I Forum di Amici della Vela

Versione completa: manovre sotto raffica
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buona sera, sarei interessato a sapere come ci si deve comportare quando ci si trova ad affrontare una situazione di vento troppo forte (per l'armo e per l'equipaggio)e/o raffiche.
Mi spiego.
Se ci si trova con issato un fiocco e ad aver già ridotto di una mano di terzaroli la randa e se ci si imbatte in raffiche violente o vento superiore ai 25-30 nodi che fare?
Premetto che non dispongo di avvolgifiocco e che sono in crociera con mia moglie su una cramar 599.
Naturalmente la situazione non mi permette di ridurre ulteriormente perchè il vento ha rinforzato troppo repentinamente (intendo nel giro di tre quattro minuti).
Vi ringrazio.
Si può ridurre ulteriormente anche quando il vento è forte.
Io lascherei le scotte, porterei prua al vento e ammainerei il fiocco (se non sono previsti terzaroli) altrimenti ridurrei, poi subito dopo ridurrei ulteriormente anche la randa. Con 25-30 nodi vai alla grande anche con solo un pezzo di randa.

Se invece ti trovi nella condizione di non poter toccare le vele allora ti puoi mettere al gran lasco, e volare sul lago fino a che non raggiungi l'altra sponda, continua sempre dritto fino a che non sei salito sul pendio, dopodichè credo che potrai anche scendere 42
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra raffica e groppo.

La RAFFICA è un aumento repentino della forza del vento di breve/brevissima durata. Qui da noi è tipica del Garbino (vento caldo proveniente da Libeccio - SO) che soffia rafficato e incostante, con forza che da 8-10 nodi può arrivare a 18-20 per poi ritornare a 10 nell'arco di qualche secondo.
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Nel GROPPO l'aumento repentino dura più a lungo (v. ad es. questa discussione http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=44414 ). Generalmente ti coglie impreparato e con superficie velica decisamente eccessiva e ingestibile.
Se stai navigando con andatura strette conviene lascare immediatamente le scotte, portarsi prua al vento, ammainare velocemente, serrare tutto, accendere il motore, tirare un sospiro e ragionare sul da farsi.
Il groppo potrebbe cessare da lì a poco oppure assestarsi con un aumento di vento gestibile che ti consente di continuare a navigare a vela, magari solo con il fiocco.
Più problematica è la situazione se il groppo ti investe all’improvviso mentre navighi con andature larghe, perché il rischio di straorzare è maggiore. Qui è più difficile stilare un catalogo del “da farsi” perché la situazione andrebbe valutata caso per caso. Se puoi allarghi l'andatura e fai correre la barca. In ogni caso il timoniere non deve ASSOLUTAMENTE distrarsi o farsi prendere dal panico perché con vento e barca così veloci la sua distrazione potrebbe essere fatale. Se poi non riesci a portarti al vento, allora puoi tentare di ammainare col vento in poppa (cosa facile per il fiocco ma più difficile per la randa).

Ovviamente questo in generale e per veleggiate di piacere, perché poi molto dipende dalla barca e dell'equipaggio.
Certamente con barche piccole ed equipaggio poco esperto, la prudenza è d'obbligo. Meglio comportarsi come se dovesse arrivare il peggio. È preferibile issare nuovamente le vele quando ancora è tutto integro, che ammainarle in presenza di danni alle persone e alle cose Wink
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra raffica e groppo.

La RAFFICA è un aumento repentino della forza del vento di breve/brevissima durata. Qui da noi è tipica del Garbino (vento caldo proveniente da Libeccio - SO) che soffia rafficato e incostante, con forza che da 8-10 nodi può arrivare a 18-20 per poi ritornare a 10 nell'arco di qualche secondo.
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Nel GROPPO l'aumento repentino dura più a lungo (v. ad es. questa discussione http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=44414 ). Generalmente ti coglie impreparato e con superficie velica decisamente eccessiva e ingestibile.
Se stai navigando con andatura strette conviene lascare immediatamente le scotte, portarsi prua al vento, ammainare velocemente, serrare tutto, accendere il motore, tirare un sospiro e ragionare sul da farsi.
Il groppo potrebbe cessare da lì a poco oppure assestarsi con un aumento di vento gestibile che ti consente di continuare a navigare a vela, magari solo con il fiocco.
Più problematica è la situazione se il groppo ti investe all’improvviso mentre navighi con andature larghe, perché il rischio di straorzare è maggiore. Qui è più difficile stilare un catalogo del “da farsi” perché la situazione andrebbe valutata caso per caso. Se puoi allarghi l'andatura e fai correre la barca. In ogni caso il timoniere non deve ASSOLUTAMENTE distrarsi o farsi prendere dal panico perché con vento e barca così veloci la sua distrazione potrebbe essere fatale. Se poi non riesci a portarti al vento, allora puoi tentare di ammainare col vento in poppa (cosa facile per il fiocco ma più difficile per la randa).

