I Forum di Amici della Vela

Versione completa: Giro del mondo con Bavaria 38 - Lavori su Timone
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8* nel gruppo G 1200 Mn all arrivo. Bravi
Un aggiornamento su come sta andando, è dall'episodio di Fiscardo datato agosto 2015 che non dò notizie della barca.
Perchè tutto sommato sta andando bene, molto bene. Da due giorni sono nel Pacifico, hanno attraversato il canale di Panama, una bella comodità invece di farsi Capo Horn contro vento. Nei due siti dove lo skipper ed i suoi ospiti raccontano quello che succede in navigazione viene data, volutamente, molta enfasi al comportamento della bambina, Maeva, che ora ha tre anni e mezzo. La parte tecnica affiora in sottofondo, del resto questo giro del mondo non è altro che uno dei tanti, dove i resoconti della parte tecnica sono in genere predominanti; se c'è qualcosa di particolare in questo giro è la presenza della bambina, e la maggior parte del pubblico che segue il viaggio vuole sapere della bambina, vuole vedere le sue foto, le mamme trepidano, si immedesimano nelle sue scoperte e avventure. Non per niente i due siti si chiamano:
link commerciali, vietato dal regolamento del forum.
Qui invece siamo su una sezione tecnica di AdV, sito velico per eccellenza, ed io vi riferisco, per quello che ne so, sulla barca, non sull'equipaggio.

Andando con ordine, dopo l'episodio di Fiscardo c'è stato qualcosa di simile due mesi dopo in Sardegna. In baia, di notte, un Oceanis 411 noleggiato da tedeschi con l’aumento del vento ha arato, manovrando maldestramente con l’ancora ed un pezzo di catena penzoloni ha agganciato la catena di My Dream riuscendo ad avvolgersela attorno al proprio asse elica ed a spedare l’ancora. L’equipaggio dei nostri è dovuto saltare sull’Oceanis e troncare la loro catena, e subito dopo ha dovuto troncare anche la propria per liberarsi e non finire entrambi a scogli. Cito l’episodio perché testimonia l’utilizzo di una generosa tronchese tranciabulloni, che non serve mai, ma quando serve risolve.
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Alle Baleari, settembre, si è riscontrata la rottura del braccetto inferiore di fissaggio dell’alternatore; il pezzo è tutt’uno col supporto motore che insiste sul silent bloc, per cui si è dovuto taccare il motore da sotto, smontare e portare a saldare il tutto.
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Altro episodio è avvenuto la seconda notte della traversata atlantica, l’ARC partita da Gran Canaria il 22 novembre. A causa del mare grosso ed incrociato, e forse della stanchezza del poco esperto timoniere di turno, la barca si è coricata mettendo le crocette in acqua. La barca si è raddrizzata, è andato perso un casco di banane in una reticella appesa all’esterno, all’interno non ci sono stati danni. In genere con onda dai settori poppieri di altezza superiore ai 2 / 2,5 metri l’autopilota non era sufficientemente reattivo e si doveva timonare a mano.

Sempre nella traversata si è scucito il gennaker, poi riparato alle Antille: l’avaria ha costretto l’equipaggio a fare ampi bordi di poppa, per un totale di oltre 3.000 miglia invece delle circa 2.700 dell’ortodromica. Ora però a bordo c’è finalmente un tangone per il genoa.
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L’apparato AIS, ricetrasmittente non satellitare, che accusava un drastico degrado delle proprie prestazioni, a fine ARC è stato spedito in Germania al rivenditore che lo ha riparato in garanzia, ed ora funziona egregiamente; non era colpa dell’antenna.

Ha senso parlare di classifica in una Atlantic Rally for Cruiser? Forse no, comunque l’organizzazione la fa, assegna un rating e penalizza l’uso del motore: non averlo usato ed avere un coefficiente di rating alto ha posizionato i nostri nella prima metà della classifica e davanti a tutti gli altri Bavaria della flotta.

