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Citazione:albert ha scritto:
Citazione:LiberaMente ha scritto:
Al di là delle considerazioni di conformità, io per fare la traversata una terza mano seria alla randa me la farei fare, magari anche a più del 40%.
La randa di cappa invece secondo me non è indispensabile, specie se per issarla bisogna togliere dala rotaia quella principale ...
Alla MSR a ottobre scorso (Cat 2) la randa di cappa era obbligatoria, per poterla issare abbiamo tagliato la rotaia all'altezza del penultimo carrello a randa ammainata, in modo da poter togliere dieci cm di rotaia, sfilare il carrello di testa della vela e il primo e infilare la randa di cappa, rimettendo poi il pezzo di rotaia con due viti (tanto in quel punto c'è carico 0). Quando sono venuti a fare i controlli hanno guardato il sacco e letto l'etichetta, sia per quella che per il fiocco da tempesta ... Se dentro avessimo avuto un lenzuolo era lo stesso.
La terza mano è richiesta anche per la Roma, cui ho visto che sei iscritto (saremo avversari).
Al di là delle considerazioni sulla 'conformità' e sulla bontà dei controlli, credo si stia parlando di salvaguardia delle attrezzature e delle vite umane in condizioni limite.
Un conto è dire 'faccio le regate davanti al porto' e quando ci sono 25 nodi attacco il mutur e vado al bar: allora qualsiasi trucco 'italico' per passare i controlli è simpatico e quasi lecito.
Un'altro è affrontare delle regate impegnative, in cui si è in mezzo al mare e si deve essere autosufficienti ed adeguarsi alla conformità per motivi burocratici e non reali.
Il fatto di pensare di doversi mettere con 50 nodi e mare molto agitato a svitare dei pezzi di rotaia sull'albero per inferire un'altra randa, lottando con due vele contemporaneamente, significa che, o vogliamo prendere per il . chi fa i controlli o, peggio, noi stessi ed il nostro equipaggio.
Poi arriva qualche depressione al Fastnet o alla Sidney Hobart e tutti perdono i . per qualche anno tutti sono . si torna come prima.
Scusate le . comincio ad avere l'età giusta per farle.
Ciao
Non vorrei iniziare polemiche senza senso ma 50 knt in Atlantico a novembre andando verso Sud... 
Inoltre, di nodi ne ho presi solo 40 in porto per 10 minuti e, almeno io, non riuscivo neanche a pensare, non si riesce a parlare e a stare in piedi. Altro che svitare e avvitare, sostituire, .?! Io appartengo ad un altro pianeta.
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Citazione:Conciaossa ha scritto:
Citazione:albert ha scritto:
Citazione:LiberaMente ha scritto:
Al di là delle considerazioni di conformità, io per fare la traversata una terza mano seria alla randa me la farei fare, magari anche a più del 40%.
La randa di cappa invece secondo me non è indispensabile, specie se per issarla bisogna togliere dala rotaia quella principale ...
Alla MSR a ottobre scorso (Cat 2) la randa di cappa era obbligatoria, per poterla issare abbiamo tagliato la rotaia all'altezza del penultimo carrello a randa ammainata, in modo da poter togliere dieci cm di rotaia, sfilare il carrello di testa della vela e il primo e infilare la randa di cappa, rimettendo poi il pezzo di rotaia con due viti (tanto in quel punto c'è carico 0). Quando sono venuti a fare i controlli hanno guardato il sacco e letto l'etichetta, sia per quella che per il fiocco da tempesta ... Se dentro avessimo avuto un lenzuolo era lo stesso.
La terza mano è richiesta anche per la Roma, cui ho visto che sei iscritto (saremo avversari).
Al di là delle considerazioni sulla 'conformità' e sulla bontà dei controlli, credo si stia parlando di salvaguardia delle attrezzature e delle vite umane in condizioni limite.
Un conto è dire 'faccio le regate davanti al porto' e quando ci sono 25 nodi attacco il mutur e vado al bar: allora qualsiasi trucco 'italico' per passare i controlli è simpatico e quasi lecito.
Un'altro è affrontare delle regate impegnative, in cui si è in mezzo al mare e si deve essere autosufficienti ed adeguarsi alla conformità per motivi burocratici e non reali.
Il fatto di pensare di doversi mettere con 50 nodi e mare molto agitato a svitare dei pezzi di rotaia sull'albero per inferire un'altra randa, lottando con due vele contemporaneamente, significa che, o vogliamo prendere per il . chi fa i controlli o, peggio, noi stessi ed il nostro equipaggio.
Poi arriva qualche depressione al Fastnet o alla Sidney Hobart e tutti perdono i . per qualche anno tutti sono . si torna come prima.
Scusate le . comincio ad avere l'età giusta per farle.
Ciao
Non vorrei iniziare polemiche senza senso ma 50 knt in Atlantico a novembre andando verso Sud... 
