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CENTOTRUCCHI IN BARCA
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PRESA DI ACQUA DI MARE SENZA FORI IN CARENA
by Williwaw



Avere una presa di acqua di mare a bordo può essere una grandissima comodità. Consente infatti un grande risparmio di acqua dolce per il lavaggio delle stoviglie, riducendo l'impiego di piatti e bicchieri di plastica.
Tuttavia non sempre è possibile o desiderabile aprire una nuova presa a mare.
Ecco quindi come risolvere il problema dell'afflusso dell'acqua di mare in cucina senza fare buchi in carena e senza alare la barca.
Occorrono una piccola pompa ad immersione, tre metri di tubo di plastica da 10 mm, 5 mt di cavetto elettrico a due fili, una presa da accendino ed un interruttore da abat-jour.
Collegate il tutto ed avrete un accrocchetto che, filato in mare dal boccaporto della cucina e collegato alla 12v. con la presa da accendisigari, vi farà arrivare nel lavello un abbondante flusso di acqua marina, con l'interruttore elettrico a fare da rubinetto.
Inoltre il tutto può essere riposto in una sacchettina minuscola ed utilizzato anche per bagnare il teak bollente in coperta, risciacquare il ponte o il gavone ancora, fare delle docce rinfrescanti, adoperato come pompa di sentina volante per rimuovere acqua da angoli inaccessibili o profondi.

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ILLUMINAZIONE VANO MOTORE, ARMADI, GAVONI

by Williwaw


Quante volte avete cercato inutilmente al buio un giravite smarrito in un gavone, un grillo o una cimetta, o avete magari cercato di capire nell’ombra l’origine di un trafilaggio o di recuperare un bulloncino nel vano motore. Certamente un impianto di illuminazione comporta un lavoro di canalizzazione, il rischio di corti circuiti o di dispersioni elettriche e così via, tanto che alla fine si lascia perdere, affidandosi alla solita torcia (le cui pile sono regolarmente scariche), o al faro a 12 volts,
il cui cavo è regolarmente troppo corto.
Ebbene, avete mai fatto caso che nei supermercati si vendono a pochi soldi piccole luci a led a batteria autoadesive? Se considerate quante volte e per quanto tempo resteranno accese, la loro durata è quasi illimitata (io ne ho installate nei punti più vari, dai gavoni, agli armadi, al vano motore, e durano ormai da diversi anni). L’unico consiglio è quello di incollarle in alto, dove non saranno raggiunte dall’acqua, e di rimuovere le batterie (da conservare in una bustina di plastica con del gel antiumidità o del sale) durante i mesi in cui la barca è in secca in cantiere.
In questo modo avrete punti luce a basso costo e nessuna spesa di impianto dovunque sarà necessario.

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LUCI A LED

by Williwaw


Non è un vero e proprio trucco, perché ben conosciuto.
Va solo ricordato che le lampade alogene contenute nei faretti da incasso ed in quelli da lettura possono essere sostituite senza alcun problema con luci a led che abbiano lo stesso attacco. Verificate che il diametro dei led sia compatibile con l’alloggiamento ed adoperate quelli a luce calda, più simili alle alogene.
L’efficacia di questa sostituzione è dimostrata da un semplice dato: la mia barca, 34 piedi, ha sei faretti da incasso e due a parete in quadrato, una luce di carteggio , una plafoniera in cambusa, vi sono poi due faretti da incasso e due a parete in ciascuna delle due cabine, uno in bagno ed una ulteriore plafoniera . Il tutto fa un totale di 260 W ( 21 Ah).
Sostituendo tutte le luci con lampade a led avremo un consumo orario di 20.8 W ( 1.73 Ah)
Disponendo di due batterie servizi da 100 A, avremo una autonomia di 9,5 h, con le luci alogene, mentre con i led l’autonomia sarà di 115 ore.
E’ ovvio che in rada questo fa una grande differenza e ridurrà drasticamente la necessità di accendere il motore. Inoltre, per reintegrare 4 ore di accensione delle luci, 84 Ah, sarà necessaria almeno un’ora di accensione motore con un alternatore di potenza (3 con uno standard), mentre con le luci led ( 7 Ah ), basteranno un pannellino solare da 20 W e 6-8 ore di irraggiamento!!