Ovviamente questo in generale e per veleggiate di piacere, perché poi molto dipende dalla barca e dell'equipaggio.
Certamente con barche piccole ed equipaggio poco esperto, la prudenza è d'obbligo. Meglio comportarsi come se dovesse arrivare il peggio. È preferibile issare nuovamente le vele quando ancora è tutto integro, che ammainarle in presenza di danni alle persone e alle cose Wink

questo del poggiare sotto raffica non mi è chiaro , ....potete spiegarmi perché non si orza? Wink
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra raffica e groppo.

La RAFFICA è un aumento repentino della forza del vento di breve/brevissima durata. Qui da noi è tipica del Garbino (vento caldo proveniente da Libeccio - SO) che soffia rafficato e incostante, con forza che da 8-10 nodi può arrivare a 18-20 per poi ritornare a 10 nell'arco di qualche secondo.
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Nel GROPPO l'aumento repentino dura più a lungo (v. ad es. questa discussione http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=44414 ). Generalmente ti coglie impreparato e con superficie velica decisamente eccessiva e ingestibile.
Se stai navigando con andatura strette conviene lascare immediatamente le scotte, portarsi prua al vento, ammainare velocemente, serrare tutto, accendere il motore, tirare un sospiro e ragionare sul da farsi.
Il groppo potrebbe cessare da lì a poco oppure assestarsi con un aumento di vento gestibile che ti consente di continuare a navigare a vela, magari solo con il fiocco.
Più problematica è la situazione se il groppo ti investe all’improvviso mentre navighi con andature larghe, perché il rischio di straorzare è maggiore. Qui è più difficile stilare un catalogo del “da farsi” perché la situazione andrebbe valutata caso per caso. Se puoi allarghi l'andatura e fai correre la barca. In ogni caso il timoniere non deve ASSOLUTAMENTE distrarsi o farsi prendere dal panico perché con vento e barca così veloci la sua distrazione potrebbe essere fatale. Se poi non riesci a portarti al vento, allora puoi tentare di ammainare col vento in poppa (cosa facile per il fiocco ma più difficile per la randa).

per il fiocco ok, ma per la randa come si fa, operativamente parlando, ad ammainarla senza averla prima 'sventata'?
Gatto di lago ti è già stato spiegato nella tua discussione del 30/8/2010. Io penso che, a parole, sia difficile spiegarlo e farlo capire. Secondo me avresti bisogno di qualche lezione pratica di vela. Qualcuno che telo faccia vedere praticamente. La vela è un'oppppppinione.-
con vento improvviso e forte (25-35 nodi) di poppa, visto che il vento è improvviso il mare dovrebbe essere abbastanza gestibile, quindi secondo la mia scarsa esperienza non dovrebbe impedire di orzare e portare la prua al vento (se lo reputo opportuno accendo il motore per tenere la barca controvento). Quindi riduco le vele e poggio.
Se il mare è agitato e oltre, io ho trovato utili le discussioni qui sotto:
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=26745
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=34829
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra raffica e groppo.

