03-07-2013, 18:00
Mi dispiace aver generato forse un po' di confusione, provo a spiegare meglio quello che intendo e che rimane un opinione...
@Albert, quella randa non ha sicuramente la balumina chiusa e la vela è di certo svergolata (il che non vuol dire 'grassa') altrimenti non avanzerebbe molto, se tu chiudessi usando trasto e scotta invece non riuscirebbe a svergolare bene, questa secondo me è proprio la differenza tra le due manovre, una agisce in un punto direttamente sulla balumina e l'altra invece in modo uniforme sul boma. Le rande, oggi sempre più allunate in alto, mi obbligano a non esagerare con la tensione della scotta per non 'ribaltare' la parte alta. La gestione di una square-top ne esemplifica all'estremo le conseguenze. Come viene portata la randa nella foto è altrettanto estremo come modo, ma con le dovute accortezze e semplificazioni sarebbe applicabile a buone rande da crociera.
io credo che ogni regolazione in vela porti a delle modifiche delle 'prestazioni' anche se capisco benissimo che tali modifiche possano essere più o meno apprezzabili in base alla barca ed all'armo a cui sono applicate.
Non afferro molto bene il tuo concetto di sezioni orizzontali o verticali e, senza entrare in dispute Euleriane vs Lagrangiane, parlando genericamente di pancia della randa posso decidere se spostrala più vicino all'albero o alla balumina, se alzarla o abbassarla. Se decido di portarla a poppa e poi chiudo la balumina non permetto che il flusso continui laminare fino alla fine e diminuisco la portanza, viceversa se la porto molto vicino all'albero e poi lascio lasca la scotta perdo gran parte della vela, cosa che succede in maniera plateale in poppa se non punto vang...
però vi vedo tutti convinti che io stia sbagliando strada, probabilmente non riesco a capire il concetto e magari è lì semplice e chiaro davanti...
@Albert, quella randa non ha sicuramente la balumina chiusa e la vela è di certo svergolata (il che non vuol dire 'grassa') altrimenti non avanzerebbe molto, se tu chiudessi usando trasto e scotta invece non riuscirebbe a svergolare bene, questa secondo me è proprio la differenza tra le due manovre, una agisce in un punto direttamente sulla balumina e l'altra invece in modo uniforme sul boma. Le rande, oggi sempre più allunate in alto, mi obbligano a non esagerare con la tensione della scotta per non 'ribaltare' la parte alta. La gestione di una square-top ne esemplifica all'estremo le conseguenze. Come viene portata la randa nella foto è altrettanto estremo come modo, ma con le dovute accortezze e semplificazioni sarebbe applicabile a buone rande da crociera.
io credo che ogni regolazione in vela porti a delle modifiche delle 'prestazioni' anche se capisco benissimo che tali modifiche possano essere più o meno apprezzabili in base alla barca ed all'armo a cui sono applicate.
Non afferro molto bene il tuo concetto di sezioni orizzontali o verticali e, senza entrare in dispute Euleriane vs Lagrangiane, parlando genericamente di pancia della randa posso decidere se spostrala più vicino all'albero o alla balumina, se alzarla o abbassarla. Se decido di portarla a poppa e poi chiudo la balumina non permetto che il flusso continui laminare fino alla fine e diminuisco la portanza, viceversa se la porto molto vicino all'albero e poi lascio lasca la scotta perdo gran parte della vela, cosa che succede in maniera plateale in poppa se non punto vang...
però vi vedo tutti convinti che io stia sbagliando strada, probabilmente non riesco a capire il concetto e magari è lì semplice e chiaro davanti...