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CONTALITRI PER L’ACQUA

by Williwaw


Nei negozi di giardinaggio sono in vendita a poco dei conta litri con attacchi rapidi. A bordo si rivelano molto utili quando si fa il pieno di acqua: connessi alla manichetta di carico, ci permetteranno di sapere quanta acqua stiamo caricando, senza la necessità di correre continuamente sotto coperta a
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controllare l’indicatore. Nei porti dove il prezioso liquido viene fornito dietro pagamento di un prezzo/litro, si potrà così anche controllare la correttezza dei costi. Questi indicatori possono essere connessi anche all’entrata nella pompa dell’autoclave, in modo da tenere sott'occhio i consumi.
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CONTROLLARE IL LIVELLO DEL GAS

by Williwaw


Conoscere il livello del gas nella bombola del gas è molto importante. Trovarsi senza combustibile durante una crociera, specie se lontani da un porto, può essere una disgrazia. Per questo è fondamentale sapere sempre quanto gas si ha nella bombola. I sistemi a disposizione, come il manometro o il sensore di temperatura fissato alla bombola, sono molto approssimativi e poco affidabili. Le bombole in resina parzialmente trasparenti sono molto costose e non omologate in Italia. Esiste però un sistema economico e precisissimo: procuratevi una piccola bilancia da pescatore, possibilmente digitale, in vendita a pochi soldi nei negozi di pesca o in rete. Queste bilance hanno un gancio per sostenere la bombola. Conoscendo il peso della bombola vuota, potrete sapere in ogni
momento quanto gas è rimasto nel contenitore. Io ne ho comperata una perfetta, con fascetta apribile, in un negozio di valigie, adoperabile per controllare il peso delle valigie prima di un viaggio aereo. Ha anche una funzione tara.
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BOMBOLA DEL GAS DI RISERVA

by Williwaw


Una bombola di riserva è sempre utile, tuttavia non c’è sempre a bordo lo spazio sufficiente per stivare due bombole da 3 o 5 Kg. In questi casi è possibile acquistare una bomboletta da un Kg, il cui attacco è identico a quello delle sorelle maggiori. Se il gas finisce del tutto sarà sufficiente svitare il regolatore e fissarlo sulla bomboletta di riserva, che garantirà qualche giorno di autonomia.

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PRESA A MARE MULTIPLA

by Williwaw

Può essere necessario avere una presa a mare in più, ma non sempre è opportuno o pratico praticare un nuovo foro nello scafo. Esiste una soluzione pratica ed efficace,oltre che poco onerosa o impegnativa. E’ sufficiente sostituire il porta gomma avvitato sulla presa a mare più vicina e sostituirlo con un rubinetto a tre vie, ognuna delle quali servita da una saracinesca. La saracinesca principale sulla presa a mare costituisce un ulteriore fattore di sicurezza. Potremo così avere più prese a mare senza nuovi fori.

