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Versione completa: Albero passante
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La barchetta mia tiene l'albero passante.

Il dilemma è cosa mettere nel collare di passaggio della coperta.

Il principio c'era na roba detta spartite ma quando abbiamo messo l'albero a terra toglierla è stata impresa ardua e quindi al momento del rialbero abbiamo deciso (io) di soprassedere. Almeno fino quando non si è trovato il set up corretto.

Erano state messe provvisoriamente zeppe di plastica e di legno e sigillato con guarnizione butilica che rimane morbida e tutto funzionava egregiamente.

Ora abbiamo dovuto togliere tutto per spessorare la base e vorrei fare un lavorino fatto come si deve.
NON rimetterei la spartite perchè è un po' troppo 'definitiva'.
Il velaio dice di non mettere neppure le zeppe e di lasciare l'albero libero di muoversi innanz e indrè (tre cm di escursione che corrispondono a una trentina in penna).

Apparte che non saprei come fare a non farci passare tutta l'acqua del mondo, ammemi pare un grado di libertà un po' eccessivo; vero è che la curvatura è ora uniforme.

Ah dimenticavo P= 13 m L tot=circa 16 armo a due croc a 20° murate molto interne.
Ivar Dedekam nel suo 'Sail and rig tuning' non raccomanda altro di bloccare bene l'albero al passaggio della coperta. Dice che è importantissimo, una volta data l'inclinazione giusta, che sia perfettamente bloccato con cunei in legno o gomma. Ciò permette le successive regolazioni longitudinali con strallo e paterazzo, altrimenti impossibili.
L' albero va bloccato con le zeppe.
La preflessione la definisci insieme al velaio che ti fa la randa.

La cuffia la fai con una vecchia camera d' aria: tagli un quadrato e fai un buco al centro, la infili sull' albero prima di rialberare e dopo che hai sistemato tutte le zeppe al loro posto la fai scorrere giu'.
Per fissarla, ognuno fa in funzione di come e' organizzata la sua base albero: io la stringo all' albero con lo scotch autovulcanizzante e in coperta la metto sotto alle piastre di rinvio delle drizze.
Big Grin
Qui, l'ultimo in basso, in italiano
http://www.bol.it/libri/autore/Ivar-Dedekam/7/S/-0/
questo è ne più ne meno quello che avevamo fatto e che io continuo a sostenere.
il velaio però sostiene che la curvatura dell'albero deve partire dalla base.
potrei pure essere d'accordo o quanto meno farmi venire il dubbio.
però vedere che quando cazzi il paterazzo l'alberi si muove in avanti di due cm...
...mi da l'idea che accorciando la 'corda dell'arco' anche la tensione sulle sartie diminuisca e aumenti la catenaria dello strallo
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