare coloro che si trovano sotto coperta e di avere un suono distorto e lontano. Per questo una soluzione semplice, efficace, facilmente amovibile, è questa: procuratevi un pezzo di compensato di mogano di dimensioni adatte, tagliatelo e sagomatelo in modo che possa essere inserito esattamente nella guide di scorrimento, al posto della parte bassa della tagliola del tambucio. A questo punto foratelo con la sega a tazza in modo da creare gli alloggiamenti per due buone casse stereo amagnetiche. Il retro degli altoparlanti potrà essere ricoperto, ad esempio, da due coppette di bambù per cucina, o da scatole di legno o plastica. Un cavetto con spinotto maschio-femmina vi consentirà di connettere facilmente il tutto allo stereo di bordo. Con la stessa semplicità il sistema potrà essere rimosso e stivato quando non sarà più necessario.

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SOLLEVARE IL FUORIBORDO
Soluzione n.1

by Williwaw


Un paranco di scotta a quattro vie fa sempre comodo a bordo: può essere adoperato per avvicinare la poppa alla banchina senza dover mollare il corpo morto, può fare da paranco di scotta di rispetto, può alleviare lo sforzo in caso di guasto di un winch o un salpancora.
Può inoltre essere efficacemente adoperato per sollevare o calare un fuoribordo.
Basterà fissar il paranco all’estremo del boma, che verrà spinto fuori bordo. Sarà buona norma tenere legato il motore al paranco fino a che non sarà solidamente fissato al tender o alla tavoletta sul pulpito, evitando in questo modo il rischio di perderlo in mare.
Soluzione n. 2
Montare una gruetta a poppa è una soluzione efficace, ma antiestetica e costosa. Una gruetta volante può essere autocostruita con un semplice tubo d’acciaio piegato..
All’estremo del tubo si praticherà un foro attraverso il quale verrà passato un bullone occhiellato, che funge da punto di attacco per il paranchetto. Questo tubo può essere fissato al pulpito di poppa impiegando un comune porta canna in acciaio. Nel punto di appoggio in coperta si inserirà sul tubo in acciaio un tappo di gomma

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UN PRATICO RIPARO PER IL TIMONIERE

by Williwaw


Durante i lunghi trasferimenti a motore cui si è costretti in caso di assenza di vento in piena estate, il timoniere è a rischio di insolazione. Tuttavia non sempre è possibile montare un tendalino che lo protegga, come ad esempio nelle imbarcazioni sportive che hanno il trasto randa in pozzetto.
In questi casi è necessario disporre di un riparo efficace e facilmente rimovibile. Una soluzione economica e semplice da montare è costituita da un ombrello da golf con il relativo supporto regolabile, studiato per essere fissato ai carrelli portamazze. Questi ombrelli hanno un robusto fusto in carbonio ed un manico rettilineo ed i supporti presentano una staffa regolabile che si aggancia a tubi cilindrici ed una leva per l’aggancio e sgancio rapido del manico. Una volta fissato il supporto al pulpito di poppa, se necessario potrà essere velocemente montato l’ampio e robusto parasole. Il balconcino di poppa è ideale per questa sistemazione, consentendo senza difficoltà il controllo della ruota del timone, delle scotte del fiocco e del paterazzo.

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UN GANCIO PER LE MANOVRE IN PORTO IN SOLITARIO

by Williwaw


Rientrare in porto in solitario può essere un problema in caso di vento laterale o di mancanza di appoggio su una barca vicina. Un semplice attrezzo può rendere più facile la manovra: piegate ad S un segmento di tondino metallico, chiudendo uno dei due estremi. Ricoprite poi il gancio con un tratto di tubo in silicone o gomma morbida. Al gancio fissate una decina di metri di cima non troppo grossa.
Rientrando, in caso di vento laterale, fissate il gancio alla falchetta o alla bitta centrale della barca sopravvento, lasciando scorrere la cima. Se necessario, mettendo in forza il traversino, eviterete che la barca scarrocci sottovento o si traversi, lasciandovi il tempo di fissare con calma le cime di poppa ed il corpo morto.

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PRATICI ED ECONOMICI PORTATUTTO
by Williwaw


Comperate delle lunghe strisce di velcro. I due lati del velcro andranno incollati dorso contro dorso l’uno all’altro. Le strisce potranno poi essere tagliate in piccoli spezzoni di diverse lunghezze. Girate su se stesse, costituiranno degli anelli del diametro regolabile e potranno essere adoperate per fissare una miriade di oggetti alle draglie, alle sartie ed a qualunque supporto. Ad esempio potranno essere fissati alle draglie cavi elettrici, rotoli di cima, sacche, maniglie. Si potranno tenere a portata di mano con sicurezza in pozzetto cronografi, torce, telefoni cellulari, e chi più ne ha più ne metta …


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PARANCO ORMEGGIO
by Williwaw


Se siete ormeggiati in un porto con forte risacca, o siete in attesa di una burrasca, la cosa più saggia è quella di tenervi ben discosti dalla banchina. Tuttavia salire a bordo o scendere a terra può allora rivelarsi difficile o molto faticoso. In questi casi conviene tenere pronto un semplice paranco, con bozzelli senza strozzatori, da fissare da un lato a poppa a centro barca (come sul punto di forza del paterazzo) e dall’altro alla banchina. Il circuito va tenuto aperto, con i due capi liberi fissati l’uno ad una bitta di poppa e l’altro in banchina su un anello libero. In questo modo, dovendo scendere, basterà liberare il capo in barca e cazzarlo sino ad avvicinare la barca alla banchina. Dopo averlo nuovamente bloccato sarà facilissimo scendere a terra e fare la manovra opposta sul capo libero a terra, allontanando la barca in posizione di sicurezza. Ritornando a barca fate il percorso inverso. Tenetevi abbondanti con la cima.
Questo sistema è utile anche in caso di mal di schiena o equipaggio femminile.

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BARBER HAULER
by Williwaw


La scotta ed il braccio dello spinnaker,specie con onda, devono essere regolate mediante due barber hauler, con cime rinviate in pozzetto. Tuttavia i bozzelli normalmente predisposti hanno due difetti: Il primo è quello di potere essere montati solo infilando la scotta nel bozzello prima di armare il sistema, ed il secondo quello, ad esempio con venti leggerissimi, di trascinarsi un peso inutile sulla bugna dello spi. I bozzelli apribili sono costosissimi e molto pesanti. La soluzione può essere duplice: sulle derive alcuni rinvii, per leggerezza, non avvengono su bozzello ma su semplici anelli in composito, leggerissimi. Anche anelli in lega leggera, come quelli impiegati nei lazy jack, possono andare bene.
L’altra soluzione è quella di procurarsi due moschettoni apribili in lega leggera da alpinismo: sono robustissimi, leggeri e scorrevoli. La funzione del barber non comporta particolari problemi di scorrimento e quindi anche un semplice moschettone di dimensioni giuste farà all’uopo, con un costo modesto e la comodità di poterlo inserire solo se necessario.


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