30-04-2019, 11:11
Quando due anni fa ho cambiato barca comprando un Genesi 43 del 2002 ero consapevole che la coperta in teak della barca fosse stata trascurata dal precedente proprietario e necessitasse di manutenzioni importanti ma poi, coll'uso, mi sono reso conto che la situazione fosse più seria di quella inizialmente valutata: doghe scollate e sollevate con l'acqua che scorreva fra la coperta e la faccia inferiore delle stesse, viti a vista, comenti scollati, doghe rotte, una infiltrazione alla landa di sinistra. Così a ottobre scorso mi sono deciso a procedere con l'eliminazione del teak e a riverniciare la coperta con antisdrucciolo ma i preventivi chiesti in vari cantieri mi sono sembrati o eccessivamente cari o troppo indeterminati per poter affidare a loro i lavori. Per fortuna ho amici cari, artigiani esperti del settore, che mi hanno incoraggiato a fare da solo col loro aiuto e allora preso il coraggio a due mani e lasciando la barca in acqua al suo ormeggio mi sono buttato nell'avventura.
Per prima cosa abbiamo smontato tutta l'attrezzatura di coperta e tranne qualche vite delle rotaie del genoa particolarmente ossidata non abbiamo avuto particolari problemi, ma poi è iniziata la demolizione del vecchio teak e li è diventata una faccenda lunga, noiosa e faticosa portata avanti a scalpello e martello, fresa, rotorbotitale e cacciavite per le mille viti che fissavano le doghe alla coperta, per fare questo ci abbiamo messo novembre e dicembre lavorando nei we e in qualche giorno infrasettimanale, procedendo per settori e una volta che in ogni settore la coperta tornava pulita al vecchio gelcoat, davamo a pennello una mano di resina poliestere per impermeabilizzare e riempire i fori delle viti. Alla fine abbiamo tolto tutto il vecchio teak lasciando solo i tappi sotto alle lande. A fine dicembre abbiamo fermati i lavori e mentre un artigiano faceva le dime e predisponeva per rifare il teak delle panche pozzetto e della schiena d'asino del timoniere abbiamo utilizzato i mesi invernali per fare le prove su come imparare a dare correttamente la Kiwigrip.
A marzo, col rialzo delle temperature è iniziato il lungo lavoro zen di stuccatura, rasatura e carteggiatura di tutti i fori di vite e delle imperfezioni della coperta mentre un intero giorno è stato necessario per mettere in sicurezza l'albero, allentare le sartie, togliere le lande, eliminare il teak sottostante, stuccare, rasare e rimontare tutto.
Ad aprile abbiamo montato il nuovo teak (bellissimo) delle panche pozzetto, incartato tutti i profili e finalmente il 15 aprile abbiamo riverniciato con Kiwigrip bianca e rullo più marcato. Dopo, in un giorno, siamo riusciti a rimontare tutta l'attrezzatura (rotaie, cerniere, rinivii, ecc.) Oggi devo dire che dopo tanto lavoro e alcuni momenti di scoramento e difficoltà sono davvero soddisfattissimo del risultato finale: la barca sembra nuova appena uscita dal cantiere, così con la coperta bianca mi pare ancora più bella e la kiwi ha una tenuta eccezionale. Devo anche assolutamente ringraziare gli amici Filippo, Pietro e Andrea senza il cui aiuto e competenze sarebbe stato impossibile ottenere un risultato così bello e professionale. Se qualche ADV ha necessità di informazioni più dettagliate sono a disposizione
Per prima cosa abbiamo smontato tutta l'attrezzatura di coperta e tranne qualche vite delle rotaie del genoa particolarmente ossidata non abbiamo avuto particolari problemi, ma poi è iniziata la demolizione del vecchio teak e li è diventata una faccenda lunga, noiosa e faticosa portata avanti a scalpello e martello, fresa, rotorbotitale e cacciavite per le mille viti che fissavano le doghe alla coperta, per fare questo ci abbiamo messo novembre e dicembre lavorando nei we e in qualche giorno infrasettimanale, procedendo per settori e una volta che in ogni settore la coperta tornava pulita al vecchio gelcoat, davamo a pennello una mano di resina poliestere per impermeabilizzare e riempire i fori delle viti. Alla fine abbiamo tolto tutto il vecchio teak lasciando solo i tappi sotto alle lande. A fine dicembre abbiamo fermati i lavori e mentre un artigiano faceva le dime e predisponeva per rifare il teak delle panche pozzetto e della schiena d'asino del timoniere abbiamo utilizzato i mesi invernali per fare le prove su come imparare a dare correttamente la Kiwigrip.
A marzo, col rialzo delle temperature è iniziato il lungo lavoro zen di stuccatura, rasatura e carteggiatura di tutti i fori di vite e delle imperfezioni della coperta mentre un intero giorno è stato necessario per mettere in sicurezza l'albero, allentare le sartie, togliere le lande, eliminare il teak sottostante, stuccare, rasare e rimontare tutto.
Ad aprile abbiamo montato il nuovo teak (bellissimo) delle panche pozzetto, incartato tutti i profili e finalmente il 15 aprile abbiamo riverniciato con Kiwigrip bianca e rullo più marcato. Dopo, in un giorno, siamo riusciti a rimontare tutta l'attrezzatura (rotaie, cerniere, rinivii, ecc.) Oggi devo dire che dopo tanto lavoro e alcuni momenti di scoramento e difficoltà sono davvero soddisfattissimo del risultato finale: la barca sembra nuova appena uscita dal cantiere, così con la coperta bianca mi pare ancora più bella e la kiwi ha una tenuta eccezionale. Devo anche assolutamente ringraziare gli amici Filippo, Pietro e Andrea senza il cui aiuto e competenze sarebbe stato impossibile ottenere un risultato così bello e professionale. Se qualche ADV ha necessità di informazioni più dettagliate sono a disposizione