I Forum di Amici della Vela

Versione completa: Pompa di sentina con presa di forza su motore
Al momento stai visualizzando i contenuti in una versione ridotta. Visualizza la versione completa e formattata.
Mi sto attrezzando per la sostituzione di tutti i passascafo.
Con l'occasione stavo pensando di predisporre un sistema di pompaggio dell'acqua di sentina tramite il diesel.
Due soluzioni:
1) Mettere un TEE all'ingresso della presa motore con due valvole, una a mare e una alla sentina (con relativo tubo e succhiarola da infilare sotto al basamento motore).
Oppure valvola a tre vie con opzioni mare/motore - sentina/motore.
2) ulteriore pompa calettata sul motore con relativa cinghia su puleggia supplementare.

Dubbi.
Ho verificato la portata della pompa montata sul Volvo MD22. A 2 mila giri succhia 56 litri minuto.
Questo vale anche per una pompa di tipo simile da montare nella soluzione 2)

Per avere maggiore portata (150/200 litri) bisogna montare tutt'altro tipo di pompa, magari con frizione, che non costa meno di 700 euro, oltre agli accessori per la messa in opera.. Vanno messe in conto le complicazioni di installazione della pompa e la modifica o sostituzione di una puleggia motore.

Sono particolarmente ignorante in idraulica, ma mi pare di capire che un buco da 1 pollice possa produrre un flusso d'acqua in entrata di più di 100 litri al minuto (almeno) e che quindi la sola pompa motore sia sottodimensionata. Non sono da escludere, soprattutto in caso di utilizzo della pompa motore, rischi di aspirazione di residui di sentina, solidi o oleosi.

Ringrazio per ogni opinione chi abbia già affrontato l'argomento.

Una ultima considerazione, preso da smarrimento progettuale.
Se entra un'ondata, basta la pompa elettrica
Se salta un passascafo, mettiamo un tappo e poi pompa di sentina elettrica (o quella a mano)
Se un container semi affondato squarcia lo scafo, è meglio non occuparci delle pompe e lanciare il may day. (Schettino docet)

Ma quindi, questa pompa meccanica è veramente utile?
Se entra un'ondata, basta la pompa elettrica
Se salta un passascafo, mettiamo un tappo e poi pompa di sentina elettrica (o quella a mano)
Se un container semi affondato squarcia lo scafo, è meglio non occuparci delle pompe e lanciare il may day. (Schettino docet)

Visto che hai i concetti chiari, perchè butti il sasso in piccionaia?
Big GrinBig GrinBig Grin
per inciso, i pescherecci hanno quasi tutti la valvola bypass per
usare il motore come pompa di esaurimento, solo che come minimo
si parla di tubazioni da 4/6 pollici e motori da 3/500 hpBig Grin
Ah, il mayday va lanciato prima che l'acqua arrivi alle batteriePalla 8Palla 8
Oudeis, non ho mai montato un impianto simile.
Può essere che sbagli qualcosa nelle mie valutazioni tecniche.
Spero che qualcuno lo abbia a bordo e mi dia un parere obiettivo.
Se poi qualche amico avesse avuto modo di doverlo usare.......sperando che la barca galleggi ancora!!!!!!
La T sul circuito di raffreddamento motore, può essere una soluzione valida, ma al prezzo di un paio di controindicazioni.

a) La sentina deve essere perfettamente pulita.
( sabbia, sporco, etc. rovinano/intasano la girante)

b) Il rubinetto che va in sentina, deve essere rigorosamente chiuso.
Nel caso trafili un pò d'aria, si ha una perdita sulla portata della pompa.

Naturalmente in questi due casi, chi ci rimette è il motore.
Citazione:Temasek ha scritto:
La T sul circuito di raffreddamento motore, può essere una soluzione valida, ma al prezzo di un paio di controindicazioni.

a) La sentina deve essere perfettamente pulita.
( sabbia, sporco, etc. rovinano/intasano la girante)

b) Il rubinetto che va in sentina, deve essere rigorosamente chiuso.
Nel caso trafili un pò d'aria, si ha una perdita sulla portata della pompa.

