20-09-2014, 11:30
Eh no fede, non 'dai'. E' fortemente indicativo di un certo tipo di mentalita' che arrivi una persona che ha appena fatto il corso a citare normative quando qui si parlava di come fare in sicurezza. E parimenti fortemente indicativo - ma sono certo di sbagliarmi - che inizi a fare ipotesi in campo che chiaramente non e' il proprio. Non 'dai'. Questi sono i motivi per i quali in altri paesi le cose si fanno, qui si rimane inchiodati, non serve mica andare tanto distante.
Dopo di che per la liberta individuale limitata dal legislatore, benissimo: ma molto piu alto e' il costo di sostenere tutta l' infrastruttura necessaria per il diporto, che per definizione e' appunto diporto. E non parliamo del costo di un salvataggio. Allora, giustamente, per seguire in quella che viene definita 'slippery slope' dagli anglofoni, proibiamo la nautica da diporto. E' la soluzione piu logica e con i minori costi sociali.
E a quel punto - ma anche quando si parli della degenza in ospedale se mi faccio male - salta fuori naturale una domanda: ma se per evitare i costi sociali lo stato ritiene opportuno non fornire i servizi, le tasse (e sono tante) cosa le pago a fare? In nome di un contratto sociale che appunto non c'e'? Ops.
Dopo di che sono d' accordo con te, bada, che sia necessario ed auspicabile operare in assoluta sicurezza, anche e soprattutto perche' di tour in ospedale ne ho gia fatti abbastanza. Ma appunto, sicurezza sostanziale: drizze *che reggano*, imbraghi *opportuni*, connettori vari (grill maniglie sagolini etc) parimenti piu a prova di sfiga possibile... etc. Ma se qualcuno mi viene a dire che una drizza in Dyneema con carico di rottura di parecchie tonnellate non va bene perche' non e' omologata per arrampicare, beh, lo invito a salire con la cineseria sicuramente omologata (perche' c'e' anche quell' aspetto...). Ma io sto a debita distanza.
Dopo di che per la liberta individuale limitata dal legislatore, benissimo: ma molto piu alto e' il costo di sostenere tutta l' infrastruttura necessaria per il diporto, che per definizione e' appunto diporto. E non parliamo del costo di un salvataggio. Allora, giustamente, per seguire in quella che viene definita 'slippery slope' dagli anglofoni, proibiamo la nautica da diporto. E' la soluzione piu logica e con i minori costi sociali.
E a quel punto - ma anche quando si parli della degenza in ospedale se mi faccio male - salta fuori naturale una domanda: ma se per evitare i costi sociali lo stato ritiene opportuno non fornire i servizi, le tasse (e sono tante) cosa le pago a fare? In nome di un contratto sociale che appunto non c'e'? Ops.
Dopo di che sono d' accordo con te, bada, che sia necessario ed auspicabile operare in assoluta sicurezza, anche e soprattutto perche' di tour in ospedale ne ho gia fatti abbastanza. Ma appunto, sicurezza sostanziale: drizze *che reggano*, imbraghi *opportuni*, connettori vari (grill maniglie sagolini etc) parimenti piu a prova di sfiga possibile... etc. Ma se qualcuno mi viene a dire che una drizza in Dyneema con carico di rottura di parecchie tonnellate non va bene perche' non e' omologata per arrampicare, beh, lo invito a salire con la cineseria sicuramente omologata (perche' c'e' anche quell' aspetto...). Ma io sto a debita distanza.