La RAFFICA è un aumento repentino della forza del vento di breve/brevissima durata. Qui da noi è tipica del Garbino (vento caldo proveniente da Libeccio - SO) che soffia rafficato e incostante, con forza che da 8-10 nodi può arrivare a 18-20 per poi ritornare a 10 nell'arco di qualche secondo.
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Nel GROPPO l'aumento repentino dura più a lungo (v. ad es. questa discussione http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=44414 ). Generalmente ti coglie impreparato e con superficie velica decisamente eccessiva e ingestibile.
Se stai navigando con andatura strette conviene lascare immediatamente le scotte, portarsi prua al vento, ammainare velocemente, serrare tutto, accendere il motore, tirare un sospiro e ragionare sul da farsi.
Il groppo potrebbe cessare da lì a poco oppure assestarsi con un aumento di vento gestibile che ti consente di continuare a navigare a vela, magari solo con il fiocco.
Più problematica è la situazione se il groppo ti investe all’improvviso mentre navighi con andature larghe, perché il rischio di straorzare è maggiore. Qui è più difficile stilare un catalogo del “da farsi” perché la situazione andrebbe valutata caso per caso. Se puoi allarghi l'andatura e fai correre la barca. In ogni caso il timoniere non deve ASSOLUTAMENTE distrarsi o farsi prendere dal panico perché con vento e barca così veloci la sua distrazione potrebbe essere fatale. Se poi non riesci a portarti al vento, allora puoi tentare di ammainare col vento in poppa (cosa facile per il fiocco ma più difficile per la randa).

Ovviamente questo in generale e per veleggiate di piacere, perché poi molto dipende dalla barca e dell'equipaggio.
Certamente con barche piccole ed equipaggio poco esperto, la prudenza è d'obbligo. Meglio comportarsi come se dovesse arrivare il peggio. È preferibile issare nuovamente le vele quando ancora è tutto integro, che ammainarle in presenza di danni alle persone e alle cose Wink

Quindi mi confermate che sotto raffica forte anche voi poggiate ???[:20]
scusate se ripeto la domanda , ma se è così mi si apre un mondo nuovo ...Smile
Citazione:acarloz ha scritto:
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra raffica e groppo.

La RAFFICA è un aumento repentino della forza del vento di breve/brevissima durata. Qui da noi è tipica del Garbino (vento caldo proveniente da Libeccio - SO) che soffia rafficato e incostante, con forza che da 8-10 nodi può arrivare a 18-20 per poi ritornare a 10 nell'arco di qualche secondo.
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Nel GROPPO l'aumento repentino dura più a lungo (v. ad es. questa discussione http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=44414 ). Generalmente ti coglie impreparato e con superficie velica decisamente eccessiva e ingestibile.
Se stai navigando con andatura strette conviene lascare immediatamente le scotte, portarsi prua al vento, ammainare velocemente, serrare tutto, accendere il motore, tirare un sospiro e ragionare sul da farsi.
Il groppo potrebbe cessare da lì a poco oppure assestarsi con un aumento di vento gestibile che ti consente di continuare a navigare a vela, magari solo con il fiocco.
Più problematica è la situazione se il groppo ti investe all’improvviso mentre navighi con andature larghe, perché il rischio di straorzare è maggiore. Qui è più difficile stilare un catalogo del “da farsi” perché la situazione andrebbe valutata caso per caso. Se puoi allarghi l'andatura e fai correre la barca. In ogni caso il timoniere non deve ASSOLUTAMENTE distrarsi o farsi prendere dal panico perché con vento e barca così veloci la sua distrazione potrebbe essere fatale. Se poi non riesci a portarti al vento, allora puoi tentare di ammainare col vento in poppa (cosa facile per il fiocco ma più difficile per la randa).

per il fiocco ok, ma per la randa come si fa, operativamente parlando, ad ammainarla senza averla prima 'sventata'?
su alcuni testi si dice che è possibile , forse forza sovrumana,o coltello molto affilatoBig Grin io che ho provato penso che sia impossibile , fa un attrito enorme sulla canaletta, la randa sulle sartie sembra incollata , meglio sventare , di più nin zò
la randa in andature portanti non si ammaina.
Ci sono un paio di soluzioni per ammainare la randa con vento forte:

la prima è accendere il motore, andare verso il vento almeno fino a bolina larga, mantenere l' angolo con in motore, lascare la randa fino a farla fileggiare e ammainarla.

La seconda,senza motore: al portante rollare il fiocco fino a ridurlo un 100% circa, orzare fino alla bolina, virare lasciando il fiocco a collo e mettersi alla cappa. lascare randa fino a farla fileggiare, ammainare.

facile a dirsi un pò meno a farsi....
Bisloter, se leggi bene il mio intervento (che riporto in stralcio qui sotto) troverai il perché si poggia o si lasca sotto raffica. Ovviamente lo fai se sei un amante delle regolazioni, altrimenti procedi per la tua rotta aspettando che la raffica passi Wink. Avevo anche spiegato cosa si può fare quando la raffica è forte.

