17-01-2026, 17:52
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-01-2026, 17:59 da Resolution.)
(17-01-2026, 09:57)maema Ha scritto: Ti ringrazio e provo ad inserirmi nel tuo testo per le delucidazioni del caso
Sinceramente lo ho già fatto in altre discussioni, cmq ci riprovo:
Non conosco l'inverter che hai ma non credo sia "bifase", come non conosco l'impianto che hai, quindi descrivo quello che si fa normalmente per sfruttare al meglio l'impianto Ac230V esistente.
Bifase non è il termine corretto, diciamo che no esce un neutro a zero verso la terra della banchina
Di solito l'inverter o il generatore viene collegato in modo da alimentare lo stesso impianto a 230Vac pre-esistente, con l'attenzione di escludere (se sotto inverter) il boiler i caricabatterie etc...
E' così, anche se boiler e aria condizionata rimangono sotto inverter, l'impianto ce la fa
Per fare questa commutazione si può operare con un commutatore a più vie, (2 le si usano per lo scambio Inverter/Shore-power, altre 2 per escludere il boiler, ed i caricabatterie etc, oppure con contattori interbloccati),
Io ho optato per una più banale spina che possa alternativamente collegare la rete in barca all'uscita dell'inverter o alla banchina
la sostanza non cambia, le linee provenienti da sorgenti diverse DEVONO essere fra loro completamente isolate.
Se si ha una sorgente autonoma a 230Vac a bordo, è obbligatorio avere un dispersore di terra, la UNI 13297 permette di utilizzare le appendici metalliche immerse, bulbo, albero dell'elica etc... Io non lo consiglio per problemi di correnti impresse dalle colonnine dei Marina, può accadere (e accade) quando si è collegati alla rete Ac dei marina in assenza di un trsformatore di isolamento,
E' quello che suggerivo, tenendo presente che non ho nessuna appendice metallica in acqua (catamarano con motore FB sollevabile)
come dispersore chiedo che venga installata una piastra in rame sferitico (anche piccola), essendo di sicuro una zona umida, pretendo rame stagnato e capicorda saldati, la piastra ovviamente deve essere in posizione sempre immersa, ed i suoi perni diventano il nodo EP (punto di equipotenziale), dove TUTTE le terre delle apparecchiature e prese a 230Vac devono essere collegate.
OK
A questo punto se si è operato bene, l'impianto a 230Vac esistente dovrebbe avere già interruttori differenziali (Salvavita) puri o abbinati a MagnetoTermici, è sufficiente collegare una delle due polarità a 230Vac in uscita dall'inverter all'EP e gli interruttori differenziali funzioneranno anche sotto inverter.
Collegare una fase alla terra della barca (EP) mi lasciava dei dubbi, E'SICURO?
Il conduttore di Neutro franco a Terra è condizione fondamentale (!) per far funzionare l'interruttore differenziale, in esso i due conduttori (fase e neutro) passano dentro un toroide (trasformatore amperometrico,TA), se le due correnti (di verso opposto) sono uguali, l'uscita del TA è nulla e l'interruttore sta chiuso, se invece la differenza fra i due conduttori supera i 30 mA, esso apre (e deve farlo entro 100 mS per legge).
Molte apparecchiature in commercio, combinati Inverter/caricabatterie fanno questo in autonomia, scambiano le linee: Shore-power / Inverter / Generatore, e mettono una polarità dell'inverter a terra quando manca la rete 230Vac esterna.
devo verificare sul mio, so solo che ha l'automatismo di scelta tra banchina (in priorità) e batteria
Su barche in carbonio invece spesso si ricorre ad un sistema isolato (IT), non si utilizzano interruttori differenziali ma si ricorre ad un monitoraggio continuo dell'isolamento fra linea Ac e terra, con allarmi collegati a soglie prestabilite.
Credimi, non ho idea di come collegheresti 2 salvavita su due fasi non avendo un neutro ! ma soprattutto se non hai una distribuzione con Neutro franco a terra gli interruttori differenziali non possono rilevare differenze fra i conduttori.
La mia idea era di non collegare nessuna fase uscente dall'inverter all'EP e quindi mantenere, passami il termine, la "bifase". Se ho due fasi distinte pensavo di mettere due differenziali ogniuno collegato fase1-EP e fase2-EP. Ovvio che se tu mi dici che posso collegare una fase dell'inverter all'EP (e così tutte le carcasse degli apparati, l'inverter stesso, il frigo a 230VAC, il boiler 230VAC ecc) allora questa è sicuramente la soluzione migliore.
Attenzione che non so come l'inverter, che è anche caricabatteria, come fa a commutare tra banchina e batteria, nel senso che se si trovasse il collegamento dalla banchina e la sua fase collegata a EP, non fa casino?
La soluzione che ho indicato credo sia la più semplice, permette di sfruttare l'impianto Ac di bordo e mantiene la sicurezza contro l'elettrocuzione.
Comunque, girando per barche, nonostante i differenziali siano stati introdotti prima degli anni 2000, continuo a trovare linee sotto inverter o generatori (anche da 40 KVA) senza protezione, cioè il differenziale lo mettono, solo che facendo un test con gli strumenti non interviene...! e sempre a causa dell'assenza del Neutro franco a Terra.
Ed è quello che vorrei evitare
Se mi confermi che posso collegare una fase dell'inverter all'EP ho risolto senza dover cambiare altro
Buon vento,
anche a te e grazie del tempo che mi dedichi
M
ancora una volta succede che quando scrivo "banchina" il testo che mi compare è "i marronciniche galleggiano"
Voi cosa leggete? anche qui succede e quindi provo a scrivere diversamente "b a nch i na"
Mario
Ex Resolution, ora Albachiara
“La vera ignoranza non è la mancanza di conoscenza, ma il rifiuto di acquisirla”.
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