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Versione completa: autopilota per alpa 11,50
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serena giornata a tutti,
piove, d'altra parte siamo a metà ottobre ... è normale.
tra poco andrò in barca a far finta di fare qualcosa ... nel frattempo penso a cosa / come migliorare a bordo.

ho cercato sul forum - ed anche in internet - e c'è tanto, ma ... ho un dubbio che non riesco a sciogliere, allora eccomi qua !
ci sarà pure qualcuno che sa dare la giusta dritta.

preambolo:
vorrei acquistare un pilota automatico per la mia barca.
è un'alpa 11,50, e da dati disponibili risulta pesare 6.200 Kg. I dati disponibili sono riferiti a barca vuota, come sempre avviene, immagino.
ovvio che poi, con serbatoi pieni e carico standard per una barca nata pesante e volutamente da crociera è ipotizzabile anche un 25-30 % di peso in più.
aggiungiamo un margine di sicurezza del ... 10 % ?
arriviamo insomma intorno alle 8 tonnellate e magari oltre.

ecco, per una barca che pesa tanto quanto, che pilota automatico ci vedreste bene sopra ?

guardando in giro trovo autopiloti indicati per barche di circa 11-12 metri ma con peso indicato intorno alle 6 tonnellate ( chissà perché tutti riportano le misure, ma pochi indicano il peso massimo per cui il meccanismo è stato progettato )

non vorrei spendere una cifra per poi trovarmi con un pilota che quando devo andare all'albero a prendere i terzaroli, ad un certo punto mi molla, o peggio si rompe.

...
voi, cosa comprereste ?

grazie ancora per la cortese attenzione e
B.V. a tutti
Ummm ... spero di non dir cazzate, m il peso della barca dovrebbe essere relativamente ininfluente. Quello che importa e' lo sforzo che il sistema deve fare per azionare la pala.

Mi spiego meglio, un conto e' azionare il timone a monte del servo meccanismo di attuazione un conto e' a valle, gli sforzi che deve fare l'apparato sono nettamene differenti e quindi la sua potenza questo a parita' di dimensioni e peso ... anzi proprio a parita' di tutto visto che siam parlando della stessa barca.

Detto questo credo che le dimensioni siano indicative per stimare lo sforzo sulla pala ... ma attendi risposte piu' autorevoli della mia.

PS: Pioggia? ma se ci sono 26 gradi ed un sole che spacca le pietre Smile
Raymarine 6000?
Costicchia ma chi conosco e ce l'ha ne e' contentissimo...
Il Raymarine 6000 è montato sulla barca di Fred Flintstone.Smiley4
Nel frattempo sono uscite 4 generazioni di piloti Raymarine.
BV!
(19-10-2014 19:06)pepe1395 Ha scritto: [ -> ]Il Raymarine 6000 è montato sulla barca di Fred Flintstone.Smiley4
Nel frattempo sono uscite 4 generazioni di piloti Raymarine.
BV!

Beh.... l'Alpa 11,50 non e' di primo pelo...Smiley4
si, ma i soldi spesi per un 6000 non hanno scadenza, quindi forse meglio comprare qualcosa di buono.
Pulce75 e gommo
Vi adoro
se non vuoi andare su marche particolarmente costose i Raymarine sono buoni prodotti, adesso hanno il giroscopio di serie e questo è utilissimo quando c'è onda.
Penso che con un EV 100 ce la dovresti fare.
Non so se hai timone a barra o a ruota ma se lo compri in inverno quando c'è qualche offerta dovresti stare sui 1300.
(19-10-2014 20:05)francidoro Ha scritto: [ -> ]Pulce75 e gommo
Vi adoro

Thumbsupsmileyanim
(19-10-2014 20:49)mania2 Ha scritto: [ -> ]... dovresti stare sui 1300.

