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Versione completa: Restauro gozzo "siracusano"
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Buongiorno a tutti, mi chiamo Luca, e vi scrivo esattamente da Siracusa, sono appena inscritto in questo forum , e da grande appassionato del mare , volevo chiedervi alcune informazioni riguardo un restauro di una barca appena acquistata. Si tratta di un gozzo in legno di 6.20m , motorizzato con un entrobordo Lombardini in linea d'asse.
La barca si trova ancora in acqua, e non è stata utilizzata dal precedente proprietario da almeno un anno. Il motore risulta bloccato,quindi l'ho già sbarcato , portato in garage e smontato ( la meccanica è la mia passione). Per quanto riguarda lo scafo, a settembre vorrei metterlo in secca ed iniziare i lavori, ma sono completamente digiuno su questo argomento. Vorrei alcuni consigli sul trattamento del legno , su che prodotti utilizzare e quello che serve per portarla al suo antico splendore. Grazie anticipatamente a tutti e perdonate il mio dilungarmi.
Nessuno mi da una mano?? ?
Se è tradizionale sarà costruito in fasciame, ci vorrebbe un trattato o un maestro d'ascia, specie rara, ma forse ancora presente anche in Sicilia.
Tristemente il legno è uno dei più bei materiali quanto tra i più ostici e complicati, ti posso solo dire che mio padre è rinato quando ha vetroresinato la sua, prima era un continuo calafatare bagnare stuccare come ti che si aprono trafilamenti etc, Gio ti ha suggerito una cosa giusta, dalle tue parti avrai ancora molta maestranza che sá lavorare il legno w ti potrà seguire. Io l'avrei vetroresinata e fine.
Più che vetroresina sullo scafo esterno che poi fa marcire il legno, adotterei l'impregazione a resina epoxy, von o senza tessuti, dipende dalla struttura dello scafo . Lavoro non semplice ma definitivo. Puoi trovare spunti dalla nota ditta di Viareggio che vende materiale per hobbisti sofisticati
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Giuliano, ho visto anche quello e vuoi che erano gli anni 80, quindi gli inizi, vuoi qualche fantasia esecutiva, quamdo hanno messo in acqua era peggio di prima....
Scusate, non mi pare che l'amico siracusano abbia parlato di un relitto ma di barca galleggiante di cui sta riparando il motore. Un gozzo in legno di buona costruzione può essere immortale o quasi con delle manutenzioni alla portata di un vecchio pescatore semianalfabeta.
Plastificare scafi in legno dette disastri agli albori della vtr, l'epossidica può dare qualche aiuto, ma se lo scafo è sano non la vedo necessaria. Detto questo sarebbe utile vedere l'oggetto... prima di sparare troppe c...te
Quoto Romano , vetroresina assolutamente no, va in contrasto con i movimenti naturali del legno e di conseguenza rischio di rottura di costole o fasciame con il seccarsi dello stesso per colpa del cappotto in vtr . Al limite resina epossidica , ma se il legno e' in salute perche' ? Trattamento classico : carteggiatura , fondo e verniciatura . Vai tranquillo che come dice sempre giustamente Romano , perdona non voglio portare sfiga, ma se mantenuto bene , un buon gozzo in legno ci "seppellisce" tutti...
Interessante al posto della classica coppale sullevparti fuori acqua è anche il trattamento a olio che fanno in nord europa, impregnando il legnonportato a crudo con specifico prodotto mano fresca su mano fresca. C'è anche un finitore finale che lo porta a lucido. Vantaggio che non sfoglia mai più, per ripristinarlo basta una mini carteggiata e via con una mano in più. Ottimonprr ripristinare solo alcune zone, non vedi lo stacco della ripresa

Esempio
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Sarà tutto vero ciò che scrivete ma la barca di mio padre nata nel 34 a Lussino, recuperata nel 72 ,galleggia e veleggia dagli anni 80 ben che vetroresinata senza problemi ed applicando tutto il manuale dell'autocostruttore fantastico....era la prima cavia.
Caro Wally, sono contentissimo per voi, ma temo che siate la famosa eccezione che conferma la regola. Poi una barca del '34 ha ormai raggiunto il nirvana 87
Parlo per averne viste diverse di barche ammalorate da interventi con vtr, probabilmente appiccicata alla cdc o su scafi già compromessi.
Secondo i vecchi mastri d'ascia "il legno deve respirare" quindi vernici adatte o per i raffinati l'olio di Giulianotofani, qualche volta l'epossidica ben gestita riesce a isolare, ma a quel punto non è più proprio legno...
Caro Romano, non voglio fare il presuntuoso, ma sono un cosidetto "falegname mancato"... fin da quando ho raggiunto l' eta' di avere qualcosa che mi permetteva di tagliare , segare , scartavetrare , non ho mai smesso di lavorare per hobby il legno , quale esso fosse , dal bastone trovato nel bosco alle tavole di massello , raggiungendo anche discreti risultati, nel farmi mobili e altri orpelli, apprezzati e reputati di buona fattura da falegnami professionisti amici dall' infanzia. Una decina di anni fa, stanco di stare seduto dietro una scrivania al computer, addirittura mi presi un anno sabbatico e andai a lavorare in una grossa falegnameria e ti dico che se poi date le mie conoscenze , non mi avessero messo a dirigere i cantieri aperti (lavoravamo soprattutto per il comune , creando parchi giochi e altre strutture sociali , come baite nei boschi per i frequentatori di percorsi didattici, restauro di vecchi masi ecc. ecc. ) invece di stare a lavorare il legno a "bottega" sarei anche rimasto e finire pensionato li', posso affermare senza paura di essere smentito che non lo dicono solo i maestri d' ascia , ma la Scienza : il legno massello , non finira' mai di "respirare", proprio perche' le sue cellule , perdendo i liquidi dovuti all' essicazione non e' che seccandosi si schiaccino completamente e si sigillino, ma rimangono come contenitori vuoti che si riempiranno di nuovo di acqua al contato con l' atmosfera , figurati , nell' ambiente marino o lacustre , un vero e proprio effetto fisarmonica ...