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RISPARMIARE ACQUA DOLCE

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Ridurre il consumo di acqua dolce aumenta la nostra autonomia e ci consente di restare comodamente in rada. Avere a bordo un dissalatore è sicuramente una ottima soluzione,ma ha costi energetici non indifferenti e costringe spesso ad ore di accensione motore, con la conseguenza di rendere necessario rientrare in porto per fare carburante. Piccoli trucchi possono efficacemente aiutare nel ridurre l’uso di acqua dolce: 1. Sono in commercio dei riduttori di flusso – aeratori che vengono inseriti nei rubinetti. La
loro efficacia è reale. In un test ho verificato che il lavandino della cucina veniva normalmente riempito in circa 2 minuti aprendo il rubinetto al massimo, mentre ne occorrevano quasi 6 dopo montaggio dell’aeratore. 2. Esistono dei bloccatori di flusso azionati da un’asticella, che si montano come dei comuni aeratori. Il rubinetto viene mantenuto aperto, ma solo quando l’asticella viene spinta di lato l’acqua può defluire. In questo modo si riduce al minimo lo spreco d’acqua. 3. I nebulizzatori da giardino hanno lo scopo di rinfrescare durante le assolate giornate di estate. Montati su un tubicino connesso alla doccetta del pozzetto con un deviatore, possono essere adoperati per eliminare il salino dopo un tuffo o
una doccia con acqua di mare. Lavandosi con un sapone per acqua di mare, sarà sufficiente una quantità infinitesimale di acqua dolce per lasciare la pelle pulita, detersa e rinfrescata. Una alternativa minimalista sono le bottiglie con spruzzatore manuale, disponibili anche collegati ad un ventilatore a batterie.
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INSTALLARE UN TRASDUTTORE PER ECOSCANDAGLIO
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I moderni sono oggi , che possono essere connessi alla rete degli , come radar, bussole giroscopiche, piloti, ecc. Sono disponibili anche delle scatole nere (Black Box), che li trasformano in potenti ecoscandagli grafici. Tuttavia gli schermi del plotter sono spesso posizionati in quadrato, al tavolo di carteggio, con la conseguenza di un forsennato correre su e giù per la scaletta. Al contrario uno scandaglio grafico è utile soprattutto in pozzetto, sotto gli occhi del timoniere, sia durante la navigazione sottocosta, che nelle manovre di ancoraggio, o ancor più, durante le battute di pesca. Questi strumenti costano oggi veramente poco, soprattutto se non si cede al piacere puramente grafico degli schermi a colori. Ciò che ci trattiene quindi dal montare un secondo piccolo schermo in pozzetto è la necessità di praticare ulteriori fori nello scafo. La soluzione è molto semplice: tenuto conto che la parte bassa dell’opera viva è in laminato pieno basterà incollare con colla epossidica un normale trasduttore da poppa, di quelli dati in dotazione di serie, all’interno dello scafo, nel punto prescelto. E’ anche possibile costruire un pozzetto con un tagliato a misura, per proteggere il trasduttore dai colpi esterni. L’impiego di gel da
ecografia o olio per immergere il traduttore, non migliora significativamente il segnale e comporta problemi di perdite in navigazione o di igroscopia. Il trasduttore incollato farà corpo con la vetroresina e sarà presente solamente una interfaccia acqua-resina, al posto di due (acqua- resina, resina-olio). Potrete così, con una minima spesa, avere un comodo ecoscandaglio in pozzetto, sperando che finalmente la pesca cominci a dare frutto.

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TRUCCHI PER LA SICUREZZA E NAVIGAZIONE
UOMO A MARE

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Si tratta di una evenienza gravissima e potenzialmente fatale. Rendersi conto in tempi brevissimi di avere perso un uomo a mare è fondamentale per la sua salvezza. Esistono oggi sofisticati sistemi detti MOB, Man Over Board, che sono sensibili alla distanza da una centrale. In caso di uomo a mare (e questo può avvenire ad esempio durante un turno di guardia notturno, quando c’è un solo uomo in coperta), basta che il trasduttore indossato dall’uomo di guardia si allontani dalla barca di alcuni metri perché scatti un allarme
sonoro. Efficace e sicuro, ma si tratta di apparecchiature costose, che raramente vengono acquistate da crocieristi che hanno poche occasioni di trasferimenti notturni. Esistono tuttavia, a costi molto modesti, apparecchi identici, che vengono commercializzati per consentire alle mamme di tenere sotto controllo i bambini. I trasduttori sono impermeabili e e la centrale, alimentata a batterie, è posizionabile in quadrato. La distanza alla quale scatta l’allarme è regolabile ed andrà settata sulla lunghezza della barca. Inoltre una volta scattato l’allarme, durante le , se ci si avvicina al naufrago, un suono di intensità crescente ci avviserà di essere vicini al recupero.