Naturalmente in questi due casi, chi ci rimette è il motore.
A parte la sentina pulita il T lo puoi metter prima del filtro acqua,sabbia sporco si depositano sul fondo del filtro.
Citazione:oudeis ha scritto:
Se entra un'ondata, basta la pompa elettrica
Se salta un passascafo, mettiamo un tappo e poi pompa di sentina elettrica (o quella a mano)
Se un container semi affondato squarcia lo scafo, è meglio non occuparci delle pompe e lanciare il may day. (Schettino docet)

Visto che hai i concetti chiari, perchè butti il sasso in piccionaia?
Big GrinBig GrinBig Grin
per inciso, i pescherecci hanno quasi tutti la valvola bypass per
usare il motore come pompa di esaurimento, solo che come minimo
si parla di tubazioni da 4/6 pollici e motori da 3/500 hpBig Grin
Ah, il mayday va lanciato prima che l'acqua arrivi alle batteriePalla 8Palla 8


Oudeis Ti quoto al 1000% trovo che le tee sulla pompa motore siano
pippe mentali viste le portate reali, retaggi antichi di una nautica
pionieristica che ora non e' piu' attuale, io stesso a suo tempo mi
sono fatto irretire dal 'mito' ho montato il marchingeno perche' il
nostro lo riteneva ''indispensabile'' per poi eliminarlo in sede di analisi oggettiva di funzionalita' ingombri rompimento di Palla 8Palla 8.

