(18-09-2018 20:46)carlo1974 Ha scritto: [ -> ]per eliminare il motore , prevedere gli scalmi per i remi . poi si potrebbe pensare anche alla pance per remare . per sicurezza, il timone lo farei basculante e appesantito quel tanto che basta per stare giù . in caso di urto col basso fondale non si rompe ma si alza ...
Gli scalmi li ho previsti ma disegnati dopo aver postato le foto. Giusto mettere una panca per remare. Non sono invece d'accordo con il timone basculante, per il semplice motivo che quando si mette orizzontale diventa durissimo e basta una ondina per rompersi a causa del braccio di leva. Al contrario il timone a baionetta ti fa manovrare sempre e ti permette di non inciampare e fermarti in acque basse o con alghe come accade per esempio in laguna. Per la sicurezza basta fare come in certi catamarani: la cassa del timone può essere divisa in due pezzi e aperta verso poppa. Con un elastico la parte di poppa rimane in posizione e fa inclinare il timone assorbendo eventuale urti. L'elastico, inoltre, non fa sfilare la pala che va su per galleggiamento.
Mi piace molto in generale e i particolari fanno la differenza. Le idee tipo musone in gomma e sedili spostabili (potrebbe esserlo anche quello per remare) sono piccoli dettagli funzionali che in navigazione ringrazi di avere.
La soluzione dei due tambucci e il pagliolo piano danno la possibilità di avere molte configurazioni sia per navigare sia per dormire.
Sull'armo ho solo un dubbio sulla possibilità di portare al centro il punto di scotta. Nel senso che non avendo la possibilità di avere il carrello che arretra dopo la poppa non sarà possibile smagrire la vela o portare al centro la vela per la bolina stretta. Forse la soluzone trovata su Miniyacht 10 con un carrello dietro la poppa potrebbe essere una soluzione ? (troverebbe spazio anche il paterazzo)
Dimenticavo la cosa più importante... Grazie mille Mario !!!
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un'altra cosa ... il pagliolato piano dove andrai a dormire , lo ferei sensibilmente inclinato verso poppa . per sensibilmente , intendo almeno 50 mm di dislivello da prua a poppa . questo perchè se dovesse esserci acqua in pozzetto (se piove e te ne antra anche solo un bicchiere in una notte , per condensa , perchè ti rovesci la bottiglietta di minerale, ecc...) , questa correrebbe subito verso gl'ombrinali a poppa . il fatto di avere un pò di pendenza , è una sicurezza perchè con questa barchina , se ti sposti a prua , e il pagliolato è troppo piano , non scola più
Rispondo prima a Luca. Continuando a disegnare ho previsto una rotaia all'estrema poppa per far diventare autovirante il fiocco. Il bipode è incastrato ed avendo lo strallo rigido non ha bisogno del paterazzo. Il fiocco deve essere disegnato in modo da avere il centro velico il piu basso possibile e l'inclinazione della scotta in modo da poter aver un " tiro" intermedio ( lungo la bisettrice). Ok, non si potrà regolare la balumina/base ma per regolare di fino bisogna poter spostare avanti indietro il punto di scotta e non so se valga la pena in questa barca. Per l'inclinazione del pagliolato va detto che probabilmente il livello del pagliolato sarâ al di sotto della linea di galleggiamento. Dormendo verso poppa sarà inclinata verso poppa. Per potere avere il pagliolato più alto e gli ombrinali deve avere uno spazio in altezza accettabile. Per dormire con un po' di volume sopra la testa bisogna rivedere le proporzioni dello scafo. Si può provare.
Alle specifiche desiderate stavo pensando di aggiungere un piccolo pannello fotovoltaico sull'albero bipode che alimenterà una piccola batteria utile a caricare il cellulare/gps e vhf portatili più una luce si servizio.
Inoltre pensavo ad un timone a vento. Ho trovato un progetto gratuito open source che riproporzionato alla barca peserà non più di 3/4 kg.
Tenterò di costruirmelo questo inverno.
http://www.aristotimone.it/
Penso che queste due aggiunte peseranno relativamente poco ma daranno molti vantaggi in relazione all'autonomia di navigazione per gli strumenti e per il timoniere.
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(18-09-2018 22:55)Mario Falci Ha scritto: [ -> ]Rispondo prima a Luca. Continuando a disegnare ho previsto una rotaia all'estrema poppa per far diventare autovirante il fiocco. Il bipode è incastrato ed avendo lo strallo rigido non ha bisogno del paterazzo. Il fiocco deve essere disegnato in modo da avere il centro velico il piu basso possibile e l'inclinazione della scotta in modo da poter aver un " tiro" intermedio ( lungo la bisettrice). Ok, non si potrà regolare la balumina/base ma per regolare di fino bisogna poter spostare avanti indietro il punto di scotta e non so se valga la pena in questa barca. Per l'inclinazione del pagliolato va detto che probabilmente il livello del pagliolato sarâ al di sotto della linea di galleggiamento. Dormendo verso poppa sarà inclinata verso poppa. Per potere avere il pagliolato più alto e gli ombrinali deve avere uno spazio in altezza accettabile. Per dormire con un po' di volume sopra la testa bisogna rivedere le proporzioni dello scafo. Si può provare.
sui fiocchi autoviranti è in genere prevista una tavoletta sulla bugna di scotta con una serie di fori verticali: foro più basso tende la base e apre la balumina, foto più alto tende balumina e lasca la base, fori intermedi in proporzione. viste le dimensioni della vela la tavoletta dovrà avere un peso limitatissimo o essere sostituita da una serie di brancarelle cucite ma questa soluzione con i rinforzi necessari per ciascuna non è detto sia più leggera. per le portanti pastecche al baglio massimo o soluzioni analoghe.
