I Forum di Amici della Vela

Versione completa: bonding
Al momento stai visualizzando i contenuti in una versione ridotta. Visualizza la versione completa e formattata.
Quando non si può navigare ci si pongono tutti i problemi del mondo, ed allora ho pensato a questo. Ho letto su qualche 3D, relativo all'isolamento galvanico delle barche, la parola bonding. Credo, ma ora non lo ritrovo, scritta da IanSolo che è uno che ne capisce. Mi sono fatto l'idea che sia una specie di ragno di collegamenti che prevede che tutte gli oggetti che vengono a contatto con l'acqua di mare, siano collegati tra loro e portati ad uno o più zinchi. In questa maniera si eviterebbe di mettere anodi in giro, compreso motore, elica e bulbo e tutto verrebbe 'scaricato' su questi zinchi. E' così? e quali sarebbero le controindicazioni? Saluti. Enio
abbiamo discusso molto su questo argomento, con conclusioni contrastanti.
il problema non è così semplice. una delle correnti di pensiero (compresa la mia) è di non fare bonding tra metalli immersi nell'acqua per non causare corrosioni tra materiali diversi, che un anodo, diciamo centralizzato, non può risolvere..
la presa a mare è lì,nel suo buco tutta sola.
è lì da tanto tempo,sta bene e non ha nessuna intenzione di andare a male.
arriva uno gli lega un filo e la collega al motore;dice che gli fa bene.
ma lei STAVA benissimo fino all'attimo prima..
Capisco il fatto che motore, serbatoio e trasmissione con elica siano portati ad un loro anodo e preservati in tal modo dalle correnti galvaniche. Ma tutti i passascafi restano lì da soli sperando nella protezione di Nettuno? O li avete messi tutti di Randex o altra plastica? Io non riesco a stare tranquillo, sopratutto se ho un passascafo in ottone, che la cella galvanica se la crea da solo, così come il bulbo in ghisa che fa la stessa cosa.
Sento che stiamo entrando in discussioni sulla religione..
il fatto che esistando standard differenti la dice lunga.
Io personalmente preferisco il 'tutto isolato', ovvero come direbbe il parlamentare Razzi parlando ad una presa a mare: 'fatti i caz..i tuoiiiii'
Citazione:enio.rossi ha scritto:
Capisco il fatto che motore, serbatoio e trasmissione con elica siano portati ad un loro anodo e preservati in tal modo dalle correnti galvaniche. Ma tutti i passascafi restano lì da soli sperando nella protezione di Nettuno? O li avete messi tutti di Randex o altra plastica? Io non riesco a stare tranquillo, sopratutto se ho un passascafo in ottone, che la cella galvanica se la crea da solo, così come il bulbo in ghisa che fa la stessa cosa.
i passascafi in ottone li cambi quando è ora.(mi pare ogni 5 anni..mi pare..)
altrimente fai il test martello:
alla preparazione di carena passi dentro e dai una martellatella alla presa. se risponde metallica vai sereno se ti risponde come un pallone sgonfio..cambia.Big Grin
corpi metallici immersi nell'acqua ed isolati non subiscono nessuna
corrosione galvanica perchè non c'è circolazione di corrente.
è un concetto base molto semplice ma che non è percepito facilmente.
L'asserzione di gc-gianni potrebbe essere giusta se le valvole delle prese a mare e le prese stesse fossero di un unico materiale. Ma la saracinesca di bronzo (o rame o ottone) ha una sfera che è di acciaio e la levetta che è di ferro, quindi la coppia galvanica la crea la valvola stessa....e buonanotte all'isolamento. Forse i passascafo e le saracinesche di plastica potrebbero risolvere il problema.
Dico la mia 'religione': il bonding non lo si può improvvisare, o è stato previsto dal cantiere in origine oppure deve essere progettato e realizzato da un vero professionista;
per tutti gli altri casi è meglio l'impianto 'tutto isolato'.
dunque: mi riferivo al collegamento con filo delle prese a mare di Andros.
per le saracinesche, il corpo di bronzo è senz'altro non corrodibile dalla sfera d'acciaio,
è quest'ultima che ci rimette, ma è in materiale inox e comunque la sua corrosione è limitata,
anche in considerazione delle minime dimensioni e conseguente ridottissima corrente galvanica.
la levetta è esterna, non a contatto dell'acqua e quindi non interessata al fenomeno.
Condivido l'opinione di Gc-gianni e aggiungo che chi progetta le valvole a sfera sa benissimo che queste saranno a contatto con un liquido (elettrolita) e, immaginandole nel loro impiego normale, le progetta con materiali compatibili fra di loro (intendo quelli delle varie parti della valvola), il problema della corrosione si presenta quindi quando queste sono poste in collegamento elettrico con altre parti es. tramite tubazioni metalliche o raccorderia non compatibili. Il 'bonding' pertanto, se non studiato accuratamente da un esperto, potrebbe addirittura essere deleterio e produrre effetti contrari al desiderato.
e io che ho detto? però IanSolo lo dice meglio42
Citazione:gc-gianni ha scritto:
corpi metallici immersi nell'acqua ed isolati
Lo chiedo da profano, ma non è un ossimoro? Nel senso che l'acqua mi risulta essere un ottimo conduttore, come fanno ad essere isolati se vi sono immersi?
Citazione:satanasso ha scritto:
Citazione:gc-gianni ha scritto:
corpi metallici immersi nell'acqua ed isolati
Lo chiedo da profano, ma non è un ossimoro? Nel senso che l'acqua mi risulta essere un ottimo conduttore, come fanno ad essere isolati se vi sono immersi?
no, non è un'antitesi
l'acqua di mare - proprio perchè è conduttiva - costituisce un 'elettrolita' nel quale circolano gli ioni tra un metallo
e l'altro ivi immersi.
l'isolamento si riferisce al fatto di non essere collegati elettricamente con altri metalli all'interno della barca, che chiuderebbe il circuito facendo circolare corrente (causa della corrosione detta 'galvanica')
Per dare piu' chiarezza a cio' che dice Gc-gianni (anche Andros, con parole diverse) allego due disegnetti spero esplicativi:


Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .


Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .

Il presupposto e' ovviamente che ciascuno dei due pezzi qui rappresentati in rosso che simulano le valvole di cui stiamo parlando sia progettato per l'uso cui e' destinato (immerso in acqua di mare, mi pare che comperiamo e installiamo proprio quelle) e quindi le sue parti abbiano la caratteristica di essere 'equipotenziali' evitando quindi la generazione locale di correnti galvaniche che portrebbero alla corrosione.
Buongiorno, permettetemi un intervento,
io svolgo per lavoro perizie per corrosioni galvaniche, elettrolisi etc..
ci sono delle considerazioni che non sono state fatte:
l'ottone è una lega, e può esser presente al suo interno anche il 30% di zinco (nelle cinesi probabilmente di più.., e questo è indifendibile con qualsiasi collegamento ad un anodo esterno.
Ho seguito casi di valvole/passascafi con tre anni che si sono rotte proprio per la 'migrazione' dello zinco presente nella lega, le foto ingrandite evidenziano una superficie spugnosa particolarmente fragile.
Questo anno una barca ha perso la 'pigna esterna' del passascafo in porto iniziando a ciottolare tenuto solo dal Sikaflex..ed aveva 3 mesi, in questo caso si è trattato di elettrolisi, il tubo con la spirale in acciaio aveva collegato il passascafo al generatore che a sua volta aveva un inverter in parallelo (power assist) che scaricava oltre 100 mA sulla massa..
Due anni fa la barca di un notissimo della politica ha rischiato di affondare con il sail-drive completamente corroso (ci passava un pugno chiuso attraverso) e la corrosione è avvenuta nei mesi invernali a causa di una modifica allo scarico delle casse acque grigie non proprio ben fatta..
Insomma il problema della corrosione esiste, l'ottone non andrebbe utilizzato perchè indifendibile, anche se esistono leghe di ottone con alluminio in lega ( CW 602 chiamata anche antidezincificante) che lo rendono più idoneo all'utilizzo in acqua di mare, il bronzo marino offre più garanzie, vedete le Blake inglesi, smontate da barche di 40 anni sono ancora integre.
IL bonding ha senso se gli anodi hanno un potenziale elettrico più alto rispetto alle appendici o passascafi che vogliamo difendere, altrimenti è inutile e può essere anche dannoso.
Anni fa feci un articolo sulla principale rivista di vela spiegando in dettaglio i meccanismi di corrosione e dicendo chiaramente che la scelta dell'ottone era puramente economica...immaginatevi le risposte dei cantieri..
Saluti,
Maema
URL di riferimento