A Martinica, dicembre, sono state sostituite le boccole dell’asse timone, realizzate da un tornitore locale: utilizzata la già sperimentata tecnica di sfilare e reinfilare il timone con la barca in acqua.

A Curacao, febbraio 2016, la barca è stata tirata in secco per fare carena e sostituire i paraoli del piede del sail drive, c’era acqua nell’olio.

In Colombia è stato sostituito il generatore eolico, dopo 8 mesi si è scoperto che erogava 24 volts, non 12! Da un lato c’è da chiedersi come non ce ne si è accorti prima, dall’altro tanto di cappello al pannello fotovoltaico, che ha retto tutto da solo! E’ stata anche cambiata la parte meccanica dell’autopilota con una analoga acquistata usata via Internet; quella originale cominciava ad accusare gioco.

Per ora è tutto, riporto un caloroso saluto dello skipper a quegli Amici che stanno seguendo il viaggio.
BV
complimenti Smile

maremma quante avarie, si ha un'idea dei motivi?

bv
La crinatura del supporto alternatore è probabilmente dovuta ad una eccessiva tensione della cinghia o ad un disallineamento delle pulegge trainante / trainata, in sostanza un montaggio non perfetto dell'alternatore; in tal caso colpa nostra, prima della partenza l'avevamo smontato per una revisione preventiva dall'elettrauto (peraltro non escludo una saldatura difettosa all'origine).
L'usura delle boccole timone e del meccanismo dell'autopilota a detta dello skipper sono da addebitarsi all'età ed al kilometraggio della barca, le paragona a dover cambiare i pneumatici e la frizione di una macchina usata dopo averci fatto un sacco di strada.
Per l'acqua nel piedino del sail drive non ho notizie, sulla mia barca è successo due volte per un filo da pesca attorcigliato sull'asse elica e ingoiato dal paraolio, probabile che sia successa la stessa cosa.
Ti sembra un elenco spropositato?
Bv
giusto per la cronaca, sono arrivati alle marchesi!!!
A parte il fatto che quella barca non e' assolutamente adatta a fare il giro del mondo per tipologia strutturale decisamente non adeguata! Ma a tua discrezione! Ti chiedo di controllare che lo zinco messo giustamente a massa sul timone sia di lega di magnesio e non di zinco , altrimenti l'astuccio continuera' a corrodersi e lo zinco no.

Un saluto
(26-05-2016 21:12)davidef Ha scritto: [ -> ]A parte il fatto che quella barca non e' assolutamente adatta a fare il giro del mondo per tipologia strutturale decisamente non adeguata!

Assolutamente, decisamente... dixit quale giornaletto di vela?

I fatti dicono che intanto sono alle Marchesi, nel frattempo nei porti un pacco di HR capaci di fare da rompighiaccio ma toh preferiscono fare 200 miglia l anno davanti a casa Rolleyes

Ci sono centinaia di bavaria e altri plasticoni /cheap/ che fanno lo stesso. Un bavaria che lo fa si grida al miracolo, quando sono dieci diventa forse una /banda di matti/ ?, ma quando sono centinaia che si dice? Meglio constatare i fatti.
Chiaro si puo sempre /preferire/ fare un giro in un tipo di barca piuttosto che in un altro tipo, dire /io col bavaria non ci vado/, scelte personali e indiscutibili, ma dire che una /non sia assolutamente adatta/ quando ce ne sono centinaia che lo fanno... La realta smentisce tante considerazioni teoriche.

Piuttosto, entra in conto il tipo/numero di interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, ma il discorso diventa piu articolato.



Smile
ripeto, partiti il 1° maggio (credo dalle galapagos) atterrati il 23 maggio dopo 3K miglia..
il primo giorno scrivevano "Software autopilota ko, si timona x 3000mg, anche maeva! vento gentile, swell immensa, sole, delfini, squali e balene intorno a noi. Cosí sognavo il Pacifico!"

https://share.delorme.com/claudioregini
In effetti sta storia sui Bav ha un po scassato i cabasisi come direbbe montalbano....

