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Versione completa: precauzioni da adottare per navigazione Diurna con onda inferiore al metro?
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che precauzioni prendete quando con un cabinato (diciamo dai 6 mt in su), equipaggio familiare, affrontate una navigazione diurna con onda inferiore al metro e vento sui 10 nodi?
Credo che osservarne il periodo sia essenziale per iniziare a capire di cosa stiamo parlando.
Se è un periodo lungo la cosa peggiore penso possa essere il mal di mare, con 10kn di vento è probabile dunque che sia mare morto.
Al contrario un metro d'onda con periodi brevi può essere impegnativa quindi sarebbe il caso di, in base all'equipaggio ed alle qualità della barca, di indossare quantomeno un jacket o legarsi o stare sotto coperta (mica tutti Smile).
(18-04-2016 11:50)infinity Ha scritto: [ -> ]che precauzioni prendete quando con un cabinato (diciamo dai 6 mt in su), equipaggio familiare, affrontate una navigazione diurna con onda inferiore al metro e vento sui 10 nodi?

Giubbetto ai bambini e forse dovremmo iniziare ad abituarci a usarlo sempre tutti (primo il sottoscritto) e almeno una persona che sappia usare la radio e fermare la barca.
La situazione in cui una sola persona è in grado di manovrare il mezzo, indipendentemente dal resto, penso sia fra le più pericolose. Se succede qualcosa al manovratore...sono impicci.
Un buon prosecco fresco nell'attesa dell'onda più formata
(18-04-2016 11:50)infinity Ha scritto: [ -> ]che precauzioni prendete quando con un cabinato (diciamo dai 6 mt in su), equipaggio familiare, affrontate una navigazione diurna con onda inferiore al metro e vento sui 10 nodi?

Questa potrebbe essere la mia situazione, explorer 20, barchino di 6,20 mt. gia' con 1 mt onda e vento 10 nodi si balla un po', equipaggio famigliare i ragazzi 12 e 16 anni, ho sempre preteso che mettessero il giubbetto, con mare calmo anche chi era all'albero o a prua idem; a volte le risposte dei figli erano: ma siamo gli unici ad averlo! risposta: chissenefrega. Ultimamente vado anche su barche piu' grandi ma l'autogonfiabile lo indosso sempre altri no. Manca secondo me la cultura della sicurezza forse si pensa che indossare il giubboto anche in condizioni "normali" possa sminuire il valore del velista. Parla uno che indossava il casco anche quando non era obbligatorio, altrimenti niente vespa! e in cuor mio avevo una vergogna tremenda.
Dipende dall'andatura. In bolina tutti in pozzetto, nelle altre andature od a motore liberi tutti ma li tengo tutti sott'occhio, con quel mare se ti perdi una persona diventa molto difficile trovarla, specialmente controsole. L'onda non è alta ma è sufficiente a nascondere una persona.
Di notte chiunque esca dal pozzetto deve essere legato.
io la cintura autogonfiabile, esclusi i casi di bonaccia dove vai a motore, la indosso sempre, la lego ad un punto fisso della barca (preferisco la bitta a poppa vicino alla ruota destra, di una lunghezza che eviti di scaraventarmi fuori dalla barca in caso di onde anomale. Essendo praticamente da solo, in quanto mia moglie non si può dire sia proprio una marinaia. Non ho nessun imbarazzo ad indossarla, in quanto non bisogna considerare solo onde anomale movimenti improvvisi della barca, ma è sufficiente trovarsi in una posizione precaria ed avere un malore a volte anche un semplice giramento di testa per finire fuoribordo come un fesso, allora lì possono nascere problemi se a bordo nessuno è in grado di manovrare la barca per tornare indietro a prenderti.22
Grazie per le risposte che mi fanno vedere che la maggior parte di noi e' "umana", ovvio che volevo descrivere condizioni NON impegnative, che comunque possono causare dei "problemi".

io pretendo il giubbetto (autogonfiabile) sempre quaando si veleggia, e soprattutto se di bolina e se si lavora a prua, discorso diverso se si viaggia tranquillamente a motore.
la prima cosa che ho insegnato a mia moglie e'quella di fare manovra e venirmi a "ripescare"
(18-04-2016 17:34)infinity Ha scritto: [ -> ]Grazie per le risposte che mi fanno vedere che la maggior parte di noi e' "umana", ovvio che volevo descrivere condizioni NON impegnative, che comunque possono causare dei "problemi".