Citazione:vento forza10 ha scritto:

Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
[u]Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare [u] (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Sicuramente per ammainare la randa l'ideale è mettersi prua al vento Wink. Purtroppo a volte questo non è possibile o richiede una manovra particolarmente delicata perché traversarsi al mare e al vento con poco abbrivio e randa tutta riva non è per nulla piacevole Occhio nero.

Personalmente opero in questo modo per prendere le mani di terzaroli mentre navigo al lasco (lo faccio anche in solitario con randa di oltre 17 mq.).

1. Inserimento pilota automatico (mantenendo andatura lasca)

2. Carrello al centro e randa cazzata

3. Aprire stopper e liberare drizza randa fino a qualche cm oltre il segno della mano (I-II-III). Richiudere stopper. Controllare che sia tutto in chiaro. Come intuibile la randa non scende causa tensione provocata dal vento Wink

4. Tirare la balumina verso il basso avendo cura di tenerla sempre tesa, in modo che la randa scenda senza aprirsi eccessivamente (cosa che la farebbe incastrare tra i bracci del lazy jack o farebbe bloccare lo scorrimento dei garrocci)

5. In alternativa (se per la balumina non scende o scende a fatica) ci si porta all'albero, con una mano si tira per l’inferitura e con l’altra si cazza contemporaneamente la borosa (che esce dalla trozza del boma) per mantenere in tensione la balumina

6. Quando (finalmente) la randa è scesa al punto giusto Smiley39 si prosegue con le manovre ordinarie (murare brancarella, cazzare drizza, lascare scotta e vang, cazzare borosa, armare e serrare eventuali metafioni, rimettere a segno la vela)

Con questo non voglio dire che sia facile anzi, se si può è meglio evitare….però, all’occorrenza… se pò fa… Wink

Confesso, tuttavia, che oltre i 15 nodi non ho mai effettuato questa manovra, che sarebbe peraltro molto più gestibile se svolta in equipaggio (uno al timone ben concentrato sul mantenere la barca in rotta evitando che parta in straorza, uno sotto l'albero che tira per l’inferitura, uno al boma che tira per la balumina e uno in pozzetto che lavora su drizza, scotta, vang e borosa).
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Bisloter, se leggi bene il mio intervento (che riporto in stralcio qui sotto) troverai il perché si poggia o si lasca sotto raffica. Ovviamente lo fai se sei un amante delle regolazioni, altrimenti procedi per la tua rotta aspettando che la raffica passi Wink. Avevo anche spiegato cosa si può fare quando la raffica è forte.

Citazione:vento forza10 ha scritto:

Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
[u]Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare [u] (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.

Sicuramente per ammainare la randa l'ideale è mettersi prua al vento Wink. Purtroppo a volte questo non è possibile o richiede una manovra particolarmente delicata perché traversarsi al mare e al vento con poco abbrivio e randa tutta riva non è per nulla piacevole Occhio nero.

Personalmente opero in questo modo per prendere le mani di terzaroli mentre navigo al lasco (lo faccio anche in solitario con randa di oltre 17 mq.).

1. Inserimento pilota automatico (mantenendo andatura lasca)

2. Carrello al centro e randa cazzata

3. Aprire stopper e liberare drizza randa fino a qualche cm oltre il segno della mano (I-II-III). Richiudere stopper. Controllare che sia tutto in chiaro. Come intuibile la randa non scende causa tensione provocata dal vento Wink

4. Tirare la balumina verso il basso avendo cura di tenerla sempre tesa, in modo che la randa scenda senza aprirsi eccessivamente (cosa che la farebbe incastrare tra i bracci del lazy jack o farebbe bloccare lo scorrimento dei garrocci)

5. In alternativa (se per la balumina non scende o scende a fatica) ci si porta all'albero, con una mano si tira per l’inferitura e con l’altra si cazza contemporaneamente la borosa (che esce dalla trozza del boma) per mantenere in tensione la balumina

6. Quando (finalmente) la randa è scesa al punto giusto Smiley39 si prosegue con le manovre ordinarie (murare brancarella, cazzare drizza, lascare scotta e vang, cazzare borosa, armare e serrare eventuali metafioni, rimettere a segno la vela)

Con questo non voglio dire che sia facile anzi, se si può è meglio evitare….però, all’occorrenza… se pò fa… Wink

Confesso, tuttavia, che oltre i 15 nodi non ho mai effettuato questa manovra, che sarebbe peraltro molto più gestibile se svolta in equipaggio (uno al timone ben concentrato sul mantenere la barca in rotta evitando che parta in straorza, uno sotto l'albero che tira per l’inferitura, uno al boma che tira per la balumina e uno in pozzetto che lavora su drizza, scotta, vang e borosa).

