28-03-2009, 15:51
Renato,aggiungo un pezzettino di storia alla tua felicità <legnaiola> (grazie di tutto).
La Marina militare italiana chiedeva per i remi in faggio delle sue lance la massima qualità di costruzione; un mio amico che glieli costruiva mi raccontava che andavano in un bosco privato della Basilicata (mai saputo)e a tempo debito ordinavano il taglio di alberi specifici,come già detto dall'amico Moscato:
<<Poi c'è il tipo di pianta, non di legno, ma dell'individuo-albero: a seconda di dove cresce, se riparato da intemperie, non si carica di neve d'inverno, non patisce siccità d'estate, se ha molti alberi vicini o è un solitario, se cresce su un pendio molto ripido, etc., le caratteristiche meccaniche del legno ottenuto saranno tremendamente diverse.>>
Poi con la tecnica a <spacco> ricavavano un pezzo unico senza anomalie e iniziava la lenta lavorazione sino a dargli la forma definitiva, veri capolavori...
La Marina militare italiana chiedeva per i remi in faggio delle sue lance la massima qualità di costruzione; un mio amico che glieli costruiva mi raccontava che andavano in un bosco privato della Basilicata (mai saputo)e a tempo debito ordinavano il taglio di alberi specifici,come già detto dall'amico Moscato:
<<Poi c'è il tipo di pianta, non di legno, ma dell'individuo-albero: a seconda di dove cresce, se riparato da intemperie, non si carica di neve d'inverno, non patisce siccità d'estate, se ha molti alberi vicini o è un solitario, se cresce su un pendio molto ripido, etc., le caratteristiche meccaniche del legno ottenuto saranno tremendamente diverse.>>
Poi con la tecnica a <spacco> ricavavano un pezzo unico senza anomalie e iniziava la lenta lavorazione sino a dargli la forma definitiva, veri capolavori...
