Questa è la barca di riferimento (cm 195 x 112).
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Dopo 3 uscite, di cui due con un po’ di maretta (circa 50 cm di onda) e un po’ di vento (circa 13-15 nodi), mi sono reso conto che il barchino affronta il mare abbastanza bene ma la progressione a remi è piuttosto scarsa (circa 1,5-2 nodi con vento ed onda). Così ho pensato di dotarmi di una vela per fare stesso 2 nodi ma senza la fatica di remare. Del resto, dopo oltre 50 anni di vela, mettersi a remare quando invece si può fruttare una buona arietta mi sembra abbastanza da pirla. L’idea è quella della massima semplicità, cioè albero tondo senza sartie, infilato in una scassa, che ruota e la vela (non la chiamo randa perché forse assomiglia più a un fiocco) che gli si avvolge intorno con stecche parallele all’asse di rotazione. Ovviamente senza boma. Ecco lo schemino di massima.
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Per ora il mio principale dubbio è quello di sapere se stecche siffatte possano reggere una balumina così allunata. Dal disegno sembra grande ma il tutto sviluppa circa 2,5 mq, cioè meno della randa di un Optimist (circa 3,25 mq). C'è qualcuno che ha esperienza al riguardo?
E un optimist a remi. ovvio che se vuoi farlo andare ci vuole attrezzatura da optimist. Funzionassero stecche verticali del genere ti pare che si userebbe il picco ?

Ovviamente devi farci anche la scassa x la deriva.
Non è un Optimist quindi non serve l’attrezzatura da Optimist

Oltre ad essere più piccolo, ha un’opera viva completamente diversa su cui si potrebbe aprire il discorso deriva (e relativa “cassa”) ma che però ora non mi interessa discutere. Sull’Optimist il picco ha un suo senso almeno per due ragioni alle quali potrei rinunciare in cambio di maggiore semplicità: - con il picco si aumenta la superficie velica senza aumentare la lunghezza dell’albero; - il picco dell’Optimist (come tutti i picchi) è regolabile con una drizza che scende lungo l’albero e arriva in pozzetto così da poter incidere sulla forma della balumina. Non è tuttavia un’ipotesi che scarto a priori perché potrebbe comunque garantire la possibilità di avvolgere la vela intorno all’albero (ovviamente con alcune modifiche rispetto alla versione Optimist). Non devo però fare regate ma voglio solo esporre al vento un po’ di tela per evitare la fatica di remare anche se andrò piano lo stesso. Quindi, al momento, metto al primo posto la semplicità. Ecco una sintesi grafica della filosofia che mi ha ispirato a costruire questa barchetta anche se in versione più moderna con plastica e la possibilità di usare pure il motore (immagine tratta dal cortometraggio animato "The Old Man and the Sea" – 1999, visionabile anche su YouTube).
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Le stecche verticali su rande avvolgibili non le sto inventando io ma esistono da un pezzo. Io vorrei solo capire fino a che punto si possono sfruttare per incrementare l’allunamento. Tutto qui. Comunque intanto farò una prova realizzando un armo in scala.
Perché non provi un armo di un laser ? É tutto già pronto
Il laser ha un albero enorme per questa barchetta visto che è lungo quasi 6mt contro le 2 scarse della barca. Ma questa barca a remi ha una scassa di deriva? Non mi pare, senza deriva non ci fai quasi niente (vai solo in poppa) La stecca verticale che hai disegnato non funziona perchè non appoggia sul boma, con quell'allunamento quando cazzi la randa la compressione della balumina spinge la stecca verso il basso, e non trovando qualcosa di rigido dove appoggiarsi (come il boma) finisce per increspare la randa e renderla quasi inutilizzabile, soprattutto di bolina. A questo punto se si vuole puntare alla semplicità estrema e non si vuol mettere l'armo di un optimist bell'e fatto tanto vale prevedere un albero un pò più alto e randa triangolare con balumina dritta verso la testa ..non si parla di un armo dalle prestazioni eccezionali ma nel contesto ci può stare..
