07-11-2011, 00:17
I problemi del rollaranda nell'albero sono ben noti (rande non steccate, alberi pesanti, incattivamento pericoloso, ecc, ecc.). Vediamo il rollaranda nel boma.
Con il rollaranda nel boma la vela può essere anche 'full batten' e può essere tagliata in maniera più decente, mantenedo una forma corretta anche quando viene terzarolata; occorre però dire che la randa 'nel boma' necessita di una canaletta di inferitura nell'albero (e dunque di un sistema di inferitura) simile a quello dei fiocchi nei rollafiocchi, cioé niente garrocci (o carrelli) che altrimenti avvolgendosi insieme alla vela darebbero un enorme spessore al 'rotolone' di vela rendendone impossibile il suo stivaggio all'interno del boma. Quel tipo di inferitura é ben noto che sia un po' più duro da fare scorrere rispetto ai garrocci e ai carrelli, pertanto, a meno di possedere sistemi idraulici o elettrici che aiutino a drizzare la vela (ma noi comuni navigatori di ordinarie capacità di spesa non possediamo quelle cose), drizzare la randa a mano é un po più faticoso ed é pertanto normalmente obbligatoria una drizza parancata per dimezzare lo sforzo, con il disagio (sopportabile) di trovarsi sul ponte o nel pozzetto rinviata una drizza lunghissima da riordinare. Personalmente penso che questo sistema sia senz'altro preferibile a quello nell'albero, fosse anche solo perché in caso di inceppamento del sistema si può sempre tirare giù la vela; non capisco perché sia così poco diffuso.
Poi é chiaro che la randa tradizionale sotto il profilo della resa é nettamente migliore, ma é il prezzo da pagare alla comodità.
Con il rollaranda nel boma la vela può essere anche 'full batten' e può essere tagliata in maniera più decente, mantenedo una forma corretta anche quando viene terzarolata; occorre però dire che la randa 'nel boma' necessita di una canaletta di inferitura nell'albero (e dunque di un sistema di inferitura) simile a quello dei fiocchi nei rollafiocchi, cioé niente garrocci (o carrelli) che altrimenti avvolgendosi insieme alla vela darebbero un enorme spessore al 'rotolone' di vela rendendone impossibile il suo stivaggio all'interno del boma. Quel tipo di inferitura é ben noto che sia un po' più duro da fare scorrere rispetto ai garrocci e ai carrelli, pertanto, a meno di possedere sistemi idraulici o elettrici che aiutino a drizzare la vela (ma noi comuni navigatori di ordinarie capacità di spesa non possediamo quelle cose), drizzare la randa a mano é un po più faticoso ed é pertanto normalmente obbligatoria una drizza parancata per dimezzare lo sforzo, con il disagio (sopportabile) di trovarsi sul ponte o nel pozzetto rinviata una drizza lunghissima da riordinare. Personalmente penso che questo sistema sia senz'altro preferibile a quello nell'albero, fosse anche solo perché in caso di inceppamento del sistema si può sempre tirare giù la vela; non capisco perché sia così poco diffuso.
Poi é chiaro che la randa tradizionale sotto il profilo della resa é nettamente migliore, ma é il prezzo da pagare alla comodità.
