27-07-2026, 09:21
Bèh dopo un annetto di assenza trattandosi di lavori mi rifaccio vivo, saluti a tutti gli adv in ascolto, un pò mi mancava questa specie di esame di coscienza/confronto o promemoria che si fa mettendo nero su bianco le cose.
Dopo maledettamente poche uscite (le Tremiti a 20 miglia sono una gran cosa) mi sono determinato ad effettuare le modifiche cui stavo pensando nelle mie precedenti e varie altre.
Il cantiere a Rodi mi aveva promesso l'alaggio per fine maggio ma siamo arrivati a luglio, l'estate è andata ma l'importante è che (dotato di piano di sicurezza) mi lascino lavorare in piazzale.
Lavori principali
- eliminazione timoni sui galleggianti e posizionamento sullo scafo centrale
- accorciamento delle crocette, (sarebbe bello eliminarle del tutto) e istallazione sartie basse fissate al perimetro della tuga/coperta per sostenere l’albero durante la chiusura/apertura scafi.
- istallazione di coni in acciaio per eliminare definitivamente i piccoli giochi nell'attacco delle travi (specie le anteriori) sulla coperta
- pitturare albero bianco o nero, la resina si è confermata non UV ed è completamente ingiallito, controllo luci (fanale motore e luci coperta non vanno), posizionamento segnavento più visibile, sarebbe bello disalberare ma in cantiere non sono attrezzati.
- pitturare di bianco antisdrucciolo tutti i boccaporti rossi ed i galleggianti beige (ove si deambula), oggi sono assolutamente ustionanti. Impressionante la differenza con il bianco.
- posizionare due winch in prossimità del tratto della randa, oggi la scotta pur demoltiplicata x8 con vento è ingestibile (in sicurezza)
- dimezzare la capacità del serbatoio dell'acqua, con i 400 lt attuali affondo la poppa.
Le prime due sono modifiche del progetto originale per cui ho chiesto conferma a LeRouge il quale manco a dirlo le ha giudicate senza troppi commenti stupidaggini e senza alcun senso tecnico. Direi che con LeRouge ho chiuso, dopo diversi incubi di manovre in porto con i due timoni non ho più dubbi, mentre per le crocette condivido le perplessità. Per i timoni ne è davvero convinto tanto che li ha previsti doppi anche per il Libertist di soli 8 m (serie fatta dal polacco Rega Yacht in non so in quanti esemplari, praticamente il mio progetto scalato).
I problemi dei timoni sui galleggianti sono vari: gli scafetti sono sollevati una 20tina di cm e per i successivi 20/30cm dal pelo dell’acqua non generano una spinta rilevante rispetto ad un timone posizionato interamente a -50 cm. Poi la complicazione dei rinvii smontabili per chiudere gli scafi, tutto un gioco di tiranti e sganci assolutamente inaffidabile. E poi l’impossibilità di manovrare a scafi entrambi chiusi. Meglio una bella barra in pozzetto e morta lì.
Per contro non facendolo abattibile fisso il pescaggio a 1,4 m, se mi incaglio non potendo sbandare che si fa?
Per le crocette il problema è che ruotando l'albero (anche di poco) finiscono per straziare il fiocco impedendo di cazzarlo a segno (da qui l'idea di accorciarle).
Secondariamente l’incubo di vedere l'albero oscillare in bando se non si controlla la lunghezza delle sartie durante l’apertura /chiusura degli scafetti mi ha fatto decidere per l’istallazione di due sartie basse fissate alla tuga. A questo punto FORSE le crocette (accorciate) non servono più del tutto, ah saperlo.
A giugno in una operazione di apertura/chiusura del galleggiante dx per posizionare i due coni di centraggio travi/coperta, hanno ceduto le saldature della strutturina di acciaio che posiziona i 3 tiranti sotto al trave, pare che la saldatura tig fosse insufficiente (allego foto). Quindi scala e paranco per sostenere il galleggiante, distacco dei tiranti ed estrazione strutturina per riparazione dal fabbro locale. Il buon senso mi obbliga a fare lo stesso anche all'altro bordo.