io pretendo il giubbetto (autogonfiabile) sempre quaando si veleggia, e soprattutto se di bolina e se si lavora a prua, discorso diverso se si viaggia tranquillamente a motore.
la prima cosa che ho insegnato a mia moglie e'quella di fare manovra e venirmi a "ripescare"

La prima cosa da insegnare è: FERMARE LA BARCA. Fare manovra da soli è complicato e si rischia diperdere di vista il naufrago. Inoltre, anulare sempre pronto ad essere gettato a mare e relativa cima NON collegata ma pronta per essere filata rapidamente. Noi, con un metro di onda stiamo in pozzetto. se c'è da muoversi, giubbotto indossato.
E' bene sapere che un equipaggio inesperto non può fermare una barca, a vela non è affatto semplice e comunque con l'abbrivio si continua a camminare per un bel po'.
Più semplice insegnare ad accendere il motore e tentare di tornare verso il mob con le vele in bando.

Ricordate di insegnare come si disattiva il pilota automatico, altrimenti dei passeggeri presi dal panico per via del capitano in acqua possono ingaggiare una prova di forza contro l'autopilota senza premere "standby".
Devo essere sincero, per me dipende dalle condizioni in cui sto navigando. Se in equipaggio da regata, di giorno vicino a terra non metto nlente, anche se sono a prua, se siamo in pochi o in traversata, di notte, o con mare mosso, allora autogonfiabile con cintura sempre legato, anche in pozzetto.se sono con amici che non ne sanno di vela, sono loro i primi a volermi legato....sanno che se resto a bordo grossi problemi non ci sono

inviato premendo enter sul mio vecchio pc
Visto che nessuno sinora l ha detto.. lo dico io.
Una cosa da considerare è la temperatura dell'acqua.
Per me è RADICALMENTE diverso se l'acqua è a 25 gradi o a 10.
L'abbigliamento, soprattutto in un cabinato è insufficiente per scongiurare l'ipotermia in breve tempo in inverno.
E' le conseguenze sono gravissime...
In deriva è diverso... ma lì' lo stare in acqua fa parte del gioco.
Un MOB con acqua a 25 gradi puo' essere recuperato con relativa calma. Con l'acqua a 10 NO. Con tutte le precauzioni del caso.
In primavera capitano giornate calde che invogliano a svestirsi... Ma l'acqua rimane FREDDA e a volte non ci si pensa... purtroppo Sad.
(18-04-2016 20:03)Franzdima Ha scritto: [ -> ]E' bene sapere che un equipaggio inesperto non può fermare una barca, a vela non è affatto semplice e comunque con l'abbrivio si continua a camminare per un bel po'.
Più semplice insegnare ad accendere il motore e tentare di tornare verso il mob con le vele in bando.

Ricordate di insegnare come si disattiva il pilota automatico, altrimenti dei passeggeri presi dal panico per via del capitano in acqua possono ingaggiare una prova di forza contro l'autopilota senza premere "standby".

Ho sentito spesso affermare come, per recuperare il MOB , alla fine e' meglio mollare tutto ed accendere il motore, sopratutto se chi e' rimasto a bordo ha poca dimistichezza.

Personalmente sono solo parzialmente d'accordo, puo' andare bene con poco vento ma avete presente cosa significhi manovrare a motore con magari 20 o piu' kts di vento e le vele piu' il boma che sbattono di qua e di la ? Un casino pazzesco perdipiu' pericoloso.

Io, con la mia barca, preferisco la vecchia scuola, subito al lasco poi virata e recupero sopravento. I motovi principali sono due : ho un circuito scotta randa alla tedesca che, in una simile situazione di emergenza, permette di bloccare la scotta della randa senza muoversi dal timone e in pratica ci si ritrova a dover manovrare solo il Genoa sempre senza mai dover abbandonare il posto del timoniere.

Il secondo motivo e che abbiamo provato tante volte ed ogni tanto ripassiamo , sopratutto quando c'e' un po' di vento ( se qualcuno lo scorso sabato con lo scirocco era a Lignano avra' forse visto quella barca che continuava a girare e rigiriare a caccia del parabordo...) e , a detta di mia moglie , e' alla fine la manovra che la mette meno in difficolta'. Il motore lo si accende pronto ad uso eventuale ma la manovra alla fine viene meglio a vela.

