14-04-2010, 20:42
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14-04-2010, 20:50 da RMV2605D.)
Personalmente ritengo che la fettuccia di sicurezza (per evitare diatribe con gli anglofoni che chiamano life-line quella che per i naviganti nazionali sono le draglie) in una barca a vela, senza fare eccessivi nuovi attacchi, possa andare dalla galloccia di prua alla galloccia più interna delle drizze, subito a lato del tambuccio, da ambo i lati.
La fettuccia, vanno bene quelle tubolari che usano i velai di rinforzo alle bugne di scotta, può avere una gassa cucita da introdurre nella cava centrale della galloccia e ribaltare sulle ali: non si muove più!
Fatta una gassa si prova in barca e si imbastisce dove cucire la gassa sull'altra estremità per poterla introdurre e ribaltare con un pò di fatica. Anche in questo caso una volta ribaltata non si muove più. Qualcuno dirà: ma resta un pò lasca! Ccccerto... deve avere un pelo di lasco altrimenti ostacola lo scorrere del moschettone e rompe gli zebedei, inoltre caricare a 90° una fettuccia tesa a ferro moltiplica esageratamente ed inutilmente la sollecitazione.
Lo stroppo con i moschettoni che collega la cintura alla fettuccia non deve permettere di arrivare a toccare con il corpo le draglie dalla stessa parte della fettuccia, muovendosi sopravento c'è un ulteriore margine di sicurezza.
Si và così, sicuri di non potere andare fuori bordo, dal tambuccio (allacciarsi prima di uscire) alla ruota e, dall'altra parte, appena a pruavia dell'albero, verso prua si dovrebbe comunque andare solo legati sopravento e raddoppiare la cima (si passa sotto alla fettuccia e si mette anche il secondo moschettone alla cintura).
Utile un golfare al centro del pozzetto per ancorare chi ci opera.
Per il timoniere e per chi gira a poppa (molto pericoloso è passare attorno alle maxi ruote in uso) ritengo utilissima una gassa in alto (il più possibile .) fissata al belin. Provare per credere!


La fettuccia, vanno bene quelle tubolari che usano i velai di rinforzo alle bugne di scotta, può avere una gassa cucita da introdurre nella cava centrale della galloccia e ribaltare sulle ali: non si muove più!
Fatta una gassa si prova in barca e si imbastisce dove cucire la gassa sull'altra estremità per poterla introdurre e ribaltare con un pò di fatica. Anche in questo caso una volta ribaltata non si muove più. Qualcuno dirà: ma resta un pò lasca! Ccccerto... deve avere un pelo di lasco altrimenti ostacola lo scorrere del moschettone e rompe gli zebedei, inoltre caricare a 90° una fettuccia tesa a ferro moltiplica esageratamente ed inutilmente la sollecitazione.
Lo stroppo con i moschettoni che collega la cintura alla fettuccia non deve permettere di arrivare a toccare con il corpo le draglie dalla stessa parte della fettuccia, muovendosi sopravento c'è un ulteriore margine di sicurezza.
Si và così, sicuri di non potere andare fuori bordo, dal tambuccio (allacciarsi prima di uscire) alla ruota e, dall'altra parte, appena a pruavia dell'albero, verso prua si dovrebbe comunque andare solo legati sopravento e raddoppiare la cima (si passa sotto alla fettuccia e si mette anche il secondo moschettone alla cintura).
Utile un golfare al centro del pozzetto per ancorare chi ci opera.
Per il timoniere e per chi gira a poppa (molto pericoloso è passare attorno alle maxi ruote in uso) ritengo utilissima una gassa in alto (il più possibile .) fissata al belin. Provare per credere!


