Citazione:shabrumi ha scritto:
Albert mi sono spiegato male.
Intendevo dire che anche il carico di lavoro della drizza va calcolato per poi comperare la drizza opportuna.
E per fare questo processo io ho delle difficolta:
Per le drizze dei fiocchi normalmente (fabbroni insegna) si prende il carico di lavoro della bugna (calcolato con la formula di Marshall, ci si toglie il 20% e il risultato lo si considera come carico di lavoro della drizza. Ma la drizza di un code0 dovrebbe avere un carico più alto di quella di un fiocco visto che deve mettere in tensione la luff line a mò di strallo.
E confesso che non so come calcolarlo sto carico in modo ortodosso.
Sì,....avevo capito cosa volevi dire.
Ma allora rientriamo in un discorso più ampio, in pratica quello che zankipal qualche riga più su ha accennato: se vogliamo risolvere il problema scientificamente, dobbiamo partire dai dati della barca, dal suo momento raddrizzante, dal dislocamento, dai carichi dinamici dovuti alle onde, senza però dimenticare che andiamo a sollecitare di punta un profilo di un albero che forse non è stato calcolato per quello sforzo, passando per una puleggia di spi che forse ha la scatola, il perno e il corpo non dimensionati per reggere il carico della drizza del code zero.....
Se non sai dunque che pesci pigliare, direi che come carico di rottura puoi assumere quello dello strallo di prua (che qualcun altro ha già calcolato)....dato che la ghinda del code zero va in pratica a farne le veci.
Ritornando poi a qualche riga più su, ho detto che il carico è commisurato alla catenaria che si ritiene idonea.....tradotto in parole povere: se tu hai una fune orizzontale, con un carico da sostenere (per semplicità concentrato) X nel mezzo, ai capi avrai tensione X/2 quando la catenaria è massima, e tensione tendente ad infinito quando la catenaria tenderà a 0. Idem con la ghinda del code zero: più aumenti la tensione più dritta viene, dunque starà a te fermarti prima di superare i carichi che hai assunto come limite.
Ciao