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Versione completa: JEANNEAU - FR - Brin de Folie
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Mi sono meravigliato che, tra tante barche di ieri, in questo forum ancora non abbia trovato posto il Jeanneau Brin de Folie (o la versione precedente Folie Douce).
Allora ne parlo un po' io, che ne posseggo una da tre anni.
Un po' di storia, che non fa mai male. Dopo la riuscita commerciale del Sangria, il cantiere Jeanneau decide di lanciare suo fratello maggiore, il Folie Douce, nel 1971.
Fa così ricorso a due architetti navali: uno per la sua esperienza, Philippe Harlé, l'altro perché è un giovane professionista che si sta affermando, Jean-Marie Finot (sì, proprio quello del Comet!). Entrambi disegnano insieme la barca e il piano velico, mentre il cantiere si occupa degli interni.
Il Folie Douce (la versione precedente al Brin de Folie) si rivela, grazie anche al baglio massimo dalle dimensioni importanti (3 mt) una buona barca di bolina, mentre, a causa della poppa ristretta, non dà il meglio di sè nelle lunghe planate con le andature portanti. E' una brca che si mette facilmente alla cappa, ma necessita di venti medi per cominciare ad esprimersi. Con venti sostenuti, la barra tende a indurirsi ma non eccessivamente.
Il pozzetto stretto è confortevole e vi ci entra agevolmente.
Come molte barche costruite negli anni 70, lo scafo è costruito in poliestere stratificato, sul quale è riportata una zavorra in ghisa.
La costruzione è seria e invecchia bene. Ma bisogna controllare l'eventuale presenza di osmosi.
L'albero è poggiato sul ponte. Le sartie sono in testa d'albero e tenute da semplici crocette.
Il triangolo davanti è importante (il genoa misura 22 mq) se comparato alla randa (15 mq), così che sono necessari dei buoni winch.
Lanciato con il nome di Folie Douce, questa barca riceve un nuovo piano di ponte nel 1976 e prende il nome di Brin de Folie.
La tuga è più lunga (continua oltre l'albero), che offre un'altezza maggiore nella cabina della toilette (colamente mt. 1,40 nella versione Folie Douce). Per il resto delle due barche sono identiche, se si esclude la ripartizione delle cabine all'interno, più funzionale nel Brin de Folie.
Sono stati prodotti 820 esemplari di questa barca dal 1971 al 1979.
La lunghezza fuori tutto è di 9 metri.
La lunghezza al galleggiamento è di 6,75 metri.
Pescaggio mt 1,45 per il Folie Douce e mt 1,65 per il Brin de Folie.
Baglio massimo mt 3
Peso 2.770 kg
Zavorra 960 kg
Velatura completa 37 mq
(dati tratti da articolo "Fiche Voile e Voiliers" del Novembre 2003.

Per quanto riguarda la mia esperienza, è una barca che, come dice l'articolo, regge bene gli anni. L'unica cosa che ha subito il passare del tempo in modo evidente è la tappezzeria del cielo della toilette. Per il resto tutto ok.
E' una barca "onesta", con una bella linea e che regge bene il mare anche in condizioni difficili. Con vento medio-forte dà ancora delle belle soddisfazioni, perché risulta equilibrata e taglia bene le onde.
Essenziale nel suo armo originale, tipicop degli anni '70, ho montato salpancore e un winch accanto alla tuga per rimandare la manovra della randa in pozzetto, per quando navigo da solo. Dentro è abitabile e razionale.
C'è qualcun altro che possiede quella che io chiamo "la 127 dei mari"?
Bella scheda ma leggere le istruzioni di questa sezione su come scrivere i titoli no..????
Mi dispiace, Irruenza. Non avevo fatto caso al fatto che vi fossero delle istruzioni per il titolo.
Posso ancora cambiarlo, se mi dici come fare...
(13-06-2016 09:58)quartodimarinaio Ha scritto: [ -> ]Mi dispiace, Irruenza. Non avevo fatto caso al fatto che vi fossero delle istruzioni per il titolo.
Posso ancora cambiarlo, se mi dici come fare...

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Bella scheda.
Ciao
Fatto!
Grazie per il commento... :-)
Cantiere Italiano? Urka che novità... Smiley26
Azz..che svista! Probabilmente vedo ancora inconsciamente la Francia come una provincia romana :-)
Io ne sono un felice proprietario. Tutto giusto quello che hai detto, tranne il materiale della zavorra che è piombo e non ghisa come da te riportato. e' indicato anche direttamente sul sito del progettista. in fin dei conti all'epoca della uscita era un half ton indirizzato alle gare. Proprio per questo particolare risulta essere un manufatto piuttosto leggero e con un importante rapporto di zavorra/dislocamento. Barca molto sottovalutata per quanto riguarda questo aspetto che nonostante la sua velatura non esagerata sviluppa delle buone velocità soprattutto n condizioni medie. Aggiungo che nonostante la sua età, la mia è del 1972, e la sua grandezza, non così grande per i canoni attuali, in regata ancora oggi fa rimanere male più di qualche progetto moderno, e la mia bacheca dei trofei lo dimostra.
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