Dopo maledettamente poche uscite (le Tremiti a 20 miglia sono una gran cosa) mi sono determinato ad effettuare le modifiche cui stavo pensando nelle mie precedenti e varie altre.
Il cantiere a Rodi mi aveva promesso l'alaggio per fine maggio ma siamo arrivati a luglio, l'estate è andata ma l'importante è che (dotato di piano di sicurezza) mi lascino lavorare in piazzale.
Lavori principali
- eliminazione timoni sui galleggianti e posizionamento sullo scafo centrale
- accorciamento delle crocette, (sarebbe bello eliminarle del tutto) e istallazione sartie basse fissate al perimetro della tuga/coperta per sostenere l’albero durante la chiusura/apertura scafi.
- istallazione di coni in acciaio per eliminare definitivamente i piccoli giochi nell'attacco delle travi (specie le anteriori) sulla coperta
- pitturare albero bianco o nero, la resina si è confermata non UV ed è completamente ingiallito, controllo luci (fanale motore e luci coperta non vanno), posizionamento segnavento più visibile, sarebbe bello disalberare ma in cantiere non sono attrezzati.
- pitturare di bianco antisdrucciolo tutti i boccaporti rossi ed i galleggianti beige (ove si deambula), oggi sono assolutamente ustionanti. Impressionante la differenza con il bianco.
- posizionare due winch in prossimità del tratto della randa, oggi la scotta pur demoltiplicata x8 con vento è ingestibile (in sicurezza)
- dimezzare la capacità del serbatoio dell'acqua, con i 400 lt attuali affondo la poppa.
Le prime due sono modifiche del progetto originale per cui ho chiesto conferma a LeRouge il quale manco a dirlo le ha giudicate senza troppi commenti stupidaggini e senza alcun senso tecnico. Direi che con LeRouge ho chiuso, dopo diversi incubi di manovre in porto con i due timoni non ho più dubbi, mentre per le crocette condivido le perplessità. Per i timoni ne è davvero convinto tanto che li ha previsti doppi anche per il Libertist di soli 8 m (serie fatta dal polacco Rega Yacht in non so in quanti esemplari, praticamente il mio progetto scalato).
I problemi dei timoni sui galleggianti sono vari: gli scafetti sono sollevati una 20tina di cm e per i successivi 20/30cm dal pelo dell’acqua non generano una spinta rilevante rispetto ad un timone posizionato interamente a -50 cm. Poi la complicazione dei rinvii smontabili per chiudere gli scafi, tutto un gioco di tiranti e sganci assolutamente inaffidabile. E poi l’impossibilità di manovrare a scafi entrambi chiusi. Meglio una bella barra in pozzetto e morta lì.
Per contro non facendolo abattibile fisso il pescaggio a 1,4 m, se mi incaglio non potendo sbandare che si fa?
Per le crocette il problema è che ruotando l'albero (anche di poco) finiscono per straziare il fiocco impedendo di cazzarlo a segno (da qui l'idea di accorciarle).
Secondariamente l’incubo di vedere l'albero oscillare in bando se non si controlla la lunghezza delle sartie durante l’apertura /chiusura degli scafetti mi ha fatto decidere per l’istallazione di due sartie basse fissate alla tuga. A questo punto FORSE le crocette (accorciate) non servono più del tutto, ah saperlo.
A giugno in una operazione di apertura/chiusura del galleggiante dx per posizionare i due coni di centraggio travi/coperta, hanno ceduto le saldature della strutturina di acciaio che posiziona i 3 tiranti sotto al trave, pare che la saldatura tig fosse insufficiente (allego foto). Quindi scala e paranco per sostenere il galleggiante, distacco dei tiranti ed estrazione strutturina per riparazione dal fabbro locale. Il buon senso mi obbliga a fare lo stesso anche all'altro bordo.
