03-10-2011, 17:04
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 03-10-2011, 17:07 da francesco72.)
Sono un principiante.
Io ho noleggiato Bavaria 36 con rollaranda ed usato, sempre a noleggio:
- 1 Bavaria 35 con il circuito delle borose rimandato in pozzetto che, con una scotta sola passava dalla mura di terzarolo, ritornava nel boma, usciva da una carrucola nella varea per entrare nella bugna di terzarolo e finire fissata al boma.
-1 Beneteau Cyclades 39 con circuito delle borose sempre rimandato in pozzetto, ma separato (1 scotta per la mura di terzarolo e 1 scotta per la bugna di terzarolo).
Nel Bavaria 36 con Rollaranda, per aprire la randa, occorreva andare in testa d'albero, sbloccare il rollaranda e poi, dal pozzetto, tirare la scotta del tesabase per far uscire la randa, curandosi di far ruotare la scotta (chiusa ad anello) rimandata in pozzetto che passava nel winch montato a piede d'albero. Prua al vento ma preferibilmente leggermente con mure a dritta per agevolare l'apertura. Una volta aperta, per evitare che si rollasse al contrario, occorreva andare a piede d'albero e bloccare il winch in modo tale che potesse girare solo nel senso corretto. Al momento di ridurre la randa bisognava portarsi sempre prua al vento, con mure leggermente a dritta, curandosi di tenere in tensione il tesabase ed avvolgere. Da solo nel pozzetto oltre che venirmi sempre il dubbio ('Si chiuderà anche questa volta o si fermerà a metà strada'?) era un'operazione non proprio comoda e non mi trasmetteva sicurezza.
Nel Bavaria 35 con il circuito delle borose unico per bugna e mura le scotte delle borose erano per me una rottura di scatole: a volte non scorrevano bene. Lo percepisco come un circuito tortuoso e lungo è pieno di rischi di incattivimento delle scotte delle borose. (Questa è la mia SENSAZIONE da principiante).
Con il Cyclades che ha il circuito più rudimentale ma rimandato in pozzetto mi sento molto sicuro. Quando isso la randa lascio scorrere le scotte delle borose e controllo anche che siano in chiaro, poi, al momento di ridurre la tela sono di facile utilizzo, sempre molto scorrevoli e non mi lasciano dubbi. Ci metto un po' di tempo in più ma agisco con più tranquillità.
P.S.
Ho visto equipaggi a noleggio riavvolgere la randa senza mettere la prua al vento. Probabilmente il rollaranda fa pensare che ci si possa esimere dalla pratica di sventare la randa mettendo la prua al vento e di agire semplicemente sul tesabase. Probabilmente la causa di queste rotture è un'eccessiva confidenza con l'accrocchio.
Io ho noleggiato Bavaria 36 con rollaranda ed usato, sempre a noleggio:
- 1 Bavaria 35 con il circuito delle borose rimandato in pozzetto che, con una scotta sola passava dalla mura di terzarolo, ritornava nel boma, usciva da una carrucola nella varea per entrare nella bugna di terzarolo e finire fissata al boma.
-1 Beneteau Cyclades 39 con circuito delle borose sempre rimandato in pozzetto, ma separato (1 scotta per la mura di terzarolo e 1 scotta per la bugna di terzarolo).
Nel Bavaria 36 con Rollaranda, per aprire la randa, occorreva andare in testa d'albero, sbloccare il rollaranda e poi, dal pozzetto, tirare la scotta del tesabase per far uscire la randa, curandosi di far ruotare la scotta (chiusa ad anello) rimandata in pozzetto che passava nel winch montato a piede d'albero. Prua al vento ma preferibilmente leggermente con mure a dritta per agevolare l'apertura. Una volta aperta, per evitare che si rollasse al contrario, occorreva andare a piede d'albero e bloccare il winch in modo tale che potesse girare solo nel senso corretto. Al momento di ridurre la randa bisognava portarsi sempre prua al vento, con mure leggermente a dritta, curandosi di tenere in tensione il tesabase ed avvolgere. Da solo nel pozzetto oltre che venirmi sempre il dubbio ('Si chiuderà anche questa volta o si fermerà a metà strada'?) era un'operazione non proprio comoda e non mi trasmetteva sicurezza.
Nel Bavaria 35 con il circuito delle borose unico per bugna e mura le scotte delle borose erano per me una rottura di scatole: a volte non scorrevano bene. Lo percepisco come un circuito tortuoso e lungo è pieno di rischi di incattivimento delle scotte delle borose. (Questa è la mia SENSAZIONE da principiante).
Con il Cyclades che ha il circuito più rudimentale ma rimandato in pozzetto mi sento molto sicuro. Quando isso la randa lascio scorrere le scotte delle borose e controllo anche che siano in chiaro, poi, al momento di ridurre la tela sono di facile utilizzo, sempre molto scorrevoli e non mi lasciano dubbi. Ci metto un po' di tempo in più ma agisco con più tranquillità.
P.S.
Ho visto equipaggi a noleggio riavvolgere la randa senza mettere la prua al vento. Probabilmente il rollaranda fa pensare che ci si possa esimere dalla pratica di sventare la randa mettendo la prua al vento e di agire semplicemente sul tesabase. Probabilmente la causa di queste rotture è un'eccessiva confidenza con l'accrocchio.
