14-04-2010, 20:33
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14-04-2010, 20:35 da ale07.)
Citazione:LiberaMente ha scritto:
Io ho il fiocco coi terzaroli (è un 108%).
Lo ho scelto, al posto di averlo su frullino con strallo tessile, per poter ridurre lasciando ben aperto il canale tra fiocco e randa.
Il fiocco è ingarrocciato perchè del tuff luff non tanto mi fido con sventolate forti davvero, e avere la vela che scende restando agganciata allo strallo è meglio.
Poi, per condizioni proprio toste, mi sono fatto fare una trinchetta piccola (in realtà, un fiocco ORC al massimo della superfice ammissibile dalle OSR), quella su strallo tessile con frullino e con la drizza parancata.
Per ridurre si sposta una scotta (io uso quella sopravento sfilandola dal carrello e ripassandola dall'altra parte), poi si lasca la vela, si scende di drizza agganciando il nuovo punto di mura con uno stroppo di spectra già preparato a prua (un po' più alto per lasciare spazio ai garrocci sotto), si mettono in forza drizza e scotta e sei di nuovo in assetto. Dopo, conviene fare il salame e legare bene coi matafioni, per evitare che le onde e il vento danneggino la parte bassa della vela. Il punto di scotta della mano è un pò più alto di quello a vela tutta issata.
Segnalo anche che sui mini 6,50 usano spesso una mano di terzaroli anche sul gennaker grande, date le limitazioni sul numero di vele.
QUESTE son le cose che mi piace sentire, caro armatore di barca del passato







bv
