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Versione completa: Wauquiez Hood 38, barche a dislocamento pesante
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Ted Hood, fondatore della veleria omonima, nonche famoso skipper, vincitore di tantissime regate con i suoi Robin, nonchè progettista e costruttore di barche con una sua precisa filosofia, che si scosta dal sentire prevalente perchè ha sempre privilegiato dislocamenti pesanti, basso pescaggio con zavorra in chiglia e deriva mobile identifica cosi il concetto di 'performance' di una barca:
Performance = Speed x Comfort x Payload x Range x Safety x Integrity
Tradotto in italiano:
Velocità, comfort, capacità di carico, range di navigazione, sicurezza, solidità di costruzione.
Agli inizi degli anni 90 ho visitato il suo cantiere a Marblehead in U.S. quando era all'apice del suo successo e sono rimasto colpito dall'eccezionale livello costruttivo dei suoi Little Harbor e affascinato dalla competenza delle sue spiegazioni e dall'organizzazione del suo ufficio tecnico.
A quei tempi i suoi Little Harbor 52/54/58 vincevano regolarmente nella loro classe le regate delle Bermuda pur pesando almeno un 50% in più dei concorrenti.
Il segreto era il disegno particolare della carena a 'Delta' cioè molto a V rispetto alle barche a bulbo e con una chiglia appena accennata dalla quale fuoriesce una deiva mobile, la zavorra è annegata nella parte più bassa dello scafo e nella chiglia.
Questa era una soluzione che Ted Hood ottimizzava in fase di progetto per un range di vento di 8-15 nodi, anche se, grazie alla ridotta superficie bagnata e all'elevata inerzia si comportano bene anche con venti leggeri e hanno un passaggio eccezionalmente morbido con vento e mare formato (sono stato armatore di un Little Harbor 62, e lo posso testimoniare, persino a motore con condizioni proibitive).
La zavorra, che arriva anche al 50% del dislocamento totale da una stabilità uguale alle barche a bulbo, tranne nei primi 10/15 gradi di sbandamento e ha unoo 'Stability Index' uguale o superiore alla maggior parte delle barche a bulbo.
Sono barche molto boliniere, ma senza l'impiccio del bulbo e quindi senza i problemi di robustezza relativi, se si tocca sotto non succede niente, non ci sono prigionieri da controllare o pericolo di delaminazioni o peggio, poi se viaggiamo in zone non servite da marina possiamo cercarci posto nei porticcioli dove gli altri non arrivano.
Certo non si può chiedere a queste barche di planare alle andature portanti e si deve accettare che a parità di lunghezza si deve avere una superficie velica superiore con relative sollecitazioni e sovradimensionamento della attrezzatura.
Come esempio, di una taglia più ridotta, prendiamo l'Hood 38 che il cantiere Wauquiez ha prodotto in quasi 200 esemplari dal 1978 al 1989.
Sono barche, fra l'altro costruite in maniera eccezionale, che si sono create una fama notevole tra chi vuol fare navigazioni impegnative avendo all'attivo molti giri del mondo e traversate oceaniche compiute in tutta sicurezza.
Fra l'altro, essendo disegnato fuori dalle regole di stazza in vigore all'epoca ha degli interni con dei volumi molto ampi paragonabili ad un buon 40' e una capacità di carico da vera barca da crociera.
Vi allego alcune foto

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Le foto fino a qui postate si riferiscono all'Hood 38 mkI, il progetto originale, nel 1983 è stata presentata una nuova versione che eliminava una caratteristica che non era molto piaciuta cioè l'entrata sottocoperta 'tipo Swan' cioè da sopra la tuga, con scaletta d'accesso molto lunga e verticale, per accedere alla quale si deve uscire dal pozzetto, vedi foto seguenti:


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Sono stati quindi modificate di consequenza le disposizioni interne per permettere l'accesso direttamente dal pozzetto, si è quindi ottenuta una cucina un pò più grande a spese della cabina di poppa e sopratutto del angolo carteggio, il motore è stato ricollocato sotto il pozzetto ed è meno agibile rispetto alla versione precedente, nel complesso si ha una maggior facilità e maggior sicurezza di ingresso sottocoperta, ma secondo me un pò a discapito della distribuzione interna.
E' stato poi modificato l'albero, ora a due ordini di crocette e se non vado errato, la zavorra anziche in ghisa era in piombo.
un pò di foto della versione mkII


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Questa invece era la cucina e la scaletta d'ingresso della versione mkI

