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Versione completa: DEHLER - DE - 38
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I Dehler da sempre sono barche dal temperamento forte. Raramente
il Cantiere tedesco con i suoi modelli ha cercato
compromessi e quando ci ha provato, ha fallito.
La filosofia di queste barche è velocità e sicurezza, nella massima
praticità. Solo negli ultimi anni a questi concetti fondamentali
si è aggiunta una cura particolare per l’estetica, fino
alla metà degli anni ottanta totalmente subordinata all’efficienza
tecnica.
In quel periodo nasce il Dehler 38. Uno scafo di 11,80 metri
che ben riassumeva la filosofia del Cantiere. Molti erano gli accorgimenti
tecnici utilizzati per fare di questo 38 piedi dai bordi
liberi molto bassi un gioiello di tecnologia, come il tambuccio
in tre parti che si apriva facendo scorrere una parte sull’altra
in modo da lasciare libera la tuga che si trovava davanti a
questo; o il gomito di gomma rigida incassato nella parte frontale
del bulbo e deputato ad assorbire eventuali urti contro
fondali duri. Ma non finisce qui, il Dehler 38 con un sistema
non semplicissimo, ma comunque utilizzabile, poteva passare
dalla configurazione a ruota, per la crociera a quella a barra,
per l’utilizzo in regata.
LA BARCA
La linea dello scafo è molto aggressiva, con la prua decisamente
più alta della poppa. Baglio massimo centrale, slanci accentuati
e plancetta di poppa ricavata nello stampo.
La prima cosa che colpisce è il bordo basso e l’assenza di spigoli
nella sovrastruttura, il che rende la barca particolarmente
moderna per quegli anni.
Una barca veloce e aggressiva,
costruita per navigare
su rotte lunghe, senza disdegnare
le regate di circolo
LA COPERTA
Il disegno della coperta è tondeggiante e piacevole a vedersi, i
passavanti sono larghi e l’antisdrucciolo è in trade master (una
gomma antiderapante che si incolla al ponte). Il pozzetto, nonostante
sia molto lungo, non è particolarmente spazioso e può
ospitare comodamente solo quattro persone, più il timoniere che
dispone di un sedile a gobba d’asino molto pronunciata, comodo
di bolina, ma difficile da utilizzare con le andature portanti. I
passauomo sono della Lewmar a profilo alto.
COSTRUZIONE
Come tradizione del Cantiere, la costruzione è realizzata a un ottimo
livello. Resine di buona qualità impregnano stuoie di vetro e di
Kevlar nei punti di maggiore sollecitazione. Il controstampo è di tipo
semistrutturale e nell’insieme la barca si presenta molto rigida.
ATTREZZATURA
Tutta di buona qualità e studiata per una condotta da parte di un
equipaggio ridotto, l’attrezzatura di coperta presenta tutte le manovre
rinviate in pozzetto con drizze e borose che passano sotto
una calandratura, con lo scopo di lasciare libera la tuga.
I winch sono quattro (nella versione standard erano senza self
tailing), due per la tuga e due per il genoa, optional quelli dello
spi. Il trasto a rotaia lunga, che va da una parte all’altra del pozzetto,
è posizionato subito davanti alla ruota e ciò permette al timoniere
di governare facilmente la randa. Lo strallo di poppa è a
cavo unico, ma prima di arrivare sul ponte si divide in due e viene
azionato mediante un paranco posto su uno delle due derivazioni
che atterrano sullo specchio di poppa.
Interessante la scaletta posta sul pulpito di prua che permette
una facile discesa a terra quando la barca è ormeggiata di prua,
come usano fare nel nord Europa.
INTERNI
Degli interni esistono due versioni, la standard che vede un uso del
legno molto limitato, materiale che lascia il posto a superfici verniciate
o al controstampo a vista con il paiolato della dinette in una
antigienica moquette. Molto più attraente la versione lusso con gli
interni in legno, così come il pagliolato. Sotto il tavolo della dinette
trova alloggiamento il motore: standard un Volvo da 28 hp, optional
il Volvo da 38 hp turbo (stessa macchina ma accessoriata di
turbina). La posizione del motore fa sì che, nonostante si tratti di
un linea d’asse, l’elica sia sufficientemente lontana dalla pala del timone,
tanto da permettere un buon governo anche in retromarcia.
La barca dispone di due cabine gemelle a poppa e di una a “V” a
prua. I bagni sono due, passanti alle cabine di poppa.