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SCALETTA DI EMERGENZA
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Un film di qualche anno fa mostrava la tragica storia di alcuni naviganti tuffatisi in acqua senza avere predisposto la scaletta . Risalire a bordo senza la scaletta può risultare molto faticoso, se non impossibile. A parte la dimenticanza colpevole, peraltro, può verificarsi la circostanza di una caduta in acqua accidentale, o può accadere di dovere risalire in barca dopo averla raggiunta a nuoto in caso di avaria del tender. Un semplice ed efficace è quello di predisporre una cima con una gassa terminale, da arrotolare all’interno di un tubo portacanna di quelli che fissiamo al pulpito. Una cimetta sottile di ritenuta penzolante potrà essere facilmente raggiunta dall’acqua e, tirata, consentirà la fuoriuscita della gassa, nella quale potrà essere infilato un piede. Una soluzione simile è quella di impiegare un segmento di tubo rigido di plastica di calibro adatto, da fissare con fascette alla plancetta di poppa. Anche in questo caso la cimetta pilota permetterà la fuoriuscita della scaletta.
In presenza di una non dimenticate poi di legare una cimetta all'ultimo gradino, da lasciare penzolare: in questo modo basterà afferrarla e tirarla per aprire la scaletta.

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NON RESTARE ABBAGLIATI DI NOTTE
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Durante la navigazione notturna muoversi in coperta, senza luce, è difficile e talvolta pericoloso. Anche scendere sottocoperta per fare un caffè o dare uno sguardo alla carta nautica richiedono l’accensione di una lampada, con il rischio di restare abbagliati per diversi minuti o di svegliare chi dorme durante il turno di riposo. Tutti noi sappiamo che la luce rossa, recepita dai bastoncelli della retina, non comporta abbagliamento ed è quindi molto indicata nell’oscurità.
Tuttavia non è semplice sistemare dappertutto luci rosse. La soluzione è di disarmante semplicità: procuratevi una lampada frontale a led, di quelle economiche con pochi led, e fatevi prestare dalle donne di casa dello smalto da unghie rosso semitrasparente. Verniciate quindi i led con lo smalto: la luce rossa che ne proviene sarà sufficiente per muoversi con tranquillità in coperta, cercare il grillo o il giravite che vi occorrono e consultare il portolano . Il tutto con un costo inferiore ai 10 euro.
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PROTEGGERE LE CARTE NAUTICHE

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La carta nautica pubblicata dagli Istituti Idrografici nazionali, se regolarmente aggiornata, è l’unica approvata per la navigazione. Tuttavia la disponibilità della cartografia elettronica, dei GPS cartografici, le dimensioni, la fragilità del supporto cartaceo, fanno sì che sia poco adoperata e spesso relegata nei cassetti del carteggio. Un pratico sistema per averla sempre a disposizione, proteggerla dalle intemperie ed adoperarla per la navigazione senza sciuparla è il seguente. Procuratevi un foglio di plexiglas sottile e tagliatelo esattamente nella misura del tavolo di carteggio. I bordi verranno resi smussi con una carta vetrata sottile passata sul taglio. A questo punto la carta potrà essere distesa sul tavolo e ricoperta dal foglio trasparente rigido. In questo modo sarà sempre disponibile per il carteggio, non darà impiccio e sarà protetta dalle intemperie e dagli schizzi di acqua marina provenienti dal tambucio. Inoltre non volerà via con il vento e sarà ben distesa. Sul foglio trasparente è possibile inoltre registrare rilevamenti, disegnare la rotta, prendere appunti, mediante un pennarello cancellabile, senza danneggiare la carta. Il sistema può essere adoperato anche per tenere a vista fogli di portolano, schemi degli impianti, numeri di telefono, foto per il riconoscimento dei cetacei.

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BORDI PER MENSOLE
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I mensoloni del quadrato sono capaci e facilmente accessibili, ma se privi di un bordo sufficientemente alto, vi scodelleranno a pagliolo tutto il contenuto alla prima rollata. Un bordo alto è quello che occorre, ma è necessario che non impedisca l’accesso.
Ci sono diversi sistemi per raggiungere un risultato efficiente ed esteticamente apprezzabile:

1. Si possono fissare ai due lati , con viti inox o di bronco, o ancora con colla epossidica, due blocchetti in legno duro con una scanalatura che consente l’inserimento dall’alto di una stecca di legno robusto. Il legno può essere tinto nella stessa tonalità dei legni del quadrato e la stecca facilmente rimossa.
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2. Fissando ai due lati due coppie di quadrelli appaiati o un listello scanalato con la fresa, potrà essere inserita una fascia di plexiglas. Questa consentirà di vedere in trasparenza il contenuto, il che è particolarmente utile in caso di libri. Il bordo superiore potrà essere semplicemente levigato e smussato con carta vetrata o ricoperto con un profilo di gomma o di legno.
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3. Nei negozi di bricolage sono in vendita dei sottili cavetti di acciaio destinati a sorreggere le tende.
I cavetti vengono fissati al legno delle paratie con delle robuste viti autofilettanti contenute in tenditori. Questi consentiranno di mantenere il cavetto ben teso, a delimitare le mensole senza impedire di inserire la mano all’interno.
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DOCCIA CONFORTEVOLE A BORDO