Sicurezza in primis sempre, ma pippe mentali assolutamente no.....
ehhhh se un caimano ti mangia la presa a mare motoreSmileSmileSmile
cosa si puo' fare????SmileSmileSmileSmile
dario
Sul mio Dufour 31 ho trovato già montata una succhiarola x la sentina.
L'operazione che devo fare e' chiudere la presa a mare del motore ed aprire la presa in sentina dove un tubo ( non molto grosso) dotato di retina/filtro succhia l'acqua da li.
Il tutto mi serve anche per sostituire l'acqua salata con quella dolce quando so di non usare il motore per un po' di tempo.
Leggo solo ora e porto il mio grezzo contributo, se serve.
L’argomento passa scafi, già ampiamente trattato in varie altre discussioni, è interessante sia per gli oggetti in se, sia per tutto quello che ci va dietro e sia perché sono uno dei punti deboli per la sicurezza della barca; ma una riguardata superficiale all’argomento, come premessa a due parole sulle pompe di sentina, non guasta.
In linea generale e per riguardo alla sicurezza, i passa scafi (prese a mare) dovrebbero essere di ottima qualità e installati strabene, con rinforzo interno resinato, foro giusto, sigillati a dovere, eccetera.
Sui materiali non c’è molto da dire: o bronzo marino o Nylon caricato e le valvole saranno di conseguenza; gli altri materiali hanno più difetti che pregi.
I passascafo vanno posizionati in due maniere differenti: se in aspirazione il più in basso possibile, badando che restino coperti anche a barca sbandata; se in scarico, il più in alto possibile, compatibilmente con ciò che si scarica (cesso).
Quelli in aspirazione sarebbe bene che fossero anche protetti esternamente da terminali grigliati, per evitare (limitare di molto) l’intasamento dovuto a sacchetti, alghe e cose simili.
Gli scarichi delle pompe di sentina è tassativo che siano sopra il galleggiamento, non fosse altro per evitare un accidentale effetto sifone, con buona pace delle colature da pulire spesso, che sono meglio dell’affondamento.
Si aggiunga che gli scarichi delle pompe dedicate alla ghiotta e/o alla sentina del motore, e quelli che possono scaricare morchie oleose o gasolio (se ci sono), sarebbe bene che confluissero in un serbatoio dedicato, per poi essere smaltiti, o in mancanza di questo, che avessero un separatore acqua/oli prima della pompa (quasi fantascienza nelle barche di taglia “umana”).
Da ultimo, dove è possibile, è bene cercare di usare una presa a mare per più servizi, limitando i buchi nello scafo.
Le valvole che vanno dietro le prese amare, anch’esse di ottima qualità e compatibili con il materiale del passascafo, ben dimensionate e messe anch’esse strabene, vanno sigillate solo con teflon o con canapa e pasta, a seconda del materiale, e non con paste sigillanti e/o adesive, questo per evitare di strappare o muovere il passascafo se fosse necessario sostituire la valvola; a questo proposito, sarebbe il massimo se si riuscissero a ricavare nel collo del passascafo un paio di guance lavorate sulle quali inserire una chiave in modo da bloccarlo prima di svitare la valvola, non essendo adatto a questo il dado di ritenuta (alcuni passascafo hanno già una sede lavorata per questo uso).
E’ pur vero che all’interno del passascafo ci sono due riscontri fatti apposta per bloccarne il corpo dall’esterno ma specie se si deve operare da soli, o con la barca in acqua (può capitare), è bene predisporre le cose in modo da avere una minima probabilità di riuscita.
Bene sarebbe proteggere elettricamente passa scafi e valvole in metallo, ma questo è un discorso un po’ più lungo che esula dall’idraulica.
Due parole sulla sicurezza dei buchi nello scafo.
Di fianco ad ogni passascafo e legati con fascetta o spago, devono essere messi i due relativi tappi, in legno dolce (ma dolce davvero, non di faggio), o in sughero, o in gomma morbida: uno del diametro del buco nello scafo, uno del diametro interno della valvola; vanno legati perché hanno il vizio di andare a passeggio per la barca e nascondersi nei posti più impensabili.
Legata insieme ai tappi, una matassina di filo inox morbido da un millimetro, potrebbe servire per tenerli in sede se, malauguratamente, dovessero diventare operativi.
Stucco da vetrai, mastici a due componenti, sigillanti di vario tipo, sono benvenuti a bordo, se ben stivati in un posto ben accessibile e noto a tutti.
E questo per i buchi che conosciamo; per i buchi che potremmo incontrare per mare (cassoni, container, tronchi e cose varie), ci sono due soluzioni: agire dall’esterno facendo passare un telo impermeabile con occhielli e cavi ben lunghi e già armati, o un fiocco (sempre con cavetti già allegati e/o nello stesso sacco); oppure agire (anche) dall’interno, con materassi, cuscini, coperte e cose varie, tenute in loco da paglioli, remi del canotto, mezzo marinaio, ante strappate dagli stipetti e cose varie.
Detta e/o letta sembra una cosa complicata ma non lo è, semmai è complicata la situazione se serve usare queste cose, ma con calma e avendo provato prima la manovra di far passare il telo prua/poppa con i cavi dalle due bande della barca, e tenendo sempre tutto in chiaro e facilmente raggiungibile, riesce in fretta e bene.
Il più delle volte basta questo e la barca è salva e navigante, perché la sola pressione dell’acqua tiene ragionevolmente a posto il telo nella falla.
Nello stivare tutto il materiale di sicurezza, bisogna però ricordarsi che: perdere dieci minuti per tirare fuori il canotto o le pinne non è grave, perdere un minuto per tirare fuori il telo e ciò che serve, quando serve, è gravissimo.
Le pompe di sentina, in generale più ce ne sono meglio è, considerando che se sono a mano ci vogliono tante braccia robuste, e se sono elettriche ci vogliono tante batterie robuste.
Si potrebbe fare una prima divisione tra l’emergenza e l’uso comune, ma in genere nelle nostre barche a misura d’uomo, le stesse attrezzature servono in entrambi i casi.
La pompa trascinata meccanicamente dal motore la escluderei perché è ragionevole solo su barche di una certa stazza.
E’ utile, semplice e vale sempre la pena di farlo, attrezzare per l’esaurimento della sentina la pompa del circuito primario di raffreddamento del motore, la quale, se è vero che pompa poco, pompa sempre e senza fatica; in più pompa anche se le batterie, che facilmente sono più in basso del motore, sono a bagno, purché giri ancora il motore.
Come far girare il motore (Diesel) anche se è a mollo, è un argomento interessante ma esula da questo discorso.
Naturalmente l’impianto va fatto in un certo modo: sull’ingresso dell’acqua di mare del filtro va montato un TE con una valvola, dalla quale parte il pescante della sentina, dall’altro ramo del TE parte il tubo che arriva alla valvola della presa a mare.
La valvola del pescante di sentina, deve essere ben accessibile e pitturata di colore evidente, non deve essere mai bloccata o legata e al termine del tubo spiralato che pesca in sentina ci va una succhiarola generosa e di buona qualità.
La manovra di questo sistema, deve essere chiara e nota a tutti e sono necessarie opportune indicazioni, tipo i nomi scritti sui manettini delle valvole, un piccolo cartello con le istruzioni in loco e una chiara procedura scritta tenuta con le carte della barca.
Provare ogni tanto non guasta.
Come funziona: con un rapido passaggio da “chiusa la presa a mare del motore” a “aperta la valvola interna”; poi mentre il tutto gira, eventualmente regolare l’apertura delle due valvole, in modo che passi sempre la giusta quantità di acqua al motore (questo in caso di falla piccola ma continua).
Quando operante l’aspirazione dalla sentina, non va mai dimenticata e tenuta sempre d’occhio, per regolare il flusso dell’acqua necessario al raffreddamento del motore.
Servono poi altre pompe di sentina e sono anche previste dalle norme.
Almeno due manuali a membrana, una manovrabile dalla timoneria, una manovrabile dall’interno, entrambe con leva di azionamento il più lunga possibile e sistemate in modo di avere intorno un comodo spazio di manovra, considerando che, se servono, andranno manovrate anche per ore.
A valle delle pompe ci va una valvola di ritegno, ben dimensionata e seria, da cui parte il tubo pescante che è meglio se è corto, e che termina con una succhiarola di buona misura.
Per barche a più compartimenti, anche se solo parzialmente stagni (per esempio se le paratie sono parziali e non arrivano fino al ponte), andrebbero messe una pompa a mano e una elettrica per ogni scomparto.
Le pompe elettriche, sono comode, sicure ed efficienti, ma hanno un paio di grandi difetti: consumano parecchio e di questo va tenuto gran conto, e si portano appresso un impianto elettrico, che per vari motivi è spesso fonte di grattacapi.
Sono generalmente installate per uso “comune”, cioè per esaurire le normali quantità di acqua che si possono trovare in una barca, questo non esclude la loro utilità se l’acqua da esaurire esagera in quantità.
Come regola generale, va installata una valvola di ritegno subito a valle della pompa e una succhiarola sul pescante, più sono corte le tubolature e meglio è, l’impianto elettrico va fatto come si deve considerando assorbimento e spunto, e si deve tener conto di portata e prevalenza per garantirne l’efficienza.

