Mammut
#18
Sento essere molto di moda la guaina termoretraibile.

Va benissimo nei cablaggi casalinghi, industriali leggeri e dove si tira via veloci.
NON in barca, sempre i.m.h.o., perchè diventano impermeabili solo nel trattenere l'acqua/umidità nelle giunzioni.
Molto meglio un avvolgimento molto tirato (strati resi sottili al limite di rottura e ben avvolti) di nastro autoagglomerante, prima sui singoli connettori e poi sul complesso della giunzione.
Ho dovuto aprire dopo anni delle giunzioni che avevo fatto a prua per sostituire le luci di via: erano perfette e formavano un corpo unico con la plastica degli isolamenti tanto che, per arrivare alla giunzione, ho dovuto 'sbucciarli' con un cutter.
Se esposti al sole è meglio rivestirli con un ulteriore strato sacrificale di autocoagulante bianco (quello nero teoricamente è migliore perchè meno caricato dalla sostanza colorante ma quello bianco si scalda meno): lasciate perdere il nastro normale perchè non regge e dopo un po' fa schifo

I rivestimenti liquidi sono efficaci nel loro campo d'impiego ma mi paiono poco gestibili in barca. Ottimi per terminare cime e drizze (ma anche qui io uso l'autoagglomerante).

I connettori compatti sono belli e utili se si deve distribuire un segnale o un polo; ma non sono logici come morsettiera (sono tutti in corto nel singolo pezzo) se non, a coppie, nei circuiti di prova per evitare di avvitare-svitare continuamente.
Navigare senza meta può farci scoprire orizzonti inaspettati!
Buon vento! by Mario
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