http://www.sea-dreamer.com/aboutus.asp
qualche foto



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Belle le foto...qualche proprietario di un 38 saprebbe indicarmi le qualità di navigazione e gli eventuali difetti ? ne sto valutando l'acquisto!
io ho un 34 1991 ed ok

mk ne ha fatto una descrizione fedele
Citazione:stefanodallago ha scritto:
Belle le foto...qualche proprietario di un 38 saprebbe indicarmi le qualità di navigazione e gli eventuali difetti ? ne sto valutando l'acquisto!

ce ne sono tantissime in vendita!!!
tu quale hai visto?
Sono andato a vedere la barca ed ho trovato il bulbo in queste condizioni, ed inoltre l'ammortizzatore dei colpi che la dehler installava mi sembra un pò direi massacrato ! opinioni…?

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controlla i prigionieri e l'attacco del bulbo
sia all'interno che all'esterno facendo qualche saggio (grattatina)
vale anche per il bulbo nei punti in cui la ruggine ti sembra di più
per vedere dove arriva.

certo dalle foto se ha un'opera viva così .....
Lo so sembra orribile ma ti assicuro che la barca nell'insieme è tenuta molto bene e gli interni sono perfetti. Probabilmente il proprietario ha sottovalutato il problema. Il buon Zerbinati è stato comunque già preavvertito e la barca credo che debba essere infatti assolutamente vista da un perito se non altro per quantificare le spese....
Per un acquisto di un nuovo, per chi intende principalmente navigare, è consigliabile dehler?

Lo chiedo per farmi una cultura personale. Se no quali sono i cantieri seri a cui rivolgersi per avere una barca sicura e che sappia prendere marE?
ciao,

ma chi e'il progettista del dehler 38 ? non lho mai capito,,,
credo che il progettista sia Van de Stadt
Il progettista è Van De Stadt , io ho mandato una mail allo studio e mi hanno detto che hanno tutti i progetti. Sono molto disponibili hanno anche tutti i piani velici. (http://www.stadtdesign.com)
nel sito http://www.dehler.it
e' pubblicato il manuale dell'imbarcazione ( in tedesco )
ed il depliant
Salve ho comprato da poco un DE 38, barca che mi ha sempre affascinato. Mi rivolgo a chi e' piu' esperto per dei consigli, dovrei comprare il Trade master, cambiare i cuscinetti del timone e rivedere l'impianto elettrico, sapreste darmi dei suggerimenti? Esistono degli stampati per verificare come e' formato l'impianto elettrico? La barca e' del 1988. Grazie.
mk nei primi due paragrafi ha benissimo delineato la filosofia di Dehler negli anni '80 e primi '90, finché durò la collaborazione con lo studio Van de Stadt & Partners.