Ci vuole una scassa e una mastra a prua dove infilare un remo con attaccato un lenzuolo, con l'altro remo fai da timone. Per andare sopravento devi sempre vogare. Così facevo a 6 anni col sandolo, imbarcazione lagunare, di mio zio, Roba da matti il sandolo aveva 100 anni ma essendo tutto in rovere era ancora buono, pesava troppo.
su internet ho visto tempo fa una foto di un laser modificato che aveva l'albero rotante per chiudere la vela ...non so se poteva servire anche per ridurre...io avevo una vela laser senza stecche per farla avvolgere
Considera la congiungente penna-scotta come il fulcro di un'altalena costituita dal tessuto supportato dalle stecche. La cosa è aggravata dal carico di compressione dato dall'allunamento sulle stecche che provocherà una piega dove queste finiscono. Nel tuo progettino l'allunamento è esagerato e comunque le stecche dovrebbero arrivare fino alla base della vela. Normalmente si fa sporgere la stecca dalla linea penna-scotta per max il 20% della sua lunghezza. Perciò:
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Si, avevo immaginato qualcosa del genere. Infatti avevo indicato la congiungente penna-scotta sul disegno insieme allo scalimetro per avere un riferimento. Speravo però in qualcosa di più del 20%. Potrei anche farle lunghe fino alla base (ho visto qualcosa del genere nella randa EMS Furling proposta da Elvstrom) ma ho un limite dovuto poi al rimessaggio dentro la barchetta o nell’armadietto che ho al circolo (infatti l’albero avevo già previsto di sdoppiarlo). Comunque grazie per il chiarimento tecnico

La signora della foto non è invece il mio tipo, anche se avesse detto di SI

Prova a saggiare la tensione che c'è nella cimetta che tesa il picco dell'optimist e capisci subito che una stecca puntata nel tessuto non può farcela ...
Guarda la Hansa 303 e/0 Hansa 2.3, forse potresti trovare qualche spunto...
@ Albert Forse il confronto con il picco dell’Optimist non è del tutto appropriato come sollecitazioni.
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Se prendiamo come linea di riferimento la congiungente Penna-Scotta (linea AB) si nota che il picco Optimist deve reggere una quantità di tela (poligono ABCDE che, ad occhio, sembrerebbe circa 50% dell’intera vela, cioè intorno 1,60 mq) molto superiore rispetto alla mia (poligono ABCD, circa 0,7 mq ripartiti tra due stecche) anche se, per onestà, devo ammettere che dopo le tue considerazioni precedenti ho abbassato di circa 10 cm il vertice C riducendo la parte di stecca oltre la linea di riferimento AB. La stecca sul vertice D sporgerebbe di circa il 30% mentre sulla stecca del vertice C saremmo sul 50% Però le stecche corte dell’Optimist sembrano sporgere ben oltre le mie rispetto alla linea di riferimento EB. Forse, come direbbe l’ottimo Bullo, le stecche sono un’opppinione
@ ws770 Grazie per la segnalazione. Non conoscevo quelle barche. Hanno però la normale randa avvolgibile senza stecche tanto è vero che quella piccola (Hansa 2.3) a un albero di ben 420 cm mentre io ho bisogno di stare intorno ai 260-270 per le ragioni già dette. Inoltre vorrei eliminare il boma.
le mie reminiscenze optimistiche mi dicono che la vela dell’optimist si arrotola discretamente bene: togli il picco e lo metti affiancato all’albero, sollevi il boma fino a metterlo parallelo all’albero e arrotoli; le stecche non danno troppo fastidio. Nel tuo caso comunque basta toglierle e rifilare la balumina dandogli un filo di concavità. Per fare una prova li puoi trovare a una cifra simbolica se non in regalo. Alla peggio poi regali vela e picco e sviluppi la tua idea su quell’albero. Il boma per me è imprescindibile: ammesso e non concesso che tu riesca a trovare una geometria adeguata per tendere la scotta per la bolina, avresti comunque bisogno di un archetto o un trasto per far sì che funzioni su entrambe le mura; se pure raggiungi questo obiettivo la barca poi sarà troppo stretta per garantire un tiro corretto ad andature più poggiate (che poi sono quelle dove la vela ti aiuterebbe di più). Tralascio le considerazioni sulla mancanza di un piano di deriva dignitoso.