Per portata e prevalenza qualche spiegazione c’è al link http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=94284

Va anche tenuto presente che per aspirare gasolio e olio devono essere antideflagranti, ed anche il loro motore e l’impiantino bordo macchina.
Va anche tenuto presente che non tutti i motori sono stagni, per questo un accorgimento che ne allunga la vita è quello di montarle sempre col motore verso l’alto, in modo che se il premistoppa dovesse perder, i colaticci non vadano sul motore (questo vale anche per le autoclavi).
Di pompe elettriche ve ne sono di vario tipo, tutte con pregi e difetti, ideale quindi averne di diverso tipo, in modo che i difetti dell’una siano compensati dai pregi dell’altra.
Le pompe centrifughe, sono autoadescanti, di grande portata e silenziose; a grandi linee sono formate da una girante che ruotando in una sede aspira da una parte ed espelle dall’altra.
Escluderei quelle con la girante in neoprene (e materiali simili) perché se girano a secco (cosa facilissima) la girante immediatamente si distrugge, in compenso possono aspirare piccole impurità senza bloccarsi subito.
Vanno bene quelle con la girante di bronzo, che però hanno il difetto di bloccarsi anche solo per un piccolo frammento che s’incastri tra girante e corpo pompa; unico rimedio, sentina pulita e succhiarola seria.
Sono assimilabili alle pompe centrifughe anche quelle a immersione, comunemente appoggiate in sentina, con il carter e la girante di plastica, la girante è libera e non chiusa nel corpo pompa, ma protetta da una specie di griglia.
Queste pompe hanno una buona portata, riescono a girare anche con piccole impurità, ma si bloccano per i capelli in sospensione, e siccome dietro ai capelli in genere ci sono delle Signore, spessissimo belle, ciò è previsto e tollerato, infatti, si puliscono facilmente sollevandole.
Non sempre sono auto adescanti e spesso una bolla d’aria ne impedisce la gettata facendole girare a vuoto, ma è sufficiente sollevarle un po’ rovesciandole, far uscire la bolla d’aria e riprendono a funzionare.
Sono molto economiche e di semplice installazione, l’ideale per piccolissime sentine e/o anfratti reconditi.
Le migliori in assoluto (secondo me) sono le pompe a membrana: girano anche a secco, sono abbastanza efficienti, autoadescanti, possono pompare morchie e impurità anche grossolane e sono eterne, ma fanno un baccano dell’accidenti.
Dal punto di vista della sicurezza elettrica in caso di via d’acqua, una batteria posizionata in un punto alto, dove non arrivi subito l’acqua e dedicata solo alle pompe, fa una bella differenza; ci sono anche batterie stagne che possono funzionare immerse, e contenitori stagni.
Infilare una batteria in un bidone senza coperchio, la protegge fino a un buon livello di acqua, ma non sempre sono possibili soluzioni ottimali e ognuno si arrangia come sa e può.
Sempre per emergenza, una pompa centrifuga “volante” e di grande portata, con l’impianto elettrico fatto bene, con buone lunghezze di tubi armati in dotazione, il tutto stivato in un posto d’immediato accesso, risolve situazioni anche gravi.
Questa pompa può anche servire, mettendo il pescante a mare, in caso d’incendio, per lavare la barca o per interessanti giochi d’acqua.
Punto debole di ogni pompa elettrica è, appunto, l’impianto elettrico, che deve essere ben fatto e sempre efficiente, diversamente, secchi sassole e spugne sono alternative sempre valide.




Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
Protezione esterna per prese in aspirazione.


Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
TE su filtro acqua di mare del motore e valvola da cui parte il pescante per la sentina


Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
Utilizzo multiplo delle prese a mare: qui lo scarico del lavandino è usato anche per l'aspirazione della pompa del cesso; questo permette anche, a valvola sul passascafo chiusa, di usare acqua dolce (anche quella già usata per lavarsi) per sciacquare la pompa del cesso.


Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
Esempio di pompa a membrana istallata alta nella cala vele.
beh, che dire... Splendida relazione. Praticamente un manuale. Infinite grazie Maestro!
Dapnia ti quoto al 1000% tutte cose per la sicurezza effettiva e reale,
sono pure sicuro che la grandissima maggioranza di chi naviga, ma naviga davvero, abbia una visione meno catastrofica dei possibili
avvenimenti che possano verificarsi in navigazioni anche se oceaniche.
Mi ripeto, scusate, sicurezza sempre, ma pippe mentali no.
In alternativa barca sull'invaso senza rischio di affondare.
dario
Dapnia, grazie per l'ampia e completa disquisizione.
Quando ho chiesto pareri sull'utilizzo della pompa motore per la sentina sono stato investito da male parole. Però il circuito da installare è così semplice che merita un pensierino. Acqua mare e sentina peraltro confluiscono entrambe nel filtro acqua motore che ferma le impurità potenzialmente pericolose per il circuito di raffreddamento.
Dielle1. A causa dello stesso stupido incidente, vedi passascafo, si affonda in oceano a mille miglia da terra così come in una stupida travisata di 50 miglia o davanti al porto di casa.
L'aspirazione motore può costituire una valida alternativa alle pompe elettriche, vincolate ad un impianto sempre vulnerabile, e alle pompe manuali, affidate alla resistenza fisica dell'equipaggio.
Solo un aneddoto. Tanti anni va, erano gli anni '70, eravamo in mare con una Alpa7 con motore entrobordo Vire a miscela.
Scendo in cabina e l'acqua mi arriva alle caviglie. C'era solo la pompa a mano, eravamo in due, ed il problema era se cercare la falla in due oppure pompare. Pompe elettriche non me esistevano e avremmo dato chissà cosa per una pompa che pompasse da sola, dato che il motore girava.
Tutto fini poi bene, perché l'acqua entrava dall'asse dll'elica, attraverso il manicotto ingrassa baderna da cui era saltato via il tappo di chiusura (troppo grasso e tappo poco impegnato sul filetto)
Ma che panico!!!!!
Citazione:dielle1 ha scritto:
Dapnia ti quoto al 1000% tutte cose per la sicurezza effettiva e reale,
sono pure sicuro che la grandissima maggioranza di chi naviga, ma naviga davvero, abbia una visione meno catastrofica dei possibili
avvenimenti che possano verificarsi in navigazioni anche se oceaniche.
Mi ripeto, scusate, sicurezza sempre, ma pippe mentali no.
In alternativa barca sull'invaso senza rischio di affondare.
dario