Da ex armatore di un Dehler 38 vorrei precisare e aggiungere a quanto detto in seguito da zk e da altri:
Il 38 nacque nel 1985 come racer-cruiser concepito (da Cees van Tongeren, non personalmente da van De Stadt) per regatare in formula IOR, e fu messo fuori gioco nei primi '90 dall' avvento dell' IMS. Per questo motivo fu sostituito da due successivi aggiornamenti, prima l' effimero 38 CWS e poi il riuscitissimo 39 CWS, entrambi caratterizzati dall' essere "very fast but friendly cruiser", tanto per continuare con queste definizioni.
Nella descrizione del 38, zk fa qualche marginale confusione con i modelli successivi: ad esempio il tambuccio in tre parti non era del 38, e nemmeno sarebbe stato coerente con la sua filosofia estrema.
Un altra precisazione: al contrario di quanto detto sopra, la versione standard di finitura interna era quella in mogano, mentre era la finitura bianca con venature a vista (chiamata Nova, e caratterizzata anche, stavolta all' esterno, dalle righe grigie invece che blu) ad essere offerta extra con un moderato sovrapprezzo.
Badate però che le differenze tra le versioni riguardavano solo la verniciatura del materiale, e non la sua essenza, che restava in ogni caso compensato marino.
Un altra imprecisione di zk riguarda l' uso del Kevlar: il 38 non aveva rinforzi di kevlar nelle zone di maggiore sollecitazione (come poteva accadere per i Jeanneau): oltre a questi aveva addirittura uno strato completo di kevlar che fasciava la barca ovunque! Non so se questa caratteristica costruttiva sia stata mantenuta nelle evoluzioni 38 CWS e 39 CWS

In ogni caso le barche di quella famiglia, se se ne accetta la limitata abitabilità e a questo punto la vetustà, sono consigliabilissime, salvo verifica dello stato di manutenzione e del grado di rispetto del progetto originario da parte di eventuali modifiche apportate dai proprietari.
In proposito voglio dire che io stesso, nell' '88, commisi un crimine nei confronti dl mio 38 acquistato nuovo, che fu quello di montare un rollafiocco e di sostituire il piccolo genova terzarolabile ingarrocciato con un più grande genova rollabile.
Il discorso sarebbe lungo, ma in sintesi si trattò di un atto presuntuoso e assurdo, che non rifarei.

Per Piero S: se la tua barca ha il supporto del candeliere centrale di poppa sostituito con un bicchiere per la passerella, è la mia ex. :-)
Riguardo al timone, c'è un punto interno di ingrassaggio: lo hai visto? Poi se metti mano alle boccole (non cuscinetti) non farti prendere dalla tentazione di eliminare gli ingrossamenti dell' asse e di ridurre il diametro delle femmine. Gli ingrossamenti (due manicotti) di alluminio solidali con l' asse furono pensati dal cantiere per ovviare a un eccessivo consumo delle boccole femmina, e forniti in kit ai proprietari di barche con la precedente soluzione.

Chi cercasse una storia del cantiere:
https://www.dehler.co.uk/pdf/PBO_article_Dehler_pt1.pdf
https://www.dehler.co.uk/pdf/PBO_article_Dehler_pt2.pdf
Per le barche di quegli anni è il primo dei due link
(25-08-2015 11:38)Stefano Di Ha scritto: [ -> ]mk nei primi due paragrafi ha benissimo delineato la filosofia di Dehler negli anni '80 e primi '90, finché durò la collaborazione con lo studio Van de Stadt & Partners.

Da ex armatore di un Dehler 38 vorrei precisare e aggiungere a quanto detto in seguito da zk e da altri:
Il 38 nacque nel 1985 come racer-cruiser concepito (da Cees van Tongeren, non personalmente da van De Stadt) per regatare in formula IOR, e fu messo fuori gioco nei primi '90 dall' avvento dell' IMS. Per questo motivo fu sostituito da due successivi aggiornamenti, prima l' effimero 38 CWS e poi il riuscitissimo 39 CWS, entrambi caratterizzati dall' essere "very fast but friendly cruiser", tanto per continuare con queste definizioni.
Nella descrizione del 38, zk fa qualche marginale confusione con i modelli successivi: ad esempio il tambuccio in tre parti non era del 38, e nemmeno sarebbe stato coerente con la sua filosofia estrema.
Un altra precisazione: al contrario di quanto detto sopra, la versione standard di finitura interna era quella in mogano, mentre era la finitura bianca con venature a vista (chiamata Nova, e caratterizzata anche, stavolta all' esterno, dalle righe grigie invece che blu) ad essere offerta extra con un moderato sovrapprezzo.
Badate però che le differenze tra le versioni riguardavano solo la verniciatura del materiale, e non la sua essenza, che restava in ogni caso compensato marino.
Un altra imprecisione di zk riguarda l' uso del Kevlar: il 38 non aveva rinforzi di kevlar nelle zone di maggiore sollecitazione (come poteva accadere per i Jeanneau): oltre a questi aveva addirittura uno strato completo di kevlar che fasciava la barca ovunque! Non so se questa caratteristica costruttiva sia stata mantenuta nelle evoluzioni 38 CWS e 39 CWS

