09-10-2015, 09:10
Per imparare a "leggere" bene l'immagine di un radar va tenuto presente che cio' che si vede non e' la forma degli oggetti ma la sagoma della superficie riflettente rivolta verso l'apparecchio, ovvero cio' che viene rappresentato e' solo la superficie anteriore degli oggetti (un po' come vedere dall'alto i villaggi dei film in cui delle case c'e' solo la facciata).
A quanto detto va aggiunto che il fascio radar non e' molto sottile (almeno nel caso dei radar per diporto) e quindi il dettaglio delle sagome, pur sufficiente a riconoscerle, non e' molto nitido (anche nei piu' recenti tipi) e che le superfici non tanto verticali (spiagge ad esempio) possono non riflettere abbastanza da venir rappresentate (per questo fenomeno si osserva che la linea costiera vista dal radar spesso e' molti metri indietro rispetto ai margini dei litorali sabbiosi).
Ultima osservazione e' che la dimensione dell'eco di un singolo oggetto (imbarcazione) puo' talora non corrispondere alla sua dimensione perche' taluni oggetti piccoli possono essere piu' riflettenti di altri grandi (e' il caso di una boa o meda "radarabile" che, essendo dotata di riflettore molto efficiente, appare come un'imbarcazione di medie dimensioni o piu').
Qui una spiegazione un po' generalizzata sul suo principio di funzionamento: www.ninobixio.com/uploads/pdf/radar_d7deb1700622abb29fbdee54a81ad597.pdf .
Tenendo conto di questi presupposti e con una discreta impostazione dei parametri dell'apparecchio con un numero discreto di osservazioni (iniziando in un luogo fermo un po' al largo perche' in porto c'e' troppa "confusione" e non e' certo il luogo adatto per esercitarsi) piano piano si impara a riconoscere gli oggetti se sono fissi o mobili e cosi' via, io ci ho impiegato un bel po' e solo dopo due anni mi sono permesso di sperimentare un'ingresso "cieco" nel mio marina (con un amico al timone pronto ad intervenire se avessi sbagliato), come prima azione comunque suggerisco di leggere con cura il manuale e poi procedere impostando prima il Guadagno e poi le altre funzioni e infine, raggiunto un livello soddisfacente, passando all'impostazione "automatica" di tali parametri (il radar si "ricorda" delle nostre preimpostazioni manuali e le migliora eseguendone la taratura fine).
Per quanto riguarda il rischio di radiazione (per non farci esagerate ed inutili paure e per comportarci correttamente evitando ogni rischio) invito a leggere questa discussione e in particolare i documenti indirizzati dai link in essa contenuti:
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=48529
A quanto detto va aggiunto che il fascio radar non e' molto sottile (almeno nel caso dei radar per diporto) e quindi il dettaglio delle sagome, pur sufficiente a riconoscerle, non e' molto nitido (anche nei piu' recenti tipi) e che le superfici non tanto verticali (spiagge ad esempio) possono non riflettere abbastanza da venir rappresentate (per questo fenomeno si osserva che la linea costiera vista dal radar spesso e' molti metri indietro rispetto ai margini dei litorali sabbiosi).
Ultima osservazione e' che la dimensione dell'eco di un singolo oggetto (imbarcazione) puo' talora non corrispondere alla sua dimensione perche' taluni oggetti piccoli possono essere piu' riflettenti di altri grandi (e' il caso di una boa o meda "radarabile" che, essendo dotata di riflettore molto efficiente, appare come un'imbarcazione di medie dimensioni o piu').
Qui una spiegazione un po' generalizzata sul suo principio di funzionamento: www.ninobixio.com/uploads/pdf/radar_d7deb1700622abb29fbdee54a81ad597.pdf .
Tenendo conto di questi presupposti e con una discreta impostazione dei parametri dell'apparecchio con un numero discreto di osservazioni (iniziando in un luogo fermo un po' al largo perche' in porto c'e' troppa "confusione" e non e' certo il luogo adatto per esercitarsi) piano piano si impara a riconoscere gli oggetti se sono fissi o mobili e cosi' via, io ci ho impiegato un bel po' e solo dopo due anni mi sono permesso di sperimentare un'ingresso "cieco" nel mio marina (con un amico al timone pronto ad intervenire se avessi sbagliato), come prima azione comunque suggerisco di leggere con cura il manuale e poi procedere impostando prima il Guadagno e poi le altre funzioni e infine, raggiunto un livello soddisfacente, passando all'impostazione "automatica" di tali parametri (il radar si "ricorda" delle nostre preimpostazioni manuali e le migliora eseguendone la taratura fine).
Per quanto riguarda il rischio di radiazione (per non farci esagerate ed inutili paure e per comportarci correttamente evitando ogni rischio) invito a leggere questa discussione e in particolare i documenti indirizzati dai link in essa contenuti:
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=48529