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Fare la doccia a bordo è piacevole, specie nelle stagioni intermedie, quando fuori è fresco e possiamo beneficiare del calore dell’acqua calda. Specie dopo una bella veleggiata la doccia ci ridà vigore e scaccia il freddo accumulato, prima di ripartire per la città. Tuttavia il piacere della doccia è in parte rovinato dalla necessità di asciugare con il daino tutte le superfici che si sono bagnate, come il lavabi , gli armadietti, i recessi difficili da raggiungere introno ai WC. Inoltre l’acqua alla lunga rovina le superfici riflettenti degli specchi e deforma il legno delle porte.
In questo caso quello che occorre è un bel box doccia. Per averne uno, nelle ridotte dimensioni dei nostri bagni, senza accrocchi inguardabili, basta procurarsi un bel telo, magari di nailon da spi, tagliarlo nelle dimensioni giuste, occhiellarlo o agganciare delle clips a pressione e fissare il tutto alle liscie superfici del controstampo o delle pareti mediante alcune ventose. Conviene fissare le ventose sia in alto che in basso, in modo da evitare l’effetto risucchio del calore che sale. Fatta la doccia in pochi secondi il telo viene staccato e messo ad asciugare all’esterno.
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Un portadoccetta a ventosa, disponibile a pochi soldi nei negozi di idraulica, vi consentirà anche di fare la doccia a mani libere.
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A completare l’opera gli utilissimi portashampo a ventosa, che possono essere fissati su qualunque superficie liscia,anche verticale,e sostengono con le loro ventose la bottiglia dello shampo o del bagno schiuma, dove e come è più comodo.
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ELIMINARE O PREVENIRE LE INFESTAZIONI DA SCARAFAGGI

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Basta un ormeggio all’inglese vicino ad un pontile fatiscente o nei pressi di un cassonetto, una cassetta di verdura o una scatola di cartone forato contaminate ed il guaio è fatto: durante la notte ci si sveglia per bere un bicchiere d’acqua, si accende la luce e … orrore, uno o più scarafaggi si affrettano a scomparire negli oscuri ed irraggiungibili recessi di cui le barche sono piene. In pochi giorni si moltiplicheranno e li troveremo dappertutto. In particolare nei climi più caldi o ai tropici, possono costituire un vero flagello.
Scartata subito una terapia a base di insetticidi spray, suscettibile di uccidere anche voi o di rendere impossibile la permanenza a bordo, esiste una soluzione semplice ed economica.
Acquistate in farmacia dell’acido borico in polvere, mescolatelo con una pari quantità di zucchero e riempite a metà dei tappi di bottiglia di acqua minerale, che andranno poi posizionati nei punti di passaggio degli ospiti o negli angolini nascosti. Quando rientrerete in barca i fastidiosi animaletti dovrebbero essere stati sterminati.
Se invece siete in navigazione e lo sbandamento della barca impedisce l’impiego del preparato in polvere, potete mescolare l’acido borico con del miele e plasmare delle palline, che potranno essere posizionate in giro e conservate in una scatolina ermetica. Una sferetta del preparato lasciata in sentina impedirà una reinfestazione o potrà essere adoperata come prevenzione in aree a rischio.
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PROTEGGERSI DAGLI INSETTI

