08-10-2009, 23:43
Sono andato a guardarmi un po' quello che dicono i nostri colleghi più esperti e famosi.
Trovo un po confermare quello che scrivo.
Date un'occhiata anche al sito di Andrea Mura da cui riporto
[. andando di bolina lo sbandamento è eccessivo, possiamo ridurlo spostando sottovento il carrello del trasto. Sulle barche piccole la maggioranza dei velisti più in gamba, per variare l'assetto della randa in funzione delle variazioni di velocità del vento, si usa più frequentemente il carrello che non la scotta. Ogni principiante ha imparato che al sopraggiungere di una raffica occorre filare un po' la scotta e venire al vento per ridurre lo sbandamento o per evitare di fare scuffia. Il velista esperto fa in pratica la stessa cosa, ma preferisce scarrellare. Dal momento che sotto raffica il vento arriva più da poppa, scarrellando sottovento si fa sì che l'angolo, che l'inferitura forma con la direzione del vento apparente, rimanga .]
di Andrea Mura
Comunque quello che dice Einstein non può essere contraddetto, infatti torno a dire che non si può fare un discorso unico.
Tutti noi sappiamo che talvolta da una regolazione non accademica ne deriva una prestazione migliore, talvolta pure inspiegabile.
Credo che la differenza di opinione nostra scaturisca da una fotografia diversa che abbiamo in mente e magari giriamo attorno allo stesso discorso. probabilmente ci basiamo su condizioni di vento diverse e su imbarcazioni diverse.
Altro non so
Trovo un po confermare quello che scrivo.
Date un'occhiata anche al sito di Andrea Mura da cui riporto
[. andando di bolina lo sbandamento è eccessivo, possiamo ridurlo spostando sottovento il carrello del trasto. Sulle barche piccole la maggioranza dei velisti più in gamba, per variare l'assetto della randa in funzione delle variazioni di velocità del vento, si usa più frequentemente il carrello che non la scotta. Ogni principiante ha imparato che al sopraggiungere di una raffica occorre filare un po' la scotta e venire al vento per ridurre lo sbandamento o per evitare di fare scuffia. Il velista esperto fa in pratica la stessa cosa, ma preferisce scarrellare. Dal momento che sotto raffica il vento arriva più da poppa, scarrellando sottovento si fa sì che l'angolo, che l'inferitura forma con la direzione del vento apparente, rimanga .]
di Andrea Mura
Comunque quello che dice Einstein non può essere contraddetto, infatti torno a dire che non si può fare un discorso unico.
Tutti noi sappiamo che talvolta da una regolazione non accademica ne deriva una prestazione migliore, talvolta pure inspiegabile.
Credo che la differenza di opinione nostra scaturisca da una fotografia diversa che abbiamo in mente e magari giriamo attorno allo stesso discorso. probabilmente ci basiamo su condizioni di vento diverse e su imbarcazioni diverse.
Altro non so
Tra me e il mare comanda il tempo...
Leandro
Leandro
