15-11-2010, 00:28
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 15-11-2010, 00:29 da miwiki.)
Ho fatto un copia e incolla dato che tempo fa in un'analoga discussione, qualche ADV chiedeva se c'erano delle esperienze con questo sistema di autogoverno.
Ho un master di www.royalperfekt.de trovato montato sulla barca che comprai sei anni fa, è un timone a vento di ultima generazione,più o meno è l'equivalente del più noto pacific plus di
www.windpilot.de (come già scritto nel forum,da questo sito si può scaricare gratuitamente un libro sul timone a vento, anche in italiano),
il royalperfekt ha il vantaggio rispetto al windpilot, di avere entrambe le pale che possono fuoriuscire dall'acqua,di contro è un po' più pesante perchè è in inox, mentre il windpilot è in alluminio.
Ho navigato più volte portato dal timone a vento, ed è un piacere starsene a bordo senza far nulla e vederlo lavorare, guardare la ventola che flette e le pale che muovendosi tengono la barca in rotta.
Una volta acquisita l'esperienza di posizionare la ventola in base all'andatura,fissare il timone principale(un po' alla poggia a volte un po' all'orza o al centro) e regolare le vele, si ha un'instancabile e precisissimo timoniere, anche in poppa piena, l'ho provato con vento che stava dai 25 ai 28 nodi, genoa parzialmente aperto e faceva correre la barca a 8,5-9 nodi.
L'intensità del vento più debole con cui l'ho provato è stata di 7 nodi, e anche con venti leggeri si è rivelato molto preciso.
L'andatura in cui è più difficile la regolazione è quella al traverso,soprattutto con vento e onda, ma questo lo dicono anche Malingri e Devetag nel loro libro moana.
Ma nonostante tutte le sue buone qualità,lo scorso anno l'ho smontato per i seguenti motivi:
-purtroppo non faccio lunghe navigazioni le mie crociere vanno dal nord Adriatico all'Egeo con ritorno,facendo prevalentemente tratti costieri e a volte brevi; la mia navigazione più lunga va dalla Croazia del sud alla Grecia.
-spesso in Adriatico non c'è vento e nelle navigazioni a motore mi avvalgo di un'autopilota elettrico, inoltre quando navigo a vela mi diverto a stare al timone.
-durante le manovre nei porti è un po' ingombrante e si ha paura di danneggiarlo.
-infine ho un posto barca troppo di misura e in questo modo ho accorciato di un po' la lunghezza dell'imbarcazione.
Essendo sempre stato affascinato da questo sistema di autogoverno, ho utilizzato il timone a vento più per il piacere di usarlo che per necessità. Consiglio a tutti gli ADV attratti da questo accessorio,di cogliere l'occasione, qualora dovesse capitare, di una veleggiata dove chi porta la barca è un sistema di questo tipo.
Al momento Giacomino (questo è il nome del timone a vento)riposa in garage, spero in futuro di poterlo rimontare per navigazioni più lunghe, 'il suo vento è l'Aliseo'.
Buon vento
Ho un master di www.royalperfekt.de trovato montato sulla barca che comprai sei anni fa, è un timone a vento di ultima generazione,più o meno è l'equivalente del più noto pacific plus di
www.windpilot.de (come già scritto nel forum,da questo sito si può scaricare gratuitamente un libro sul timone a vento, anche in italiano),
il royalperfekt ha il vantaggio rispetto al windpilot, di avere entrambe le pale che possono fuoriuscire dall'acqua,di contro è un po' più pesante perchè è in inox, mentre il windpilot è in alluminio.
Ho navigato più volte portato dal timone a vento, ed è un piacere starsene a bordo senza far nulla e vederlo lavorare, guardare la ventola che flette e le pale che muovendosi tengono la barca in rotta.
Una volta acquisita l'esperienza di posizionare la ventola in base all'andatura,fissare il timone principale(un po' alla poggia a volte un po' all'orza o al centro) e regolare le vele, si ha un'instancabile e precisissimo timoniere, anche in poppa piena, l'ho provato con vento che stava dai 25 ai 28 nodi, genoa parzialmente aperto e faceva correre la barca a 8,5-9 nodi.
L'intensità del vento più debole con cui l'ho provato è stata di 7 nodi, e anche con venti leggeri si è rivelato molto preciso.
L'andatura in cui è più difficile la regolazione è quella al traverso,soprattutto con vento e onda, ma questo lo dicono anche Malingri e Devetag nel loro libro moana.
Ma nonostante tutte le sue buone qualità,lo scorso anno l'ho smontato per i seguenti motivi:
-purtroppo non faccio lunghe navigazioni le mie crociere vanno dal nord Adriatico all'Egeo con ritorno,facendo prevalentemente tratti costieri e a volte brevi; la mia navigazione più lunga va dalla Croazia del sud alla Grecia.
-spesso in Adriatico non c'è vento e nelle navigazioni a motore mi avvalgo di un'autopilota elettrico, inoltre quando navigo a vela mi diverto a stare al timone.
-durante le manovre nei porti è un po' ingombrante e si ha paura di danneggiarlo.
-infine ho un posto barca troppo di misura e in questo modo ho accorciato di un po' la lunghezza dell'imbarcazione.
Essendo sempre stato affascinato da questo sistema di autogoverno, ho utilizzato il timone a vento più per il piacere di usarlo che per necessità. Consiglio a tutti gli ADV attratti da questo accessorio,di cogliere l'occasione, qualora dovesse capitare, di una veleggiata dove chi porta la barca è un sistema di questo tipo.
Al momento Giacomino (questo è il nome del timone a vento)riposa in garage, spero in futuro di poterlo rimontare per navigazioni più lunghe, 'il suo vento è l'Aliseo'.
Buon vento
I migliori venti.
