05-05-2010, 22:37
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-05-2010, 22:41 da skipperVELA.)
Citazione:aleufo ha scritto:
Scusate se dò un seguito a quello che ho scritto su fare cose diverse. Io credo che sia importante la coerenza delle cose. Mi spiego, alcuni nuovi progetti dei quali stiamo parlando riprendono alcuni concetti studiati e realizzati in una certa direzione. Non è possibile non collegare le barche a poppa larga e con spigoli a Volvo 70 e Class 40 (già detto), ma se guardiamo i parametri più importanti notiamo subito, penso, una grande incongruenza IL PESO. Forse un Volvo 70 che pesasse il doppio di quello che pesa non sarebbe coerente, forse un class 40 che invece di pesare 4800/5300 ne pesasse 9000 lo stesso. K9 (50piedi) che riprende un pò la formula di un Volvo pesa realmente circa 9000kg con 4000kg di zavorra. Se controlliamo il peso delle barche della discussione vediamo che non si discostano dal peso di barche 'normali'. 5000kg un 35 o 11300 kg un . i pesi di barche normali. Quindi la mia domanda in questo caso è... c'è una coerenza fra peso e forma?
. un . il discorso sembra si faccia molto . di affrontarlo con un minimo di teoria:
per parlare di peso (dslocamento?) e forma in una barca a vela tali fattori devono essere strettamente correlati in conformità di alcune variabili entro le quali il progettista verifica l'avviamento delle linee d'acqua e delle ordinate. Avendo a disposizione un modello virtuale dello scafo, si potrà eseguire una serie di calcoli basati sui volumi, pesi, momenti di inerzia ecc ecc. ma, per non fare il discorso troppo complicato, e per venire più propriamente a rispondere al quesito del nostro amico nella relazione tra peso e forma, facciamo un esempio: gli scafi disegnati intorno agli anni '70 che parteciparono alle regate IOR, la deriva è parte integrante della carena. da ciò ne deriva una inversione della curvatura per poter ottenere il giusto avviamento dello scafo.
Nei progetti attuali è difficile trovare tale disegno di carena dato che la deriva è rappresentata da una lama dal profilo aereodinamico e generalmente da un bulbo nella zona più sottostante. Da ciò ne deriva un abbassamento del baricentro di tutto lo scafo con il vantaggio della maggiore stabilità.
I nuovi materiali, come il carbonio, ci fanno assitere a scafi sempre più leggeri (non a scapito della resistenza) con le masse poste sempre più in basso.
Gianfranco
Giovinezza giovinezza che mi sfuggi tuttavia chi vuol esser lieto sia del doman non c'è certezza....