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Alcune zone costiere, anche di grande bellezza, sono funestate dagli insetti molesti. Basta ricordare le insistenti vespe greche, le fameliche zanzare corse, le fastidiose mosche tunisine. Una zanzariera sui boccaporti e sul tambucio è quello che occorre. Le soluzioni sono diverse. Sui boccaporti il metodo più pratico è quello di fissare all’interno, sulla cornice, una striscia di velcro. Tagliate poi un quadrato di zanzariera di dimensioni leggermente maggiori di quelle del boccaporto, sui cui bordi incollerete la striscia complementare. Il fissaggio è semplice e veloce e la zanzariera arrotolata è facilmente stivabile.
Sul tambucio, invece, conviene adoperare un sistema differente: Si taglia una striscia di zanzariera tale da coprire sia il tratto orizzontale che quello verticale. Ai due estremi si fisseranno da un lato una striscia di velcro e sulla caduta un listello metallico di un certo peso, tale da tenere ben distesa ed aderente la zanzariera. In caso di necessità si potrà uscire ed entrare semplicemente scostando la zanzariera, che tornerà immediatamente a posto. E’ bene rifinire i due lati lunghi, se non avrete trovato una retina delle dimensioni giuste, già presaldata sui bordi. Anche in questo caso per riporla basterà arrotolarla.

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Trixarc Offline
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EVITARE I CATTIVI ODORI

by Williwaw

I serbatoi delle acque nere anche se vuoti, hanno spesso un piccolo residuo sul fondo. Fermo restando che è opportuno risciacquarli saltuariamente (chiaramente in alto mare o in porto con le pompe di estrazione previste all’uopo), immettere ogni tanto un po’ di acqua e varechina nel serbatoio attraverso il tappo in coperta eviterà i cattivi odori provenienti dagli sfiati. Vi sono prodotti enzimatici che possono essere versati periodicamente nel vaso, anch’essi utili al fine di ridurre i cattivi odori. L’aceto è in grado di sciogliere le concrezioni di calcio.
Anche il ristagno di acqua di mare nei tubi di afflusso causa cattivo odore. E’ buona norma dare una ventina di pompate ogni giorno. In questo modo si evita il ristagno e si diluisce il liquame contenuto nel serbatoio. Se il cattivo odore persiste è opportuno ripulire il tubo di afflusso dell’acqua di mare. Chiusa la presa a mare, si stacca il tubo, che viene immerso in una soluzione di acqua e varechina (in rapporto di 1/10). Pompando lentamente si riempie il tubo e si lascia agire per circa 15 minuti. Se anche questo sistema non funzione allora è ora di sostituire il tubo.
L’odore di gasolio è penetrante e persistente. Può essere eliminato lavando la sentina con aceto bianco.

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Trixarc Offline
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GANCIO SOLLEVAMENTO COPERTURA GAVONI

by Williwaw

Le cabine di poppa e di prua ospitano generalmente dei grandi gavoni sotto le cuccette doppie. Purtroppo questi vani, che sono i più capienti a bordo, sono poco utilizzabili e poco pratici, perché i coperchi dei gavoni sono grandi e pesanti e coperti dai materassi . Cercare di prendere con una mano una sacca, magari semisepolta da altre borse mentre l’altra mano sorregge il coperchio, può essere faticoso.
In questo caso è molto comodo avere un punto di aggancio sul coperchio per una cimetta da fissare in alto al soffitto o ad una paratia. In questo modo il gavone resterà comodamente aperto mentre sistemiamo sacche, vele o quant’altro, avendo tutto sottomano. La cimetta può essere fatta passare attraverso un foro, con un bel savoia in fondo, o, in caso di coperchi forati, legata con una gassa, o ancora fissata ad un golfare. Una lampada a led a batterie nel gavone (vedi cap.) completerà l’opera.

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Trixarc Offline
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IMPEDIRE LA FUORIUSCITA DEI CASSETTI

by Williwaw

Nonostante le chiusure a pulsante, spesso i cassetti volano via durante la navigazione, scodellando a pagliolo il proprio contenuto, magari pericoloso. Si può evitare la fuoriuscita del cassetto dalle guide praticando sulla parete di fondo un piccolo foro, attraverso il quale si farà passare una cimetta. Un nodo savoia farà da fermo. Il cavetto verrà fissato alla struttura del mobile, in modo da bloccare il cassetto a fine corsa. E’ anche possibile adoperare una corda elastica, sotto tensione. In questo modo, se non trattenuto. Il cassetto si richiuderà automaticamente.

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27-01-2014 20:50
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