01-02-2012, 16:18
In questa discussione si affrontano insieme delle questioni che sono in parte indipendenti una dall'altra. Sono solo accomunate nel concetto generale di 'sicurezza dell'impianto elettrico' della barca.
La discussione è partita dalla 'terra' nel collegamento alla Imarroncinichegalleggiano..... Questa protezione è obbligatoria ma è utile solo nel caso di possibilità di dispersioni che provochino contatti indiretti con la 220V. In generale va mantenuta.
Poi si sono esaminate altre questioni di sicurezza quali: interruttore differenziale in barca, magnetotermico, separazioni impianti b.t. e a.t.,generatori di tensione, inverter, collegamento alla Imarroncinichegalleggiano.... senza persone a bordo, pericolosità di certi apparecchi elettrici (es. boiler). Tutto ciò è utile ma è altra cosa.
Ulteriormente si è parlato del collegamento tra gli impianti di terra dell'impianto a 12V e di quello a 220V. Questo è un ulteriore argomento. Tutti hanno una 'terra' nell'impianto a 12V più o meno consapevolmente (negativo delle batterie collegato al motore che ha parti immerse che conducono). La piastra di massa è un qualche cosa di specifico, invece, che non tutti hanno. I negativi dei gruppi batterie sono in genere collegati insieme. Se c'è il rischio di dispersioni della 220V verso masse metalliche collegate all'impianto a 12V, il collegamento tra le due 'terre' (12V e 220V) va realizzato interponendo una separazione (isolatore galvanico, trasformatore 1:1).
Poi c'è la questione del bonding... Cioè del collegamento tra loro in una barca in VTR (in quelle di metallo non se ne può fare a meno) di tutte le parti metalliche della barca e di appositi zinchi. Molti non collegano con trecce di rame i passascafi, l'abero (se non è passante, ecc.), i pulpiti. L'unica parte che è obbligaorio gollegare alla 'terra' della barca è il bocchettone di imbarco del carburante. Poi ci sono i fulmini...
Volevo solo far riflettere che sono tutte questioni diverse e che per affrontarle tutte serve un trattato !!!!
La discussione è partita dalla 'terra' nel collegamento alla Imarroncinichegalleggiano..... Questa protezione è obbligatoria ma è utile solo nel caso di possibilità di dispersioni che provochino contatti indiretti con la 220V. In generale va mantenuta.
Poi si sono esaminate altre questioni di sicurezza quali: interruttore differenziale in barca, magnetotermico, separazioni impianti b.t. e a.t.,generatori di tensione, inverter, collegamento alla Imarroncinichegalleggiano.... senza persone a bordo, pericolosità di certi apparecchi elettrici (es. boiler). Tutto ciò è utile ma è altra cosa.
Ulteriormente si è parlato del collegamento tra gli impianti di terra dell'impianto a 12V e di quello a 220V. Questo è un ulteriore argomento. Tutti hanno una 'terra' nell'impianto a 12V più o meno consapevolmente (negativo delle batterie collegato al motore che ha parti immerse che conducono). La piastra di massa è un qualche cosa di specifico, invece, che non tutti hanno. I negativi dei gruppi batterie sono in genere collegati insieme. Se c'è il rischio di dispersioni della 220V verso masse metalliche collegate all'impianto a 12V, il collegamento tra le due 'terre' (12V e 220V) va realizzato interponendo una separazione (isolatore galvanico, trasformatore 1:1).
Poi c'è la questione del bonding... Cioè del collegamento tra loro in una barca in VTR (in quelle di metallo non se ne può fare a meno) di tutte le parti metalliche della barca e di appositi zinchi. Molti non collegano con trecce di rame i passascafi, l'abero (se non è passante, ecc.), i pulpiti. L'unica parte che è obbligaorio gollegare alla 'terra' della barca è il bocchettone di imbarco del carburante. Poi ci sono i fulmini...
Volevo solo far riflettere che sono tutte questioni diverse e che per affrontarle tutte serve un trattato !!!!