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..In effetti sta storia sui Bav ha un po scassato i cabasisi come direbbe montalbano....

grande!
(26-05-2016 22:08)rob Ha scritto: [ -> ]
(26-05-2016 21:12)davidef Ha scritto: [ -> ]A parte il fatto che quella barca non e' assolutamente adatta a fare il giro del mondo per tipologia strutturale decisamente non adeguata!

Assolutamente, decisamente... dixit quale giornaletto di vela?

I fatti dicono che intanto sono alle Marchesi, nel frattempo nei porti un pacco di HR capaci di fare da rompighiaccio ma toh preferiscono fare 200 miglia l anno davanti a casa Rolleyes

Ci sono centinaia di bavaria e altri plasticoni /cheap/ che fanno lo stesso. Un bavaria che lo fa si grida al miracolo, quando sono dieci diventa forse una /banda di matti/ ?, ma quando sono centinaia che si dice? Meglio constatare i fatti.
Chiaro si puo sempre /preferire/ fare un giro in un tipo di barca piuttosto che in un altro tipo, dire /io col bavaria non ci vado/, scelte personali e indiscutibili, ma dire che una /non sia assolutamente adatta/ quando ce ne sono centinaia che lo fanno... La realta smentisce tante considerazioni teoriche.

Piuttosto, entra in conto il tipo/numero di interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, ma il discorso diventa piu articolato.



Smile

Quoto in toto....come si fa a dare giudizi così netti nei confronti di una barca....il giro del mondo c'è chi lo fa con un 26 piedi o con 80.. L'importante come sempre sono il manico e le competenze....
Alle San Blas abbiamo incontrato una famiglia di Ancona sulla trentina con un Bavaria non ricordo se 37 o 38 avevano una piccolina di un paio d'anni,e una mamma/suocera.
Aspettavano marzo per traversare il canale la loro destinazione era la Nuova Zelanda.
Quello che mi ha veramente sorpreso è che non avevano veramente nessun
"accessorio indispensabile"tipo Radar Dissalatore"
Quindi se da Ancona sono arrivati sino lì direi che secondo me la barca è in grado di intraprendere navigazioni importanti
leggo solo ora tutto il tread,

voglio segnalare che banalmente quella parte di losca si corrode, perchè viene ricoperta erroneamente e casualmente della stessa antivegetativa della carena;
sappiamo bene che il piedino di alluminio predilige antivegetativa apposita , pena corrosione

ecco fatto ,
la losca di che roba è???

quindi antivegetativa per alluminio anche per la losca.
saluti
tantissima invidia.
arrivati alle Samoa Occidentali
Ma io mi son sempre chiesto: quanto costa un giro del mondo?
Ci sono varie modalità per farlo, tra cui quella di andare, tutte le volte in cui è possibile, a mangiare al ristorante locale, oppure vivere realmente a bordo finchè si può (che è quello che piacerebbe fare a me)

In questo caso, di che cifre si parla, spannometricamente ?
Sono proprio curioso. 3 anni in giro per il mondo non sono certamente economici.
e comunque, anche a costo di sollevare un vespaio, secondo me un bavaria è ideale per queste navigazioni senza alcuna velleità corsaiola. E' sicura ed offre una abitabilità difficilmente pareggiata da altri cantieri di pari dimensioni e se ci devi vivere 3 anni, l'abitabilità conta più della velocità.