Un altra soluzione piu facile è usare una vela da wing. Cosi il simil optimist (ha le stesse misure e lo scafo sembra identico e dubito non abbia fondo piatto) se lo mandi in poppa rischia anche di camminare e poi torni a remi.
Grazie per gli ulteriori contributi. Vorrei però ribadire che questa barchetta non è nata per soddisfare il gusto di andare a vela perché ho già altre barche utili allo scopo oltre a quelle degli amici. Questa è stata pensata solo per battute di pesca sotto costa (raggio operativo intorno al miglio o poco più) e se non è uscita subito dal “cantiere” attrezzata anche per la vela, è per non giungere troppo in ritardo sulla stagione delle seppie. Quindi la vela mi servirebbe solo per continuare a fare quell’1,5 o 2 nodi (quindi meno di un’ora di navigazione) che farei a remi ma risparmiando la fatica. Vorrei quindi porre la semplicità al primo posto, così da avere una barca pronta ad andare in mare in 5 minuti e altrettanti per essere lavata e rimessata al rientro. La vela che ho in mente assomiglierebbe quindi più a un fiocco che si avvolge su un normale avvolgifiocco, con la differenza che il mio avvolgifiocco è verticale ed è incernierato solo alla base. Nel mio circolo c’è una scuola di vela molto attiva che, ogni estate, raccoglie decine di bambini a partire da quelli con età appena sufficiente per essere iniziati alla vela. Gli Optimist quindi non mancano. Io sono però alto 182 cm e peso 90 kg quindi un boma troppo basso mi darebbe dei problemi nel passaggio da una mura all’altra durante virate e strambate. Boma troppo alto ridurrebbe invece troppo la superficie velica (ora siamo a circa 2,5 mq, e meno di così non credo ne valga la pena). Questa barchetta è nata sulla chiglia rigida di un tender quindi con una carena planante a V molto pronunciata e profonda. Inserisco foto per capirci.
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Per le mie esigenze potrebbe già essere sufficiente come piano antiscarroccio simile alle vecchie chiglie lunghe e poco profonde delle barche di una volta (mi accontenterei di una bolina larga). Se però servirà aggiungere una piccola deriva a baionetta lo farò senz’altro (ma questo è un discorso che vorrei affrontare solo dopo aver definito e testato il piano velico, quindi un lavoro da cantierare per l’inverno).
Per il piano antiscarroccio ragionerei su una o due derive incernierate sulla fiancata o con una scassa esterna per lato, tanto mica devi tirarci boline cattive o fare duelli di virate Per l'armo invece ragionerei su un armo portoghese in cui avvolgi la vela solo sul picco e hai un trocone d'albero di 1,5-2m su cui fissare il picco.
Ma hai calcolato di quanto dovresti alzare in più rispetto al tuo disegno l' albero per avere la stessa superficie randa che hai disegnato con l' allunamento delle stecche? Non credo sia molto, col vantaggio che non hai il pensiero delle stecche che devi inventarti e come ti han già scritto non funzionano, ed in più poter riciclare una vela di un altra barca piuttosto che doverne cucire una nuova.
considera che anche se togli il boma la vela ha comunque una sua tangibilità e non ci puoi passare attraverso. Suppongo l’utilizza sia da seduto/sdraiato sul fondo faccia verso prua, se chini la testa il boma ci passa. i remi li hai già, li infili da qualche parte e ti fanno sia da timone che da deriva.
Molto singolare come forma di opera viva abbinata alla morta, due filosofie opposte mescolate insieme, una carena planante ed una prua che se dovesse piantarsi in un'onda in fase di planata scaraventerebbe l'occupante qualche metro in avanti.
Esatto. È quello che succede quotidianamente a tutti i tender e ai loro fratelli gommoni più grandi spinti da centinaia di cavalli. Io cercherò di stare nei miei 2 nodi sperando che non mi parta improvvisamente in planata quando in giro ci sono onde di due metri