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Ottimo, come sui catamarani.
a che punto è il progetto ? sono curioso !
Quasi finito. Tra poco posterò qualche foto del modellino. In realtà sto dedicandomi alla deriva in carbonio con foils. Da gennaio cominciamo a costruire il microcabinato.
gennaio è arrivato !!! avete cominciato qualche lavoro ?
Appunto è quasi finito ma non finito. Se guardi l'altro treahd vedrai dove sono impegnato in questo momento.
lo so, lo so ! è che son curioso !
ciao ! sempre in sospeso , questo progetto ?
È sopraggiunto all'interno dellla Classe 10' un nuovo argomento: come stimolare la partecipazione ai raduni? Tra le varie proposte ce n'era una di Paolo Lodigiani che proponeva un giro d'Italia con dei 10'. In Assemblea abbiamo convenuto che era una bellissima idea ma un po' troppo azzardata. Da questa idea ne sono scaturite altre: per esempio uno o più raduni di qualche giorno da alternare alle normali regate. È stato proposto un giro dell'isola d'Elba, della Liguria ed il collaudato Velaraid.
A tal proposito ho lanciato una sfida completa: progettare, costruire e collaudare una barca pensata allo scopo. Io vorrei proporre questo progetto portandolo alla lunghezza di 3 metri.
(23-11-2019 17:24)Mario Falci Ha scritto: [ -> ]È sopraggiunto all'interno dellla Classe 10' un nuovo argomento: come stimolare la partecipazione ai raduni? Tra le varie proposte ce n'era una di Paolo Lodigiani che proponeva un giro d'Italia con dei 10'. In Assemblea abbiamo convenuto che era una bellissima idea ma un po' troppo azzardata. Da questa idea ne sono scaturite altre: per esempio uno o più raduni di qualche giorno da alternare alle normali regate. È stato proposto un giro dell'isola d'Elba, della Liguria ed il collaudato Velaraid.
A tal proposito ho lanciato una sfida completa: progettare, costruire e collaudare una barca pensata allo scopo. Io vorrei proporre questo progetto portandolo alla lunghezza di 3 metri.
Molto interessante. Per ora ho altre rogne, ma l'idea del giro è intrigante,
se pare troppo impegnativa - ma Lodigiani l'ha fatto!- una idea potrebbe essere di praticarlo a staffetta, con una o due barche e alternando gli equipaggi per tratte ragionevoli. Tipo 24h di LeMans...
(23-11-2019 18:13)oudeis Ha scritto: [ -> ]Molto interessante. Per ora ho altre rogne, ma l'idea del giro è intrigante,
se pare troppo impegnativa - ma Lodigiani l'ha fatto!- una idea potrebbe essere di praticarlo a staffetta, con una o due barche e alternando gli equipaggi per tratte ragionevoli. Tipo 24h di LeMans...
sicuramente mi son fatto un idea sbagliata dei "diecisti" ma la sensazione e' che se non se la sono fatta loro in casa.. su quella di un altro ci salgono solo per cortesia.
il giorno che apriranno ai 4 metri... finirò il progetto del pedalò e ci andro a farmi massacrare.. se ti alleni un po con la bici ti ci porto volentieri a fare un giro!
(23-11-2019 20:55)ZK Ha scritto: [ -> ]sicuramente mi son fatto un idea sbagliata dei "diecisti" ma la sensazione e' che se non se la sono fatta loro in casa.. su quella di un altro ci salgono solo per cortesia.
il giorno che apriranno ai 4 metri... finirò il progetto del pedalò e ci andro a farmi massacrare.. se ti alleni un po con la bici ti ci porto volentieri a fare un giro!
Appunto: cortesia e collaborazione, Mario potrà dire - il mio diecino ha fatto il giro, ognuno l'ha portato per x giorni, in y siamo andati da Ventimiglia a Muggia
PS: mi intriga anche moltissimo l'armo con bipode.
Riporto qui la sfida parola per parola:
Ritornando alla discussione dell'Assemblea ho pensato con più attenzione alla proposta di Paolo Lodigiani. Come tutti sanno è venuto fuori che la maggioranza era interessata all'idea di fare dei raid con i diecipiedi ma un giro d'Italia è parso a tutti molto impegnativo.
Nell'ottica di organizzare un, per esempio, giro dell'Isola D'Elba o della Liguria oppure semplicemente di partecipare alla Velaraid di Venezia del prossimo anno avrei una proposta da fare:
Costituzione di due o tre o più gruppi di diecipiedisti che finanziano, discutono, progettano, costruiscono, armano e mettono a punto una nuova barca di 10' adatta a lunghi percorsi. Una barca del genere non può essere un diecipiedi, come quelli che abbiamo usato sino ad oggi, perché l'equipaggio potrebbe avere delle difficoltà in una barca veloce ma scomoda per lunghi tragitti. Le nuove barche dovrebbero avere requisiti di comodità ,robustezza, inaffondabilità e sicurezza che le nostre barche super leggere ma anche super delicate non hanno.
Chiamiamo questi gruppi che si costituiranno per esempio SINDACATI.
I Sindacati stabiliranno le regole di abitabilità e affidabilità secondo norme di buonsenso.
Un Sindacato potrà essere costituito da più persone compreso un capogruppo.
Il progettista di un Sindacato disegna il nuovo scafo tenendo presente le idee e i contributi degli altri componenti del gruppo.
I componenti del Sindacato danno una mano, secondo le proprie competenze, alla costruzione della barca.
Tutti i componenti del sindacato contribuiscono al finanziamento dei costi della barca.