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:)Bella: con uno sfruttamento più moderno degli spazi direi quasi otttima
personalmente son le barche che piu' mi piacciono ed affascinano,
non so' se le attuali ( mi impressionano i grandi
volumi a poppa, ma se devi fuggire e ti trovi il mare dietro cosa succede?) siano poi capaci
di fare in termini di sicurezza quello che fanno le su dette signore del mare
attendo le vibranti risposte dei vismariani
le line mi ricordano il Rebel 35 – Cantiere Gilardoni - Anno 1979 Designer Antonio Pasetti
Citazione:mike59 ha scritto:
:)Bella: con uno sfruttamento più moderno degli spazi direi quasi otttima

perchè vuoi sfruttare di più gli spazi?? discutevamo recentemente di barche con molto spazio per i passeggeri ma poco spazio per le cose dei passeggeri.
Condivido, come sai, il concetto. Poi, se si vuol parlare di prestazioni in regata con equipaggi esperti e compagnia cantando allora il discorso cambia.
Condivido, come sai, il concetto. Poi, se si vuol parlare di prestazioni in regata con equipaggi esperti e compagnia cantando allora il discorso cambia.
Ma perchè si dovrebbe sempre pensare alle regate?
Esiste una nautica ben + importante, numericamente parlando, che sta al di fuori delle regate.... ed è felice di andare in barca in modo Slow......godendosi il mare in sicurezza con equipaggio ridotto....
Che bellezza!!!!!!!
Quello che mi viene di dire da vismariano è: le barche pesanti SONO CERTAMENTE PESANTI.Ed esse sono perfette per:
1 Chi ama le barche pesanti, perchè è così
2 Chi è convinto che solo una barca pesante è sicura
3 Chi non ha mai navigato con una barca medio leggera
4 Chi ha deciso che così deve essere.
.

Ebbene W!!!!!!! le barche pesanti per chi le ama incondizionatamente .
:)Caro Mc è ovvio che per attraversare l'Atlantico è ottima, ma se devo fare le mie crociere in mediterraneo con la famiglia allora tanto spazio per cose varie non serve e mi piacerebbe, ad es. un bagno più grande, magari con cabina doccia.
Infatti.
Il mio infatti era per l'osservazione di Bifrak. Come ho già detto in altro forum, per la mia esperienza, in crociera con famiglia preferisco una barca a dislocamento pesante ad una medio leggera.
Ennesima discussione pesante/leggero, dico la mia:
Barca più pesante = maggior superfice velica
Maggior superfice velica = maggior difficoltà a ridurre vela alla bisogna
Maggior difficoltà a ridurre = minore sicurezza ( a parità di equipaggio)
Ovviamente per il dislocamento leggero le difficoltà diminuiscono (secondo me)
Altrettanto ovviamente per la velocità, per il confort in navigazione e per la sicurezza molto dipende anche dal disegno della carena, dai materiali impiegati nella costruzione e dai disgni delle coperte.
Molti passi in avanti sono stati fatti in questo senso grazie alla progettazione dei vari open per le regate oceaniche.
Se oggi dovessi scegliere una barca da comprare opteri per un disegno di Finot, tipo il Pogo 10,50, sembra una barca performante, facile da gestire e con la possibilità di ormaggiare tra i gozzi.
Infine una domanda a tutti gli ADV (mi veniva di farla anche in altre discussioni) quanti di voi navigano così tanto e con condizioni meteo impegantive da essere sicuri che pesante è meglio di leggero?
Citazione:aleufo ha scritto:
Quello che mi viene di dire da vismariano è: le barche pesanti SONO CERTAMENTE PESANTI.Ed esse sono perfette per:
1 Chi ama le barche pesanti, perchè è così
2 Chi è convinto che solo una barca pesante è sicura
3 Chi non ha mai navigato con una barca medio leggera
4 Chi ha deciso che così deve essere.
.

Ebbene W!!!!!!! le barche pesanti per chi le ama incondizionatamente .

Aleufo ti vedo come al solito un pò 'talebano' credo che ci possano essere diversi modi di andare in barca a seconda delle zone frequentate, del tipo di navigazioni che consideriamo e perchè no, dei gusti personali.
A me piacciono le barche di Vismara e i Baltic, barche costruite benissimo e con una precisa filosofia progettuale, sicuramente più veloci e se portate non al limite ma prudentemente ridotte di velatura, anticipando, piuttosto che subire, anche più facili da portare.
Pero se parliamo di barche da crociera con equipaggi ridotti e magari attempati in zone non molto conosciute con fondali bassi e magari le teste di corallo etc, io prenderei in considerazione un progetto del genere, mi sentirei più tranquillo con uno scafo del genere anzichè portarmi appresso una pinna rastremata e con un pescaggio adeguato.
Fra l'altro una barca del genere se il vento rinforza e non sei pronto a ridurre ti perdona molto e ti da il tempo di ridurre senza equilibrismi,è molto equilibrata, non scappa all'orza, si muove sull'acqua molto dolcemente e ti permette di lavorare tranquillo.
Poi se ci carichi la tonellata e passa di acqua, gasolio e ammenicoli vari che ti servono per una lunga crociera le linee d'acqua quasi non cambiano, su una barca leggera vuol dire caricare la barca di un 30% in più, cambia tutto.
Certo non hai l'adrenalina e la soddisfazione dele accellerate, dei 'burst of speed' e delle planate a 15 nodi, ma magari a qualcuno non interessano più di tanto, e disposto a rinunciare per altre cose.
Ripeto, secondo me, non c'è una unica barca ideale per titti gli usi e tutti i mari, e meno male che è così, sono sempre stato contrario al pensiero unico.
Sarà una risposta difficile;)se mai arriveranno a dimostrarlo che pesante è meglio di leggero.