Prima o poi proverò. Vero è che con meno di 15 nodi di vento troverei più comodo mettermi di bolina, magari col fiocco cazzato più del dovuto, e prendere la mano di terzaroli nella maniera classica, mentre con più di 15 nodi navigare al lasco con la randa cazzata al centro mi renderebbe assai nervoso... Blush
Impossibile ridurre la randa alle andature portanti con la patta d'oca, difficult Jack, Bisogna levare la patta d'oca e portarla all'albero. I terzaruoli sono un'opppppinione.-
per Vento forza 10
Big Grin.... è che sebbene io sia un'amante del mare , tengo sangue montanaro, e lento e duro di comprendonio ... adessso ho compreso , grazie [:253]
scusate ma non vedo il vantaggio di prendere i terzaroli restando al lasco, salvo il non dovere virare e mettersi al vento che peraltro credo che raramente sia sconsigliabile, forse in passaggi stretto o canali, ma in quel caso si dovrebbe ridurre ben prima del passaggio, credo
capisco peraltro in questo caso il limite dei 15 nodi salvo rischi ancora maggiori di perdita di controllo della barca, non parliamo sotto pilota automatico che quando arriva al limite fischia e si mette in sciopero

non è più semplice orzare, far portare la vela di prua, mollare drizza q.b. e procedere classicamente ?
poi si poggia e fine
io ho sempre fatto così anche con molto ma molto più vento, secondo me comporta meno rischi e più controllo, specie se con qualcuno al timone

saluti velici
sarastro
Caro Gatto,
da laghèe, immagino che il caso a cui ti riferisci è quello classico della nostra 'breva', che raggiunge i 20/25 nodi in brevissimo tempo...

ebbene, visto che in assenza di fenomeni metereologici particolari, questa sistuazione si presenta giornalmente da maggio a settembre, e non avendo tu il rollafiocco, ti suggerirei di farti un fiocchetto 'piccolo' che potrà essere penalizzato prima che monti il 'brevone', ma quando arriva sei a posto....

a quel punto ti sarà anche più semplice prendere un'ulteriore mano di terzaroli...
Ciao Ragazzi,
scusate ma state parlando di allarmi a 15 nodi? Ma dai su!

E' quando capiti in una situazione estrema tipo GROPPO o comunque vento a 25/30 con raffiche allora si che si parla di situazioni estreme e di procedure alle manovre, anche se essere presi alla sprovvista da un groppo serio la prima domanda che mi viene: 'Ma questo non poteva essere previsto in anticipo? Ma fino a prima che stavi guardando? Il meteo è un optional per il velista?'. Anche perchè non è che la meteorologia o il vento cambi di intensità senza darti dei segnali evidenti...

Comunque gestire delle vele sotto 'buriana' non è per niente facile, la regola fondamentale è:
O sai leggere le perturbazioni, il meteo o conosci il posto dove ti trovi e in questo se non sai manovrare bene ti attivi con largo anticipo.
O sai a menadito le manovre e tutte le preoccupazioni dette servono a niente.
Citazione:bisloter ha scritto:
per Vento forza 10
Big Grin.... è che sebbene io sia un'amante del mare , tengo sangue montanaro, e lento e duro di comprendonio ... adessso ho compreso , grazie [:253]

Vai tranquillo Wink. In fondo mare e monti non sono poi così incompatibili tra loro Big Grin

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Ovviamente chiedo scusa ai lettori per questa breve divagazione genetica…ma tra groppi, buriane e sventolate varie più o meno preannunciate….qualche battuta allegra aiuta se non altro il morale…Big GrinBig Grin
per la cronaca...Alex Bellini è un amico...e ora si sta cimentando con l'aria, e precisamente con la mongolfiera...vedremo cosa combina stavolta...
Citazione:carcat ha scritto:
per la cronaca...Alex Bellini è un amico...e ora si sta cimentando con l'aria, e precisamente con la mongolfiera...vedremo cosa combina stavolta...

Di lavorare proprio non se ne parla, eh? Smile
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