17-01-2026, 09:57
Sinceramente lo ho già fatto in altre discussioni, cmq ci riprovo:
Non conosco l'inverter che hai ma non credo sia "bifase", come non conosco l'impianto che hai, quindi descrivo quello che si fa normalmente per sfruttare al meglio l'impianto Ac230V esistente.
Di solito l'inverter o il generatore viene collegato in modo da alimentare lo stesso impianto a 230Vac pre-esistente, con l'attenzione di escludere (se sotto inverter) il boiler i caricabatterie etc...
Per fare questa commutazione si può operare con un commutatore a più vie, (2 le si usano per lo scambio Inverter/Shore-power, altre 2 per escludere il boiler, ed i caricabatterie etc, oppure con contattori interbloccati), la sostanza non cambia, le linee provenienti da sorgenti diverse DEVONO essere fra loro completamente isolate.
Se si ha una sorgente autonoma a 230Vac a bordo, è obbligatorio avere un dispersore di terra, la UNI 13297 permette di utilizzare le appendici metalliche immerse, bulbo, albero dell'elica etc... Io non lo consiglio per problemi di correnti impresse dalle colonnine dei Marina, può accadere (e accade) quando si è collegati alla rete Ac dei marina in assenza di un trsformatore di isolamento,
come dispersore chiedo che venga installata una piastra in rame sferitico (anche piccola), essendo di sicuro una zona umida, pretendo rame stagnato e capicorda saldati, la piastra ovviamente deve essere in posizione sempre immersa, ed i suoi perni diventano il nodo EP (punto di equipotenziale), dove TUTTE le terre delle apparecchiature e prese a 230Vac devono essere collegate.
A questo punto se si è operato bene, l'impianto a 230Vac esistente dovrebbe avere già interruttori differenziali (Salvavita) puri o abbinati a MagnetoTermici, è sufficiente collegare una delle due polarità a 230Vac in uscita dall'inverter all'EP e gli interruttori differenziali funzioneranno anche sotto inverter.
Il conduttore di Neutro franco a Terra è condizione fondamentale (!) per far funzionare l'interruttore differenziale, in esso i due conduttori (fase e neutro) passano dentro un toroide (trasformatore amperometrico,TA), se le due correnti (di verso opposto) sono uguali, l'uscita del TA è nulla e l'interruttore sta chiuso, se invece la differenza fra i due conduttori supera i 30 mA, esso apre (e deve farlo entro 100 mS per legge).
Molte apparecchiature in commercio, combinati Inverter/caricabatterie fanno questo in autonomia, scambiano le linee: Shore-power / Inverter / Generatore, e mettono una polarità dell'inverter a terra quando manca la rete 230Vac esterna.
Su barche in carbonio invece spesso si ricorre ad un sistema isolato (IT), non si utilizzano interruttori differenziali ma si ricorre ad un monitoraggio continuo dell'isolamento fra linea Ac e terra, con allarmi collegati a soglie prestabilite.
Credimi, non ho idea di come collegheresti 2 salvavita su due fasi non avendo un neutro ! ma soprattutto se non hai una distribuzione con Neutro franco a terra gli interruttori differenziali non possono rilevare differenze fra i conduttori.
La soluzione che ho indicato credo sia la più semplice, permette di sfruttare l'impianto Ac di bordo e mantiene la sicurezza contro l'elettrocuzione.
Comunque, girando per barche, nonostante i differenziali siano stati introdotti prima degli anni 2000, continuo a trovare linee sotto inverter o generatori (anche da 40 KVA) senza protezione, cioè il differenziale lo mettono, solo che facendo un test con gli strumenti non interviene...! e sempre a causa dell'assenza del Neutro franco a Terra.
Buon vento,
M
Non conosco l'inverter che hai ma non credo sia "bifase", come non conosco l'impianto che hai, quindi descrivo quello che si fa normalmente per sfruttare al meglio l'impianto Ac230V esistente.
Di solito l'inverter o il generatore viene collegato in modo da alimentare lo stesso impianto a 230Vac pre-esistente, con l'attenzione di escludere (se sotto inverter) il boiler i caricabatterie etc...
Per fare questa commutazione si può operare con un commutatore a più vie, (2 le si usano per lo scambio Inverter/Shore-power, altre 2 per escludere il boiler, ed i caricabatterie etc, oppure con contattori interbloccati), la sostanza non cambia, le linee provenienti da sorgenti diverse DEVONO essere fra loro completamente isolate.
Se si ha una sorgente autonoma a 230Vac a bordo, è obbligatorio avere un dispersore di terra, la UNI 13297 permette di utilizzare le appendici metalliche immerse, bulbo, albero dell'elica etc... Io non lo consiglio per problemi di correnti impresse dalle colonnine dei Marina, può accadere (e accade) quando si è collegati alla rete Ac dei marina in assenza di un trsformatore di isolamento,
come dispersore chiedo che venga installata una piastra in rame sferitico (anche piccola), essendo di sicuro una zona umida, pretendo rame stagnato e capicorda saldati, la piastra ovviamente deve essere in posizione sempre immersa, ed i suoi perni diventano il nodo EP (punto di equipotenziale), dove TUTTE le terre delle apparecchiature e prese a 230Vac devono essere collegate.
A questo punto se si è operato bene, l'impianto a 230Vac esistente dovrebbe avere già interruttori differenziali (Salvavita) puri o abbinati a MagnetoTermici, è sufficiente collegare una delle due polarità a 230Vac in uscita dall'inverter all'EP e gli interruttori differenziali funzioneranno anche sotto inverter.
Il conduttore di Neutro franco a Terra è condizione fondamentale (!) per far funzionare l'interruttore differenziale, in esso i due conduttori (fase e neutro) passano dentro un toroide (trasformatore amperometrico,TA), se le due correnti (di verso opposto) sono uguali, l'uscita del TA è nulla e l'interruttore sta chiuso, se invece la differenza fra i due conduttori supera i 30 mA, esso apre (e deve farlo entro 100 mS per legge).
Molte apparecchiature in commercio, combinati Inverter/caricabatterie fanno questo in autonomia, scambiano le linee: Shore-power / Inverter / Generatore, e mettono una polarità dell'inverter a terra quando manca la rete 230Vac esterna.
Su barche in carbonio invece spesso si ricorre ad un sistema isolato (IT), non si utilizzano interruttori differenziali ma si ricorre ad un monitoraggio continuo dell'isolamento fra linea Ac e terra, con allarmi collegati a soglie prestabilite.
Credimi, non ho idea di come collegheresti 2 salvavita su due fasi non avendo un neutro ! ma soprattutto se non hai una distribuzione con Neutro franco a terra gli interruttori differenziali non possono rilevare differenze fra i conduttori.
La soluzione che ho indicato credo sia la più semplice, permette di sfruttare l'impianto Ac di bordo e mantiene la sicurezza contro l'elettrocuzione.
Comunque, girando per barche, nonostante i differenziali siano stati introdotti prima degli anni 2000, continuo a trovare linee sotto inverter o generatori (anche da 40 KVA) senza protezione, cioè il differenziale lo mettono, solo che facendo un test con gli strumenti non interviene...! e sempre a causa dell'assenza del Neutro franco a Terra.
Buon vento,
M
L'ottimismo è solo carenza di informazioni...