Già!!!!!!! Perchè fino ad adesso abbiamo cercato di dimostrare che leggero è meglio.
Provino lor signori pesantemente armatori che PESANTE è MEGLIO....BlushBlush4242WinkOcchio neroTongue
Citazione:Chimera ha scritto:
Ennesima discussione pesante/leggero, dico la mia:
Barca più pesante = maggior superfice velica si, vero
Maggior superfice velica = maggior difficoltà a ridurre vela alla bisogna no, perchè, i movimenti da fare sono gli stessi e normalmente sono barche che hanno un movimento più dolce e che perdonano di più, anzi...
Maggior difficoltà a ridurre = minore sicurezza ( a parità di equipaggio) no, vedi sopra
Ovviamente per il dislocamento leggero le difficoltà diminuiscono (secondo me)
Altrettanto ovviamente per la velocità, per il confort in navigazione e per la sicurezza molto dipende anche dal disegno della carena, dai materiali impiegati nella costruzione e dai disgni delle coperte.
Molti passi in avanti sono stati fatti in questo senso grazie alla progettazione dei vari open per le regate oceaniche.
Se oggi dovessi scegliere una barca da comprare opteri per un disegno di Finot, tipo il Pogo 10,50, sembra una barca performante, facile da gestire e con la possibilità di ormaggiare tra i gozzi.
Infine una domanda a tutti gli ADV (mi veniva di farla anche in altre discussioni) quanti di voi navigano così tanto e con condizioni meteo impegantive da essere sicuri che pesante è meglio di leggero?
Nessuno dice che pesante è meglio di leggero, questo non è vero in assoluto, come non è vero in assoluto il contrario, vedi mia risposta precedente

Per quanto riguarda la navigazione con brutto tempo, ne ho fatta e come, anche perchè avendo iniziato ad andare per mare 35 anni fa una volta non c'erano i sistemi di comunicazione e i meteo, abbastanza accurati che abbiamo oggi, ma non ritengo di aver avuto sufficiente esperienza sui nuovi progetti per poter giudicare in assoluto cosa è meglio, ma non era questo lo spirito della mia discussione.
Pegaso può essere vero che la barca è più dolce nei movimenti etc..., ma il tempo che si impiega a ridurre è maggiore per cui la sicurezza è minore. Cmq anche a me non piace il pensiero unico, ad ognuno il suo dislocamento.
Questo va già meglio....pesante non è meglio di leggero...

puoi caricare gli stessi 1000 kg su un leggero e non è assolutamente vero che la barca cambia tanto. Le forme sono diverse, tanto epr poi cominciare se carichi 1000 su una barca di 6000 non è il 30%...

Le barche non sono fatte per andare a scogli e le barriere coralline sono molto lontane. E le persone anziane fanno meno fatica a muovere una barca di 6000kg che una di 11000....

Io talebano, tu N 1 e 2.42Wink tanto il sole sorge ad Est per entrambi...
Per quanto riguarda la navigazione con brutto tempo, ne ho fatta e come, anche perchè avendo iniziato ad andare per mare 35 anni fa una volta non c'erano i sistemi di comunicazione e i meteo, abbastanza accurati che abbiamo oggi, ma non ritengo di aver avuto sufficiente esperienza sui nuovi progetti per poter giudicare in assoluto cosa è meglio, ma non era questo lo spirito della mia discussione.
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Vado in barca dal 1980 ed ho provato diverse barche, per un periodo mi sono divertito anche con un Hobby Cat Tiger 18', di brutto tempo ne ho preso anch'io, e come dicevi in quegli anni non erano disponibili gli strumenti e le previsioni meteo di oggi, ma ribadisco il concetto le barche leggere di oggi hanno altri disegni di carena e di volumi che compensano a mio avviso i pregi delle barche pesanti.
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