Inoltre, di nodi ne ho presi solo 40 in porto per 10 minuti e, almeno io, non riuscivo neanche a pensare, non si riesce a parlare e a stare in piedi. Altro che svitare e avvitare, sostituire, .?! Io appartengo ad un altro pianeta.
50 knt? ma sai quanti sono? Concia io vado al ristorante!
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Le barche attuali non si mettono più alla cappa, Piccoletto con il solo fiocco da tempesta. La terza mano ci vuole come ti ha suggerito Alberto. In caso di vento forte ammaini e imbrogli la randa e avanzi con la sola tormentina, l'importante è non cazzarla a ferro, deve avere sempre un pò di forma, non deve essere una tavola, come le tette delle donne che ci impongono i media, una toa da avar, trad: una tavola per lavare. Certo non puoi stringere più di tanto , ma 60°-70° c'è la fai, la barca corre e governa. Ovvio che se il vento è portante tiri su più vela e più forte vai , più sei sicuro. Secondo me di spi ce ne vogliono almeno 4, uno anche da 2,2 once e uno da o,75. La vela è un'opppppinione.
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scusate la domanda, ma una regata di categoria 'C' è 0 - 1 - 2 o 3???
Seul a la Barre, jamais seul au Bar! ------ www.irruenza.it
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Citazione:irruenza ha scritto:
una regata di categoria 'C'
Si riferisce alla pubblicità, non alla difficoltà.
Cioè dipende se puoi mettere l'adesivo del tuo sponsor personale sulle vele o sullo scafo o su vestiti e via diendo...
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Concia, ma perche'non prevedere la 3a mano? anche senza borosa.
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Grazie mille e scusate l'ignoranza....
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Io la randa di cappa l'avevo su una barca precedente, progetto anni 70, si montava su una rotaia indipendente che arrivava poco sotto le crocette, e quindi si issava con la randa normale ammainata e ben rizzata sul boma, usata forse due volte e mai alle andature portanti dove preferivo, con vento molto forte ammainare del tutto la randa e continuare sotto solo fiocco o trinchetta a secondo dell'intensita' del vento. Questa soluzione e' ovviamente piu' tranquilla, non dovendo piu' preoccuparsi della randa, sua ritenuta e possibili strambate involontarie o straorzate.
Per me e' invece indispensabile avere uno strallo di trinchetta robusto e relative volanti da mettere in funzione in caso di vento molto forte e dove poter issare delle vele robuste con garrocci dopo avver avvolto il genoa completamente sull'avvolgifiocco.
Quindi se devo essere sincero non ne vedo la necessita per una ARC, va invece sicuramente prevista una terza mano di terzaroli abbondante ben rinforzata, e questo non solo per la ARC, ma anche e sopratutto per il trasferimento, quando fai delle lunghe navigazioni se ti capitano i 40 nodi di vento devi essere preparato e saperli affrontare, non si puo' rientrare in porto.
A me e' capitato di bolinare volontariamente 40 nodi di vento reali con raffiche che passavano i 50 e mare ripido e incrociato, garantisco che non riesci quasi ragionare per il frastuono.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che intervengono con notevole competenza in questa sezione del forum che leggo spesso, non intervenendo mai, perche' non ho ne' l'esperienza ne' la competenza.
E quella dove ho piu' da imparare e lo faccio molto volentieri.
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Citazione:pegaso ha scritto:
non ne vedo la necessita per una ARC, va invece sicuramente prevista una terza mano di terzaroli abbondante ben rinforzata, e questo non solo per la ARC, ma anche e sopratutto per il trasferimento
quoto 100%, mai sentito che uno mettesse la randa di cappa in una traversata per alisei in buona stagione; possono anche capitare i 40 nodi sotto i groppi ma in mezz'ora è finito tutto basta tirar giù tutto, arrotolare e aspettare un po'
casomai, se si fa il trasferimento giusto giusto prima di partire, la probabilità di beccarsi il ventolone al largo del marocco a ottobre prima di arrivare alle canarie, dal PDV climatico è mille volte più elevata (me ancora relativamente bassa  ), tanto vale preoccuparsi li' più che durante la traversata vera e propria
probabilità, poi tutto è possibile
bv
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ho letto qualche post che esclude la possibilità di prendere un ventone durante la traversata. Allora, premettendo che non ho alcuna conoscenza delle statistiche meteomarine dell'atlantico che a parere di qualcuno quasi escluderebbe la possibilità di un simile evento, non mi convince l'approccio.
Durante una traversata atlantica, secondo me la barca deve essere attrezzata e l'equipaggio deve essere in grado di poter affrontare, per qualsiasi evenienza, un vento e mare molto duro, a qualunque andatura.
Non si può escludere a priori la necessità (ipotetica) di dover risalire, per qualche emergenza, un vento veramente forte.
Dovendo scegliere, ritengo più importante assicurare questa possibilità che investire, per esempio, in attrezzature elettroniche o similari sofisticate.
Lascio la parola ai navigatori atlantici...
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