Ora la domanda da fare all' amico Wally sarebbe , se la barca del suo papa' era appunto uno scafo a fasciame , oppure era in lamellare incrociato per dire oppure ancora meglio in compensato marino ; all' ora il discorso cambia completamente , perche' nel caso di legno sfibrato e gia' incollato e' ovvio che la copertura con la vetroresina , questi problemi non li crea. Se invece ci conferma che era legno massello... il fatto che non abbia ancora problemi non vuol dire niente , puo' essere che i strati di vetroresina utilizzati siano di tale spessore che sotto a questo cappotto , il legno anche se si e' gia' criccato o ammalorato, puo' risultare non evidente e non crei problemi di cedimento. Ma in generale , perche' perdere la bellezza del fasciame a vista ricomprendolo ?
(09-08-2023 09:11)giulianotofani Ha scritto: [ -> ]Interessante al posto della classica coppale sullevparti fuori acqua è anche il trattamento a olio che fanno in nord europa ...[]

Yes, Giuliano , ma non solo , amici falegnami che lavorano il massello e fanno vere e proprie opere d' arte invece che mobili, mai userebbero il coppale , ma loro si spezzano le braccia e' utilizzano solo cera naturale . Un mazzo senza fine , ma il risultato e la durata , lascia ad occhi aperti.
Passera lussiniana fasciame latino, quando l'aveva acquistata era più la porzione immersa che quella fuori ed ogni anno sul mese di ferie un 10gg se ne andavano di calafato stucchi e pitture varie ed io avevo l'onore di tenere bagnate le coperte sistemate sui fianchi e coperta per mè un suplizio all'epoca.
Io non sono così bravo, ma nel mio piccolo qualcosa di barche ho fatto e mantenuto, ho anche imparato molto da vecchi maestri, "rubato con gli occhi" in tanti cantieri e poi spulciando per mestiere gli altrui disastri. Oooopinioni quindi posso averle, e se qualcuno può dimostrarmi il contrario non solo non mi offendo, ma ringrazio. Smiley42
Buona sera a tutti , grazie per le innumerevoli risposte . La barca è in fasciame , si trova in acqua , e ho trovato acqua in sentina ( poca) ma l'ho trovata. Voglio assolutamente escludere la tecnica di resinare tutto lo scafo, ne ho viste alcune fatte in zona....ma con risultati davvero brutti ( usano la classica resina poliestere , con fogli di lanavetro). La barca ad oggi , presenta qualche strato di vernice di colore blu ed azzurro. La mia intenzione sarebbe di portarla il più possibile a legno , calafatare dove serve ( cosa utilizzare???), dare un fondo adatto , per poi procedere alla verniciatura . Che genere di prodotti usare?
Grazie sempre a tutti , siete davvero preziosi .
Buona sera a tutti , avrei delle novità per quanto riguardo il ciclo di verniciatura. Sostanzialmente, mi dicono di portarla il più possibile a legno, evitando di usare fiamme e sverniciatore. Dopodiché, usare un fondo epossidico bicomponete specifico per nautica, poi per quanto riguarda sotto la linea di galleggiamento, classica antivegetativa , invece, sopra la la linea di galleggiamento, sopra l'epossidico un fondo isolante e poi smalto poliuretanico sempre bicomponente. Pareri ?idee??? Dubbi e perplessità?
"La fiamma è bella" diceva la Figlia di Iorio (D'Annunzio) messa al rogo...
In realtà era uso comune sverniciare con fiamma e raschietto, quasi quasi meglio di certi sverniciatori per cui ho poco simpatia, ma è lavoro delicato e faticoso, poco salubre se respiri i fumi.
L'epossidica ormai impera e dovrebbe risolvere bene, curando la giusta catalisi, forse anche più agevole della poliestere fonte di infiniti guai.
Sul calafataggio tradizionale serve stoppa e apposito stucco, ci vuole una certa manualità e- secondo un vero calafato - un orecchio attento. Il mazzuolo apposito è infatti di legno cavo perchè con il suono si capisca la penetrazione della stoppa.
INCAB !
Fiamma e raschietto sono antichi..
Magari il phon a alta temperatura, ma sempre un lavoro tossico è.
Col raschietto poi raschi il legno...
OWATROL DILUNETT SVERNICIATORE IN GEL ALL’ACQUA
Da molti lustri si va di sverniciatore ad acqua.

Per la canapa e il martello da calafato ne abbiamo una collezione piena al museo del mare.
I comenti si incollano con epoxy caricata a silice e microsfere etc e te li scordi per sempre.
( restauro di un 12 MSI da camper e Nicholson in uk, già nel 1998)

Tutorial ovunque
Molti gozzi sono stratificati se son fatti bene durano 20/25 anni tranquillamente e ti eviti un bel po' di manutenzione annua, se poi se vuoi fare il purista e ti piace sgobbare continua con il legno. I gozzi sono barche alla base da pesca o da lavoro, la loro costruzione a volte non é fatta per durare nel tempo, erano barche costruite con il materiale trovato sul posto, a volte con legname non proprio marino, a parte le paraggine che erano fatte per il diporto, sono barche da appassionati in quanto richiedono molta manutenzione, per il diporto hanno qualche lacuna, rollano, vanno piano e sono rumorosi, fare il bagno, salire e scendere é complicato, ma sono molto belli e per fortuna che cé ancora geznte che le fa vivere, coraggio allora!!
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