Sono solo una sessantina d'anni che vado per mare e non mi è mai successo di rischiare l'affondamento.
Acqua a bordo ne è entrata, ma non così spesso e mai in grandi quantità.
Fortuna? Forse, preparazione probabilmente, ma sulle mie barche c’era ugualmente tutto quel che serviva e tutto in ordine.
Anche in occasione di trasferimenti di altre barche, dopo l’ispezione preliminare, era comunque parecchia l’attrezzatura che ci portavamo dietro.
Una volta sola, una trentina d’anni fa, in una bolina un po' tirata, l'albero spingendo sulla chiglia ha aperto una fessura al torello, ma cambiando mure la situazione è migliorata; era un 8 metri SI, barca di oltre 50 anni, il motore non funzionava, non abbiamo potuto usare le pompe meccaniche e lo abbiamo rimpianto molto, anche se avrebbero aspirato solo poca acqua; ti assicuro che in quell’occasione avere avuto pompe manuali e braccia ridondanti ed efficienti è stato di gran conforto.
Detto questo, se qualcosa può contribuire alla sicurezza, ma principalmente alla tranquillità della navigazione, la consiglio sempre, forse si rivelerà inutile per anni, ma fa dormire sonni sereni.
E', infatti, molto tranquillizzante sapere di avere ogni tipo di attrezzatura pronta all’evenienza, pur sapendo e sperando di non usarle.
D’altro canto, io lo so per esperienza, ma basta anche solo leggere resoconti della preparazione di barche per navigazioni impegnative o per lunghe crociere e giornali o diari di traversate, per riscontrare che pippe mentali, chi naviga sul serio, se ne fa e molte (libri sull’argomento ce ne sono a centinaia).
Luciano, ho volutamente tralasciato il discorso degli interruttori automatici di sentina, dei rilevatori, degli allarmi, dei cicalini e cose varie, perché penso rientrino nella sfera degli impianti elettrici: e sono la trama di un altro film.
Oltre a 3 pompe di sentina montate fisso (due elettriche ed una manuale), per la grande emergenza teniamo nel gavone una soluzione “volante” confezionata pronta per l’uso, composta da pompa centrifuga sommersa di grande portata (7000litri/ora) con proprio tubo di scarico flessibile (5 metri, diametro 40mm) e 10metri di cavo elettrico (2x4mm) con spina 12V pre-cablata, che ci consente di aspirare grandi quantità di acqua da qualunque punto della barca. Come noto la portata delle pompe centrifughe e’ inversamente proporzionale alla prevalenza (dislivello fra punto di aspirazione e scarico). Pertanto buttando fuoribordo l’altra estremita’ del tubo di scarico, la pompa raggiunge la sua portata massima (quasi) nominale.
In 15anni la pompa “volante” l’abbiamo usato due volte: Una volta per aspirare qualche tonnellata di acqua entrata in cabina con mare mosso di prua attraverso il gavone della catena dell’ancora. Ci e’ voluto del tempo per scoprire l’origine del problema, e nel frattempo la pompa volante ci ha tenuto a galla. La seconda volta per assistere una barca in difficoltà che si era affiancata.
Costo totale della soluzione “volante”: 70Euro circa
Attenzione: le pompe centrifughe NON sono autoadescanti!
Per funzionare la girante deve essere immersa nel liquido pompato.
Posso confermare l'utilità di avere a bordo, come ultima chance, la disponibilità di una pompa di grande portata, preferibilmente collegabile direttamente al generatore, in caso di necessità ci salva la barca... e per necessità intendo acqua che entra a volontà... senza che i normali mezzi riescano a cacciarla... Smile
URL di riferimento