Sempre asta in mare (noi simuliamo, ne abbiamo una gonfiabile) e parecchio utile anche il tasto MOB del cartografico in pozzetto.
Posso dire una sciocchezza?
Ma fermare la barca alla cappa e aspettare che il malcapitato faccia quella trentina di metri a nuoto?
Ma qualcuno che si tuffa ad aiutare il ferito che ha preso la bomata?
Uno che getta una cima, magari il salvagente?
Saranno tutti feriti, incoscienti in acque artiche, di notte, con tre metri d'onda e venticinque nodi di vento...
Cioè, io a dicembre di notte con tre metri d'onda e venticinque nodi di vento gioco a carte al calduccio. I professionisti che si ritrovano in mare penso siano più che legati... avvitati allo scafo...
Faccio per dire ehh!!
Gli incubi sono incubi per tutti. Bisogna essere realisti, prevenire il prevenibile ed essere preparati
Per esempio io credo di non aver mai avuto in barca una persona che non sapesse nuotare per esempio
Ne io lo concepisco ne quei pochi che conosco che non sanno nuotare hanno mai chiesto o desiderato di uscire in mare
Per esempio, questa banale considerazione mi conforta
Ciao
NO! Con 10 nodi e ondina da meno di un metro sono condizioni da scuolavela minimale!Smiley57
E' più pericoloso a motore, che magari sbatte e rolla, così il bischero rilassato perchè non ci sono quelle pericolosissime tele schizza giù dalla prua o si fa male cadendo nel tambuccio.
Sì, cinture e salvagenti di notte, ai bimbi, ecc, ma per favore, deve essere un piacere, se pensate di andare per mare col terrore, l'ansia e l'angoscia
meglio il tressette!
Manovrare a motore con le vele issate comporta più rischi che tentare il classico recupero, ma su questo sono stati scritti volumi.
Ha ragione Suzukirf600, la temperatura è dirimente.
Una cosa semplice da insegnare è mettere la barca in cappa: si lasca la randa e si vira lasciando il fiocco a collo col timone scontrato. In questo assetto la barca si traversa e rimane stabile, scarrocciando.
Gettarsi a mare per recuperare uno? Così diventano due...
Soluzione estrema che presuppone almeno un altro a bordo capace di governare a dovereSmiley64
La sicurezza è una oooooooops-nioneeee
Con il fiocco autovirante , come si fa la cappa??
(11-05-2016 07:45)Scetti Ha scritto: [ -> ]Con il fiocco autovirante , come si fa la cappa??
Bella domanda!
In effetti il fiocco tenderebbe a porsi in portare, dando velocità invece di mettere in traverso la barca. Però se la scotta lavora su una rotaia basta bloccarla sopravento, se no tocca mettere uno stroppo dalla bugna ...il che complica il gioco se non c'è uno pratico, un pezzo di cima a portata e un punto di presa adatto.
La cappa col fiocco a collo è nata sulle derive, soprattutto per mangiarsi il santo panino tra due prove, non sono tanto sicuro che sia la migliore per l'uomo in mareSmiley30
Io e mia moglie usciamo spesso in due, dopo qualche reticenza iniziale ho preteso che fossimo completamente, o quasi, interscambiabili.
Fatta eccezione per la manovra di ormeggio, che proprio mia moglie non vuole fare, per tutto il resto è consuetudine che ci si alterni ogni tanto per ricordare le manovre dell'altro.

In più, ci sono degli scenari che vengono ripetuti ogni tot uscite.
uomo in mare: lanciare il salvagente, ammainare tutte le vele, accendere il motore, tornare a prendere il malcapitato (possibilmente senza passarci sopra)
richiesta di soccorso: abbiamo un foglietto dietro la radio portatile con le procedure

Per quanto un equipaggio possa essere poco esperto o alla prima uscita, a mio avviso almeno ammainare le vele (oppure lascare tutto, oppure saper mettere la prua al vento) deve saperlo fare. E se non lo sa fare, mentre il motore si scalda, è prassi spiegare dove sono i giubbini e come si mette almeno la prua al vento per fermare la barca. Io non pretendo che tutti si leghino o abbiano il giubbino in estate, ma almeno tutti devono sapere come mettere facilmente in sicurezza il mezzo in caso di problemi.
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