08-02-2011, 19:49
Domanda:
ai fini della prestazione una elasticità un po' piu' alta della cima cosa comporta? Cioè se sotto carico accetto un po' di allungamento della scotta cosa succedde?
IMHO in condizioni statiche niente tanto posso recuperare il cm di allungamento con un colpo di manovella.
In condizioni dinamiche (vento rafficato) è come se avessi un tailer che molla 1cm di scotta. Questo è controproducente?
Se stessimo parlando di scotta randa mi aspetto che sia un effetto benefico in quanto toglie un pelo di pressione sulla . per le scotta genoa non saprei
Peter
ai fini della prestazione una elasticità un po' piu' alta della cima cosa comporta? Cioè se sotto carico accetto un po' di allungamento della scotta cosa succedde?
IMHO in condizioni statiche niente tanto posso recuperare il cm di allungamento con un colpo di manovella.
In condizioni dinamiche (vento rafficato) è come se avessi un tailer che molla 1cm di scotta. Questo è controproducente?
Se stessimo parlando di scotta randa mi aspetto che sia un effetto benefico in quanto toglie un pelo di pressione sulla . per le scotta genoa non saprei
Peter
Citazione:Vince_VR ha scritto:
Sulle scotte del genova assume una valenza positiva anche la maneggevolezza.
E' innegabile che se tu adottassi PBO a fili paralleli probabilmente potresti usare una 'scotta' del 5, forse anche del 4. Ma ti conviene? No, ti rispondono tutti, perchè ti segherebbe le mani!
Allora, nelle scotte si preferisce privilegiare il diametro alla qualità del filato, almeno fino a quando questo rimane in termini di convenienza.
Ritengo sia condiviso da tutti affermare che la 'comodità' di una scotta si colloca nell' intervallo 10/18 mm e solo quando i diametri salgono oltre conviene cominciare a ragionare di filati più sofisticati.
Perchè poi, si dice Poliestere, ma la cosa è vasta: come dice un mio amico cordaio (fa corde, non cime), c'e' il PoliEstere ed il PoliPattume!
