09-05-2007, 18:31
la barca quando si muove nell'acqua genera delle onde che hanno una velocità pari a quella della barca medesima.
tale velocità è direttamente proporzionale alla lunghezza delle onde e al quadrato della loro altezza.
quando aumenta progressivamente la velocità succede ad un certo punto che l'onda diventa lunga quanto lo scafo e la barca naviga sulla cresta dell’onda con la prua e con la poppa sulla cresta retrostante.
in sostanza la barca naviga su un'onda avente una lunghezza uguale alla propria lungfhezza di galleggiamento.
a questo punto entra in gioco il moto laminare ovvero le particelle d’acqua che formano l’onda, particelle intese come catene di molecole, vengono spostate proprio dall’oggetto galleggiante e dalla prua scorrono lungo la carena secondo un moto laminare che genera attriti contenuti.
arrivate alla poppa le particelle si ricompongono (deformate o meglio distaccate dall’operaviva) e si ricongiungono a poppa.
una barca che naviga su un onda (che ribadisco essere stata da lei formata) anche più lunga del proprio galleggiamento fa si che si deturpi l’ordine prestabilito per la forma dell’onda stessa e raggiunta la poppa si trovano in una posizione non compatibile con la forma dell’onda stessa.
che succede quindi? succede che a poppa si genera una grossa turbolenza che aumenta oltremodo gli attriti (il moto laminare fa a farsi.... benedire) e di fatto si impedisce l’aumento ulteriore della velocità
in sostanza il raggiungimento della velocità critica nel moto dislocante è una condizione di equilibrio, un equilibrio generato dal raggiungimento di un limite superiore, una specie di “limitatore elettronico” della velocità per intenderci, ma condizionato non da un elemento esterno ma dalla geometria del sistema.
questa è la condizione fondamentale per la quyale barche con galleggiamento superiore hanno mediamente di bolina delle velocità superiori.
diverso il discorso della planata, della quale non ricordo quasi più una cippa lippa se non accroccare insieme le solite parole da bar sport per costuire un senso più o meno compiuto.
sicuramente l'andatura di poppa in planata (o surfata) rappresenta la condizione più favorevole per raggiungere le più alte velocità per ogni scafo che ha una parte considerevole immersa nell'acqua.
tale velocità è direttamente proporzionale alla lunghezza delle onde e al quadrato della loro altezza.
quando aumenta progressivamente la velocità succede ad un certo punto che l'onda diventa lunga quanto lo scafo e la barca naviga sulla cresta dell’onda con la prua e con la poppa sulla cresta retrostante.
in sostanza la barca naviga su un'onda avente una lunghezza uguale alla propria lungfhezza di galleggiamento.
a questo punto entra in gioco il moto laminare ovvero le particelle d’acqua che formano l’onda, particelle intese come catene di molecole, vengono spostate proprio dall’oggetto galleggiante e dalla prua scorrono lungo la carena secondo un moto laminare che genera attriti contenuti.
arrivate alla poppa le particelle si ricompongono (deformate o meglio distaccate dall’operaviva) e si ricongiungono a poppa.
una barca che naviga su un onda (che ribadisco essere stata da lei formata) anche più lunga del proprio galleggiamento fa si che si deturpi l’ordine prestabilito per la forma dell’onda stessa e raggiunta la poppa si trovano in una posizione non compatibile con la forma dell’onda stessa.
che succede quindi? succede che a poppa si genera una grossa turbolenza che aumenta oltremodo gli attriti (il moto laminare fa a farsi.... benedire) e di fatto si impedisce l’aumento ulteriore della velocità
in sostanza il raggiungimento della velocità critica nel moto dislocante è una condizione di equilibrio, un equilibrio generato dal raggiungimento di un limite superiore, una specie di “limitatore elettronico” della velocità per intenderci, ma condizionato non da un elemento esterno ma dalla geometria del sistema.
questa è la condizione fondamentale per la quyale barche con galleggiamento superiore hanno mediamente di bolina delle velocità superiori.
diverso il discorso della planata, della quale non ricordo quasi più una cippa lippa se non accroccare insieme le solite parole da bar sport per costuire un senso più o meno compiuto.
sicuramente l'andatura di poppa in planata (o surfata) rappresenta la condizione più favorevole per raggiungere le più alte velocità per ogni scafo che ha una parte considerevole immersa nell'acqua.
