07-10-2016, 22:37
(07-10-2016, 15:56)einstein Ha scritto:Sapevo che solo tu mi potevi capire.(07-10-2016, 07:53)TestaCuore Ha scritto: Ed allora? Se si riuscisse a leggerla la raffica quando arriva (e non tutti sono in grado di farlo), forse la cosa migliore per sfruttarla e risalire realmente è quella di accelerare poco prima (ossia poggiando qualche grado e mollando le vele di conseguenza), in modo da avere una migliore portanza idrodinamica, data dalla maggiore velocità acquisita , che ci consentirà di risalire realmente di più quando ci ritroveremo nel mezzo della raffica, uscendo già in assetto e veloci quando essa terminerà.
Che ne pensate?
Penso che si tratti di una buona tecnica, infatti è molto simile a quella per VT sotto i 9/10 nodi; qui però stiamo parlando di raffiche sopra vento medio di 12/13 nodi, quando ad un aumento del vento reale di 2/3 nodi corrisponde una velocità imbarcazione di più o meno un decimo di nodo; quindi, poiché il tempo necessario alla barca per accelerare e decelerare ad una nuova VT è minimo, meglio timonare a "sensazione", secondo l'angolo di sbandamento e i filetti.
ciao
Certo che con venti leggeri, alla raffica (da stessa direzione) conviene mantenere la rotta o addirittura leggermente poggiare per raggiungere la VT, perché si parla di guadagni . è un conto.
In questo caso, invece si parla di esaminare il comportamento della barca dall'esterno; sarebbe ideale esaminarlo con un sistema di tracking con sovrapposta una mappa animata del vento; comprenderemmo, probabilmente, che non è tutto come sembra.
Questa teoria si basa non tanto sulla velocità ed accelerazione quanto piuttosto sulla capacità effettiva di risalire la raffica.
Io non voglio convincere nessuno e non voglio nemmeno dire che questa sia la tecnica migliore.
Probabilmente io non riuscirò mai nemmeno a . di sicuro la proverò
