22-06-2009, 20:17
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 22-06-2009, 20:21 da meolo.)
<blockquote id='quote][size='1' face='Verdana,Arial,Helveti' id='quote]Citazione:<hr height='1' noshade id='quote]Messaggio inserito da Federico 235
io sono sempre stato affascinato dai ketch, e la mia barca ideale è molto simile ad un Amel 54
però devo dire che sono incuriosito dai cutter anche se non ho mai navigato su una barca armata cosi ne, onestamente, capisco bene i vantaggi della doppia vela di prua, anzi se me li spiegate in poche parole ve ne sarei grato.
ps - anche a me l'idea di avere 2 alberi da maggiore sicurezza piuttosto che averne uno altissimo
<hr height='1' noshade id='quote]</blockquote id='quote][color='quote]
Federico nella pratica e in poche parole
In un cutter lo strallo della trinchetta ti consente di inferire vele più piccole, generalmente a prua si ha il genova con il rolla che ridotto rende male e si sforma.
La barca risulta più bilanciata prendendo mani con la randa.
Inferire la vela è più facile che all'estrema prua come per un fiocco.
In sostanza
Se non hai il marocchino se no vengono giu tutti e 2

io sono sempre stato affascinato dai ketch, e la mia barca ideale è molto simile ad un Amel 54

però devo dire che sono incuriosito dai cutter anche se non ho mai navigato su una barca armata cosi ne, onestamente, capisco bene i vantaggi della doppia vela di prua, anzi se me li spiegate in poche parole ve ne sarei grato.
ps - anche a me l'idea di avere 2 alberi da maggiore sicurezza piuttosto che averne uno altissimo
<hr height='1' noshade id='quote]</blockquote id='quote][color='quote]
Federico nella pratica e in poche parole
In un cutter lo strallo della trinchetta ti consente di inferire vele più piccole, generalmente a prua si ha il genova con il rolla che ridotto rende male e si sforma.
La barca risulta più bilanciata prendendo mani con la randa.
Inferire la vela è più facile che all'estrema prua come per un fiocco.
In sostanza

Se non hai il marocchino se no vengono giu tutti e 2


Cogitationis poenam nemo patitur.