grazie mania2. Timone a ruota.
vedo che hai centrato il problema, indicando la cifra all'incirca suppergiù
Smiley32
lo sapevo
lo sapevo
lo sapevo
che qua c'è sempre la risposta giusta alle varie domande
Thumbsupsmileyanim
Più che il peso della barca, conta lo sforzo che deve fare la macchina sull’addiaccio o sul punto di applicazione del meccanismo attuatore.
Quindi conterebbero di più la forma dello scafo, la stabilità di rotta, la presa al vento, il campo di utilizzo del pilota (condizioni di mare e vento, per esempio) la forza che si deve applicare al braccio di manovra, il punto dove agisce il braccio e cose simili.
Calcoli difficili, per cui generalmente si ricorre, abbondando, alla lunghezza dello scafo e al peso, dove la prima conta forse di più del secondo, essendo un parametro più legato alla struttura generale della barca (più lunga più vela, più scafo più presa al vento, eccetera).
In ordine di navigazione crocieristica, facilmente la tua arriverà ai 10.000 (ho esperienza di averli superati), ma dalla sua la barca ha una dolcezza sul timone non comune, e una grande docilità di rotta, mentre lo sforzo sulla ruota è sempre contenuto; ho detto sulla ruota, non sull’asse, perché lì la forza applicata è un po’ più grande, ma mai esagerata (solo in retro se molli la ruota chiude violentemente).
Il vecchio marinaio che, dopo qualche giro del mondo, mi vendette la mia, aveva installato uno Shipmate Robertson AP 2500, centralina in pozzetto, con attuatore idraulico applicato radialmente sull’addiaccio e bussola Simrad Fluxgate, (che conservo ancora con malinconia perché è un bell’oggetto) a centro barca verso prua.
Mi diceva che, anche in condizioni proibitive (e ci credo perché so cosa aveva fatto), la macchina portava dolcemente la barca su e giù dalle onde senza strappi e/o esitazioni.
Purtroppo dopo lunga e onorevole carriera, una serie di guasti di costosissima riparazione , ne hanno consigliato la sostituzione e ero nel dubbio se montarne uno uguale.
Il caso, come spesso accade nelle vicende umane, decise diversamente.
Un caro amico, che oramai naviga nel grande mare senza ritorno, aveva in magazzino l’ultimo pezzo fuori produzione del Simrad, credo 900, ma non ricordo bene, compatto e con attuatore sulla ruota del timone, con due cinghie di ricambio (è il componente più delicato), e me lo vendette per 600 Euro.
L’ho usato per cinque anni, in ogni condizione di tempo e assetto, senza mai notare né fatica, né esitazioni, e le due cinghie di ricambio penso siano ancora in giro.
Ora da tre anni, la barca è nelle mani di Gianni e non so se e cosa lui abbia modificato e se usi ancora la stessa macchina e se ne sia soddisfatto.
Tutto ciò per dire che, come per ogni ausilio alla navigazione, dipende da ciò che vuoi fare, e entro limiti molto ampi, non è la barca (quella barca), né il suo peso che ti deve preoccupare: va, va sempre, va dritta, risponde subito, è dolce sull’onda, è sicura, regge le vele, capitombola giù dalle onde come una bambina in un prato, è asciutta (il pozzetto), ti riporterà sempre a casa, ed è bella, mamma mia come è bella.
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(20-10-2014 14:47)dapnia Ha scritto: [ -> ]Più che il peso della barca, conta lo sforzo che deve fare la macchina sull’addiaccio o sul punto di applicazione del meccanismo attuatore.
Quindi conterebbero di più la forma dello scafo, la stabilità di rotta, la presa al vento, il campo di utilizzo del pilota (condizioni di mare e vento, per esempio) la forza che si deve applicare al braccio di manovra, il punto dove agisce il braccio e cose simili.
Calcoli difficili, per cui generalmente si ricorre, abbondando, alla lunghezza dello scafo e al peso, dove la prima conta forse di più del secondo, essendo un parametro più legato alla struttura generale della barca (più lunga più vela, più scafo più presa al vento, eccetera).
In ordine di navigazione crocieristica, facilmente la tua arriverà ai 10.000 (ho esperienza di averli superati), ma dalla sua la barca ha una dolcezza sul timone non comune, e una grande docilità di rotta, mentre lo sforzo sulla ruota è sempre contenuto; ho detto sulla ruota, non sull’asse, perché lì la forza applicata è un po’ più grande, ma mai esagerata (solo in retro se molli la ruota chiude violentemente).
Il vecchio marinaio che, dopo qualche giro del mondo, mi vendette la mia, aveva installato uno Shipmate Robertson AP 2500, centralina in pozzetto, con attuatore idraulico applicato radialmente sull’addiaccio e bussola Simrad Fluxgate, (che conservo ancora con malinconia perché è un bell’oggetto) a centro barca verso prua.
Mi diceva che, anche in condizioni proibitive (e ci credo perché so cosa aveva fatto), la macchina portava dolcemente la barca su e giù dalle onde senza strappi e/o esitazioni.
Purtroppo dopo lunga e onorevole carriera, una serie di guasti di costosissima riparazione , ne hanno consigliato la sostituzione e ero nel dubbio se montarne uno uguale.
Il caso, come spesso accade nelle vicende umane, decise diversamente.
Un caro amico, che oramai naviga nel grande mare senza ritorno, aveva in magazzino l’ultimo pezzo fuori produzione del Simrad, credo 900, ma non ricordo bene, compatto e con attuatore sulla ruota del timone, con due cinghie di ricambio (è il componente più delicato), e me lo vendette per 600 Euro.
L’ho usato per cinque anni, in ogni condizione di tempo e assetto, senza mai notare né fatica, né esitazioni, e le due cinghie di ricambio penso siano ancora in giro.
Ora da tre anni, la barca è nelle mani di Gianni e non so se e cosa lui abbia modificato e se usi ancora la stessa macchina e se ne sia soddisfatto.
Tutto ciò per dire che, come per ogni ausilio alla navigazione, dipende da ciò che vuoi fare, e entro limiti molto ampi, non è la barca (quella barca), né il suo peso che ti deve preoccupare: va, va sempre, va dritta, risponde subito, è dolce sull’onda, è sicura, regge le vele, capitombola giù dalle onde come una bambina in un prato, è asciutta (il pozzetto), ti riporterà sempre a casa, ed è bella, mamma mia come è bella.
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Al di la del pilota mi permetto di fare i complimenti a Dapnia per la precisione dei consigli e per l'amore che ha trasmesso per la sua ex barca... francamente mi sono emozionato.
Ciao a tutti, in particolare Francidoro e Francesco!
Il Simrad sulla ruota di Daphnia va ancora molto bene, anzi benissimo, è ancora settato come me lo ha lasciato Francesco. Durante l'inverno ho in programma, per crearmi un po' di lavoro, di sostituirlo con uno lineare. Sono ancora installati i supporti del precedente!
B.v.
Gianni
Ciao Gianni, vedo dalla foto che è ancora in ordine, bravo.
Mi fa piacere sapere che stai bene e che sei ancora innamorato della barca....anch'io, per questo è meglio che non la veda mai più e che non ne sappia niente: il perché te lo avevo già spiegato una volta.
Sono passato da Trento, ma non ho avuto il cuore di telefonare: ne avremmo parlato ed è ancora una ferita aperta, sei sensibile e capirai.
Cari saluti a te e a lei.
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