Si fanno i dovuti rinforzi dove serve, la si attrezza per l'oceano e si parte....
My Dream è arrivata da qualche giorno in Nuova Zelanda, mi sembra una buona occasione per un aggiornamento della situazione.
Menzionerei solo di sfuggita e per completezza un paio di fastidiose avarie: una pompa a pedale acqua dolce ed una pompa manuale wc, la prima sostituita e la seconda riparata sostituendo le guarnizioni.
L’unica avaria che ha dato preoccupazioni è quella occorsa all’albero, non tanto per le conseguenze – nessuna, è stata subito individuata durante i periodici check dell’attrezzatura – quanto per la ruspante riparazione.
L’ anello saldato su una piastra rivettata sulla faccia anteriore anteriore dell’albero non ha retto a lungo, come lo skipper temeva, alla spinta laterale esercitata dal tangone ben sbracciato per tenere aperto il genoa; nella navigazione tra Marchesi e Tuamotu si è manifestata l’imbozzatura da un lato e dall’altro lo strappo dell’alluminio dell’albero, mentre tutti i rivetti hanno tenuto.
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Negli atolli polinesiani (Rangiroa e Tikeau) l’assistenza è zero, l’unica cosa che si poteva fare è stata quella di mettere a nudo l’area interessata e praticare dei fori di arresto alle estremità delle crepe. Lo skipper ha sottoposto via mail il problema a quattro professionisti, che hanno tutti risposto fornendo i propri suggerimenti. Scartate soluzioni drastiche e costose quali cambiare l’albero o tagliarlo e giuntarlo come ha fatto il costruttore a metà altezza, la riparazione più praticabile, menzionata anche dagli esperti, è risultata la toppa. La toppa ideale sarebbe stata ben avvolgente e ben rivettata con ergal su file sfalsate attorno alla zona danneggiata, preventivamente rifilata e chiusa con una saldatura.
Anche nelle Isole della Società (Thaiti e Raiatea), ben più attrezzate delle Tuamotu, realizzare ciò si è rivelato arduo al limite dell’impraticabile. La difficoltà maggiore che ha fatto lievitare i preventivi delle officine locali, senza peraltro garanzia di buon lavoro, è stata la costruzione della toppa inox ben aderente alla faccia anteriore dell’albero; la sagomatura sarebbe stata fatta con una successione di pazienti ed infiniti colpi di maglio. Dopo varie elucubrazioni e consultazioni il progetto è approdato ad una più semplice toppa a spigolo con tre zone di contatto (ed altrettanti anelli per tangone), non rivettata ma avvitata a fori filettati ricavati su bandelle infilate e fissate all’interno dell’albero prima di richiudere lo squarcio. Per eseguire un accurato disegno quotato dei pezzi da realizzare è stato fatto un mock-up in gesso con una colata fatta all’interno di una conchiglia di vetroresina ricavata sull’albero stesso; il mock-up sarebbe stato utile anche al fabbro per controllare l’esecuzione in officina.
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Cionostante …” il fabbro se n'e' fottuto altamente dello stampo e pure di fare 4 fori in linea. E pure di fare in modo che i fori delle contropiastre fossero in corrispondenza di quelli della piastra. Insomma un lavoro inqualificabile che se lo faceva Maeva con il trapano a mano le veniva meglio. Infatti ho dovuto ripassare alcuni fori e far rifare le contropiastre che le aveva fatte troppo corte nonostante le misure. Infine i fori della piastra non toccano esattamente sull'albero ne' sullo stampo in gesso... questo e' quel che ho avuto...”
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Questo kit di riparazione provvisorio è stato installato con abbondante applicazione di Duralac, viene periodicamente controllato, e per il momento regge.
BV
Niente più aggiornamenti?
Stando a Facebook, sembrano tornati tutti in Italia già da un po'...
Si, quello che doveva essere il "giro" in realtà è stato mezzo giro. Per cause del tutto indipendenti dalla barca, quella che doveva essere la sosta di qualche mese in NZ per far passare la stagione dei cicloni, è man mano diventata una rinuncia definitiva, ed i nostri a scaglioni rientrano in Italia. My Dream con molto rimpianto è in vendita in NZ; tuttavia la quotazione, suggerita dal broker ben più alta di quella delle nostre parti, potrebbe mitigare il distacco.
BV
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