In ogni caso le barche di quella famiglia, se se ne accetta la limitata abitabilità e a questo punto la vetustà, sono consigliabilissime, salvo verifica dello stato di manutenzione e del grado di rispetto del progetto originario da parte di eventuali modifiche apportate dai proprietari.
In proposito voglio dire che io stesso, nell' '88, commisi un crimine nei confronti dl mio 38 acquistato nuovo, che fu quello di montare un rollafiocco e di sostituire il piccolo genova terzarolabile ingarrocciato con un più grande genova rollabile.
Il discorso sarebbe lungo, ma in sintesi si trattò di un atto presuntuoso e assurdo, che non rifarei.

Per Piero S: se la tua barca ha il supporto del candeliere centrale di poppa sostituito con un bicchiere per la passerella, è la mia ex. :-)
Riguardo al timone, c'è un punto interno di ingrassaggio: lo hai visto? Poi se metti mano alle boccole (non cuscinetti) non farti prendere dalla tentazione di eliminare gli ingrossamenti dell' asse e di ridurre il diametro delle femmine. Gli ingrossamenti (due manicotti) di alluminio solidali con l' asse furono pensati dal cantiere per ovviare a un eccessivo consumo delle boccole femmina, e forniti in kit ai proprietari di barche con la precedente soluzione.

Chi cercasse una storia del cantiere:
https://www.dehler.co.uk/pdf/PBO_article_Dehler_pt1.pdf
https://www.dehler.co.uk/pdf/PBO_article_Dehler_pt2.pdf
Per le barche di quegli anni è il primo dei due link
(30-09-2010 21:34)ivan1973 Ha scritto: [ -> ]Il progettista è Van De Stadt , io ho mandato una mail allo studio e mi hanno detto che hanno tutti i progetti. Sono molto disponibili hanno anche tutti i piani velici. (http://www.stadtdesign.com)

Se VDS é il progettista, io allora quasi quasi cambierei titolo in

DEHLER - DE(NL) - 38

Ad ogni modo veramente una gran bella barca, non c'é che dire!
Piero, se volevi scrivere qualcosa ti è rimasta nella tastiera: hai solo citato un intervento precedente.
Tomi, col tuo concetto dovremmo attribuire una doppia nazionalità alla grande maggioranza delle barche.
Io sono stato il felicissimo prprietario di un Dehler 39 cws acquistato nel 1991 (nuovo, era quello esposto al salone di Genova).
Ho ricordi magnifici, che coincidono con quelli delle crociere con la mia famiglia che aveva, allora, i tre bambini piccoli.
Anche io ho commesso crimini di rullafiocco e di salpaancora a prua e (confesso) anche di serbatoio supplementare. Ma il mio 39 mi perdonò abbondantemente, con grande amore.
Fu la mia prima barca "grande", mi diede per la prima volta quella sensazione di sicurezza e fiducia nella tua barca che raramente ho ritrovato: sicilia , malta, tunisia, tirreno settentrionale. Una delizia.
E' stata venduta ad un'ottima persona, un mio collega, che la tiene, credo ancora, a Pescara
grazie a chi mi ha consentito di recuperare questa foto del Dehler 39 CWS
dehler 39 cws.jpg
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